martedì 31 luglio 2007

Attivita' antifrode su carte e bancomat

Tutte le società, le banche e gli intermediari finanziari che emettono carte di pagamento e gestiscono reti commerciali di accettazione delle carte, entro il prossimo 13 settembre, avranno l'obbligo di compilare e trasmettere all'Ucamp (Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento - questo ufficio fa capo al Ministero dell'Economia) un formulario con i propri dati. A partire dai formulari inviati, sarà messa a punto una lista nominativa delle società segnalanti. Il tutto mira a realizzare un imponente archivio informatico che avrà il compito di catalogare e custodire un elenco di punti vendita e sportelli automatici, ma anche operazioni con carte di credito e bancomat. L'obiettivo dichiarato è quello di contrastare le frodi sulle carte di pagamento. Lo prevede il decreto legge numero 112 del 30 Aprile 2007, attuativo della legge 166 del 2005 che istituisce un sistema di prevenzione dalle frodi sulle carte di pagamento. Il regolamento completo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana numero 175 del 30 luglio 2007 ed entrerà in vigore il prossimo 14 agosto. Ad alimentare l'archivio, gestito dall'Ucamp, saranno le stesse società segnalanti, che dovranno comunicare i dati (dei punti vendita nei cui confronti è stata rinnovata o revocata la convenzione sulla negoziazione delle carte di pagamento per motivi di sicurezza o frode, delle transazioni con le carte, degli sportelli automaticamente manomessi) e le informazioni (sui punti vendita e sulle carte sottoposte a monitoraggio perché a rischio frode). Le società segnalanti dovranno comunicare i dati relativi agli anni 2005, 2006 e 2007 entro e non oltre il 10 febbraio del 2008. Mentre si applicheranno dal 14 agosto 2008 le norme sulle informazioni: saranno immesse dopo l'apertura del periodo di monitoraggio. Infatti, se raggiungono i parametri che configurano il rischio di frode, il punto vendita o la carta sono sottoposti a monitoraggio, che può concludersi con la revoca della convenzione tra la società e l'esercizio commerciale o l'accertamento dell'operazione come non riconosciuta dal titolare della carta.

lunedì 30 luglio 2007

Mutui eterni anche in Italia

Fino a qualche mese fa sembrava impossibile e invece, anche in Italia, sta prendendo piede l'uso, da parte degli istituti di credito, di concedere mutui senza scadenza. Sono i cosiddetti mutui eterni. I sottoscrittori pagano alla banca, mensilmente, per tutta la vita, un determinata somma di denaro che, di norma, è più bassa di quella richiesta nei contratti di tipo tradizionale. Inoltre, è possibile trasferire il debito contratto anche agli eredi. Attualmente sono circa una ventina le banche, in Italia, che concedono questo tipo di finanziamenti. Comprare casa è diventato quanto mai difficile ed oneroso; l'aumento dei tassi d'interesse da parte della BCE di certo non ha aiutato, anzi ha scoraggiato gli acquisti nel settore immobiliare che, di fatti, ristagna. Qual'è allora l'unica soluzione possibile? Accendere un mutuo eterno. Ma conviene veramente? E' nostro parere che una soluzione del genere convenga soprattutto alle banche e non ai clienti. Infatti, fino a quando il mutuo non è completamente estinto, ricordiamo che è sempre la banca che gode dell'ipoteca sull'immobile. Pertanto, accendere un mutuo eterno, significa, in buona sostanza, non divenire mai, veramente, proprietari dell'immobile che si sta pagando. Un'altra considerazione da fare è sui tassi d'interesse applicati. Di sicuro più si allunga la durata del mutuo, tanto più questi prevederà un piano di rimborso con delle rate più contenute, ma a fronte di un risparmio apparente di poche decine di euro al mese, in dieci o venti anni l'ISC farà lievitare l'ammontare complessivo del mutuo ben al di sopra del reale valore dell'immobile che, di conseguenza, in caso di vendita, non garantirebbe alcun guadagno alle quotazioni di mercato. Il fatto poi che il debito possa essere, in automatico, trasferito agli eredi è quanto meno discutibile. Non a tutti, infatti, farebbe piacere dover pagare per un bene che, vista la tipologia del contratto, non diventerà mai davvero di sua proprietà. In soldoni il calcolo da fare è piuttosto semplice: se un impiegato trentacinquenne di Milano stipula un mutuo per la prima casa da 100.000 euro, con Ltv (Ltv sta per loan to value ed è la quota dell'investimento finanziata dal mutuo - ndr) del 50%, oggi può spuntare un tasso fisso del 5,5% sia sui 30 che i 40 anni, o il 4,87% variabile sia a 30 che a 40 anni. La rata mensile a tasso fisso a 30 anni è di 568 euro, a 40 di 516, di 529 euro sul variabile la rata a 30 anni e di 474 a 40. Il rimborso del mutuo a 30 anni costa 204.480 euro con il tasso fisso e 190.440 col variabile, mentre a 40 anni costa 247.680 euro col fisso e 227.520 col variabile. La differenza è di 43.200 euro tra 40 e 30 anni col tasso fisso e 37.080 col variabile, a fronte di un alleggerimento di 52 euro della rata mensile a 40 anni rispetto a quella a 30 anni con il mutuo a tasso fisso e di 55 euro con il variabile. Insomma, per ridurre la rata mensile del 10% circa, si paga alla fine di un contratto di 40 anni rispetto al mutuo a 30 anni il 21% in più con il tasso fisso e il 19,5% con il tasso variabile. Come volevasi dimostrare...

domenica 29 luglio 2007

Costo del denaro oltre l'11%

Una stima dell'Adusbef, sui dati recentemente diffusi da Bankitalia, in merito al costo del denaro, rivela una situazione a dir poco disastrosa. In Calabria il denaro costa più che in ogni altra parte d'Italia, ben l'11,28%. A seguire la Basilicata con il 10,45%. Nel panorama meridionale si inserisce l'unica regione del Nord Italia, la Valle d'Aosta con il 10,18%. Anche in Puglia le cose non vanno bene; qui il costo del denaro è al 10,06%. I tassi più bassi, secondo l'Adusbef, sono applicati in Trentino Alto Adige (6,47%), seguita dal Lazio (7,16%) e dalla Lombardia (7,36%). Le banche italiane, accusa l'Adusbef, oltre a praticare il costo del denaro con un ingiustificabile differenziale fra Nord e Sud, applicano uno spread medio pari a 6,23 punti fra raccolta e impieghi. Ovviamente, chi risente maggiormente di questa incresciosa situazione sono le famiglie, che vedono applicarsi tassi bassi sui loro conti correnti e altissimi sui prestiti che richiedono. L'Adusbef, attraverso questa accurata indagine conoscitiva, replica all'Abi che aveva affermato che "tra giugno 2006 e maggio 2007, primo periodo di applicazione della Legge Bersani, non vi è stata alcuna differenziazione fra l'andamento dei prezzi delle principali forme di raccolta e di impiego verso il settore delle famiglie".
APPROFONDIMENTI: Rapporto Afo 2007 sul credito al consumo
Banche: lucrati 5,3 miliardi di euro a danno dei consumatori!

sabato 28 luglio 2007

Subprime: cosa sono e a chi sono rivolti

I Subprime sono dei mutui concessi a clienti ad alto rischio d'insolvenza. Molti di questi finanziamenti, se non tutti, una volta concessi dalle società finanziarie, vengono quasi istantaneamente girati alle banche che li usano come base per emettere titoli da collocare sul mercato. Gli interessi che i clienti devono sopportare sono elevatissimi, spesso ben al di sopra della soglia d'usura. La regolamentazione dei Subprime, inoltre, prevede penali pesantissime anche in caso di estinzione anticipata del debito. Il rischio legato ai Subprime è talmente elevato che sconsigliamo vivamente ai piccoli investitori di acquistare titoli ad essi collegati. In virtù del mancato pagamento dei debiti, sono a tutt'oggi fallite oltre 23 società specializzate nel settore. Inoltre, è bene chiarire che a fronte dell'enorme massa debitoria accumulata, il mercato dei derivati emessi sui mutui Subprime è a forte rischio!

venerdì 27 luglio 2007

Il phishing colpisce Postepay la carta ricaricabile di Poste Italiane!


Questa volta a finire nel mirino dei truffatori sono i possessori della carta gialla Postepay. Come al solito, le e-mail truffa vengono inviate in massa a chiunque (quindi anche a chi possessore della carta non è), il corpo del messaggio avvisa l'utente che una fantomatica operazione di ricarica è stata effettuata con successo. Se ne indicano gli importi, la data e l'ora dell'operazione, salvo poi avvisare l'utente che se vi sono delle anomalie nell'operazione, questa può essere annullata cliccando sul link indicato nell'e-mail e che conduce, invece, al sito dei truffatori.

Di seguito il testo integrale dell'e-mail truffaldina

Gentile cliente,
Le confermiamo che l'operazione di ricarica della carta postepay, richiesta in data 26/07/2007 alle ore 16.43.00, e' stata effettuata con successo.
L'importo ricaricato e' stato addebitato sulla sua carta postepay.

Riepilogo informazioni ricarica carta postepay:
Importo ricaricato: 165,00
Commissioni: 1,00
Importo totale: 166,00
Se pensate che sia qualcosa male con la ricarica prego
seguire il collegamento qui sotto ed anullare la transzatione

Accedi ai servizi online (QUESTO E' IL LINK CHE CONDUCE AL SITO DEI TRUFFATORI NON CLICCATECI MAI SOPRA!)

La ringraziamo per aver scelto i nostri servizi.

Distinti Saluti
BancoPosta

Come si evince dal testo non si tratta di un'operazione reale, ma di una truffa bella e buona. Innanzitutto gli errori a livello lessicale ("Se pensate che sia qualcosa male", "anullare la transzatione"), lasciano intendere che potrebbe trattarsi di truffatori stranieri. Inoltre, è bene ricordare che per effettuare un'operazione di ricarica della carta Postepay le commissioni sono a debito per il cliente e non a credito come l'email vorrebbe far credere (per chiarezza, l'importo dovrebbe essere diminuito di 1 euro e non aumentato). Ancora un'altra raccomandazione: NON CLICCATE MAI sui link indicati nelle email, questi collegamenti ipertestuali conducono direttamente ai siti dei truffatori, che sembrano in tutto e per tutto simili a quelli originali, ma non lo sono affatto!

