giovedì 22 marzo 2012

Mutui per tutti anche senza aprire un conto in filiale tra le novità del Decreto Liberalizzazioni

Per aprire un mutuo non sarà più necessario avere un conto corrente nella banca dove lo si richiede. Mentre per i vecchi mutui saldati prima delle lenzuolate Bersani, non bisogna andare dal notaio per estinguere l'ipoteca. Questo è quanto prevede il decreto liberalizzazioni (decreto legge 1/2012) che ieri ha ottenuto la fiducia alla Camera e che ora è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, che consiste in 119 articoli ed è stato approvato con 449 sì e 79 no (29 gli astenuti), non presenta modifiche rispetto a quello licenziato in precedenza dal Senato. Tra le principali novità ci sono l'introduzione del rating di legalità per le imprese. Introdotta poi la possibilità per i pensionati con assegno fino a 1.500 euro di aprire un conto gratis e la cancellazione delle commissioni per il pagamento della benzina tramite carta fino a un valore di 100 euro. Il decreto prevede anche un contributo di solidarietà pari, allo 0,08% per mille del fatturato, per le società di capitale con ricavi totali oltre i 50 milioni di euro al fine di sostenere le funzioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il contributo servirà anche a incrementare di 20 posti l'organico dell'Authority. Tra le disposizioni sulle polizze anche quella per cui gli agenti dovranno offrire ai clienti informazioni sulle offerte di almeno tre diverse compagnie. Due i nodi ancora da sciogliere. Il primo riguarda la cancellazione delle commissioni bancarie sugli affidi, decisa con una modifica introdotta in Senato. Modifica che aveva provocato le dimissioni dei vertici Abi e che il governo si è detto disponibile a rivedere solamente su sollecitazione esplicita del Parlamento. Da qui l'ordine del giorno di Pd, Pdl e Terzo Polo affinché il governo si impegni a limitare la norma alle banche che non aderiscono ai protocolli di trasparenza. Il secondo nodo da sciogliere consiste, invece, nei rilievi della Ragioneria dello stato sulla mancanza di coperture per alcune norme contenute nel decreto.
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