sabato 31 maggio 2008

Come si calcola l'inflazione, indice del livello dei prezzi al consumo

In televisione, nei notiziari, si sente sempre parlare del tasso d'inflazione ma, a dire il vero, in pochi sanno esattamente di cosa si tratta e soprattutto come si calcola.

Il compito di calcolare e rendere pubblici i dati sull'inflazione spetta all'Istat per quanto riguarda il nostro Paese, e all'Eurostat per l'Eurozona.

L'inflazione, in estrema sintesi, non è altro che un indice (denominato Ipca nel caso dell'Eurostat; l'Istat ne ha tre: il NIC che misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico; il FOI che si riferisce ai consumi dell'insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente; l'IPCA che è stato sviluppato per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo) atto ad indicare il livello dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell'Unione Europea.

L'Ipca, a differenza dell'indice nazionale dei prezzi al consumo, limita il campo di osservazione al consumo di beni e servizi che hanno regimi di prezzo comparabili nei diversi Paesi dell'Unione Europea, oltreché considerare il prezzo effettivamente pagato dal consumatore e non il prezzo pieno di vendita dei prodotti, come avviene, invece, nel calcolo degli indici NIC e FOI.

L'Ipca è stato sviluppato per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo. Questo indice viene calcolato e pubblicato dall'Istat e, in seguito, inviato su base mensile all'Eurostat secondo un calendario prefissato. L'Eurostat, a sua volta, ha l'incarico di diffondere gli indici armonizzati dei singoli Paesi dell'area Euro e l'indice sintetico europeo calcolato sulla base dei primi.

I prezzi rilevati per il 2008 sono quelli riferiti ad un "paniere" di oltre 1000 beni e servizi. Il "paniere" consta di 12 capitoli di spesa, ognuno con il proprio peso: prodotti alimentari e bevande analcoliche; bevande alcoliche e tabacchi; abbigliamento e calzature; abitazione, acqua, elettricità e combustibili; mobili, articoli e servizi per la casa; servizi sanitari e spese per la salute; trasporti; comunicazioni; ricreazione, spettacoli e cultura; istruzione; servizi ricettivi e di ristorazione; altri beni e servizi. Di quest'ultimo capitolo fanno parte i servizi finanziari di deposito, incasso e pagamento che vengono rilevati ogni mese. All'interno dei capitoli, ogni bene e servizio partecipa all'indice con un peso diverso a seconda della sua incidenza e del suo impatto sul totale dei consumi.

venerdì 30 maggio 2008

Cambia Mutuo BNL a confronto con Mutuo Arancio Surroga della ING Direct


"Cambia Mutuo BNL" e "Mutuo Arancio Surroga" o "Sostituzione" sono prodotti finanziari rivolti principalmente a chi ha l'esigenza di surrogare il proprio mutuo con un altro dalle condizioni più vantaggiose, o almeno così dovrebbe essere.

La surroga del mutuo è ancora una prassi lunga e complessa che le banche cercano in vario modo di evitare, motivo per cui sono ancora pochi, in Italia, gli istituti di credito che propongono alla clientela soluzioni ad hoc.

Tra le soluzioni che prenderemo in esame a partire da oggi vi sono, per l'appunto, "Cambia Mutuo BNL", un prodotto che promette di alleggerire la rata del mutuo allungandone la durata fino ad un massimo di 40 anni e "Mutuo Arancio Surroga" di ING Direct.

Diciamo subito che il top della categoria è senza ombra di dubbio il "Mutuo Arancio Surroga", a tasso variabile, della ING Direct che è, peraltro, il termine di paragone per la nostra valutazione e del quale parliamo nel prosieguo del post.

"Cambia Motuo BNL" permette la surroga del proprio mutuo per un importo totale pari al debito residuo. Nel rispetto del decreto Bersani, non prevede costi aggiuntivi per l'espletamento della pratica e, cosa molto importante, è contemplato il rimborso integrale degli oneri notarili inerenti l’atto di mutuo con surroga e della perizia. Tra gli altri vantaggi offerti da questo prodotto a marchio BNL è bene ricordare l'esenzione totale delle spese d'istruttoria, l'assenza di commissioni per l'eventuale estinzione anticipata del mutuo originario, l'esenzione dell'imposta sostitutiva sul "Cambia Mutuo BNL" e il mantenimento della detrazione degli interessi passivi, se goduti da parte del contraente, da far valere in sede di dichiarazione dei redditi.

