lunedì 23 luglio 2012

L'isola felice dei mutui a tasso variabile

Rispetto a qualche anno fa dell'Euribor non si parla quasi più. In effetti, il parametro di riferimento del mercato interbancario, ben noto a tutti i possessori di un mutuo a tasso variabile, se ne sta lì, da più di un anno, pressoché fermo ai minimi storici, ben al di sotto dell'1% del tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea. Nessun cenno di reazione alla crisi della Grecia, per esempio, che solo 3 o 4 anni fa avrebbe provocato una serie di tensioni tali da spedire alle stelle i tassi. Basta ricordare cosa avvenne all'indomani del fallimento Lehman, quando i tassi interbancari balzarono oltre il 5%. Oggi niente di tutto questo si è materializzato, anzi. Se si guardano i movimenti degli ultimi mesi, i tassi impliciti espressi dai future sull'Euribor, cioè i contratti che fotografano le attese dei mercati per i prossimi mesi, hanno mostrato addirittura un'ulteriore flessione, perché gli operatori si aspettano che la Bce, viste le difficoltà della Grecia e di altri Paesi quali Portogallo e Spagna, difficilmente tornerà ad alzare il costo del denaro da qui a fine 2012. Qual'è dunque la differenza rispetto al 2008? Semplice: rispetto ad allora, i mercati sono letteralmente inondati di liquidità, quella stessa che la bce ha provveduto a pompare sul mercato per evitare il collasso del sistema finanziario: finché questa non sarà ritirata, sarà difficile assistere a un ritorno dell'Euribor su livelli meno anomali (cioè sopra il tasso Bce). Per ora, dunque, chi ha un mutuo a tasso variabile, può sentirsi relativamente tranquillo. E' facile pronosticare che il rialzo dei tassi Euribor è ancora lontano e in futuro è previsto un aumento graduale: basta guardare gli stessi future per rendersene conto. Le attese indicano infatti uno 0,61% per settembre 2012, o,66% per giugno 2013 e 0,75% a fine 2013. I tassi resteranno quindi eccezionalmente bassi, ancora per un po'. L'inondazione di liquidità della Bce funziona, quindi, da ossigeno puro per le famiglie alle prese con la rata di un prestito variabile. Il beneficio varia di caso in caso, a seconda della durata residua: la sensibilità ai tassi cresce per quelli più lunghi.
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