venerdì 9 maggio 2008

Prestiti alle famiglie e alle imprese: le banche fanno quadrato e alzano il livello di guardia!

Che la situazione non fosse rosea lo si sapeva da tempo, ma che le banche facessero quadrato nell'erogazione dei prestiti alle imprese e dei mutui alle famiglie, inasprendo i controlli e complicando le procedure d'erogazione, non tutti se lo aspettavano.

La periodica indagine sul credito bancario, realizzata da Bankitalia, ha preso in esame i finanziamenti erogati ai residenti nell'area dell'euro tramite la rete territoriale italiana, con particolare riferimento ai prestiti e linee di credito a favore delle imprese, ai prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni ed ai finanziamenti per l'acquisto di beni di consumo, nonché altre tipologie di prestiti erogati sempre in favore delle famiglie. L'indagine non ha preso in considerazione i prestiti interbancari, le operazioni di leasing finanziario e di factoring effettuate da istituzioni diverse dalle IFM (Istituzioni Finanziarie Monetarie).

L'indagine è stata realizzata attraverso un questionario comprensivo di 17 domande con risposta multipla. La prima sezione si riferiva ai prestiti concessi alle imprese; la seconda al credito concesso alle famiglie.

Da un'attenta analisi, appare evidente come a questo sostanziale irrigidimento delle condizioni di offerta del credito, da parte delle banche, fa da contraltare anche una richiesta di prestiti e mutui, da parte delle famiglie italiane, che tende a contrarsi sia sul versante specifico della richiesta di mutui per la casa sia su quello degli altri prestiti. Questo stato di cose sarebbe da imputare principalmente a due fattori: a) le attese riguardo l'attività economica in generale; b) le prospettive del mercato degli immobili residenziali.

Per ciò che attiene le imprese, invece, l'indice di riferimento, (in una scala che va da -1 a +1), negli ultimi 3 mesi ha fatto segnare un +0,17, ovvero in lieve ascesa rispetto al trimestre precedente; l'irrigidimento maggiore delle condizioni d'offerta riguarda le grandi imprese (0,28), molto più che le piccole e medie (0,06), ed interessa soprattutto il comparto dei prestiti a lungo termine.
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