giovedì 28 giugno 2007

Mutui INPDAP: sara' possibile richiedere la variazione del piano di rimborso


L’Inpdap ha reso, in una nota, un'importante comunicazione per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile a decorrere dal 2000. Questi, se lo riterranno opportuno, potranno richiedere la variazione del piano di rimborso in tasso fisso (attualmente attestato al 4,15%) per le rate di ammortamento residue.
L’Inpdap, però, ha precisato che il costo dell’operazione (relativo alle spese di amministrazione ridotte allo 0,25% del capitale residuo) sarà totalmente a carico del richiedente e sarà ripartito sulle successive rate di ammortamento. Scarica il modello per la rinegoziazione del mutuo.

mercoledì 27 giugno 2007

La CCIAA di Parma finanzierà finanziamenti a tasso agevolato per le imprese


Dal prossimo 1 luglio sarà possibile richiedere finanziamenti con la garanzia di "Fidarti" (Coop.va Artigiana di Garanzia), a tassi particolarmente contenuti, grazie al plafond messo a disposizione dalla CCIAA di Parma, che servirà ad abbattere parzialmente i tassi derivanti dalla stipula di finanziamenti bancari per acquisto di attrezzature e macchinari nuovi e per la ristrutturazione degli impianti aziendali.
Sono agevolabili gli investimenti delle imprese artigiane e delle PMI.
L’intervento della Camerale di Commercio di Parma si concretizza nell’abbattimento di due punti percentuali, per una durata massima di tre anni, su di un importo non superiore ai 50.000 euro.
Il contributo verrà calcolato e liquidato da "Fidarti" direttamente all’impresa, in una unica soluzione, fino all’esaurimento del plafond disponibile.

Di seguito pubblichiamo l'elenco delle banche convenzionate con "Fidarti"

CARIPARMA
BANCA MONTE PARMA
BANCA POPOLARE EMILIA-ROMAGNA
UNICREDIT
BANCO SAN GEMINIANO BPV
CREDEM
BANCA AGRICOLA MANTOVANA
COOPERBANCA
CARISBO
BANCA REGGIANA DI CREDITO COOPERATIVO
BANCO DI SICILIA

martedì 26 giugno 2007

Banche e Assicurazioni nel mirino dell'Antitrust


L'Antitrust sta avviando un'indagine sugli intrecci tra le imprese bancarie e tra queste ultime e le imprese assicurative. Lo ha annunciato il Presidente dell'Authority Antonio Catricalà, nella Relazione annuale. "Dalla valutazione delle operazioni - ha spiegato - emerge una fitta rete di intrecci azionari, partecipazioni e rapporti di finanziamento tra imprese bancarie e tra queste e le imprese assicurative: un equilibrio di mercato che può evidenziare conflitti di ruolo e in alcuni casi rappresentare una grave patologia. La convergenza di interessi tra imprese concorrenti ostacola la competizione". Per queste ragioni, l'Antitrust "sta per avviare un'indagine diretta a mettere in evidenza i rapporti tra libertà di mercato e corporate governance nel settore finanziario".

lunedì 25 giugno 2007

Prestiti personali fino a 100.000 euro


Potrebbe salire da 31.000 a 100.000 euro la soglia massima entro la quale potranno essere concessi prestiti personali appartenenti alla categoria del credito al consumo. Il tutto dovrebbe avvenire più rapidamente di prima, con meno formalità e senza ipoteche. La novità potrebbe arrivare presto insieme alle norme che il ministero dell'Economia sta studiano per modificare la disciplina di questa tipologia di prestiti prevista attualmente dal testo unico bancario. Verrà, inoltre, valutata sempre con maggiore attenzione la situazione economica del soggetto richiedente , al fine di evitare casi di sovra indebitamento. Il progetto, che rientra nelle deleghe del vice ministro per l'Economia Roberto Pinza, è ora all'esame di un tavolo di esperti. In particolare il Taeg (il tasso di interesse che include anche le altre spese), diventerà trasparente e dovrà essere particolareggiato, considerato che in previsione sarà certamente più elevato. Sarà poi prevista la possibilità per il cittadino di recedere dal contratto entro due settimane dalla stipula. Tra le altre novità allo studio, è prevista una regolamentazione per i mediatori creditizi con l'indicazione dei casi nei quali il consumatore sarà obbligato a pagare i diritti di intermediazione. Si punta anche ad inserire tra le tipologie del credito al consumo i prestiti per le ristrutturazioni immobiliari attraverso l'utilizzo di "carte di credito rotative". Norme più severe sono, inoltre, previste a tutela del consumatore, come l'inversione della prova per gli obblighi di trasparenza e consulenza. Ma è la norma anti-truffa la vera novità. Il consumatore può agire nei confronti del finanziatore nel caso in cui questi abbia concesso il credito pur avendo notizia di frequenti inadempimenti del fornitore: si presume l'esistenza di un accordo tra finanziatore e il fornitore. Banca d'Italia e Ufficio Italiano Cambi potranno sanzionare tutte le violazioni relative alla trasparenza (e non solo quelle in materia di pubblicità). In arrivo anche un elenco dei soggetti abilitati alla concessione di piccoli prestiti, sul quale i consumatori non sono d'accordo. Questo perché non sarà tenuto dalla Banca d'Italia ma da un organismo rappresentativo delle associazioni di categoria degli agenti, delle banche e degli intermediari finanziari.

Per ciò che attiene la solvibilità del soggetto richiedente, le società che rilasciano finanziamenti avranno l'obbligo, nella fase precontrattuale, di fare una "valutazione del merito creditizio" del consumatore, cioé della sua capacità di fare fronte al debito. Questo con l'obiettivo dichiarato di contenere fenomeni di sovra-indebitamento. E' questo uno dei criteri ai quali sta lavorando il ministero dell'Economia per la modifica delle norme del Testo Unico Bancario sul credito al consumo. Con questa novità, in particolare, verrebbe anticipata l'attuazione di alcune significative novità previste da una direttiva comunitaria in via di preparazione.

Sul fronte delle truffe sarà molto più difficile frodare il consumatore facendogli prendere un prestito per un bene che non verrà mai consegnato. Il ministero dell'Economia sta valutando l'introduzione nel testo unico bancario di una norma che presume un "accordo" tra finanziatore e fornitore "nel caso in cui questi abbia concesso il credito pur avendo notizia di frequenti inadempimenti del fornitore". La novità è prevista dalla documentazione che il ministero dell'Economia ha portato al gruppo di lavoro che è stato avviato con le diverse categorie per la messa a punto di modifiche che saranno inserite nel testo unico bancario.

domenica 24 giugno 2007

L'INPDAP preleverà lo 0,15% dalle pensioni!