Mutuo Domus Fisso di Intesa Sanpaolo

Oggi analizziamo in dettaglio il mutuo "Domus Fisso" di Banca Intesa Sanpaolo. Balza immediatamente agli occhi l'enormità del costo d'istruttoria, ben 500 euro! Fortunatamente la perizia viene effettuata a costo zero. Il finanziamento è concesso a tutti i clienti privati (lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e per ogni tipo di immobile.
Può avere una durata minima di 5 anni e massima non superiore ai 30 anni. Il piano di rimborso è mensile. Il tecnico che effettua la perizia può essere scelto dal cliente fra quelli convenzionati e indicati dalla banca oppure ci si può avvalere del tecnico interno della Banca a costi molto contenuti (sconsigliamo quest'ultima ipotesi). L'offerta prevede l'accensione di un'assicurazione gratuita che serve da "paracadute" in caso di perdita anticipata del posto di lavoro o decesso del richiedente. Il tutto serve a liberare gli eredi dall'estinzione delle rate rimanenti. Non sono previste penali in caso di estinzione anticipata del mutuo. In quanto alle spese di incasso rata, nulla è specificato. Il tasso d'interesse applicato è pari al 5,79% con un ISC del 6,02%. A fronte di una richiesta di 100.000,00 euro alla fine del mutuo, il cliente avrà rimborsato alla banca 211003,20 euro pagando mensilmente una rata di € 586,12.

VALUTAZIONE FINALE DEL MUTUO DOMUS FISSO DI BANCA INTESA SANPAOLO

Se non fosse per l'eccessivo costo d'istruttoria, diremo che si tratta di un buon prodotto, in linea con la media di mercato (che lo ribadiamo per l'ennesima volta è ancora troppo cara! E le banche continuano ad ignorare l'invito del Governatore della Banca d'Italia Draghi, che ha denunciato questa anomalia, propria del sistema bancario italiano, di mantenere i tassi d'interesse un punto, un punto e mezzo, al di sopra della media dei tassi applicati nel resto d'Europa). Un altro punto a sfavore, questo prodotto finanziario, lo ottiene per la poca trasparenza inerente le spese di incasso rata. Ottime la copertura assicurativa e l'assenza di penali d'estinzione anticipata. VOTO: 6,5

giovedì 26 luglio 2007

Il Fondo Monetario lancia l'allarme! L'economia italiana è ferma!

Mentre l’economia mondiale viaggia a pieno ritmo e cresce costantemente, tanto che le stime di crescita del 2007 e del 2008 sono riviste al rialzo dello 0,3% (al 5,2%), grazie anche alla poderosa spinta di Cina, India e Russia, l’Italia ristagna e si ferma all’1,8% e all’1,7% nel 2008 anche rispetto ai paesi della zona Euro (in fase di accelerazione al 2,6% nell’anno in corso). Queste stime, a cura del Fondo monetario internazionale, sono aggiornate rispetto a quelle del World Economic Outlook di aprile, secondo cui l’economia globale “continua a espandersi con vivacità nel primo semestre”. Se gli Usa registrano una frenata nel primo trimestre (nel secondo gli indicatori danno segnali di ripresa), Eurolandia e Giappone allungano il passo (+0,3% al 2,6%) con Paesi emergenti (come Cina, India e Russia) segnati da una forte crescita economica. I dati attuali, forniti da questa indagine del Fondo monetario internazionale, riflettono le rilevazioni che giungono dall’Italia in questo momento e che sono relative a investimenti, consumi, inflazione e produzione. La Germania, locomotiva dell’economia europea, dopo qualche anno di crisi, recupera ed attesta i propri indicatori economici ad un lusinghiero +2,6% (+0,8%) e +2,4% (+0,5%) nel 2007 e nel 2008. Nell’anno in corso, la Comunità Europea e il Giappone dovrebbero staccare gli Stati Uniti d'America dello 0,6%, mentre le posizioni si dovrebbero invertire nel corso del 2008: 2,8% degli Stati Uniti contro il 2,5% della zona dell’euro e il 2% dell’area dello yen.

mercoledì 25 luglio 2007

Credito al consumo in aumento!

Lo rivela il Rapporto Afo 2007, che ha analizzato la sfera del piccolo credito.

La congiuntura economica positiva, spiega il Rapporto Afo, farà sentire i suoi effetti anche sul settore bancario con gli impieghi che cresceranno del 9,8% nel 2007, dell'8,6% nel 2008 e dell'8,5% nel 2009. In aumento anche i finanziamenti alle famiglie che, per quel che concerne i mutui, sono attesi in crescita dell'11% quest'anno e del 9,5% nel 2008. In netto aumento anche il credito al consumo che, stando al Rapporto Afo, crescerà del 12,8% nel 2007 e del 13,2% nel 2008. Per quanto riguarda la raccolta, la crescita dei depositi si manterrà sul 5,2% registrato lo scorso anno, mentre la raccolta obbligazionaria crescerà del 9,7% quest'anno per rallentare nel prossimo biennio al +7,1% e al +5,9%, rispettivamente, nel 2008 e nel 2009. Stabili, invece, le sofferenze nette per le quali si stima una graduale riduzione in rapporto agli impieghi dall'1,3% del 2006 all'1% nel 2009. Per quanto riguarda le altre voci dei bilanci bancari il Rapporto Afo stima un aumento del margine di intermediazione dell'8% nel 2007, del 6,4% nel 2008 e del 7,9% nel 2009.

Banche: lucrati 5,3 miliardi di euro a danno dei consumatori!

Dall'entrata in vigore del Decreto Legge Bersani ad oggi, riferiscono le associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc), le banche hanno ignorato i dettami del Decreto Legge inerenti le liberalizzazioni, lucrando, a spese dei consumatori, una cifra enorme. La stima effettuata dalle associazioni dei consumatori si attesta sui 5,3 miliardi di euro. In massima parte, questi indebiti ricavi, sarebbero frutto del mancato adeguamento al rialzo dei tassi d'interesse sui conti correnti. Infatti, mentre le banche hanno immediatamente aumentato i tassi sui mutui e sui prestiti, all'indomani degli aumenti varati dalla BCE, si sono ben guardate dall'adeguare anche gli interessi creditori. Il danno ammonterebbe a circa 500 euro per nucleo familiare. Sono stati effettuati ben 14.711 rilievi che dimostrano come il sistema bancario continua a perpetrare una politica di sfruttamento del cliente al fine di aumentare sempre più la propria raccolta. Disservizi, inefficienze, costi nascosti e a volte ingiustificati sulle operazioni, costituiscono solo in minima parte il desolante quadro del sistema bancario. Recita una battuta del duo comico "Ficarra e Picone": "A me hanno fatto sottoscrivere il conto cetriolo e a te? A me quello limone! E li che hai sbagliato! Con il conto limone, la banca si prende il succo e a te la scia le bucce, mentre con il conto cetriolo..."...a buon intenditor poche parole!

Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef, ha fatto sapere che sono stati presentati alla Procura della Repubblica ben 104 esposti per truffa e appropriazione indebita ai danni dei consumatori.

martedì 24 luglio 2007

Phishing: falso bonus fedeltà per i correntisti Bancoposta!

Continua, senza soluzione di continuità, l'ondata di e-mail truffaldine che mirano a carpire i dati sensibili degli utenti del comparto Bancoposta al fine di sottrarre i risparmi degli stessi. Questa volta la truffa inerisce un fantomatico bonus di 25 euro che le Poste Italiane avrebbero corrisposto ai correntisti per premiare la loro fedeltà. Ed infatti di bonus fedeltà parla l'e-mail confezionata dai truffatori, come al solito, facendo uso del logo delle Poste Italiane. In oggetto l'e-mail riporta la seguente dicitura: "CONGRATULAZIONI ! BancoPosta premia il suo account con un bonus di fedeltà pari a 25,00 Euro !"

Ecco il testo integrale dell'e-mail:

" Congratulazioni "

Gentile Cliente,

BancoPosta premia il suo account con un bonus di fedeltà pari a 25,00 Euro.

Il bonus le sarrà accreditato nelle prossime 24 ore.

Per ricevere il bonus è necesario accedere ai servizi online entro 48 ore dalla ricezione di questa e-mail. .

Importo bonus vinto: 25,00
Commissioni: 1,00
Importo totale: 26,00

Accedi ai servizi online per accreditare il bonus fedeltà (link che rimanda al sito dei truffatori, non cliccateci MAI sopra!)

La ringraziamo per aver scelto i nostri servizi.

Distinti Saluti
Bancoposta

Ora, a parte gli evidenti errori linguistici, è noto che le commissioni le Poste se le fanno pagare, quindi semmai l'importo dovrebbe essere ridotto da 25 a 24 euro e non incrementato fino a 26 euro. Inoltre, vi ricordiamo che queste e-mail vengono inviate in massa a qualsiasi indirizzo di posta elettronica voi abbiate tranne a quello ufficiale delle Poste Italiane che ha una struttura del tipo nome.cognome-xxxx e che i truffatori non possono conoscere. Quando ricevete una e-mail del genere cestinatela immediatamente e non fornite alcun dato, Poste Italiane non ve li chiede MAI e poi MAI! Inoltre, se posate per qualche istante il mouse sul collegamento ipertestuale proposto, appare evidente che si tratta di una truffa e che il sito di atterraggio non è quello delle poste. In questo caso l'indirizzo è il seguente (tratto da Libero mail):
http://wpop1.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Cfjmi2cSBS82dLME/Z6PG5157BabzlSQA/
zgNysjIlg0U6sGKWKQybCIqrSYCeDVW6fT27EwkR0%3D&Link=http%3A//www.spicyradio.net/
Chat/inc/www.poste.it/index.html
Dunque, attenzione e massima cautela!