L'importo finanziabile è pari all'80% (soglia massima) dell'ammontare del mutuo residuo e le durate del rapporto possono essere stabilite soltanto in funzione di multipli di 5 anni, il che vuol dire che se, ad esempio, la durata residua del mutuo originario è pari a 12 anni, sarà possibile stipulare il Cambia Mutuo BNL soltanto per un tempo di 15 anni.

I tassi sono in linea con la media di mercato e si collocano in una fascia medio alta (per fascia intendiamo: bassa al di sotto del 5,50%; media fra il 5,51% e il 6%; alta oltre il 6,01%). Il TAEG - ISC applicato ad una richiesta di mutuo di 100.000 euro su un immobile che ne vale 200.000 ammonta al 5,84% con un tasso variabile che, in partenza, è pari al 5,63%.

Nel corso della nostra simulazione abbiamo notato che il tasso variabile è calcolato con un principio che tende a privilegiare chi guadagna di più e, di conseguenza, ha minori difficoltà economiche (N.B. vale anche per il "Mutuo Arancio Surroga" o "Sostituzione" della ING Direct - vedi più avanti).

Lo schema di calcolo è molto semplice: per richieste di finanziamento fino a 100.000 euro e redditi inferiori a 5.000 euro netti mensili viene applicato un tasso così composto Euribor a 1 mese + spread all'1,10%. Invece, per importi superiori ai 100.000 euro e redditi netti superiori ai 5.000 euro mensili il tasso è calcolato prendendo sempre come riferimento l'Euribor a 1 mese ma con l'aggiunta di uno spread più basso dello 0,15% e cioè pari allo 0,95%.

Aprire un nuovo conto corrente presso la BNL, per effettuare il rimborso delle rate (circa 576 euro al mese) a mezzo RID, non è obbligatorio ma, viste le spese d'incasso rata (5 euro cadauna) previste qualora l'adempimento venisse assolto tramite un conto attivo presso un altro istituto di credito o in contanti presso una filiale BNL, crediamo valga la pena di aprirlo.

A garanzia del prestito viene accesa un' ipoteca di primo grado, secondo noi eccessiva, che vale addirittura il 200% dell'importo erogato.

Come termine di paragone, dicevamo, abbiamo scelto il top della gamma, ovvero il "Mutuo Arancio Surroga" o "Sostituzione" a tasso variabile della ING Direct che, rispetto al "Cambia Mutuo BNL" offre un tasso un pò più conveniente (TAEG - ISC 5,41%) con un tasso che si attesta al 5,28% per tutta la durata del mutuo, (in pratica è come se il mutuo, da variabile diventasse a tasso fisso).

Anche in questo caso non ci sono spese per l'espletamento della pratica, ne costi d'istruttoria e perizia. Come nel caso preso in esame in precedenza, anche ING DIRECT rimborsa in toto, al cliente, le spese e gli oneri notarili, però tramite uno sconto applicato sulle prime rate del mutuo.

Se poi si vuol risparmiare qualcosina in più, ING Direct mette a disposizione anche la formula a rata costante. In questo caso l'ISC si abbassa ulteriormente, attestandosi al 5,30% con un tasso al 5,20% ed una rata costante nel tempo d'importo pari a 549 euro circa per 30 anni.

Il calcolo del tasso applicato è simile al modello adottato dalla BNL ma con una sostanziale differenza per ciò che attiene lo spread. L'indice di riferimento è l'Euribor ad 1 mese/365 giorni, mentre lo spread applicato varia a seconda dell'entità del finanziamento. Per importi inferiori ai 100.000 euro lo spread è dello 0,90%, mentre per importi che superino a tale cifra, lo spread è dello 0,75%. In entrambi i casi registriamo un risparmio rispetto all'offerta della BNL equivalente allo 0,20%.

Cambia Mutuo BNL voto: 6,5 - Mutuo Arancio Surroga o Sostituzione voto: 7

mercoledì 28 maggio 2008

La banca deve fornire i vecchi estratti conto gratis!