Il subdolo balzello, che andrà a rimpinguare le casse dell'Ente, finirebbe in un fondo che servirebbe a finanziare l'erogazione di prestiti personali ai pensionati.

E allora? Dov'è il problema?

Più che il problema diremo i problemi!

1° problema: dal mese di maggio 2007, nel pieno rispetto del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 45 del 7.3.2007 facente parte della Legge Finanziaria 2007 (regolamento attuativo del comma 347 Legge 266/2005), l’INPDAP, senza fornire alcuna informazione preventiva (quindi senza preavviso), sta già provvedendo a decurtare tutte le pensioni di un "contributo" dello 0,15%, automaticamente, a tutti i pensionati.

2° problema: questo modo di fare è alquanto discutibile. Se dobbiamo pagare una tassa dobbiamo farlo in modo consapevole ed informato! Tanto più che questo "contributo" non è rimborsabile! Quindi l'Ente preleva una somma pari allo 0,15% della pensione e la fa confluire nel "Fondo di Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali", senza che chi subisce il prelievo dalla propria pensione ne sia a conoscenza!

3° problema: se sono i tutti i pensionati a finanziare questo fondo, perché se richiedono un prestito all'INPDAP questi lo concede a sua discrezione solo a pochi eletti?

4° problema: se i pensionati finanziano questo fondo attraverso un prelievo forzoso da parte dell'INPDAP, perchè poi devono restituire la somma che, eventualmente, riceveranno in prestito pagando su di essa degli interessi? Se depositiamo i nostri soldi in Banca al più non riceviamo interessi, ma nemmeno li paghiamo all'Istituto di Credito, in questo caso, invece, dovremo cedere i nostri soldi e poi su questi pagarci anche gli interessi? E come se noi dessimo per per 10 anni ad un concessionario di automobili lo 0,15% del nostro reddito, poi dopo 10 anni decidiamo di acquistare un'auto ed il concessionario ci finanzia la somma necessaria. Su questa somma noi pagheremo gli interessi! Il sistema puzza di truffa legalizzata lontano un miglio!

5° problema: l'INPDAP non ha informato nessuno, attraverso stampa, radio e tv, in merito alla possibilità di recedere dalla concessione di questo contributo entro sei mesi dal pagamento della prima mensilità di pensione e comunque a decorrere dal mese di maggio 2007.

PER FAR VALERE IL DIRITTO DI RECESSO DALLA CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO I PENSIONATI DEVONO COMPILARE L'APPOSITO MODELLO ED INVIARLO A MEZZO RACCOMANDATA A/R ALL'INPDAP ENTRO E NON OLTRE IL 31 OTTOBRE 2007.

In ogni modo, su sollecitazione dei sindacati Cgil, Cisl, Uil nazionali dei pensionati, che stanno seguendo l’intera problematica, l’Inpdap ha promesso che invierà, a tutti i pensionati, una comunicazione in materia nella quale saranno anche riportati i tipi di prestito che si potranno richiedere.
Le sedi di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil sono comunque a disposizione per qualsiasi delucidazione in materia.


sabato 23 giugno 2007

Mutui:tassi agevolati per studenti universitari



Un'intesa siglata tra il Comune di Bologna e diversi Istituti di Credito convenzionati, permetterà, agli studenti universitari fuori sede, di contrarre dei mutui a tassi super agevolati per comprasi casa.

Di seguito i dettagli dell'accordo

Fanno parte del progetto: Unicredit Banca, Monte dei Paschi di Siena, Carisbo, Unipol Banca, Banca di Bologna e Banca popolare di Milano, il Collegio costruttori e Legacoop. Il progetto consta anche di uno screening da parte dei costruttori e delle associazioni della proprietà immobiliare per mettere a disposizione degli studenti universitari un pacchetto di abitazioni destinate a loro.

È una novità assoluta e rivoluzionaria nel panorama nazionale. Con i circa 400 euro al mese che servono oggi per pagare un posto letto, spesso in nero, ora gli studenti possono pagare gli interessi del mutuo negli anni dell'Università. Poi, quando cominciano a lavorare, pagare il capitale e ritrovarsi, alla fine, con una casa di proprietà.

Chi può beneficiare dell'iniziativa

Per usufruire dei mutui basta essere iscritti all'Università di Bologna, ma per la concessione sarà data priorità ai redditi bassi. L'iniziativa è pensata in particolare per i tantissimi fuori sede che studiano in città e sono intenzionati a rimanerci anche dopo la laurea: i promotori dell'accordo stimano che per accoglierli sono necessari dai 2000 ai 5000 appartamenti di vario tipo. In base agli ultimi dati a disposizione, oggi solo il 3,5% dei fuori sede ha un appartamento di proprietà, circa 1.400 persone. E uno studente fuori sede spende almeno 432 euro al mese solo per dormire.

venerdì 22 giugno 2007

Mutui e rischio di insolvenza ridotti grazie al decreto Bersani



Il sistema bancario italiano è ben protetto da eventuali casi di insolvenza in ragione degli standard estremamente restrittivi applicati dalle banche per l’accesso ai mutui. Da un lato, così come avviene nel resto d’Europa, l’ammontare del mutuo concedibile è tale che il rapporto rata/reddito non possa in media superare una determinata soglia, di norma attestata intorno al 33%. Dall’altro, il rapporto fra ammontare del mutuo e valore dell’immobile, il cosiddetto loan to value, è in media al 55 per cento, ben al di sotto del valore medio dell’area euro, che è il 70 per cento. Anche se negli ultimi anni entrambi gli standard sono diventati meno restrittivi, lo stock di mutui in essere rimane comunque ben presidiato.
La preferenza dei mutuatari italiani per il tasso variabile è peraltro determinata anche da anomalie di costo. Come ha riferito in una nota la Banca d’Italia, il differenziale fra il costo dei mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile, "è stato nel 2006 di 80 punti base, a fronte dei 30 registrati, in media, nell'area dell'euro".
L’anomalia ha origini diverse. Un fattore è senz’altro nella differenza strutturale dei mutui-casa italiani a tasso fisso. In molti paesi esteri si paga sì a tasso fisso, ma i tassi di riferimento sono quelli di medio termine perché dopo pochi anni il tasso può essere rinegoziato o trasformato in variabile. In Italia, si utilizzano i tassi a lungo termine, perché storicamente i mutui non sono rinegoziabili, se non dietro pagamento di una proibitiva penale. Il mutuatario era incatenato per sempre alle condizioni di tasso iniziali, e ciò rendeva oneroso qualsiasi errore di scelta. Con i decreti Bersani e il recente accordo tra Abi e consumatori, che hanno ridotto le penali anche sul tasso fisso, la situazione economica e gestionale del mutuatario italiano può, a ragione, ritenersi molto meno drammatica di quanto lo fosse in passato.

