lunedì 25 luglio 2011

Come tagliare i costi in banca?

Tagliare i costi in banca è una priorità assoluta affinché gli esborsi superflui vengano azzerati. Anche per questo è buona norma non dimenticare mai che chi propone un contratto, sia esso un mutuo, un finanziamento, un conto corrente o titoli, opera in evidente regime di conflitto d'interessi e mentre vi suggerirà la soluzione apparentemente più conveniente, in realtà starà tessendo le lodi del prodotto che gli garantirà la provvigione più alta. Un altro aspetto da tenere presente è il costo della polizza assicurativa agganciata al mutuo che, anche in questo caso viene proposta da un operatore interessato a cedervi il prodotto che gli garantirà il guadagno maggiore. Se la polizza è stata proposta da un agente di una rete di vendita, il canale sempre più costoso per chi sottoscrive un contratto di finanziamento, questi percepirà una commissione, mentre se si tratta di un bancario, questi otterrà un bonus sullo stipendio al raggiungimento di un budget di vendita. Comunque sia, le voci di costo più pesanti da abbattere sono in linea di massima sei:

  1. Conti correnti: contare le operazioni dell'ultimo anno per categoria (prelievi bancomat, bonifici, eccetera) e canale (sportello, on line, eccetera). In base ai dati individuare il profilo tipo o selezionare un prodotto ad hoc sul sito di PattiChiari. A tutt'oggi, il costo medio netto di un conto corrente in Italia è di 113,80 euro l'anno;
  2. Conto titoli: l'ultima manovra finanziaria ha aumentato l'imposta di bollo. Calcolare l'importo depositato e vagliare se convenga spalmarlo su più conti. Alcuni titoli non vanno depositati su un conto (pronti contro termine, fondi comuni, bond bancari "della casa" non quotati). La no tax area è stata fissata a 50.000 euro e l'imposta è sempre pari a 34,20 euro;
  3. Mutui prima casa: selezionare le offerte migliori comparandole anche sul web. Valutare la dinamica dei tassi futuri. Chiedere il modello Esis, il "passaporto europeo" del mutuo. Ricordare che non si è obbligati ad aprire un conto corrente nella banca che eroga il mutuo;
  4. Polizze assicurative: le polizze accessorie ai mutui rappresentano una voce di costo pesante ma non sempre obbligatoria. Se lo sono, ricordare che possono essere stipulate anche con compagnie diverse da quella consigliata dalla banca che eroga il mutuo. Mediamente il costo di una copertura assicurativa del genere, su un mutuo di 100.000 euro da rimborsare in 25 anni, ammonta a 14.297 euro. Un vero salasso!
  5. Credito al consumo: valutare le diverse opzioni di finanziamento. Non accettare subito le offerte di prestito presentate da chi vende beni o servizi. Alcuni contratti (come le carte di credito revolving) hanno tassi superiori del 70% rispetto ad altri (come ad esempio il credito rateale). La clausola di recesso, senza oneri, ha un termine fissato in 15 giorni;
  6. Il mito della rata leggera: per ottenere un finanziamento, molti clienti chiedono prestiti più lunghi in modo da avere rate più leggere. Così però finiscono per pagare un montante finale (capitale + interessi) molto più elevato: dunque il loro contratto si rivela molto più costoso.
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