Open Certificate senza scadenza: ABN Ambro ha lanciato in Italia questo nuovo strumento per investire i propri risparmi

Dopo fondi comuni ed ETF gli investitori avranno a disposizione un nuovo strumento facilmente negoziabile e a costi piuttosto contenuti. ABN Ambro (primario gruppo bancario olandese), ha appena lanciato sul mercato finanziario italiano il primo "Open Certificate" senza scadenza. Questi certificati, assimilabili a fondi comuni d'investimento ed ETF, in quanto hanno la caratteristica di replicare un indice, a differenza di questi ultimi, non hanno una scadenza prefissata. Gli Open Certificate replicano, senza alcun effetto leva, l'indice "Ecpi global eco real estate&building". L'indice, a sua volta, costituisce un secondo aspetto particolare di questo prodotto d'investimento perché include titoli azionari di 25 società mondiali che operano nell'ambito dell'edilizia con una particolare attenzione all'eco-sostenibilità delle loro attività per ciò che attiene l'utilizzo di energia, le emissioni, il trasporto e lo smaltimento dei residui del processo produttivo. Tra queste figurano l'italiana Italcementi, la spagnola Acciona, la svizzera Geberit e la statunitense Johnson controls. Le aziende sono state selezionate anche tenendo conto di precisi parametri di capitalizzazione: il controvalore scambiato ogni giorno deve essere di almeno 10 milioni di euro, mentre la capitalizzazione minima deve essere di 1 miliardo di euro (allo stato attuale la media di quelle presenti nell'indice è di 12 miliardi di euro).

Gli Open Certificate sono rivolti anche ai piccoli investitori, purché siano disposti a sostenere un rischio di tipo azionario nel lungo periodo. Grazie all'assenza di scadenza non ci si deve preoccupare di modificare l'investimento nel tempo, mentre si punta a trarre beneficio dall'andamento di un indice trainato dalla grande attenzione riposta nei confronti delle tematiche ambientali. Gli Open Certificate, che sono quotati alla Borsa Italiana (codice Isin NL0000816759), possono essere acquistati tramite gli intermediari finanziari abilitati. Inoltre, non prevedono costi di ingresso e di uscita se non le commissioni applicate dall'intermediario al quale ci si rivolge per la transazione. Viene invece applicata una commissione annua dell'1% calcolata su base giornaliera.

VALUTAZIONE FINALE DEGLI OPEN CERTIFICATE SENZA SCADENZA DI ABN AMBRO

Visto l'elevato rischio, proprio dei titoli azionari, sconsigliamo al piccolo investitore di rischiare il proprio capitale. Questo prodotto è più indicato, invece, a chi ha disponibilità economiche importanti da ripartire in diversi strumenti finanziari per contenere i rischi. VOTO: 8

lunedì 23 luglio 2007

Microcredito dalla Caritas di Reggio Emilia

E' uno dei primissimi esperimenti eseguiti in Italia a favore delle categorie svantaggiate che non possono accedere a forme di credito tradizionali. Il microcredito offre ai clienti, oltre al semplice finanziamento, altri servizi, tra cui quelli tipicamente finanziari (ad esempio risparmio, certificati di deposito, assicurazioni). Attualmente nel mondo (soprattutto in Rwanda, Monzambico, Kenya, Perù e India) hanno beneficiato di tale strumento 15 milioni di persone e si stima un incremento del 30% annuo. Basandosi su una somma di 450.000,00 euro (frutto delle donazioni di Bipop Carire e della Fondazione Mondadori) la Caritas di Reggio Emilia ha avviato due progetti di microcredito, uno a favore di famiglie e persone indigenti, l'altro per incoraggiare forme di autonomia in donne sole con figli, (italiane e straniere) che hanno difficoltà oggettive ad accedere al credito. I finanziamenti vanno da un minimo di 500 euro fino ad un massimo di 5000 euro. Per il primo progetto sono già stati erogati 41 finanziamenti (per un totale di 124.600 euro) e per il secondo 37 (per un totale di 121.300 euro). Per maggiori e più dettagliate informazioni vi consigliamo di rivolgervi direttamente alla Caritas di Reggio Emilia telefonando al numero 0522 - 922520.

domenica 22 luglio 2007

Mutuo Fisso Web Woolwich

Oggi prendiamo in esame il mutuo Fisso Web di Banca Woolwich (Gruppo Barclays Bank PLC). L'istituto di credito prevede 250,00 euro di spese d'istruttoria e 220,00 euro per la perizia dell'immobile. A fronte di una richiesta di importo pari a € 100.000,00 il richiedente dovrà restituire, alla fine del rapporto ben 221.659,20 euro pagando una rata di ben 615,72 euro al mese (senza spese d'incasso) al tasso fisso del 6,25% con un ISC del 6,52%. Per accendere il mutuo non è necessario aprire un nuovo conto corrente presso Banca Woolwich. L'istituto di credito, di norma, esprime un parere in merito alla fattibilità della pratica entro 48 ore dalla richiesta ed esclusivamente via e-mail.

VALUTAZIONE FINALE DEL MUTUO FISSO WEB DI BANCA WOOLWICH

Essendo, questo prodotto, definito dalla banca "esclusivo" per le richieste via web, ci saremmo attesi delle condizioni maggiormente favorevoli, soprattutto in merito al tasso applicato. E' un mutuo che si attiene alla media di mercato e non offre particolari vantaggi ai sottoscrittori.
VOTO: 6

sabato 21 luglio 2007

Sondaggio sul prelievo forzoso in atto da parte dell'INPDAP

Sta riscuotendo un buon successo la nostra iniziativa di indire un sondaggio al fine di conoscere più in dettaglio l'opinione della gente in merito al prelievo da parte dell'INPDAP dello 0,15% sulle pensioni dei propri iscritti. Vota anche tu il sondaggio e fai così sentire la tua opinione!

venerdì 20 luglio 2007

Progettogiovani: Mutuo Giovani

Analizziamo ora, più nel dettaglio, il Mutuo Giovani del pacchetto "Progettogiovani" (e di conseguenza anche il mutuo "Progettogiovani FVG") proposto dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Nato per andare incontro alle esigenze dei giovani che hanno la necessità di metter su casa e che per mancanza di reddito e garanzie non hanno mai accesso al credito, questo mutuo consente di finanziare il valore dell'immobile fino al 100% con la massima flessibilità di scelta della durata del rapporto contrattuale. E' possibile richiedere fino a 250.000,00 euro di finanziamento, rimborsabili mensilmente, senza spese d'istruttoria e d'incasso rata. E', inoltre, possibile scegliere tra diverse durate: da 10 a 30 anni per il mutuo a tasso variabile e fino a 40 anni per il mutuo a tasso fisso (che è l'opzione da noi vivamente consigliata, soprattutto in previsione di un imminente rialzo dei tassi da parte della BCE, previsto per il mese di dicembre 2007).

Le novità principali, rispetto ad un mutuo di tipo tradizionale, dicevamo, ineriscono principalmente la flessibilità legata all'importo della rata di rimborso ed alla variazione della durata del mutuo stesso. Per ciò che concerne le rate, si ha la possibilità di posticiparne il pagamento per 6 mesi, successivi al pagamento delle prime 12 mensilità e fino ad un massimo di 3 volte nel corso della vita del mutuo. Le rate non pagate vengono messe in coda al piano di ammortamento iniziale. Tra un "Posticipo Rate" e l'altro è necessario pagare regolarmente almeno 3 rate del mutuo.

In quanto alla durata, è possibile richiedere l'allungamento o la riduzione del periodo del contratto di finanziamento fino ad un massimo di 5 anni rispetto alla durata stabilita nel contratto stesso. La durata complessiva del mutuo compreso l'allungamento non potrà in ogni caso superare i 40 anni ed è quindi richiedibile per i mutui con durata originaria fino a 35 anni. E' possibile avanzare richiesta di variazione della durata solo dopo il pagamento delle prime dodici mensilità e per non più di una volta nel corso della vita del mutuo.

L'accesso al credito è garantito praticamente a chiunque abbia un'occupazione, anche precaria. Anche chi ha perso il lavoro, ma ha lavorato in via continuativa per almeno 18 mesi, nell'arco degli ultimi due anni antecedenti la richiesta di mutuo, e che sia residente in Italia da almeno due anni, può ottenere il placet della Banca per l'accensione del mutuo.

Al fine di uniformare i parametri di valutazione del Mutuo Giovani del Gruppo Intesa Sanpaolo con gli altri prodotti presi in esame fino ad ora, analizziamo solo la versione a tasso fisso e rata costante.

A fronte di una richiesta di 100.000,00 euro è necessario pagare una rata mensile di circa 609,00 euro (per l'esattezza € 609,23) per 360 mesi, ovvero 30 anni. Il tasso d'interesse applicato è pari al 6,15% con un ISC del 6,326%. Alla fine avremo restituito alla banca € 219.322,80 ovvero ben 119.322,80 euro in più rispetto a quanto ottenuto.