mercoledì 20 giugno 2007

Estinzione anticipata del finanziamento


L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia del Territorio, con la circolare congiunta n. 6 del 14 giugno 2007, hanno affrontato il tema dell’estinzione anticipata del rapporto di finanziamento.
La circolare, in particolare, approfondisce l’articolato sistema interpretativo inerente all’argomento per definire in modo univoco le norme che regolano la materia.
Secondo le valutazioni effettuate dall'Agenzia delle Entrate e dall'Agenzia del Territorio, l'adempimento anticipato del debitore non determina il venir meno delle condizioni fissate dall'art. 15 del D.P.R. n. 601/1973, per usufruire del regime tributario agevolato.
La circolare, dunque, stabilisce che deve ritenersi superato quanto previsto dalla circolare n. 6 del 5 dicembre 2006, secondo cui “la presenza nei contratti di finanziamento a medio e lungo termine di clausole che consentano espressamente al soggetto finanziato di risolvere anticipatamente il rapporto attraverso l'estinzione del debito prima che decorra la durata minima stabilita dall'art. 15 del D.P.R. 601/73 determina l'incompatibilità di tali convenzioni con il particolare regime tributario ivi disciplinato”.

INPDAP:convenzione quadro per la concessione di mutui e prestiti



Nella seduta del 14 giugno l'INPDAP ha discusso la convenzione quadro finalizzata alla concessione di prestiti e mutui a iscritti, pensionati, nonché a dipendenti e pensionati di amministrazioni pubbliche iscritte ad altre gestioni previdenziali diverse dall’Inpdap.

Di seguito pubblichiamo il documento integrale maturato nel corso dell'assemblea del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPDAP.

IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA

VISTO il D.L.vo n.479 del 30 giugno 1994 di istituzione dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica;
VISTO l’art. 1, comma 245 della legge n.662 del 23 dicembre 1996, che istituisce presso l’Inpdap la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali a favore degli iscritti, in conformità di
quanto previsto dai TT.UU. emanati con DPR nn. 180 del 1950 e 1032 del 1973, per i quali
l’Inpdap può cedere prestiti in forma diretta e prestare la propria garanzia per i prestiti ceduti agli iscritti da istituti finanziari e società autorizzati dal Ministero del Tesoro ad esercitare il credito a tassi agevolati;
VISTO il Decreto Ministeriale del 28 Luglio 1998 n. 463 recante le norme per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, adottato ai sensi dell’art.1, comma1, della legge 23 dicembre 1996 n. 662;
CONSIDERATO che il suddetto decreto, ai sensi dell’art.1 lettera f, conferisce all’Istituto la
possibilità di ricercare ulteriori forme di prestazione di natura creditizia e sociale, in relazione alle
modificate necessità degli iscritti e dei pensionati nonché dei loro familiari;
VISTA la delibera del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza n. 278 del 9 marzo 2006 con la quale sono
state aggiornate le linee di indirizzo per il triennio 2006 – 2008;
VISTO l’ordine del giorno n. 42 del 23 marzo 2006, con cui si impegnavano gli Organi di gestione, in applicazione del disposto dell’art. 1, comma 347, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a procedere prontamente alla definizione delle modalità di accesso alle prestazioni creditizie erogate dall’Istituto anche per i pensionati, nonché per i dipendenti e pensionati di enti e amministrazioni pubbliche iscritti presso gestioni previdenziali diverse dall’Inpdap;
VISTO l’art.13 bis, comma 2, del decreto legge n.35 del 14 marzo 2005, convertito con
modificazioni nella legge n.80 del 14 maggio 2005 il quale prevede che, con successivo decreto
del Ministro dell’Economia, vengano dettate le disposizioni atte a consentire ai pensionati la facoltà di contrarre prestiti estinguibili con cessione fino ad un quinto della pensione;
TENUTO conto, che in attuazione del predetto art.13 bis, lo scorso 8 febbraio è stato emanato il
decreto del Ministero dell’Economia e Finanze n.313 del 27 dicembre 2006;
TENUTO, altresì, conto che il richiamato art.1 comma 347 della legge 266 del 23 dicembre 2005, prevede che, con il medesimo decreto che ha previsto l’estensione dei prestiti ai pensionati devono essere anche stabilite le modalità di accesso a tutte le prestazioni creditizie agevolate erogate dall’Inpdap sia per i pensionati che già fruiscono di trattamenti pensionistici erogati dall’Istituto, sia per i dipendenti e pensionati di enti ed amministrazioni pubbliche iscritti ad altre gestioni pensionistiche;
CONSIDERATO, infine, il regolamento di attuazione di cui al Decreto ministeriale n.45 del 7
marzo 2007 che prevede l’iscrizione alla gestione autonoma delle prestazioni creditizie e sociali
istituita presso l’Inpdap di tutte le categorie appena citate;
RILEVATO, peraltro che, in data 31 maggio c.a. è venuta a scadere la convenzione precedentemente posta in essere con la BNL e Banca Nuova per la concessione indiretta di prestiti e mutui ad iscritti e pensionati dell’Istituto;
RAVVISATA, pertanto, l’urgenza di adottare, nelle more dell’attivazione delle procedure per
l’accesso diretto alle prestazioni creditizie dell’Inpdap dei nuovi aventi diritto, un ulteriore atto
convenzionale che, oltre consentire la continuità del ricorso al credito indiretto per le categorie in
precedenza considerate, preveda anche l’estensione alle fattispecie sopra descritte;
RILEVATO, infine, lo stato di disagio ed incertezza diffuso tra gli utenti, in conseguenza del venir
meno, della possibilità di ricorrere alla prestazione, considerato anche il tempo già trascorso dalla
scadenza della precedente convenzione, senza che siano stati adottati e divulgati opportuni
provvedimenti;
IMPEGNA
gli Organi di gestione a porre in essere, senza indugio, ogni utile iniziativa volta all’immediata
adozione della convenzione finalizzata alla concessione di prestiti e mutui a iscritti, pensionati,
nonché ai dipendenti e pensionati di enti ed amministrazioni pubbliche iscritti a gestioni
previdenziali diverse dall’Inpdap, nella quale risultino disciplinate, secondo gli indirizzi più volte
dettati dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, le modalità operative ed applicative per la
concessione, da parte delle banche ed intermediari finanziari, sotto ogni profilo procedurale, di
accesso alla prestazione e di convenienza finanziaria.

