sabato 8 gennaio 2011

Recupero dei crediti al consumo

I crediti al consumo sono generati dalla stipula di contratti di finanziamento con apposite società, banche o finanziarie, dalle quali il consumatore riceve le somme necessarie per acquisti che soddisfino i propri bisogni personali o familiari.

Generalmente, questi finanziamenti vengono concessi sotto forma di dilazione di pagamento per l'acquisto di un bene o di un servizio oppure sotto forma di altra facilitazione finanziaria.

In pratica, si tratta di una forma di credito destinata esclusivamente ai consumatori, cioè alle famiglie e alle persone fisiche che richiedono un finanziamento per fini che nulla hanno a che vedere con un'attività imprenditoriale o professionale.

Le principali tipologie di finanziamento che rientrano nel credito al consumo sono: la vendita a rate, il prestito personale, le carte di credito, il prestito con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Con la stipula di questi contratti il consumatore si obbliga a rifondere il suo debito alla finanziaria o alla banca che gli ha concesso il prestito. Accade, tuttavia, che alcune volte il consumatore non è in grado di onorare il suo debito. In questi casi, la finanziaria non agisce direttamente contro il debitore perché non è organizzata, né ha le competenze per esercitare l'attività di recupero del credito. Il più delle volte, pertanto, accade quanto segue.

La finanziaria, dopo aver inutilmente sollecitato il debitore, li iscrive nella banca dati dei cattivi pagatori, il SIC (Sistema di Informazioni Creditizie), in modo che non possa ottenere altri finanziamenti e cede il proprio credito ad una società di recupero crediti, il più delle volte, tramite un contratto di factoring. In genere, la cessione avviene ad un valore inferiore rispetto a quello del debito ceduto. Ad esempio, se il contratto di finanziamento è per un valore di 5.000 euro, la società di recupero crediti acquisterà il credito per un valore di 1.000 euro.

Il credito in sofferenza può essere acquistato da una società iscritta all'UNIREC oppure da una società di piccola o media struttura, a dimensione familiare o parafamiliare, che negli ultimi anni si sono dedicate, il più delle volte improvvisando, alla lucrosa attività del recupero crediti.

Se il credito viene acquistato da una società iscritta all'UNIREC, il debitore ha poche speranze di riuscire a non pagare il suo debito. Queste sono enti in cui lavorano professionisti del settore, cioè degli specialisti del recupero crediti quali investigatori, avvocati, agenti esattoriali esterni. Il debitore ha lapossibilità di non pagare solo nel caso in cui non risulti proprietario di beni mobili ed immobili e la sua attività lavorativa venga retribuita in nero. In caso contrario, la società procederà ad iscrivere un'ipoteca sull'abitazione, a chiedere il pignoramento dello stipendio, della pensione o dell'eventuale compenso professionale percepito.

Solitamente la società di recupero crediti invia comunicazioni di messa in mora contenenti inviti amichevoli al debitore per una regolazione stragiudiziale del contenzioso e, in alcuni casi, con promessa di stralcio (cioè la promessa di effettuare uno sconto sul capitale iniziale dovuto) e di un piano di ammortamento (cioè la possibilità di effettuare un pagamento a rate) piuttosto vantaggioso.

A questo punto, può accadere che il debitore abbia superato la temporanea difficoletà economica oppure abbia bisogno di ottenere un finanziamento (ad esempio, un mutuo per l'acquisto di una casa o il finanziamento per l'acquisto di un'automobile), ma si è visto rifiutare l'accesso al credito perché ormai segnalato dalla finanziaria nella banca dati dei cattivi pagatori. In tale circostanza, il debitore contatterà la società di recupero crediti e troverà l'accordo per la chiusura della pratica avendo l'accortezza di farsi rilasciare la liberatoria, cioè la dichiarazione di avvenuta estinzione del debito con la quale è possibile ottenere la cancellazione dalla banca dati dei cattivi pagatori.

Attenzione: in genere le società UNIREC non concedono riduzioni del capitale a debito, ma possono rinunciare agli interessi maturati qualora il debitore dimostri comprovate oggettive difficoltà nel pagamento.

Nel caso in cui la società di recupero crediti non fosse iscritta all'UNIREC e non fosse dotata di un'adeguata struttura investigativa interna, questa potrebbe, se i precedenti inviti al pagamento fossero caduti nel nulla, decidere a sua volta di cedere il credito ad un'altra società di recupero. La cessione del credito, ulteriormente svalutato, verrebbe nuovamente effettuata tramite un contratto di factoring.

Generalmente le cessioni di crediti da una società all'altra vengono effettuati per pacchetti di pratiche. La convenienza all'acquisto del pacchetto di crediti sofferenti da parte della seconda società si basa sulla probabilità statistica che alcuni dei debitori abbiano superato il momento di difficoltà economica o necessitino di poter accedere a finanziamenti più elevati. Il pareggio delle spese sostenute da queste società di recupero è costituito dal pagamento anche solo di alcuni dei debitori ceduti e ogni ulteriore piano di rientro rappresenta, per tali enti, una fonte di guadagno netto.
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