lunedì 6 giugno 2011

Le polizze sui mutui vanificano la portabilità e sono troppo care!

Gli accordi tra le compagnie e le banche sono troppo onerosi per il cliente e vanificano la portabilità dei mutui, a dirlo era il presidente dell'Isvap già nella relazione annuale del 2008. Secondo Giannini, la soluzione per risolvere il doppio problema sarebbe quella di garantire al cliente che vuole estinguere un prestito la restituzione integrale della quota assicurativa di premio goduto e riconsiderare la misura delle provvigioni. Fa cile a parole, praticamente impossibile nei fatti. La libertà e le tasche dei consumatori si scontrano, infatti, con le resistenze di banche e assicurazioni che non hanno alcuna intenzione di rinunciare al ricco mercato del credit protection insurance, che produce ogni anno un giro d'affari di oltre 2 miliardi di euro (di cui il 60% raccolto dalle banche). Frutto, secondo le indagini condotte dagli uomini di Giannini, di commissioni che vanno dal 50% a oltre l'80% del premio rispetto al 19% che viene di norma applicato su tutti gli altri prodotti slegati da contratti di finanziamento. Timida e inconsistente, almeno stando al giudizio dell'Authority, la prima risposta di istituti di credito e compagnie all'appello dell'Isvap. Nell'ottobre del 2008 la federazione Abi-Ania ha sottoscritto un protocollo di intesa per raccogliere i suggerimenti di Giannini. Il documento, chiamato "Linee guida per le polizze assicurative connesse a mutui e altri contratti di finanziamento", avrebbe dovuto, nelle intenzioni, garantire il corretto comportamento degli operatori nei confronti della clientela. L'autoregolamentazione, però, si risolse in un completo fallimento. Troppo morbidi i paletti e pochissime le adesioni al protocollo. L'unico risultato, applicato a macchia di leopardo, fu qualche apertura sul fronte della restituzione del premio in caso di surroga del mutuo e nulla più. Decisamente troppo poco per Giannini che, a due anni di distanza, durante la relazione annuale del 2010, è tornato a denunciare con forza le distorsioni del mercato delle polizze legate ai mutui. Diretta e corcostanziata, questa volta, l'accusa. Il cui punto centrale, come si diceva, è che su tali prodotti vengono applicate provvigioni abnormi e estremamente penalizzanti per centinaia di migliaia di cittadini. Costi, questi, che fanno lievitare il prezzo complessivo del mutuo. Un'inchiesta de "Il Sole 24 Ore" ha esaminato nel dettaglio il fenomeno, snocciolando cifre impressionanti. Per un mutuo decennale da 150.000 euro il premio medio è addirittura di 6.200 euro. Più o meno identiche le conclusioni cui è giunta l'Isvap. Per un mutuo di 200.000 euro viene chiesto un premio di 8.600 euro di cui 4.300 euro solo di provvigione (il 50%). Se il finanziamento diminuisce il risultato peggiora. Su un ammontare di 30.000 euro (che è un prestito personale), il premio è di 796 euro di cui 662 euro per il compenso provvigionale (ben l'83%). In pratica diversi anni di rate se ne vanno solo per pagare la polizza (e soprattutto le provvigioni) che garantisce la banca in caso di morte, infortunio, perdita del lavoro e qualsiasi altra disgrazia possa capitare al cliente e impedire la restituzione del prestito. A fronte di esborsi così ingenti non ci sono particolari coperture assicurative, ma, come ha spiegato Giannini, semplici polizze legate all'aspettativa di vita dell'individuo secondo le tavole attuariali. Prodotti che le banche vendono anche a prescindere dai mutui, solo che, quando gli stessi istituti di credito vendono polizze vita senza che queste siano agganciate a un loro finanziamento, le loro commissioni scendono drasticamente.
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