Nuove modalità di accesso al credito INPDAP

martedì 19 giugno 2007

Poste Italiane incentiva i sistemi di pagamento elettronico



In prospettiva, nel 2008, i sistemi di pagamento elettronico dovranno registrare una crescita pari al 20% e mantenere un trend sempre al rialzo nei tre anni seguenti. Incentivando il ricorso alla moneta virtuale, Poste Italiane, stima un risparmio di almeno 80 milioni di euro in termini di costi di gestione del personale, trasporto e sicurezza. Marco Siracusano (direttore marketing di BancoPosta), riferisce dati che dimostrano come la strada intrapresa dall'azienda vada nettamente a sposare i trend su esposti. In particolare sono a tutt'oggi, attive 6 milioni di carte Postamat e 3,3 milioni di carte ricaricabili Postepay. Ora si tratta di incentivarne l'uso e ampliarne i campi d'applicazione. Una delle esigenze primarie, in tal senso, è far canalizzare, sul conto corrente, ad una buona fetta dei 5 milioni di pensionati che ancora oggi si mettono puntualmente in coda agli sportelli postali per ritirarla in contanti, la propria pensione. Lo stesso vale per i bollettini. Ogni anno - continua Siracusano - registriamo circa 650 milioni di operazioni per pagare i bollettini nei nostri uffici, al momento solo 3 milioni sono quelle effettuate online e con la carta elettronica Postepay. Secondo le stime elaborate da Poste Italiane, entro il 2010, i volumi dei pagamenti elettronici registreranno una crescita consistente, nell'ordine del 20%. A dare man forte all'operazione saranno anche i sistemi di pagamento alternativi come il borsellino elettronico e il telefonino (a tal proposito, nelle prossime settimane, l'azienda presenterà il servizio di telefonia PosteMobile). Nel frattempo, sul fronte del BancoPosta è previsto il lancio di una nuova piattaforma per il trading online. In base alle prime indicazioni il servizio verrà offerto ai 600 mila correntisti online. Si stima che almeno il 5% di questi aderirà al servizio. Altre novità vi saranno anche sul fronte dei mutui e dei prestiti. Dopo il lancio del mutuo 100%, sarà la volta dei prestiti anche per chi non è titolare di un conto BancoPosta. Vi potranno accedere i titolari di partita IVA, i lavoratori atipici e i cittadini extracomunitari.

lunedì 18 giugno 2007

Quale conto corrente conviene aprire?



Prima di procedere all'apertura di un conto corrente bancario è opportuno, nonché necessario, mettere a confronto i prodotti di varie banche e le relative voci di spesa. In genere ci si limita a considerare il tasso d'interesse, ma la cosa è fuorviante; i costi di un conto corrente non in convenzione, alle volte, superano i 500 euro all'anno e non sarà uno 0,125% in più promesso sui livelli di remunerazione a bilanciare quella somma.

Occorrerà, pertanto, valutare prioritariamente tutte le spese e le commissioni di gestione (costo per singola scrittura, spese per l'estratto conto, spese di chiusura trimestrali, spese di estinzione, ecc.). Ma non basta; occorrerà informarsi anche in merito ad altre voci di spesa in genere non prese in considerazione, come ad esempio, le commissioni percepite se il conto è andato in rosso, anche occasionalmente, il costo della pratica di affidamento e del suo annuale rinnovo. Vi è, inoltre, da porre massima attenzione anche alle spese previste per la gestione ed il trasferimento, presso altra banca, di titoli di credito, quali BOT, CCT, CTZ e similari.

Per legge, tutte le voci di costo dei servizi offerti devono essere indicate nei fogli analitici che ogni banca deve mettere a disposizione del pubblico. Non sono sufficienti, perché incomplete, le informazioni presenti nei tabelloni sintetici esposti nei locali delle agenzie. E' pertanto opportuno chiedere a più Istituti di Credito ed alla Posta di consultare i fogli e i prospetti analitici, prendere nota dei prezzi e compararli, prima di decidere presso quale istituto aprire un conto corrente bancario.

Se poi, si desidera ottenere un buon ricavo in termini di tassi d'interesse, si può ricorrere a soluzioni studiate ad hoc. I cosiddetti conti di deposito (ad esempio il Conto Arancio della ING Direct) offrono servizi minimi, di solito si possono effettuare solo operazioni di deposito e prelievo di denaro. Sul conto non grava nessuna spesa, neanche l'imposta di bollo annuale, dovuta per legge, che viene assolta in maniera virtuale dall'Istituto di Credito. In compenso, gli interessi corrisposti si aggirano intorno al 3,5% lordo e vengono capitalizzati ogni anno (ovviamente questo è un dato medio, ogni banca prevede, di volta in volta offerte che possono arrivare anche al 5%).

Altre soluzioni, più flessibili e complete, nonché meglio remunerate sono conti di gestione tipo IW Power di IWBank. Interessi capitalizzati ogni mese, zero spese di gestione, carta di credito gratuita ed operazioni illimitate gratis.

Insomma, prima di aprire un conto corrente è bene informarsi. Con un pò di tempo e pazienza riuscirete a trovare il prodotto che meglio si confà alle vostre esigenze.


sabato 16 giugno 2007

Investire in BTP conviene?



Innanzitutto, ad uso e consumo di chi non è a conoscenza di cosa siano i BTP, possiamo dire che i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP, appunto) sono titoli di credito a medio-lungo termine emessi dal Tesoro con scadenza pari a 3, 5, 7, 10, 15 e 30 anni. L’investitore riceve durante la vita dell’obbligazione un flusso cedolare costante ed alla scadenza una somma di denaro pari al valore nominale dei titoli posseduti. Quindi, a differenza dei Bot (Buoni Ordinari del Tesoro), in cui il profitto per l’investitore è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto (o di emissione) e prezzo di rimborso, in questo caso vi è anche la remunerazione connessa con le cedole. Le cedole sono solitamente predefinite in misura fissa ed hanno cadenza semestrale; il tasso di interesse è fissato al momento dell’emissione, di conseguenza l’ammontare delle cedole resta costante per tutta la vita del titolo di credito. I BTP vengono emessi tramite asta circa una volta al mese, e possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1000 euro o un multiplo di esso.