VALUTAZIONE FINALE DEL MUTUO GIOVANI DI INTESA SANPAOLO

A conti fatti si tratta di un prodotto allineato alla media di mercato. Se non fosse per la flessibilità offerta sarebbe da considerare un mutuo standard senza troppe pretese, ma comunque molto caro! Detto ciò, se non si ha un reddito sicuro, visto l'elevato importo della rata mensile, è un prodotto al quale ricorrere solo dopo attenta e ponderata valutazione dei rischi ad esso legati. Di sicuro ci saremmo aspettati qualcosa di più e di meglio (soprattutto per ciò che attiene i tassi d'interesse, veramente troppo alti!). VOTO: 6

Progettogiovani FVG

La Regione Friuli Venezia Giulia e Friulcassa (Banca appartenente al Gruppo Intesa Sanpaolo), hanno stilato un accordo, denominato "Progettogiovani FVG", che risponderà alle specifiche esigenze dei giovani, i quali spesso, non riuscendo ad entrare stabilmente nel mondo del lavoro, hanno difficoltà ad avere accesso al credito. Da sempre, infatti, le Banche fanno la parte del leone con le fasce deboli e si rivelano agnellini al cospetto di grandi holding che poi, vedi Cirio e Parmalat, non riescono a far fronte agli impegni assunti. Chiedere garanzie su garanzie ad una persona qualsiasi è doveroso, ma dovrebbe esserlo anche per le grandi industrie. Ma ritorniamo al discorso inerente il "Progettogiovani FVG". Sulla base di questo nuovo approccio sono stati realizzati due prodotti finanziari ad hoc. Un mutuo ed un prestito personale che sono entrambi caratterizzati dalla convenienza delle condizioni e da un'elevata flessibilità, grazie anche alla possibilità di variare i rimborsi posticipando gratuitamente alcune rate. Rispetto al "Progettogiovani" di Banca Intesa, questo accordo in particolare favorirà i giovani friulani che hanno dai 18 ai 35 anni, per i quali è stato istituito uno speciale plafond di 50 milioni di euro di mutui per i quali è prevista l'eliminazione delle spese notarili relative all'atto, che rimangono pertanto a esclusivo carico della banca. E' prevista inoltre la possibilità di ottenere un prestito, anche in questo caso a valere su uno speciale plafond di 10 milioni di euro, ad un tasso fisso ridotto di mezzo punto rispetto alle normali condizioni di mercato.

giovedì 19 luglio 2007

Mutuo spensierato BNL

Analizziamo, oggi, il mutuo "spensierato" della BNL. Questo prodotto fa parte di una più vasta gamma di soluzioni finanziarie proposte dalla Banca Nazionale del Lavoro. Si contraddistingue per i bassi costi d'istruttoria (circa 125,00 euro contro i 500,00 euro di Banca Sanpaolo per il mutuo Domus Fisso) . La perizia dell'immobile è un pò cara, ben 220,00 euro. La rata si mantiene costante per tutta la durata del rapporto. Nella nostra simulazione, a fronte di una richiesta di 100.000,00 euro da rimborsare in 30 anni, alla chiusura del contratto avremo restituito alla banca 210.085.20 euro, ovvero 110.085,20 in più rispetto a quanto abbiamo ricevuto, pagando mensilmente una rata di importo pari a € 583,57 con un tasso del 5,75% e un ISC (Indice Sintetico di Costo) del 6% netto. Non vi è alcun riferimento in merito ad eventuali spese di incasso rata ed il prospetto informativo non c'è.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA DEL MUTUO SPENSIERATO BNL

In linea con le offerte degli altri operatori del settore, si rivela come un prodotto atto alla pianificazione del pagamento di rate sempre uguali per tutta la durata del rapporto ma potrebbe nascondere dei costi aggiuntivi di cui non è fatta mensione (vedi spese di incasso rata).
VOTO: 6

mercoledì 18 luglio 2007

Mutuo Basic Web

Questa volta analizziamo il mutuo Basic Web di Banca per la Casa (Unicredit Group).
Questo mutuo si distingue per la totale assenza di costi d'istruttoria e di perizia, nonché per un tasso d'interesse allineato alla media di mercato e pari al 5,90% con un ISC del 6,18%. La ricchezza dei servizi offerti online, dalla consulenza personalizzata, professionale e gratuita di un Esperto Mutui di Banca per la Casa di cui, tra l'altro, si potrà conoscere nome, cognome e recapiti (numero verde e e-mail) e che seguirà il cliente fino al rogito dal notaio, fanno di questo prodotto un punto di riferimento nel variopinto mondo dei mutui ipotecari. I vantaggi sono molteplici: a) zero spese bancarie di gestione annua per tutta la durata del mutuo; b) zero spese di incasso rata (spese RID); c) zero spese di istruttoria e perizia per finanziamenti fino all'80% del valore dell'immobile. Nella nostra simulazione è stata presa in esame una richiesta di mutuo (tipologia a tasso fisso) pari ad € 100.000,00 euro da parte di un impiegato a tempo indeterminato di 30 anni d'età, con un reddito mensile pari ad € 1.100,00 e nucleo familiare composto da 3 persone (quindi con un figlio a carico).
La rata proposta è di € 593,14 per 30 anni; in conseguenza di ciò, alla fine avremo rimborsato alla banca € 213.530,40.

VALUTAZIONE FINALE DEL MUTUO BASIC WEB di Banca per la Casa

E' una soluzione abbastanza valida ed allineata alle condizioni attuali di mercato (che sono come al solito carissime!). Molto più conveniente del mutuo Easy5 di Banca Antonveneta, risultato il più caro in assoluto, (circa 63.000 euro in meno) è, però, meno conveniente del mutuo Family a tasso fisso oferto dalla Banca CR di Firenze (circa 13.000 euro in più).
VOTO
: 6,5

martedì 17 luglio 2007

INPS: prestiti agevolati con cessione del quinto della pensione

I pensionati INPS (ad eccezione di coloro i quali percepiscono pensioni e assegni sociali, invalidità civili, assegno mensile per assistenza ai pensionati per inabilità, assegni di sostegno al reddito, pensioni del personale bancario e assegni al nucleo familiare) potranno richiedere ed ottenere un piccolo prestito dalle banche grazie alla cessione di un quinto dell'assegno di pensione. L'Inps e il Ministero del Lavoro hanno predisposto una bozza di convenzione quadro finalizzata alla concessione di finanziamenti per i pensionati dell'istituto, stabilendo modalità e regole a tutela di chi chiede il prestito.

Questa importante convenzione va nella direzione della tutela dei pensionati e, quindi, crea una sorta di "bollino blu" per evitare che vi sia qualcuno che voglia approfittarsi di chi ha meno tutele, come appunto gli anziani.

Secondo la convenzione, il pensionato può chiedere il finanziamento alla banca o ad un intermediario finanziario autorizzato e l'Inps provvederà a pagare le rate di rimborso trattenendole direttamente dalla pensione, per un importo massimo equivalente ad un quinto della stessa e per un periodo massimo di dieci anni.

A maggior tutela dell'utenza, per contenere i tassi di interesse applicati, sarà proposto alle banche e agli intermediari finanziari di sottoscrivere una convenzione con la quale si impegnano a rispettare i tassi più favorevoli indicati dall'istituto. E' previsto, per i prestiti al di sotto dei 5 mila euro, che il tasso non potrà superare l'8,45%. Per quelli al di sopra dei 5 mila euro, il tasso non potrà mai superare il tetto del 7,55%.


Mutui in calo, corre il credito al consumo

Statisticamente era anche prevedibile, dopo l'aumento dei tassi approntato dalla BCE, ma quello che sorprende è la propensione degli italiani ad indebitarsi sempre più ricorrendo ai piccoli prestiti per finanziare ogni esigenza. L'incremento di finanziamenti erogati dagli istituti di credito, secondo quanto afferma Bankitalia nell'ultimo bollettino, sarebbe pari ad un consistente 10,7%. Secondo quanto si legge nel bollettino economico di via Nazionale, la crescita dei finanziamenti alla clientela residente nel Mezzogiorno si è mantenuta di due punti percentuali al di sopra a quella registrata nel resto del Paese. Il divario interessa tutti i settori, ma risulta particolarmente ampio per le imprese medie e piccole.

I mutui, dal canto loro, hanno subito una brusca frenata (- 9,6%), un pò perché le banche hanno fatto orecchie da mercante e non hanno ribassato i tassi, come lo stesso Draghi aveva esortato a fare, un pò perchè tutti i costi connessi sono elevatissimi e un pò ha inciso anche il mercato immobiliare che è diventato sempre meno accessibile, soprattutto nelle grandi città.

lunedì 16 luglio 2007

Mutuo Family di Banca CR Firenze


Prosegue la nostra indagine sui mutui proposti dagli istituti di credito italiani. Specie dopo le dichiarazioni del numero uno di Bankitalia, Mario Draghi, speravamo che le banche prendessero in esame l'ipotesi concreta di ridurre i tassi applicati sui mutui ipotecari. La realtà è, purtroppo, ben diversa! Finora, il mutuo più conveniente è risultato essere il Mutuo Family di Banca CR Firenze. Come sempre, i parametri utilizzati al fine di uniformare le offerte sono i seguenti: a) richiedente: uomo di 32 anni; b) professione impiegato a tempo indeterminato; c) reddito netto mensile 1.100,00 euro; d) residente a Roma; e) importo richiesto € 100.000,00; f) tipologia del mutuo: a tasso fisso.

ANALISI DEL MUTUO FAMILY

Il mutuo Family si distingue per la rata costante (a rimborso mensile) e un tasso d'interesse pari al 5,30% per tutta la durata del contratto (attenzione, questo tasso è offerto solo fino al 31 agosto 2007, di norma il tasso effettivo applicato è pari al 5,85%, che comunque risulta più conveniente rispetto agli altri prodotti fin qui analizzati).

La rata è pari a € 555,30 al mese per 360 mesi (ovvero 30 anni), quindi alla fine avremo restituito alla banca € 199.908,00 con un ISC (Indice Sintetico di Costo pari al 5,55% - costi d'istruttoria € 200,00 (non si paga in presenza di polizza assicurativa vita-danni di Centrovita/Cardif "Obiettivo Protezione Mutuo.)e perizia € 240,00).

VALUTAZIONE FINALE

Complessivamente si tratta del miglior prodotto fin qui preso in esame (in precedenza il migliore si era rivelato Mutuo Arancio della ING Direct). Costi chiari e un risparmio di oltre 20.000,00 euro rispetto al Mutuo Arancio lo portano in cima alla nostra speciale classifica. VOTO: 7

domenica 15 luglio 2007

Finanziamenti ai privati

Molti nostri utenti,iscritti alla newsletter del blog, ci hanno chiesto se esiste un libro in grado di orientare i consumatori tra le maglie del mondo del credito. Riteniamo, a tal fine, che sia un buon testo " I finanziamenti ai privati. Dal credito al consumo alla cessione del quinto" scritto da Vincenzo Cuzzola e Antonella Mafrica ed editato dalla Halley lo scorso anno.

Questo libro è particolarmente indicato per tutti coloro i quali sono alla ricerca di informazioni di carattere generale in merito ai temi trattati. Questi i temi trattati: 1) credito al consumo, inteso come contenitore negoziale nel quale la prassi commerciale ha inserito diverse forme di finanziamento (prestiti personali, leasing, scoperto di conto corrente, ed altri), nelle quali intervengono, in qualità di finanziatori, soggetti terzi rispetto al negozio di compravendita; 2) la cessione del quinto dello stipendio, che è una delle forme più utilizzate e che consente al lavoratore di soddisfare esigenze di immediata liquidità e quindi di ottenere una somma di denaro il cui rimborso, mediante un numero determinato di rate mensili, verrà effettuato direttamente dal datore di lavoro e con addebito diretto in busta paga; 3) i prestiti INPDAP dei dipendenti pubblici.

