martedì 29 maggio 2012

Breve vademecum su costi e tassi applicati ai prestiti personali

Molto spesso si sente parlare di tassi da usura, o usurari, cioè di interessi pagati dai clienti talmente elevati da comportare il reato di usura per chi li esige. Ma di cosa si tratta? Il Tegm è l'unico tasso controllato dalla Banca d'Italia per stabilire le soglie d'usura, ma spesso è assai più basso del Taeg. Per determinare le soglie oltre le quali gli interessi sono considerati usurari, ai tassi medi rilevati aumentati di un quarto, si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali; la differenza tra la soglia e il tasso medio non può superare al massimo gli 8 punti percentuali. Il cliente a cui fossero richiesti tassi da usura, grazie alla legge, può denunciare l'usuraio, chiedere il rimborso delle somme pagate al di là dei limiti di legge e dei danni subiti.

Come si calcolano i tassi usurari?

Ogni tre mesi, la Banca d'Italia registra tutti i Teg applicati da banche e finanziarie alla clientela per ciascuna tipologia di contratto (mutui, credito al consumo, cessione del quinto dello stipendio o della pensione, prestiti personali, carte revolving) e per il livello del finanziamento erogato. Nei tre mesi successivi alla rilevazione, questa media dei Teg serve da base sulla quale calcolare la cosiddetta soglia d'usura, cioè il valore oltre il quale chi presta denaro a interesse commette un reato. Normalmente i tassi applicati al credito al consumo sono i più elevati e possono giungere anche a livelli superiori al triplo rispetto a quelli applicati ai mutui. Questo comporta il fatto che anche piccoli prestiti per periodi di tempo non eccessivamente lunghi comportano montanti finali molto pesanti. Il reale costo del finanziamento non è il valore della rata, quanto la somma finale che, una volta terminato il contratto, è stata restituita alla banca. Questa somma, detta montante, è costituita dal prestito ricevuto (il capitale) e dagli interessi. Il montante è la somma del prestito e degli interessi, ed è il solo valore che rappresenta il vero costo finale del contratto. Più lunga è la durata del finanziamento, maggiore sarà il numero delle rate, dunque più elevato il montante, quindi, più costoso sarà il finanziamento. Per questo motivo occorre evitare di cercare di ridurre la rata mensile allungando il contratto: apparentemente il rimborso è sostenibile, ma in realtà il denaro preso a prestito si paga molto più caro.
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