domenica 1 giugno 2008

Carte revolving, è boom! Ma quanto costano realmente?

Che siano ormai diventate un must è evidente, ma le carte revolving, ovvero quelle carte di credito che mettono a disposizione del titolare una certa liquidità da spendere nell’immediato per far fronte alle più svariate esigenze, dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, nascondono costi e commissioni che, alle volte, sembrano veramente eccessivi.

In Italia ve ne sono decine. Tra le più conosciute citiamo la “Blu American Express”, la carta “Barclaycard”, la “Carta Aura” di “Findomestic Banca” e la carta “Bancoposta ricaricabile” offerta da Poste Italiane ma gestita dalla Agos.

La nostra indagine, condotta su 18 carte revolving, ha preso in esame 5 voci di costo tra le più importanti (TAEG, commissioni prelievo contanti presso sportello ATM, quota annuale, commissioni carburante e spese per l’invio dell’estratto conto mensile).

Quella delle carte revolving è una vera e propria giungla nella quale è difficile, se non impossibile, districarsi senza incappare in sgradite sorprese. Un pagamento a mezzo assegno non andato a buon fine può arrivare a costare anche 30 euro, mentre il pagamento dell’estratto conto con modalità diverse dall’addebito diretto in conto corrente, per ciò che attiene la carta Blu American Express, può costare fino a 5 euro.

Non tutti sanno, poi, che lo Stato guadagna una consistente sommetta applicando su ciascun estratto conto, di importo superiore ai 77,47 euro, un’imposta di bollo pari a 1,81 euro.

La proprietà della carta è sempre e comunque della società emittente ed il titolare, alla chiusura del rapporto con l’istituto erogante, è tenuto a restituirla.

Trattandosi di una tipologia particolare di credito al consumo, le carte revolving invogliano a fare acquisti e spesso ci si dimentica che alla stipula del contratto si è stabilita una soglia massima, detta fido, oltre la quale non si può andare. Se si supera il fido bisogna stare molto attenti alle commissioni ed alle penali che vengono applicate.

Il meccanismo alla base del funzionamento delle carte revolving è semplicissimo. La carta “contiene“ nel momento in cui entra in possesso del soggetto richiedente, una somma di denaro che in media è pari a 5.000 euro. Ogni qual volta il titolare della carta effettua un acquisto avvalendosi di questo strumento, il credito diminuisce e la somma dovrà essere restituita, anche ratealmente, corrispondendo un tasso d’interesse che, normalmente, è superiore a quello applicato ai prestiti personali di tipo tradizionale.

Dalla nostra indagine si evince come il Taeg massimo più elevato venga applicato dalle carte Blu e Gold Credit di American Express (entrambe al 21,99%), mentre quello più conveniente è appannaggio della Carta Bancoposta Ricaricabile e della Carta Platinum Rotary (entrambe al 14,93%).

Le più costose, in senso assoluto, si sono rivelate la carta Gold Credit di American Express e la Carta Platinum Rotary, entrambe esose nelle commissioni per il prelievo del carburante (0,77 centesimi di euro a rifornimento), e nelle quote annuali (90 euro la Gold Credit e 50 euro la Platinum Rotary).

Per ciò che attiene le commissioni per i prelievi di contante a mezzo sportello ATM, la media è del 4% sull’importo del prelievo con un minimo di 2,50 euro ad operazione. Ciò sta a significare che se preleviamo 50 euro, essendo il 4% pari a 2 euro, ci vedremo addebitati in conto la commissione minima stabilita in fase contrattuale che, come dicevamo, può variare da un minimo di 2,50 euro ad un massimo di 3,87 euro che è la commissione stabilita dalla carta Bancoposta ricaricabile.

In conclusione vi consigliamo di leggere sempre, con la massima attenzione, i fogli informativi, le principali norme di trasparenza e il documento di sintesi inerente tutte le condizioni economiche del servizio offerto.

Di seguito abbiamo riassunto in tabella le principali voci di costo applicate sulle carte oggetto della nostra indagine. Tutti i dati raccolti sono aggiornati al 31 maggio 2008 (cliccare sull'immagine per ingrandirla).

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