giovedì 27 settembre 2012

La Financial Services Authority britannica è stata sommersa di reclami a causa delle assicurazioni sui mutui

Non solo in Italia esistono problematiche legate al cosiddetto credit protection, ovvero le polizze di protezione che vengono stipulate a copertura dei rischi derivanti dalla possibile insolvenza dei mutuatari in seguito a molteplici cause, prime fra tutte la perdita del posto di lavoro. Nel nostro Paese è sempre guerra aperta tra l'Isvap e gli istituti di credito e il governo. Le misure via via adottate non sono mai del tutto gradite né alle compagnie di assicurazione né alle banche. Questo malcontento evidentemente esiste anche all'estero e la notizia che la Financial Services Authority britannica sia stata sommersa di reclami lo dimostra. A renderlo noto è stato l'autorevolissimo quotidiano britannico Telegraph. Il numero totale dei reclami ricevuti dall'Authority è salito del 59% in sei mesi ma, circoscrivendo il dato alle sole assicurazioni dei mutui, l’aumento è molto più consistente e si attesta addirittura al 129%. Nel mese di agosto sono pervenute alla Financial Services Authority circa 1.500 nuove denunce al giorno, stando alle dichiarazioni del Difensore civico finanziario. Finora – ha detto sempre il Telegraph – tale vicenda è costata 9 miliardi di sterline alle banche d’oltremanica. Questi prodotti assicurativi sono, da tempo, finiti nell’occhio del ciclone poiché in molti casi si sono rivelati inutili e costosi. Per giunta, in molti casi sarebbero stati erroneamente presentati come obbligatori.
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