L'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha condannato la Banca Popolare Italiana (già Banca popolare di Lodi, attualmente Banco popolare dopo la fusione con il Banco popolare di Verona e Novara) a fornire ad un proprio cliente, gratuitamente, gli estratti conto e i tabulati della sua posizione bancaria.

Il caso, che rappresenta una tappa importante nella tutela dei diritti dei cittadini, riguarda un consumatore che aveva chiesto alla sua banca, la Banca Popolare di Lodi per l'appunto, di ottenere i suoi vecchi estratti conto che aveva buttato via.

A fronte di tale, più che legittima, richiesta la società, che gestiva il rapporto, ovvero la "Bipielle Sgc" gli aveva chiesto il pagamento di ben 7,75 euro per ogni mese di estratto conto richiesto, che moltiplicato per i dieci anni del rapporto fanno 930 euro! Un vero sproposito se si pensa che il costosissimo balzello è stato chiesto per fornire un centinaio di fotocopie di carte già in possesso della banca!

Il consumatore, assistito dall'avvocato Alessandro Palmigiano di Palermo, nel gennaio del 2007 aveva contestato la richiesta della banca e, poiché gli estratti conto contengono dati personali, aveva chiesto un intervento dell'Autorità Garante della Privacy, la quale, di recente, ha ordinato alla banca di fornire gratuitamente gli estratti conto al suo cliente.

martedì 27 maggio 2008

Il nuovo Conto Bancoposta Click conviene veramente?


In questi giorni si sta facendo un gran parlare di questo nuovo conto corrente lanciato sul mercato da Poste Italiane denominato "Conto Bancoposta Click". Letto il documento di sintesi del prodotto, cuginetto evoluto del "Conto Bancoposta" tradizionale, ci sorgono diverse perplessità in merito all'effettiva convenienza che un potenziale cliente potrebbe trarre dalla sua apertura.

Il perché è presto detto. A fronte di un risparmio di 30,99 euro, che è il canone annuo normalmente dovuto a Poste Italiane per la tenuta del Conto Bancoposta tradizionale, e ad altre voci gratuite comuni al predetto conto, quali a titolo esemplificativo le spese inerenti il rilascio di un nuovo carnet di assegni (fino al 31/12/2008 poi costerà 3 euro ai sottoscrittori del nuovo conto), le spese per le ricariche telefoniche, le spese di apertura, chiusura e liquidazione del conto corrente, il nuovo Conto Bancoposta Click si distingue, in negativo, per gli eccessivi costi nascosti celati dietro ad alcune operazioni molto comuni.

Se è vero che le carta Postamat viene concessa al sottoscrittore del Conto Bancoposta Click a costo zero (con un risparmio di 10 euro l'anno rispetto a chi ce l'ha avendo aperto il Conto Bancoposta tradizionale) è altrettanto vero che le commissioni applicate per operazioni allo sportello con l'ausilio della carta sono del tutto spropositate ed ammontano a 3 euro!

A parziale giustificazione di tale costo, Poste Italiane, assurge la motivazione che vi è la possibilità di effettuare contemporaneamente più di un'operazione dispositiva allo sportello al costo totale di 3 euro + commissioni di routine, ovvero se il cliente deve pagare un bollettino, sull'operazione anziché pagare 1 euro ne paga 3+1, se lo stesso cliente, però, si presenta allo sportello con un bollettino, un pagamento F24 ed una carta Postepay da ricaricare paga sempre 3 euro + le normali commissioni previste per le suddette operazioni dispositive (a nostro avviso è un vero salasso!).

Le spese per la produzione e l'invio dell'estratto conto mensile in forma cartacea ammontano a 2 euro mentre restano gratuite con il conto tradizionale.

Per quanto riguarda il calcolo degli interessi creditori e debitori, in entrambi i casi, si fa riferimento all'anno civile (365 giorni oppure 366 giorni per l'anno bisestile) con periodicità di capitalizzazione annua e liquidazione al 31 dicembre di ogni anno.

Il Conto Bancoposta tradizionale corrisponde ai correntisti un tasso creditore annuo pari allo 0,50% lordo, che al netto della ritenuta fiscale del 27% si riduce allo 0.36% mentre il tasso d'interesse annuo debitore per scoperto di valuta può arrivare al massimo al 9%.