Ma conviene veramente investire i propri risparmi in BTP?

Al momento, la risposta è assolutamente si. In particolare i BTP a 5 e 30 anni stanno facendo registrare rendimenti in costante ascesa. Ad esempio i BTP quinquennali con scadenza al 15/04/2012 sono stati collocati con un rendimento lordo, semplice del 4,61% (+0,33 centesimi). Il trend favorevole ha anche investito i BTP trentennali, con scadenza al 01/02/2037, collocati nientemeno che al 5,12% (con un incremento netto di 0,40 centesimi).

Gli investitori più attenti non si sono lasciati sfuggire questa ghiotta occasione. La domanda, infatti, ha nettamente superato l'offerta, di circa 1,1 miliardi di euro per i BTP quinquennali e di corca 700 milioni di euro per i BTP trentennali.

Con riferimento ai BTP quinquennali, vi è poi da registrare il record assoluto di rendimento dal 2002 ad oggi per ciò che attiene il prezzo di aggiudicazione (97,58) ed il prezzo di esclusione (95,658). Per queste emissioni il regolamento sarà fissato il prossimo 18 giugno 2007.

venerdì 15 giugno 2007

Il Conciliatore Bancario



Quella del Conciliatore Bancario è una figura importante, di recente introduzione nel sistema bancario italiano (per legge questa nuova figura professionale è operativa a partire dallo scorso 1 giugno 2007), atta a risolvere tutte le possibili controversie tra i clienti e la banca. Il Conciliatore Bancario avrà anche l'onere della gestione dell’Ombudsman Giurì bancario ovvero il giudice (che presta la propria opera a titolo gratuito) al quale ci si deve rivolgere per la risoluzione di problematiche che non abbiano ricevuto dall’ufficio reclami dell’istituto una soluzione condivisa dal cliente.

Risposte concrete e rapide, risoluzione delle controversie in via stragiudiziale al fine di tutelare gli interessi delle parti con obiettività. Questi gli obiettivi a cui deve mirare il Conciliatore Bancario.

giovedì 14 giugno 2007

Private Equity e buyout: i dati della BCE



Fondi che ammontano a circa 90 miliardi di euro, il 25% in più rispetto al 2005 e ben tre volte superiore alla cifra raccolta nel 2004. Il comparto del private equity nello scorso anno ha registrato un ulteriore rialzo e la BCE (Banca Centrale Europea), nel Bollettino mensile, svela come gli investimenti constino di un ammontare totale pari "soltanto" a circa 50 miliardi di euro.

Da questa stima è lecito ipotizzare ulteriori operazioni di acquisizione in blocco (buyout), nel prossimo periodo, considerando che al segmento dei buyout è destinato circa l'80% del totale dei fondi raccolti.

Segni di vivace attività si sono, tuttavia, riscontrati nel mercato delle acquisizioni effettuate per mezzo di capitale di prestito (il cosiddetto "leveraged buyout"). Il valore di mercato di queste transazioni, nel vecchio continente, è aumentato a ben 160,3 miliardi nel 2006, facendo registrare un incremento di ben 30 miliardi rispetto al passato.

L'innovazione finanziaria, che ha permesso di facilitare le strutture di finanziamento e di realizzare operazioni più importanti, è il primo motivo segnalato dalla BCE per l'incremento dell'attività di private equity.

Altro fattore di crescita è da considerare, certamente, l'ingresso di nuove tipologie di attori che hanno deciso di destinare una quota consistente dei propri capitali al private equity, confortati nel farlo, da un approccio più disteso al rischio e all'utilizzo della leva finanziaria.

Un ulteriore stimolo è il costante aumento della redditività delle imprese, che le rende quantomai appetibili, quali target di riferimento, in quanto è risaputo, che un eccesso di liquidità o sostenuti flussi di cassa possono essere utilizzati per rimborsare i debiti contratti per effetto del buyout.

La BCE, infine, ha espresso grande soddisfazione ed ha sottolineato gli effetti positivi per le aziende ogetto di buyout. Nei casi di management buyout indagini recentissime hanno mostrato un consistente aumento della produttività dopo l'acquisizione.

mercoledì 13 giugno 2007

Prestiti ai pensionati INPS



I pensionati Inps, titolari di uno o più trattamenti pensionistici, possono stipulare contratti con Banche o Società Finanziarie per ottenere prestiti da rimborsare con la cessione fino ad un quinto della pensione. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, infatti, ha recentemente disciplinato la cessione del quinto dei trattamenti previdenziali, dando concreta attuazione all’art. 8 del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 313 del 27 dicembre 2006, che recita: "gli enti previdenziali stipulano apposite convenzioni con gli istituti finanziatori, con l’obiettivo di assicurare ai pensionati condizioni contrattuali più favorevoli, rispetto a quelle medie di mercato".
La norma ha previsto la facoltà per i pensionati di contrarre prestiti estinguibili con cessione fino ad un quinto della pensione, precisando che i prestiti possono essere concessi solo da Banche e Intermediari Finanziari autorizzati, ovvero quelli il cui oggetto sociale preveda l’attività di concessione di finanziamenti.
Il Consiglio di Amministrazione dell’INPS, nello scorso maggio, ha inoltre individuato alcuni principi di carattere generale che assicurino piena operatività e omogeneità di comportamento nei rapporti tra l'Ente stesso, pensionati, Banche e Intermediari finanziari.

Ecco come funziona

La Banca notifica all’INPS il contratto stipulato con il pensionato, il quale deve richiedere preventivamente all’INPS la cosiddetta "Comunicazione di cedibilità", ovvero la formale autorizzazione a stipulare il contratto, in quanto la pensione di cui è titolare non rientra tra quelle escluse per legge.

Prima di procedere, l’INPS verifica che la Banca o l’Intermediario finanziario siano autorizzati all’erogazione del prestito, ovvero abbiano sottoscritto con l’Istituto la Convenzione che fissa il livello dei TEG (tassi effettivi globali); che il tasso di interesse applicato (TAEG) sia inferiore al “tasso di soglia antiusura”; e che la rata prevista per il rimborso sia inferiore o pari alla quota cedibile della pensione (che corrisponde al massimo ad un quinto del totale).

