martedì 15 luglio 2008

Prosegue il calo degli indici azionari

Dopo qualche giorno di pausa riprendiamo le nostre pubblicazioni economico-finanziarie parlando di un tema che, per molti aspetti, genera preoccupazione tra gli analisti di di casa nostra, ovvero il calo degli indici azionari della Borsa Italiana.

Tra l'inizio di aprile 2008 e la prima parte del mese in corso, l'indice generale della Borsa Italiana ha subito forti ed incontrollate oscillazioni che, ad un'attenta analisi, hanno determinato un calo complessivo dell'11%. Un dato, quest'ultimo, che fa seguito alle progressive perdite che si sono sin qui registrate dall'inizio dell'anno e che ammontano addirittura al 26%.

Secondo gli analisti "tale andamento rimane in linea con quello medio dell'area euro ed ha risentito del netto peggioramento delle previsioni sugli utili societari per quest'anno e per il prossimo biennio 2009-2010. Il premio per il rischio richiesto dagli operatori risulterebbe pressoché invariato".

Gli andamenti sono stati fortemente differenziati nei vari comparti. I titoli dei settori bancario, dei servizi e dei beni di consumo hanno subito ingenti perdite (-18%, -27% e -28% rispettivamente), risentendo di nuovi segnali di deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari e delle prospettive congiunturali.

Quelli dei prodotti petroliferi e dei materiali di base si sono invece apprezzati (rispettivamente del 3% e del 32%), sospinti dai rincari del greggio e delle materie prime non energetiche.

Il rapporto fra utili correnti e capitalizzazione si è mantenuto su livelli storicamente molto elevati. La variabilità dei titoli azionari, implicita nei prezzi delle opzioni, si è collocata su livelli inferiori a quelli del primo trimestre dell'anno.

Nei primi 6 mesi del 2008 sono state portate a compimento 5 operazioni di prima quotazione presso Borsa Italiana (16 nello stesso periodo del 2007); nell'area dell'euro le nuove quotazioni sono state 28. A fine giugno erano quotate in Italia 300 società, per una capitalizzazione complessiva pari a 551 miliardi di euro.
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