giovedì 25 agosto 2011

New economy: le imprese prestano soldi alle banche!

Banche e imprese hanno da sempre fatto sistema, con le imprese sempre alla ricerca di nuovi finanziamenti atti a soddisfare esigenze sempre maggiori sul fronte dell'incremento della produtiività e dell'innovazione tecnologica. Che in un momento tanto delicato, come quello che stiamo vivendo, le banche, anche se non in maniera esplicita, chiedessero alle imprese dei veri e propri prestiti, nessuno poteva aspettarselo. Ovviamente non si tratta di prestiti classici, ma di depositi assai consistenti che permettono agli istituti di credito di investire il denaro depositato e ottenere del profitto. Le imprese accettano le proposte dei loro banchieri e, di fatto, prestano soldi a chi invece dovrebbe prestarli a loro. In buona sostanza, dunque, le imprese tengono sempre più il denaro depositato in banca e comprano sempre più obbligazioni del loro istituto di credito. Non esistono dati precisi che confermino questo fenomeno, ma sul mercato lo conoscono tutti. E' questo l'ennesimo paradosso della crisi. E' vero che le imprese hanno sempre depositato i soldi in banca, ma se ora la cifra sale perché gli istituti fanno di tutto per tenere in casa soldi preziosi, significa che il mondo gira al contrario. Le banche che sono a caccia di liquidità, fanno di tutto per convincere le imprese a depositare ingenti somme di denaro per lunghi periodi, e per farlo non esitano ad offrire tassi sui depositi sempre più competitivi, propongono investimenti nelle loro obbligazioni, suggeriscono condizioni interessanti. Si strappano la liquidità delle imprese l'una con l'altra, a volte anche in maniera feroce e spietata.
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