In appendice, inoltre, sono riportate le fonti normative principali in materia. Il testo è aggiornato con le novità introdotte in materia di credito al consumo dal D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 contenente il nuovo Codice del consumo.

sabato 14 luglio 2007

Mutui: le garanzie


La natura dell'operazione di mutuo ipotecario non muta se nel contratto di finanziamento vengono previste forme di garanzia reali o personali, aggiuntive rispetto all'ipoteca.

La garanzia aggiuntiva assume un'impronta funzionale e, il più delle volte, viene rilasciata sotto forma di impegno fideiussorio da un soggetto diverso dal mutuatario a garanzia dell'esatto adempimento a restituire il debito contratto da quest'ultimo.

Diverse sono le forme di garanzia preordinate a tale scopo (fideiussione, pegno ecc.), ma tutte mirano a garantire il creditore attraverso la neutralizzazione del rischio di inadempimento.

GARANZIE PERSONALI: LA FIDEIUSSIONE

È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui.
La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza.
La fideiussione non è valida se non è valida l'obbligazione principale, salvo che sia prestata per
un'obbligazione assunta da un incapace.
Non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose.
Salvo patto contrario, la fideiussione si estende a tutti gli accessori del debito principale, nonché alle spese per la denunzia al fideiussore della causa promossa contro il debitore principale e alle spese successive.

GARANZIE REALI: L’IPOTECA

L'ipoteca costituisce una delle forme più efficaci di garanzia per il creditore. Essa infatti attribuisce un diritto di prelazione sul bene, che vale a tutelare il creditore contro il pericolo dell'insolvenza. L'ipoteca si costituisce mediante iscrizione in pubblici registri.

Oggetto dell'ipoteca sono beni immobili o beni mobili registrati (ad es. autovetture). Il bene che ne è oggetto rimane in godimento del proprietario (lo può cioè liberamente usare).

L'ipoteca è un diritto accessorio nel senso che se il debito manca o finisce, anche l'ipoteca non ha ragione di essere e si estingue. L'estinzione è automatica dopo 20 anni dalla sua costituzione, ma se il mutuo dura di più occorre rinnovarla (per altri 20 anni); qualora si voglia vendere l’immobile prima della prescrizione ventennale dell’ipoteca, occorre chiedere alla banca l'assenso alla cancellazione.

Altra caratteristica dell'ipoteca è l'indivisibilità perché si estende sull'intero bene che ne è oggetto e sulle sue parti, a garanzia dell'intero credito e dei suoi accessori.

La garanzia ipotecaria ha un duplice contenuto: da un lato attribuisce al creditore il diritto di espropriare i beni vincolati a garanzia del suo credito, dall'altro di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato.

In ogni caso, l'ipoteca pone il creditore al riparo dalla conseguenza dell'alienazione del bene vincolato o dal concorso di altri creditori non garantiti o meno garantiti.

Il creditore pignoratizio ha un diritto di preferenza sul prezzo ricavato dalla vendita. Tale diritto è collegato ad un sistema di pubblicità, consistente nell'iscrizione nei pubblici registri immobiliari che è altresì costitutiva di un certo grado di efficacia.

L'ipoteca comprende quattro elementi essenziali: il "titolo", ovvero il documento che giustifica l'acquisizione dell'ipoteca; l' "iscrizione"; il "bene immobile"; il "credito da garantire".
L'ipoteca si costituisce con l'iscrizione nei Registri Immobiliari e si richiede con la presentazione del titolo e di una nota in doppio originale sottoscritta dal richiedente. Nel mutuo ipotecario il titolo è costituito dal contratto di finanziamento. Il contratto di finanziamento deve essere redatto per atto pubblico. La nota deve contenere tutte le indicazioni in modo preciso, cosicché le omissioni e le inesattezze che inducono incertezze sulle persone del creditore, del debitore, del terzo proprietario, sul credito o sull'identità dei singoli beni, determinano la nullità dell'iscrizione ipotecaria.

Gli istituti di credito richiedono che l'iscrizione ipotecaria sia di primo grado e preceda la consegna della somma al finanziato: solitamente la somma, pur se praticamente già erogata (e contestualmente costituita in deposito cauzionale) viene resa disponibile solo dopo la regolare iscrizione dell'ipoteca.
L'iscrizione avviene inoltre per un valore superiore al finanziamento erogato (solitamente tra il 150% e il 200%, ma si arriva anche al 300%). L'ipoteca dunque non copre solo il capitale erogato, ma anche: gli interessi nella misura concordata; gli eventuali interessi di mora nel caso di ritardi o mancato pagamento delle rate; i premi assicurativi; gli oneri erariali, i tributi, le spese, gli oneri notarili, professionali, ecc.; le spese giudiziali che la banca dovesse sostenere per il recupero di quanto dovuto.
Tale maggiore copertura tutela la banca ma non genera maggiori costi per il cliente se non per l'importo dei costi notarili, commisurati al valore dell'ipoteca.

L'ipoteca che grava su un immobile si estende anche alle sue "pertinenze" (ad esempio un garage).

Esse sono costruzioni che, pur conservando la loro natura di individualità fisica, sono assoggettate in modo attuale e permanente a servizio e ornamento di un altro immobile. Ne consegue che non occorre farne specifica descrizione nel titolo e nella nota. C'è da precisare che la pertinenza può anche essere separata dal bene immobile cui è funzionalmente legata e che di tale pertinenza si può disporre separatamente dalla cosa principale.

venerdì 13 luglio 2007

Credenziali biometriche nelle banche


L'Autorità Garante della Privacy ha approntato alcuni interventi inerenti le credenziali biometriche per l'accesso negli istituti di credito dotati di apposite apparecchiature atte all'identificazione dell'individuo. Il provvedimento sancisce il divieto, per le banche dotate agli ingressi di telecamere o do rilevatori di impronte digitali, di custodire questi dati per più di una settimana.

A fronte della persistenza di fenomeni criminosi e del loro accentuarsi in alcune aree del Paese, alcuni istituti di credito, anche per il tramite dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana), hanno infatti richiesto all'Autorità l'intenzione di avvalersi di sistemi di accesso più sicuri, attrezzando a tal fine i varchi di accesso alle banche con videocamere e sistemi di rilevazione delle impronte digitali della clientela.

L'Autorità Garante, pur accordando l'uso di tali dispositivi, ha ribadito l'illiceità dell'uso
generalizzato di sistemi che associno immagini e impronte digitali, precisando che possono essere trattati dati raccolti mediante la combinazione di telecamere e sistemi biometrici solo in presenza di condizioni di effettivo rischio e per l'esclusiva finalità di garantire un più elevato grado di sicurezza di beni e persone (tenendo conto, ad esempio, della localizzazione dello sportello bancario: in luogo isolato, ovvero prossimo a vie di fuga, ovvero in aree interessate da precedenti rapine, eccetera).

Nel provvedimento dell'Autorità sono state, altresì, prescritte specifiche misure a garanzia degli interessati. In particolare, oltre all'informativa comprensiva degli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, sono stati fissati i tempi di conservazione dei dati raccolti, per un periodo massimo di una settimana, e sono state previste modalità di accesso alternativo alle agenzie ove il cliente non intenda o non possa prestarsi a simili operazioni di trattamento. I sistemi di videosorveglianza devono riprendere esclusivamente l'accesso all'istituto di credito e può essere rilevata solo l'impronta dattiloscopica dell'interessato.

Al fine di venire incontro alle esigenze di sicurezza delle banche e di privacy della clientela, l'Autorità ha anche avviato un progetto sperimentale denominato "Filiale high tech", in base al quale i clienti possono essere dotati a richiesta di una smart card con microprocessore Rfid per facilitare la fruizione di taluni servizi, rendendo immediatamente visibile la propria posizione sul terminale del personale operante presso la banca. Inoltre, i dati biometrici memorizzati sulla medesima smart card, a seguito del procedimento di autenticazione e di identificazione,
consentiranno alla clientela un accesso più agevole a talune aree dedicate.

giovedì 12 luglio 2007

ISC del mutuo: la voce più importante!

Mentre il tasso di interesse (TAN) comprende soltanto il valore dell’euribor più lo spread, l’I.S.C. (“Indicatore Sintetico di Costo”, in precedenza identificato con la sigla T.A.E.G.) è un indicatore del costo che viene espresso in percentuale sul totale del mutuo ed è calcolato in capitalizzazione composta sull’ammontare del prestito concesso. L'I.S.C . comprende: a) il rimborso del capitale; b) il pagamento degli interessi; c) le spese di istruttoria; d) le spese di revisione del finanziamento; e) le spese di apertura e chiusura della pratica di credito; f) le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate (se stabilite dal creditore); g) le spese di assicurazione o garanzia, imposte dal creditore (intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito); h) il costo dell'attività di mediazione svolta da un terzo (se necessaria per l'ottenimento del credito); i) ogni altra spesa contrattualmente prevista connessa con l'operazione di finanziamento.

L’ISC è molto importante e tutte le banche hanno l'obbligo di fornirlo a chiunque richieda un preventivo, poiché rappresenta il costo effettivo del finanziamento che si sta chiedendo: grazie all’ISC è possibile inoltre confrontare più mutui tra di loro e scegliere quello più conveniente in relazione alle proprie esigenze.

mercoledì 11 luglio 2007

Caro Mutui: Draghi striglia le banche!


Il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha invitato gli istituti di credito a riflettere in merito all'opportunità di rivedere i tassi d'interesse praticati sui mutui ipotecari a tasso fisso, ancora troppo alti rispetto ai tassi medi applicati nell'Unione Europea. Il numero uno di Bankitalia asserisce che questi tassi così elevati "non sono del tutto riconducibili a fattori di rischio", lasciando intendere che potrebbe trattarsi di fenomeni meramente speculativi che potrebbero avere effetti deleteri sia per l'utenza sia per gli stessi istituti di credito che vedrebbero, così, ridursi in maniera consistente la raccolta.