Nel caso in cui la rata concordata dalle parti per il rimborso sia superiore al quinto della pensione, l’INPS comunica ai contraenti che l’importo delle trattenute sarà inferiore a quello indicato in quanto non può superare il limite massimo della quota cedibile.

Dopo aver effettuato gli accertamenti, se ricorrono tutti i requisiti, l’INPS comunica all’interessato la data di decorrenza delle trattenute sulla pensione, secondo gli importi previsti dal contratto stipulato con l’Istituto di credito convenzionato.

Non tutte le pensioni possono essere oggetto di "cessione del quinto": sono escluse per legge le pensioni e gli assegni sociali, quelle per invalidità civile, gli assegni a sostegno del reddito e le pensioni del personale bancario.

martedì 12 giugno 2007

Aumenta la richiesta di prestiti personali



Un'indagine condotta dall'ASSOFIN (Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare), mette in risalto la tendenza, sempre crescente, delle famiglie italiane ad indebitarsi anche attraverso i piccoli prestiti. I dati della ricerca indicano che la crescita è continua; l'incremento è pari al 13% nel primo trimestre del 2007, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'importo complessivo erogato è pari a 15,3 miliardi di euro corrispondenti a oltre 21 milioni di operazioni finanziate.

Cresce del 30% l’uso della carta di credito, seguono i prestiti personali +26,5% e la cessione del quinto +18,4%. Sono aumentate anche le consistenze che ammontano a 85,4 miliardi di euro (+16,4%). Questi dati indicano una riduzione netta del divario tra l'indebitamento delle famiglie italiane rispetto a quelle del resto d'Europa.

L' andamento favorevole dei tassi di interesse di questi ultimi anni ha influito sulla maggior propensione all'indebitamento delle famiglie. Principalmente l'innalzamento del Teag medio relativo al mercato del credito al consumo sta subendo delle notevoli impennate a causa dei ripetuti interventi della Bce.

Altro elemento che determina la crescita del settore riguarda le nuove soluzioni finanziarie degli operatori specializzati che propongono linee di prezzi più competitivi, assorbendo in parte gli aumenti dei tassi di interesse di questi ultimi mesi.

L'offerta è diventata più ricca di soluzioni e adatta a soddisfare tutte le esigenze dei consumatori finali. Inoltre la situazione reddituale delle famiglie, che cresce sempre più lentamente considerando anche gli inadeguati interventi a livello salariale concordati da Governo e parti sociali, contribuisce al fenomeno dell'indebitamento; infatti, osservando i dati Istat relativi alle retribuzioni dei lavoratori dipendenti si evince che nel 2006 il valore di crescita medio annuo è stato pari al 2,83%.

Le prospettive future del mercato del credito al consumo sono legate all'andamento dei tassi di interesse e alla situazione economica generale, che favoriranno ancora la crescita di questo segmento di mercato. La dinamica di crescita nel breve periodo sarà influenzata anche dal nuovo processo legato alle liberalizzazioni nel settore del credito in atto nel nostro Paese che dovrebbe consentire ancora un livello di espansione interessante pari al 16% nell'arco di tutto il 2007.

lunedì 11 giugno 2007

Finanziamenti a tassi agevolati



Ottenere un finanziamento a tasso agevolato essendo proprietari di un immobile oggi è semplice ed economico. Chi ha bisogno di un finanziamento personale si imbatte, spesso, in una giungla di istituti di credito che lanciano offerte allettanti, ma in cui è molto facile perdere l'orientamento. L’innalzamento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, poi, ha reso l’accesso al credito quanto mai oneroso. Specie chi ha contratto, in questi anni, mutui a tasso variabile risente di questi aumenti. In Italia, come nel resto d’Europa, gli istituti di credito stanno cercano di far fronte ad un siffatto stato di cose. Pur adeguandosi alle direttive della BCE, molte banche e società finanziarie, in regime di assoluta competitività, fanno a gara per offrire prodotti convenienti alla propria clientela. L’obiettivo, com’è ovvio, è quello di accaparrarsi sempre maggiori quote di mercato ed ampliare la raccolta di denaro. I maggiori gruppi, poi, pongono in essere strategie molto aggressive che costringono i competitors più piccoli ad adeguarsi rapidamente alle novità imposte dal mercato. In questi ultimi tempi, sembra stia spopolando una nuova forma di finanziamento a tasso agevolato, in grado di far fronte alle esigenze di liquidità dell’utenza senza eccessive complicazioni di carattere burocratico. Le richieste di finanziamento possono variare da poche migliaia di euro fino ad arrivare a coprire l’intero costo di una unità immobiliare. Unico requisito richiesto è quello di essere già proprietari di un immobile. La novità risiede nel fatto che, anche se sulla casa grava ancora un’ipoteca, il proprietario può richiedere ed ottenere ugualmente la liquidità richiesta. Le rate di norma hanno cadenza mensile e l’aggravio degli interessi raramente supera il 7%. Se si considera che, in media, le società finanziarie applicano un TAEG che supera di gran lunga il 16% per un piccolo prestito, conti alla mano, si risparmiano un bel po’ di soldi. L’offerta in tal senso, su internet, è variegata e nasconde non poche insidie. E’ sempre bene contattare operatori qualificati che sappiano far fronte alle vostre esigenze con competenza e professionalità. E’, inoltre, sempre bene prendere visione dei prospetti informativi inerenti le offerte dei prodotti finanziari ai quali si vuol ricorrere. Infatti, maggiori sono le informazioni in nostro possesso, minori saranno i rischi legati alla scelta di soluzioni poco consone rispetto alle nostre reali esigenze di liquidità.

venerdì 8 giugno 2007

Guida pratica al pagamento ICI 2007



Entro il prossimo 18 giugno 2007 andrà pagata la prima rata in acconto dell'imposta comunale sugli immobili (ICI). Al fine di rendere un utile servizio di carattere informativo, abbiamo editato la "Guida pratica al pagamento dell'ICI 2007" consultabile on line direttamente sul nostro portale.

La guida consta di sette sezioni:

- Chi deve versare l'ICI;
- Il pagamento dell'ICI;
- Il calcolo del valore imponibile;
- Il calcolo dell'imposta dovuta;
- La riduzione dell'imposta dovuta;
- La detrazione dell'imposta per l'abitazione principale;
- Acquisto o vendita dell'immobile in corso d'anno.

