mercoledì 25 luglio 2012

Il microcredito in Italia è in fase di sviluppo e finalmente è in via di regolamentazione

Il microcredito in Italia non ha ancora una mappa definita: il settore è in sviluppo continuo e solo ora è in via di regolamentazione, con prospettive di vigilanza. E le statistiche sono il risultato di indagini non periodiche e non sistematiche. Quella tuttora più citata, e in via di aggiornamento, è stata condotta nel giugno del 2010 da Ritmi-Rete Italiana di Microfinanza, in collaborazione con la Fondazione Giordano Dell'Amore. Il campione censiva 94 iniziative di microcredito stretto di cui 33 avevano fornito dati sull'attività. L'analisi segnalava che nel biennio 2008-2009 i volumi di microcredito in Italia erano quintuplicati fino a un "outstanding" di 11 milioni di euro (su un portafoglio europeo di 828 milioni di euro), con un importo medio di 6.000 euro (9.641 euro in Europa) e un tasso medio applicato del 4% (anch'esso inferiore rispetto agli standard europei).

All'inizio del 2012 il panorama è molto cambiato: per dimensione e qualità delle iniziative. Le Fondazioni di origine bancaria ma anche le stesse banche (in particolare il Credoto cooperativo) hanno dato supporto alla germinazione di iniziative, principalmente da parte del Terzo settore. Non da ultimo, il Comitato nazionale per il microcredito, nato nel 2004 e trasformato in Ente nel 2007, sta gradualmente attivando la sua mission. A livello statistico, il presidente della commissione microcredito dell'Acri, Luca Remmert, cita 30 iniziative attualmente operanti con il coinvolgimento delle Fondazioni per un volume operativo di 17 milioni di euro.

L'unico soggetto societario attivo (PerMicro) ha erogato nel quinquennio 2007-2011 11,4 milioni di microcrediti (a 2.166 soggetti, di cui 1.687 "sociali") e ha un budget 2012 di oltre 9 milioni di nuove erogazioni. Microcredito per l'Abruzzo (promossa da Etimos grazie alle donazioni per il terremoto gestite dal Dipartimento di Protezione Civile, e promossa con Caritas, le associazioni di categoria, gli enti locali, la Federazione Bcc di Abruzzo e Molise e Abi) conta su un fondo patrimoniale di 4,5 milioni e ha già erogato 5,6 milioni di microcrediti a 622 fra famiglie, imprese e coop. Attualmente, circa il 70% delle banche ha delle specifiche strutture dedicate all'operatività del microcredito e microfinanza.

Da una recente indagine condotta dall'Abi, risulta che l'87% dell'attività anzidetta è concentrata sul microcredito; l'11% riguarda la microfinanza e il residuo 2% riguarda altri servizi finanziari. Il 23 dicembre 2010 è stato sottoscritto tra Abi e Cei (Conferenza episcopale italiana) un nuovo accordo-quadro per un programma nazionale di microcredito, come sviluppo di un primo accordo sottoscritto nel 2009 e della successiva entrata in vigore del Decreto legislativo 141/2010. I finanziamenti sono concessi dalle banche aderenti all'iniziativa e garantiti da un fondo straordinario conferito dalla Cei, con dotazione iniziale pari a 30 milioni di euro.

Il fondo di garanzia della Cei è finalizzato a consentire l'accesso al credito delle famiglie che si trovino in situazione di difficoltà economica e sociale e delle persone fisiche, società di persone, società cooperative che intendano avviare un'attività di lavoro autonomo o di microimpresa. Per quanto riguarda le prime, rispetto al precedente accordo del 2009, è stato abbandonato il requisito di "famiglia numerosa" e introdotto il requisito di "particolare vulnerabilità economica e sociale"; la valutazione di quest'ultimo requisito, che riprende il disposto dell'articolo 111 del Testo unico bancario è di competenza esclusiva dell'ufficio diocesano attraverso l'acquisizione di idonea documentazione da parte del richiedente (bilancio familiare oppure, in alternativa, certificazione Isee).

Per quanto riguarda la valutazione di fattibilità dell'idea imprenditoriale o di lavoro autonomo, questa sarà di competenza della banca erogante, la quale potrà acquisire informazioni utili all'istruttoria dal richiedente, dall'ufficio diocesano nonché da eventuali partner territoriali della Caritas Italiana in attuazione di specifici accordi. Sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti, erogati dalle banche aderenti, aventi le seguenti caratteristiche:

  • "microcredito sociale", finanziamenti personali di importo non superiore a 6.000 euro per il sostegno alle spese delle famiglie, con Taeg non superiore al 4%;
  • "microcredito all'impresa", finanziamenti di importo non superiore a 25.000 euro a persone fisiche, società di persone, società cooperative, per l'avvio o lo sviluppo di un'iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo, con Taeg non superiore al tasso effettivo globale medio della categoria corrispondente di operazioni decurtato del 30%. 
La dotazione patrimoniale del fondo è di complessivi 30 milioni di euro, di cui 25 milioni stanziati a garanzia delle operazioni di finanziamento di credito sociale a favore delle famiglie e 5 milioni di euro a garanzia di quelle di microcredito d'impresa per l'avvio o lo sviluppo di iniziative imprenditoriali. Il piano di ammortamento, per ciascun finanziamento deliberato, decorrerà trascorsi 12 mesi dalla delibera e con una durata non superiore a 5 anni.
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