Mutuo Soldincasa



Questa volta, la nostra inchiesta sui prodotti finanziari offerti dagli operatori del settore analizza il mutuo "Soldincasa". "Soldincasa" ti permette di ottenere consistenti somme di denaro senza particolari problemi, sfruttando il valore della tua casa, anche se non hai finito di pagarla. Inoltre, è possibile rifinanziare il tuo mutuo più la liquidità immediata (ovvero il mutuo già esistente più la somma che si richiede ex novo), fino ad un massimo di 30 anni ad un tasso massimo del 7,32%.

Per un finanziamento di 100.000,00 euro, a 30 anni, la rata mensile è pari a 620,00 euro al mese. In pratica, richiedendo 100.000,00 euro se ne dovranno restituire alla Systema Group Spa (titolare del marchio "Soldincasa") circa 223.200,00.

Rispetto al Mutuo Easy5 proposto dalla Banca Antonveneta (questo prodotto è stato analizzato lo scorso 6 luglio)si ottiene un risparmio considerevole (18.800,00 euro in meno).

Il Mutuo Arancio, invece, ha offerto performance ancora migliori, con un tasso fisso pari al 6,17% e rate da 610,52 euro al mese, per un totale complessivo da rimborsare alla ING Direct pari a 219.787,20 euro (con un risparmio rispetto a Mutuo Easy5 pari ad euro 20.213,00).

Valutazione finale del prodotto "Soldincasa"
Vista la facilità di accesso al credito e la flessibilità del finanziamento, nonché la convenienza rispetto ad altri prodotti similari, riteniamo che sia nel complesso un buon prodotto, al pari del Mutuo Arancio, al quale poter ricorrere per far fronte ad immediate esigenze di liquidità.
VOTO: 6

martedì 10 luglio 2007

Riforma del credito al consumo: disciplina degli intermediari finanziari



Per gli intermediari finanziari, non bancari, iscritti nell’elenco di cui all’articolo 106 del TUB, (questi soggetti risultano, attualmente, sottoposti a controlli ad opera dell’Ufficio Italiano Cambi) la riforma sul credito al consumo prevede, innanzitutto, l’innalzamento del requisito di capitale sociale minimo, elevandolo da cinque a dieci volte quello di 120 mila euro richiesto dal codice di procedura civile per le società per azione. Inoltre, ed è una novità assoluta, è stata introdotta la possibilità, per il Ministro dell’Economia, di individuare soglie superiori in relazione all’attività svolta. Tali previsioni, oltre a rafforzare le garanzie patrimoniali per gli intermediari, hanno il fine di scoraggiare l’iscrizione, nel suddetto elenco, di soggetti che non abbiano un serio progetto imprenditoriale, riducendone il numero in maniera significativa.

Un’altra importante novità è l’introduzione di poteri regolamentari dell’Ufficio Italiano Cambi inerenti l’organizzazione delle forme di commercializzazione. Quest’ultimo provvedimento mira ad aumentare il livello di affidabilità dei soggetti incaricati della promozione e del collocamento di prodotti finanziari.

Per ciò che attiene gli intermediari finanziari “non vigilati”, la riforma va a modificare il quadro delle norme che disciplinano l’operato degli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi (decreto legislativo n. 374/1999 e Legge n. 108/1996) con particolare riferimento all’innalzamento dei livelli di professionalità ed al rafforzamento dei controlli per l’ammissione all’esercizio delle attività anche attraverso organismi autoregolamentati. Queste modifiche mirano a combattere il diffondersi di operatori finanziari abusivi.

E’ stato costituito un organismo rappresentativo delle associazioni di categoria degli agenti, delle banche e degli intermediari finanziari, che avrà il compito di provvedere alla tenuta dell’elenco dei soggetti abilitati. Per avviare un’attività di intermediazione finanziaria sarà, altresì, necessario stipulare una polizza assicurativa a copertura dell’eventuale responsabilità professionale, di danni di varia natura, imputabili ai soggetti mediatori nei confronti dell’utenza. Sono stati inaspriti anche gli obblighi per l’agente di rispondere dei danni causati, a qualsiasi titolo, nel corso di svolgimento della propria attività professionale mentre, resta inalterata la responsabilità dell’intermediario per conto del quale l’agente opera, nonché la possibilità di BI e UIC di irrogare sanzioni pecuniarie direttamente nei confronti dell’agente, secondo quanto previsto dall’articolo 144, comma 5 del TUB.


Crac Parmalat: Il Sole 24 Ore svela come le Banche ci hanno guadagnato!



Pubblichiamo l'articolo che l'ottimo Oscar Giannino ha pubblicato sul giornale "Libero Mercato" e ripreso da "Dagospia"che rivela i retroscena della vicenda.

"Ieri l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo ha lasciato tutti di sasso, rispondendo a una domanda sulla vicenda Parmalat. Il grande banchiere italiano, abitualmente uso a toni di grande equilibrio e rispetto, ha sostenuto che il “Sole 24 ore” non è «un giornale serio», perchè in caso contrario non avrebbe pubblicato la tabella che mercoledì ha illustrato ai suoi lettori come le banche, e Unicredit tra quelle, abbiano recuperato da Parmalat più di quanto le avessero prestato. L'accusa è stupefacente.

È evidente che Profumo attacca Ferruccio De Bortoli per colpire Enrico Bondi, il commissario straordinario della Parmalat che quella tabella ha fatto elaborare, e che ha inoltrato al Tribunale di Milano. Profumo sostiene che è scorretto sostenere che Unicredit abbia recuperato il 124% dei crediti in essere al momento del default, come Deutsche Bank il 140% e Capitalia il 123%. E' ingiusto considerare tra i recuperi i proventi e le commissioni per operazioni finanziarie e altri proventi percepiti prima del default, sostiene Profumo.

Senonché la tesi di Enrico Bondi è assolutamente opposta. Una tesi tenacemente e solitariamente sostenuta da anni contro l'intero sistema bancario, che tende a presentarsi nelle vesti del raggirato insieme a migliaia di incolpevoli bond-holder che comprarono i titoli proprio agli sportelli di quelle stesse banche: le banche davano copiosi finanziamenti per oltre 13 miliardi di euro a un gruppo che dal 1990 era tecnicamente fallito. A tassi superiori rispetto a quelli di mercato, dunque con lauti guadagni. E ora, grazie alla recovery dei crediti in azioni e all'avvaloramento del titolo, realizzano ulteriori buoni realizzi, com'è accaduto a Capitalia pochi giorni fa con la cessione del suo 5%.

Lo spiazzamento degli obbligazionisti è nei fatti. Bondi con la sua tenacia ha un merito straordinario. Non s è piegato di fronte a campagne odiose di stampa fomentate dalle banche, campagne che ancora continuano, da parte di chi per lungo tempo sosteneva che revocatorie e risarcitorie andavano concentrate in una bad company per lasciare invece l'azienda industriale e il suo futuro ad aggregazioni decise dalle banche stesse. Obbligazionisti e azionisti del passato possono contenere il danno solo grazie a lui. Viva il “Sole 24 ore”, dunque, per aver pubblicato la tabella che tanto fa incazzare i banchieri".

lunedì 9 luglio 2007

Riforma del credito al consumo



Nell'ambito di una serie di iniziative volte a tutelare maggiormente i consumatori rispetto alle società finanziarie e agli istituti di credito italiani, il Consiglio dei Ministri, per iniziativa del vice ministro dell'economia Roberto Pinza, ha approvato la riforma del credito al consumo. Ne avevamo già dato notizia, su questo blog, lo scorso 6 luglio (giorno di entrata in vigore delle nuove norme). Con questo articolo vogliamo entrare più nel merito della riforma, analizzandola in dettaglio passo per passo.

Parlavamo di un rafforzamento degli strumenti di tutela dei consumatori. In concreto vi saranno costi più trasparenti in virtù del fatto che il TAEG (tasso annuo effettivo globale) dovrà prevedere l'inclusione di tutti gli ulteriori oneri connessi al finanziamento sostenuti dal consumatore con l'obbligo di specificare nel contratto le singole voci che lo compongono.

Gli annunci pubblicitari dovranno avere un contenuto più chiaro e specifico che descriva in maniera più trasparente il prodotto finanziario che si propone ai potenziali contraenti.

Altra importante novità è l'introduzione del diritto di recesso, al fine di consentire il ripensamento del consumatore entro e non oltre 14 giorni dalla sottoscrizione del contratto di finanziamento.

Oltre alle suddette modifiche, i soggetti finanziatori (società finanziarie e istituti di credito), saranno tenuti a valutare il merito creditizio del consumatore al fine di contenere e prevenire fenomeni di sovra indebitamento ed evitare pratiche di marketing aggressivo; inoltre, dovrà essere prestata, a favore del consumatore, la consulenza e l'assistenza necessaria alla comprensione della documentazione ed alla verifica dell'adeguatezza del contratto alle esigenze e alla situazione finanziaria del consumatore stesso. E', altresì, previsto il divieto, per i mediatori creditizi, di percepire un compenso dal consumatore qualora il contratto di finanziamento non si concluda o qualora ricevano già una remunerazione da parte del soggetto finanziatore.

La nuova normativa pone, anche, rimedio ad alcuni problemi applicativi delle disposizioni vigenti, con particolare riferimento agli strumenti di tutela civilistica a disposizione del consumatore in caso di:

- Violazione delle disposizioni su credito al consumo da parte del soggetto finanziatore (ad esempio l'inversione dell'onere della prova circa l'adempimento degli obblighi di trasparenza e consulenza). Ciò sta a significare che atterrà al finanziatore dover provare di essere stato pienamente diligente nel corso della trattativa e non viceversa;

- Inadempimento del fornitore di beni o servizi nell'ipotesi di credito finalizzato (ovvero nel caso vi sia la concessione di un finanziamento per l'acquisto di uno specifico bene di consumo): il consumatore, in caso di mancata consegna del bene o mancata erogazione del servizio, potrà interrompere il pagamento delle rate ed avere diritto alla risoluzione, oltre che del contratto di fornitura, anche di quello di finanziamento.