La "Guida pratica al pagamento dell'ICI 2007" è un utile strumento di carattere informativo che però non sostituisce l'operato del commercialista per ciò che attiene situazioni di particolare complessità patrimoniale. All'interno della guida troverete anche utili informazioni riguardo alle modalità di pagamento dell'imposta, sia via Internet che presso gli sportelli autorizzati alla riscossione.

giovedì 7 giugno 2007

Aumentano i tassi dei conti correnti


In seguito al rialzo dei tassi d'interesse deciso dalla Banca Centrale Europea, banche ed Istituti di Credito (soprattutto quelli che operano virtualmente nel web), hanno contestualmente ritoccato al rialzo i tassi creditori (ed ovviamente anche quelli debitori). IWBank è stata la prima ad allinearsi ai nuovi tassi proponendo immediatamente il conto IW Power al 4%. Questa tipologia di conto è una tra le più convenienti che il mercato è in grado di offrire, in quanto la capitalizzazione degli interessi è mensile. Non hanno, invece, subito ritocchi i Conti Arancio di ING Direct che, fra le altre cose, hanno già posto in essere da tempo una promozione che va al di là della soglia indicata dalla BCE, attestandosi al 4,50% per tutto l'anno in corso. Anche WebSella non ha effettuato modifiche ai propri prodotti di deposito, che fino al prossimo 30 settembre, garantiranno ai sottoscrittori di un conto websella il 5% lordo.
Insomma, i vantaggi, per i correntisti, sono notevoli.

Ancor di più, avranno di che gongolare, gli investitori che hanno deciso di far fruttare i propri soldi acquistando BOT e CCT. Anche in questo caso, il tasso d'interesse che si può ottenere è pari o superiore al 4%.

Aumentano i tassi. Mutui più cari



E' la conseguenza dell'aumento dei tassi d'interesse varato ieri dalla BCE. L'incremento di un quarto di punto dei tassi, da parte della Banca Centrale Europea, costerà caro soprattutto a chi ha contratto un mutuo a tasso variabile.
Per 100.000 euro a 10 anni con un tasso del 5,75% l'Adusbef calcola un rincaro di 148,80 euro l'anno. Per lo stesso importo, con lo stesso tasso del 5,75%, a 15 anni l'aumento della rata annuale sarà invece, secondo l'associazione dei consumatori, di 159,60 euro annui, mentre a 20 anni l'aumento è di 170,40 l'anno. Per un mutuo invece da 200.000 euro il rincaro a 10 anni è di 297,60 euro l'anno, a 15 anni è di 319,20 e a 20 anni è di 340,80 l'anno. Una stangata non da poco!

A risentire dell'aumento dei tassi saranno anche i consumatori che, per effettuare acquisti "importanti", ricorrono alla sempre più abituale forma di credito denominata appunto "credito al consumo". Banche e società finanziarie hanno già ritoccato al rialzo le proprie spettanze.

mercoledì 6 giugno 2007

BCE aumenta i tassi d'interesse



La BCE (Banca Centrale Europea) ha aumentato nuovamente i tassi d'interesse. Per prevenire il rischio di una nuova impennata inflazionistica nell'area euro, Jean Claude Trichet ha portato il costo del denaro al 4% dal 3,75%. Alzandolo, quindi, di un quarto di punto. In aumento dello 0,25% anche i tassi sui depositi e sugli impieghi. Si tratta dell'ottavo intervento rialzista nel corso di un anno e mezzo. L'ultimo intervento risaliva all'8 marzo scorso quando i tassi erano saliti di un quarto di punto al 3,75%. In 18 mesi i tassi europei sono praticamente raddoppiati. C'è attesa anche sulle stime riguardanti il livello dell'inflazione europea, sul quale la Bce ha da tempo ribadito che prevede rischi al rialzo. Proprio per questo gli analisti non escludono un nuovo aumento dei tassi entro la fine dell'anno.

martedì 5 giugno 2007

Quanto costa un piccolo prestito?



Un'inchiesta condotta dal quotidiano nazionale "La Stampa", a cura di Sandra Riccio, mette in risalto i costi reali dei mini prestiti concessi da alcune società finanziarie operanti in Italia.
Per mini prestiti, intendiamo richieste di denaro che vanno da un minimo di 1.500,00 euro ad un massimo di 5.000,00 euro. Questi piccoli prestiti personali, vengono concessi, il più delle volte, entro 48 ore e previo presentazione di pochi documenti e senza che vi sia l'obbligo di giustificare la destinazione della somma richiesta.
Moltissime società finanziarie che operano on line offrono, previo compilazione di un modulo, di solito presente direttamente sul sito della stessa compagnia, la spedizione dell'assegno direttamente presso il domicilio del richiedente, oppure, provvedono ad emettere un bonifico sul conto corrente dello stesso.
Ma conviene davvero richiedere un piccolo prestito?
I dati raccolti sulle principali società di credito al consumo dimostrano che prendere a prestito cifre al di sotto dei 5.000,00 euro per crearsi una riserva di liquidità da spendere come e quando si vuole non è molto conveniente.

In alcuni casi, può capitare che i tassi applicati dagli operatori del settore si avvicinino alle soglie d'usura stabilite trimestralmente dalla Banca d'Italia. Nel caso di un finanziamento dell'importo di soli 4.000,00 euro, rimborsabile in 48 rate, il tasso annuo effettivo globale (Taeg), che misura il costo reale del debito perché tiene conto anche di tutte le spese accessorie può superare il 20% e non scende sotto l'11%. Le rate da rimborsare ogni mese sono sempre molto modeste vista anche l'esiguità del prestito e possono variare dai 130,00 ai 99,00 euro al mese a seconda dell'operatore finanziario al quale ci si è rivolti. Bisogna sempre verificare il Taeg reale, poiché questi,può arrivare anche al 25% in 12 mesi. In altre parole per un prestito di soli 4.000,00 euro, il risparmiatore rischia di dover rimborsare dai 5.000,00 ai 5.500,00 euro a cui si vanno a sommare varie voci di spesa, poste in essere all'inizio del rapporto, come, ad esempio, quelle per l'apertura della pratica. Insomma un bel salasso se si tiene in debita considerazione l'esiguità del prestito. Per questo le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e denunciano l'eccessiva onerosità di molti prestiti erogati nel settore del credito al consumo, un comparto che tuttavia cresce a ritmi vertiginosi con tassi di sviluppo del 20% negli ultimi due anni e un volume complessivo salito oltre gli 85 miliardi di euro. "Il piccolo prestito ormai viene presentato come il salvagente per le famiglie ma non si tratta di un vero aiuto perché alla fine indebitarsi poco costa molto di più che chiedere un prestito di importo più consistente", dice Fabio Picciolini, Responsabile per il settore del credito dell'associazione dei consumatori Adiconsum. E se l'estensione dei tempi per il rimborso può sembrare un sollievo per il portafoglio in realtà finisce soltanto per pesare ancora di più sulla spesa finale perché il monte interessi aumenta con l'allungarsi del tempo del rimborso e contribuisce ad alimentare l'ormai triste fenomeno del sovra indebitamento familiare. Inconcepibile oltreché ingiusto, il fatto che se il risparmiatore si rivolge alla finanziaria per l'estinzione anticipata del prestito si ritrova a pagare tutte le quote residue senza che da queste vengano sottratti gli interessi. Bisognerebbe incentivare atteggiamenti simili e non penalizzarli! È quando denuncia l'Adusbef, l'associazione a difesa degli utenti dei servizi bancari e assicurativi.

sabato 2 giugno 2007

Mutui: aumentano i tassi d'interesse



Il prossimo 6 giugno, la BCE potrebbe aumentare il costo del denaro elevando il tasso dal 3,75% al 4%. Dopo le vacanze estive i tassi potrebbero salire ancora di un quarto di punto e non è addirittura escluso che potrebbero arrivare al 4,5% entro la fine dell'anno o al massimo nei primi mesi del 2008.
Se la previsione degli analisti del settore sarà confermata, si assisterà ad un consistente aumento delle rate dei mutui ipotecari.
Le famiglie che più risentiranno dell’aumento dei tassi sono quelle che hanno acceso un mutuo a tasso variabile per il quale a seguito del prossimo aumento dei tassi dovrebbero pagare in più mediamente 25 euro al mese. Se poi si prendono in considerazione gli aumenti dei tassi che si sono susseguiti dal 2005 si evince che l’incremento è di circa 120-130 euro al mese.
La situazione delle famiglie italiane, stando ad una elaborazione pubblicata dal settimanale Panorama, è la peggiore d’Europa. Infatti mentre «il tasso d’interesse effettivo applicato dalle banche sul prestito di un mutuo è mediamente al 4,80%, l’Italia supera la media europea arrivando al 5,16%. Senza considerare altri oneri spesso superiori rispetto al resto d’Europa».
Ad esempio, per un finanziamento di 80.000,00 euro a 20 anni un italiano deve pagare 535,06 euro al mese: 32 euro in più di quanto viene richiesto a uno spagnolo.
Se poi si prende in considerazione un prestito di 120.000,00 euro la differenza tra i due paesi sale a 48 euro mentre per un mutuo di 200.000,00 euro con durata trentennale raggiunge 88 euro.
L’Abi, Associazione Bancaria Italiana, si giustifica affermando che è difficile fare comparazioni fra prodotti disomogenei di Paesi diversi.Le associazioni dei consumatori sottolineano che le banche aumentano sempre il tasso ai debitori ma non quello ai creditori. Le associazioni dei consumatori ricordano, inoltre, che non ci sono più penali per estinguere un mutuo e di conseguenza è possibile cambiare con maggiore facilità.

venerdì 1 giugno 2007

Centopiù: il fondo comune d'investimento di Poste Italiane



Partirà il prossimo 7 maggio il collocamento, in oltre 6000 uffici postali sparsi in tutta Italia, dei fondi comuni d'investimento "CentoPiù". Entro il 7 settembre 2007, e comunque fino ad esaurimento (ovvero salvo chiusura anticipata del collocamento), sarà possibile investire il proprio denaro in un'ampia gamma di strumenti finanziari attraverso una gestione dinamica e professionale del portafoglio.
I fondi comuni d'investimento "CentoPiù" prevedono, dopo cinque anni, entro e non oltre il 28/02/2012, la corresponsione del capitale investito, maggiorato del 3% in funzione del valore massimo della quota del periodo d'offerta, nonché il 95% del valore finale della quota al livello più alto raggiunto dal 2007 al 2011.
La soglia d'ingresso per accedere ai fondi comuni d'investimento "CentoPiù" è molto contenuta. Basta investire almeno 500 euro ed inoltre, è possibile chiedere il rimborso totale o parziale del capitale investito, in qualsiasi momento, al valore di mercato corrente. I professionisti che si occupano della gestione del capitale investito, effettuano le scelte d'investimento, in maniera tale da combinare i diversi strumenti finanziari in base alle tecniche di contenimento del rischio e alle diverse condizioni di mercato.
E' comunque necessario informarsi bene prima di effettuare un investimento, anche minimo, in fondi comuni. A tal fine è consigliabile prendere visione dei prospetti informativi reperibili presso gli uffici postali aderenti all'iniziativa, che come detto, sono oltre 6000 in tutta Italia. Questa soluzione reca forse un pò di fastidio, visto che i prospetti sono reperibili anche sul sito delle Poste Italiane, ma è auspicabile, in quanto consente all'investitore di parlare direttamente con un funzionario addetto alla gestione dei fondi che, ovviamente, sarà in grado di sciogliere qualsiasi dubbio al riguardo.

Destinare il 5 per mille in beneficienza



Trasforma la tua dichiarazione dei redditi in una azione di solidarietà a favore dei bambini del mondo.

Con la tua dichiarazione dei redditi (CUD, 730 e Modello Unico) oggi puoi destinare il 5 per mille dell’IRPEF ad una buona causa e quindi a SOS Villaggi dei Bambini!

ECCO COME FARE

Per devolvere il 5 per mille a SOS Italia Villaggi dei Bambini è sufficiente:
1. firmare la dichiarazione dei redditi (CUD,730 e Modello Unico) nell’apposito spazio (“sostegno del volontariato, delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale”);
2. indicare nella riga sottostante il codice fiscale: 80017510225

Importante: se non devi consegnare il modello 730 o il modello Unico puoi scegliere comunque di destinare il 5 x 1000 a SOS Villaggi dei Bambini.
In questo caso dovrai consegnare il modello CUD, debitamente compilato con la firma e il codice fiscale dell'associazione, in banca o in posta, in busta chiusa con la dicitura “5 X 1000”.
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