Fin qui le nuove norme inerenti i consumatori. Scopri le modifiche normative inerenti i soggetti mediatori. Per avere un'idea più chiara e precisa di quello che è il mondo dei prestiti personali potete leggere l'apposita guida che abbiamo redatto. Leggi la "GUIDA AI PRESTITI PERSONALI"

domenica 8 luglio 2007

Imprenditori rovinati dagli swap faranno causa alle banche


Gli istituti di credito hanno obbligato migliaia di piccole e medie imprese a sottoscrivere contratti swap (lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti) per ripararsi dalle oscillazioni dei tassi d'interesse. Lo swap non è altro che una sorta di assicurazione che l'imprenditore contrae con la banca al fine di ammortizzare le oscillazioni di tasso di un prestito, solitamente di almeno un milione di euro. Quando il tasso supera un determinato valore, lo swap dovrebbe coprire il maggior costo. Ma quando scende sotto un certo limite, è la banca che lucra il profitto. In molti casi gli swap contratti dopo il 2000 si sono rivelati un boomerang. E non solo perché l'andamento dei tassi, fino a poco tempo fa al ribasso, ha favorito le banche invece degli imprenditori. Ma anche perché i meccanismi di ingegneria finanziaria degli swap, costruiti su algoritmi la cui comprensione risulta difficile persino a fior di consulenti, ha comunque reso sconveniente lo swap. Ha dichiarato un imprenditore al quotidiano "la Repubblica": "Nonostante il rialzo dei tassi d'interesse verificatosi negli ultimi tempi ho calcolato che alla fine, il prossimo anno, soltanto lo swap mi sarà costato 500.000 euro su un prestito di 4 miliardi di vecchie lire contratto nel 1999, con un debito
che in certi momenti ha raggiunto gli 8 milioni di euro su cui ho pagato interessi" spiega un imprenditore fiorentino in procinto di fare causa alla banca. "Grave è che in questi anni la banca mi abbia proposto di apportare correzioni allo swap, rinviando la riscossione, nei momenti in cui ero maggiormente esposto, mostrando così la stessa logica di chi pratica usura.

Grave è che l'Italia non recepisca quella normativa restrittiva sugli swap varata dall'Unione europea". "Agli imprenditori - spiega l'avvocato Giulio Caselli di Adusbef - le banche fanno dichiarare, firmando un modulo, di avere una "specifica
competenza ed esperienza in materia di operazioni in strumenti finanziari", ma secondo la magistratura questa precauzione è insufficiente se le banche non provano di aver correttamente informato gli imprenditori sulle caratteristiche di prodotti davvero complessi come gli swap". Si stima che Unicredit Banca abbia offerto swap a 31.000 imprenditori per un controvalore di 7 miliardi di euro,ma nel momento in cui doveva scattare la copertura del rischio,la banca non pagava accampando clausole contrattuali capestro. E’ come se ad un assicurato RC Auto la compagnia non risarcisce l’eventuale incidente. L'Adusbef ha già in corso decine di cause contro le banche che andranno a sentenza nel corso del 2007. Per avvalersi della suddetta associazione al fine di far valere i propri diritti è necessario compilare e spedire (a mezzo raccomandata A/R) un apposito modellino redatto dalla stessa Adusbef.

Ulteriori informazioni saranno reperibili via fax al numero 06-4818632; a mezzo posta descrivendo dettagliatamente il proprio caso a Adusbef, Via Faaini,62- 00185 Roma; oppure via e-mail al seguente indirizzo: info@adusbef.it.

Richiedere un prestito per sposarsi



Visti gli elevatissimi costi da sostenere, (fra abiti, partecipazioni, banchetti, bomboniere, acconciature - soprattutto quella della sposa costa carissima, anche oltre 350 euro! - fedi, addobbi floreali, servizi fotografici e quant'altro), sempre con maggior frequenza, gli italiani ricorrono ai prestiti personali. In media, è stato stimato in circa 22.000,00 euro il costo complessivo da sostenere per mettere in piedi una cerimonia nuziale dignitosa e curata in ogni particolare con circa 100 invitati. Le società finanziarie italiane e gli istituti di credito, negli ultimi 6 mesi, da gennaio a giugno 2007, hanno erogato finanziamenti per oltre 17 miliardi di euro solo per il finanziamento delle cerimonie nuziali e delle lune di miele. Per la stragrande maggioranza si tratta di piccoli prestiti, infatti, solo il 20% del totale ha anche acceso un mutuo per l'acquisto della prima casa e appena il 5% ha richiesto che venisse finanziato l'acquisto del mobilio.

sabato 7 luglio 2007

Nuova soglia dei tassi anti usura


Aggiornati, ad opera del Ministero dell'Economia, i tassi usurari. I nuovi limiti sono stati, come di consueto, aggiornati in funzione di una volta e mezzo i tassi medi applicati su tutte le operazioni di finanziamento. In particolare, i tassi d'interesse, si definiscono tassi da usura se superano della metà il tasso medio rilevato per ogni tipo di operazione finanziaria.

Per i Mutui a tasso fisso e variabile con garanzia reale, per il trimestre Aprile-Giugno 2007 i tassi usurari sono pari rispettivamente all'8,865% (contro l' 8,58% precedente) e al 8,37% (contro il 7,965% precedente).

Articoli correlati: Fondo antiusura

venerdì 6 luglio 2007

Credito al consumo: tetto fermo a 31000 euro



Lo ha annunciato il viceministro dell'Economia, Roberto Pinza, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il via libera del consiglio dei ministri a un disegno di legge sul credito al consumo. Le associazioni dei consumatori esultano e tirano un sospiro di sollievo. Il motivo è facile da intuire. Il credito al consumo è soggetto a tassi d'interesse notoriamente molto più alti rispetto a quelli di un mutuo ipotecario. Il disegno di legge sul credito al consumo, che ne voleva innalzare la soglia a 100.000,00 euro avrebbe potuto - secondo le associazioni dei consumatori - incitare le famiglie al sovra indebitamento ad un costo insostenibile. Inoltre, 100.000,00 euro sono spesso richiesti per accendere un mutuo per l'acquisto di un bene immobile; il rischio di incappare in equivoci tra le due forme di prestito è pertanto elevatissimo. E' bene, prima di adeguarsi alle norme europee - che prevedono già un tetto a 100 mila euro - fare chiarezza e soprattutto prevedere forme di tutela a garanzia dei consumatori e non sempre e solo degli istituti di credito!

Mutuo Easy 5 di Banca Antonveneta



L'inchiesta portata avanti dal nostro blog in merito ai mutui offerti dai principali istituti di credito, dopo l'analisi del Mutuo Arancio della ING Direct, prosegue prendendo in esame il Mutuo Easy 5 proposto dalla Banca Antonveneta.

Questo prodotto si distingue per il basso spread (appena lo 0,80%) e per il fatto che è possibile bloccare la rata per i primi 5 anni dal momento della sottoscrizione del contratto di mutuo. Inoltre, è possibile pagare le rate in maniera anticipata senza pagare alcuna penale. In linea di massima l'importo finanziabile (fino al 100%) può essere rimborsato al massimo in 40 anni. Come per tutti i mutui (il discorso non è specificatamente rivolto a mutuo easy 5, ma è fatto in senso generale), se fate due conticini, vi renderete conto che richiedendo in prestito una cifra pari a 100.000,00 euro, avrete rimborsato alla banca, dopo 40 anni, quasi il triplo della cifra, all'incirca 276.000,00 euro!

Di seguito elenchiamo alcuni esempi di mutuo Easy 5 a 15, 20, 25, 30 e 40 anni per un importo richiesto pari a 100.000,00 euro

- 15 anni: rata per i primi 5 anni € 458,00; rate successive € 1061,00; totale rimborso € 154.800,00;

- 20 anni: rata per i primi 5 anni € 458,00; rate successive € 791,00; totale rimborso € 217.320,00;

- 25 anni: rata per i primi 5 anni € 458,00; rate successive € 660,00; totale rimborso € 225.480,00;

- 30 anni: rata per i primi 5 anni € 458,00; rate successive € 596,00; totale rimborso € 242.040,00;

- 40 anni: rata per i primi 5 anni € 458,00; rate successive € 518,00; totale rimborso € 276.120,00.

Dunque, è evidente come i vantaggi legati alla rata costante, offerta per i primi 5 anni dal mutuo Easy 5 di Banca Antonveneta, vadano a scemare nel periodo rimanente. In pratica gli anni successivi ai primi 5 fanno recuperare alla banca gli interessi "perduti" facendo si che il mutuo possa considerarsi a tasso fisso e rata costante per tutta la durata posta in essere dal contratto.

Valutazione finale del Mutuo Easy 5: Voto 5

giovedì 5 luglio 2007

Mutuo Arancio di INGDirect



Nel vasto panorama creditizio nazionale trova spazio il Mutuo Arancio della INGDirect, tanto per intenderci la banca olandese promotrice del Conto Arancio. Il Mutuo Arancio, rispetto alle altre opportunità offerte dal mercato, consente, a chiunque abbia già un mutuo attivo, di trasferirlo risparmiando oltre l'1% di spread (lo spread è il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo).
ING Direct, inoltre, rimborsa anche l'eventuale penale per l'estinzione del vecchio mutuo (nel limite massimo previsto dall'accordo tra ABI e associazioni dei consumatori del 2/5/2007). Tra i tanti prodotti presi in esame fin qui, il Mutuo Arancio sembrerebbe costituire una valida alternativa al classico mutuo bancario poiché è un prodotto non più caro degli altri e soprattutto è molto trasparente in merito a quelli che sono i costi effettivi da sopportare. Con Mutuo Arancio, il blog "Guida ai prestiti personali", inizia una serie di confronti, o se preferite analisi, dei mutui proposti dai principali istituti di credito operanti sul territorio italiano attraverso una piattaforma di home banking.

Caratteristiche e rischi tipici dei mutui di ING DIRECT N.V.

Mutuo Arancio è un mutuo assistito da garanzia ipotecaria di primo grado finalizzato:

- all’acquisto di beni immobili ad uso abitativo o residenziale ,“Mutuo Arancio Acquisto”;
- alla sostituzione di mutui ipotecari già in essere, “Mutuo Arancio Sostituzione”;
- alla sostituzione e rifinanziamento di mutui ipotecari già in essere, “Mutuo Arancio Rifinanziamento”.
Per Mutuo Arancio Acquisto e Sostituzione la percentuale massima di finanziabilità è pari all’80% del valore dell’immobile ipotecato o del costo delle opere da realizzare (per un importo minimo di € 50.000,00) per “prima casa”.
Per “seconda casa” fino al 70% del valore dell’immobile se nella stessa provincia di residenza, fino all’80% del valore dell’immobile se non nella stessa provincia di residenza, con importo finanziabile da € 50.000,00 fino a massimo euro 500.000,00. Per Mutuo Arancio Rifinanziamento finanziamento fino al 60% del valore dell’immobile per un importo da € 50.000,00 a € 1.000.000,00 per prima casa, e fino a massimo 500.000,00 Euro per seconda casa.
Tra i principali rischi del Mutuo Arancio a tasso variabile, va tenuto presente quello derivante dalla variazione del tasso di interesse, in aumento rispetto al tasso di partenza dovuta a variazioni del parametro di indicizzazione (Euribor).
Tra i principali rischi del Mutuo Arancio a tasso fisso,va tenuto presente quello derivante dall’impossibilità di beneficiare delle eventuali fluttuazioni dei tassi al ribasso.
Il mutuo a rata costante è caratterizzato da un tasso fisso per i primi 10 anni ed un tasso variabile per la restante durata del mutuo e consente al consumatore di corrispondere una rata costante nel tempo indipendentemente dalle variazioni dei tassi di mercato. Dalla rata n. 121 la durata del mutuo (il numero di rate da rimborsare) può subire variazioni in relazione all’andamento dei tassi di interesse di mercato, per cui le durate iniziali di 15, 20 ,25 e 30 anni
possono ridursi od estendersi fino ad una durata massima rispettivamente di 18, 25, 33 e 40 anni.
Il mutuo a 10 anni ha una durata massima di 10 anni e non è prevista nessuna riduzione.
Ad esempio la durata iniziale di 15 anni può estendersi fino ad una durata massima di 18 anni.
Tra i principali rischi del Mutuo Arancio a rata costante, va tenuto presente quello derivante dall’impossibilità di beneficiare delle eventuali fluttuazioni dei tassi al ribasso per le prime 120 rate e quello derivante dalla variazione del tasso di interesse, in aumento rispetto al tasso di partenza dovuta a variazioni del parametro di indicizzazione (Euribor) per le rate successive, che può influire sulla durata.
Valutazione finale: voto 6

mercoledì 4 luglio 2007

Carte prepagate: Antitrust apre una inchiesta!


L'Antitrust ha avviato un'indagine conoscitiva sull'uso delle carte prepagate al fine di verificare se vi siano degli abusi a danno dei consumatori, operati da parte dei soggetti emittenti.

Secondo l'Antitrust con l'acquisto della carta prepagata il consumatore, che versa anticipatamente una somma di denaro disponibile per effettuare in seguito un acquisto, si pone in una posizione di debolezza negoziale ed è, perciò, alla mercé di comportamenti opportunistici approntati dalle imprese che emettono le carte prepagate.

L’indagine esaminerà a fondo gli effetti delle norme che regolano la scadenza e il rimborso del credito residuo. In particolare nei mercati nei quali le imprese hanno, singolarmente o collettivamente, una posizione dominante, le norme regolamentari potrebbero anche tradursi nell'imposizione di prezzi e condizioni contrattuali eccessivamente gravose, dando luogo ad un abuso sanzionabile in base alla legge Antitrust. Occorrerà, inoltre, verificare se le condizioni vigenti siano sufficienti ad evitare rischi per i consumatori.

L'indagine analizzerà anche il grado di trasparenza delle condizioni di accesso e di utilizzo delle carte prepagate, in quanto è l'elemento centrale che può incidere, in maniera consistente, sulla concorrenza.

martedì 3 luglio 2007

Buoni Fruttiferi Postali: emesse 5 nuove serie



Innanzi tutto, ad uso e consumo di chi non ha mai sentito parlare di questa forma d'investimento, diciamo che i Buoni Fruttiferi Postali garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e il pagamento degli interessi maturati a scadenza. Sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato e collocati in esclusiva da Poste Italiane. Possono essere sottoscritti e rimborsati in tutti gli Uffici Postali presenti sul territorio italiano, senza alcuna commissione o spesa, eccezion fatta per quelle di natura fiscale dovute allo Stato.

Esistono cinque tipologie di Buoni Fruttiferi Postali che ben si confanno alle esigenze di chiunque miri ad un investimento sicuro e garantito.

- I Buoni Fruttiferi Postali Ordinari con scadenza massima a venti anni e una rendita crescente in maniera proporzionale per tutta la durata dell'investimento;

- I Buoni Fruttiferi Postali Indicizzati a scadenza che hanno una durata massima di 7 anni e assicurano un rendimento fisso e un premio aggiuntivo variabile, legato all'andamento dell'indice Dow Jones Euro Stoxx 50;

- I Buoni Fruttiferi Postali a 18 mesi, ideali per chi non vuole investire il proprio denaro per molto tempo, offrono buoni rendimenti e impegnano il capitale investito per brevi periodi;

- I Buoni Fruttiferi Postali Indicizzati all'Inflazione che durano al massimo 10 anni e a scadenza restituiscono il capitale salvaguardandolo dai rischi legati alle oscillazioni inflazionistiche cui è soggetto il nostro Paese, (indice FOI: Famiglie di operai e impiegati);

- I Buoni Fruttiferi Postali per i minori che hanno una durata variabile in funzione dell'età del minore alla data di sottoscrizione e offrono un rendimento a scadenza sensibilmente più elevato del rendimento di un buono ordinario di pari durata e data di sottoscrizione.

Ieri Poste Italiane ha emesso 5 nuove serie di Buoni Fruttiferi Postali:

Il Buono serie "30J" è indicizzato a scadenza alle Borse Europee e, oltre al capitale investito e a un interesse certo e predefinito all'emissione, riconosce alla scadenza del 7° anno un eventuale premio aggiuntivo, del valore pari all'incremento registrato nel periodo dall'indice azionario Dow Jones Euro Stoxx 50. In caso di andamento negativo o pari a zero dell'indice, il premio non verrà contabilizzato. In caso di incremento positivo, il premio avrà un importo pari a tale variazione, fino ad un massimo del 30%. I tassi d'interesse minimi, crescenti, sono: al 1° anno 2,05%, al 2° anno 2,10%, al 3° anno 2,15%, al 4° anno 2,20%, al 5° anno 2,25%, al 6° anno 2,30% e al 7° anno 2,35%. Il tasso interno di rendimento lordo a scadenza potrà variare da un minimo del 2,20% a un massimo del 5,60% nel caso in cui il premio a scadenza sia pari al 30%.

Il Buono serie "I18" indicizzato all'inflazione italiana è decennale e protegge l'investimento dal crescere del costo della vita. Dal 18° mese in poi il capitale investito si rivaluta seguendo quelle che sono le variazioni dell'indice Istat Foi. I tassi minimi garantiti, crescenti nel tempo, sono calcolati sul capitale già rivalutato e sono: dal 1° al 2° anno 0,85%, dal 3° al 4° anno 0,95%, dal 5° al 6° anno 1,15%, dal 7° all'8° anno 1,25%, al 9° anno 1,85%, al 10° anno 2,05%.

Il Buono serie "18W" è a breve temine (18 mesi appena) ed offre tassi d'interesse crescenti su base semestrale: nel 1° semestre 2,60%, nel 2° semestre 3,15%, nel 3° semestre 4%.

Il Buono ordinario ventennale serie "B33" garantisce il capitale investito e un interesse certo e predefinito al momento dell'emissione. I tassi d'interesse sono, come al solito, crescenti: al 1° anno 2,35%, al 2° anno 2,50%, al 3° anno 2,65%, dal 4° al 5° anno 2,70%, dal 6° al 7° anno 2,75%, dall'8° al 9° anno 3,15%, nel 10° anno 3,25%, dall'11° al 14° anno 3,45%, dal 15° al 17° anno 3,95%, dal 18° al 20° anno 4,35%.

lunedì 2 luglio 2007

Cala la richiesta di prestiti personali


A maggio, secondo la Banca d'Italia, gli impieghi sono cresciuti del 2,6% contro l'incremento del 14,2% registrato nel mese di aprile. Su base tendenziale l'aumento e' stato del 10,7% rispetto l'11,4% del mese di parile. In calo i prestiti a breve termine scesi del 7% mentre quelli a medio-lungo termine hanno registrato un aumento del 14%. Il dato è una logica conseguenza dell'aumento dei tassi d'interesse varato dalla BCE all'inizio dello scorso mese di Giugno. L'aumento dei tassi a reso meno appetibile ed anche meno accessibile il ricorso al credito. Le famiglie italiane, già alquanto sovra indebitate, sembrano aver invertito con decisione una tendenza, quella di ricorrere a piccoli prestiti per finanziare qualsiasi spesa extra, che le ha, in pochi anni, costrette a vivere di stenti tra immani sacrifici per far fronte ai debiti.

domenica 1 luglio 2007

Limitazioni all'uso dei contanti


E' allo studio, da parte dell'Unione Europea, una bozza legislativa che mira a combattere il fenomeno riciclaggio ponendo limiti ancor più restrittivi all'uso del denaro contante. In particolare potrebbero essere fissate delle nuove soglie massime per i trasferimenti di contanti o per il saldo dei libretti al portatore. Quella che ora è fissata a 12.500,00 euro, potrebbe essere una soglia massima ridimensionata fino ai 5.000,00 euro. Novità anche per gli assegni, che verranno emessi come non trasferibili: il cliente potrà tuttavia richiedere assegni “liberi” (sempre nel rispetto del limite di 5.000 Euro) pagando un imposta di bollo pari a 1,5 Euro per modulo. Tutti i trasferimenti di contanti saranno ammessi entro la soglia dei 5.000 Euro (mentre oggi il limite è di 12.500 Euro) a meno che, ovviamente, non siano effettuati tramite intermediari abilitati quali gli istituti di credito e le Poste.
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