Il Conto Bancoposta Click, invece non corrisponde alcun interesse creditore e non applica alcun interesse debitore per quanto concerne lo scoperto di valuta.

A questo punto ci chiediamo a chi possa realmente convenire l'apertura del nuovo Conto Bancoposta Click?

Di sicuro i potenziali clienti e sottoscrittori sono persone avvezze all'uso di Internet e che hanno una buona predisposizione all'utilizzo delle nuove tecnologie, con particolare riferimento ai telefoni cellulari attraverso i quali è possibile effettuare operazioni dispositive, ma che per voglia o per tempo non possono o non amano recarsi alle Poste.

Se utilizzato esclusivamente online, il Conto Bancoposta Click è uno strumento piuttosto valido e sicuro attraverso il quale poter pagare via Internet i bollettini, il canone Rai, il bollo auto, ricaricare il cellulare e la carta Postepay. E' anche possibile trasferire online denaro in Italia e nel mondo con bonifici nazionali, esteri e con vaglia. Inoltre, per i possessori della Sim Poste Mobile, Conto Bancoposta Click diventa uno strumento per effettuare pagamenti e controllare i movimenti finanziari direttamente dal proprio telefono cellulare. A tal fine sarà sufficiente associare la propria Sim al conto corrente per poter consultare il saldo e i movimenti ricevendo le informazioni, in tempo reale, via Sms.

Quindi, se avete questo tipo di esigenze e queste attitudini, potrebbe essere una soluzione abbastanza valida aprire questo nuovo conto messo sul mercato da Poste Italiane che, comunque è bene dirlo, offre ai clienti anche tutti i servizi classici di un conto corrente tradizionale: estratto conto mensile, domiciliazione delle utenze, carta di credito classica e revolving (quest'ultima si chiama Credit Easy e viene concessa gratuitamente), carnet di assegni, scoperto di conto. Inoltre Conto Bancoposta Click da la possibilità al titolare di accedere ai prodotti di risparmio e di finanziamento di Poste Italiane (mutui, prestiti personali e polizze assicurative).

In conclusione però continuiamo a preferire il Conto Bancoposta, se non altro le operazioni allo sportello con la carta Postamat non hanno commissioni aggiuntive rispetto a quelle normalmente richieste dalle Poste, la richiesta di un nuovo carnet di assegni è sempre gratuita, ed inoltre è possibile effettuare ogni sorta di operazione anche online per i titolari del Conto Bancoposta Online di cui sarà sufficiente chiedere l'apertura contestuale al Conto Bancoposta al momento della stipula del contratto e senza aggravio di spese.

lunedì 26 maggio 2008

Mutuo contratto per la ristrutturazione dell'immobile, un caso interessante!

Districarsi nel mare magnum delle norme fiscali in vigore in Italia non è affatto cosa facile, soprattutto quando si parla di mutui.

Quest'oggi vogliamo parlare di un caso specifico, inerente un mutuo per l'acquisto della prima casa da integrarsi con un ulteriore finanziamento atto a compiere lavori di ristrutturazione della medesima unità immobiliare.

Questo caso, ampiamente trattato da "L'esperto risponde n. 41", potrebbe interessare molte persone che si trovano più o meno nella stessa situazione. Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.

Un lettore di Bolzano ha posto alla redazione del giornale la seguente domanda:

Ho un saldo mutuo, per l'acquisto della prima casa, di 50.000 euro da cui detraggo annualmente gli interessi passivi (fino a un massimo di 3.615,20 euro). Devo, però, aprirne un altro di 100.000 euro per una ristrutturazione.

Nel caso provveda alla chiusura del vecchio mutuo e all'apertura di un nuovo mutuo di 150.000 euro presso un'altra banca, posso continuare a detrarre gli interessi?

Vorrei sapere, inoltre, se sono previste anche le detrazioni per la ristrutturazione fino a un tetto di 2.582,28 euro e, in caso di risposta positiva, per quanti anni?

I consulenti de "L'esperto risponde n. 41" hanno fornito la seguente, completa ed articolata, risposta, alla quale vi invitiamo a fare riferimento qualora aveste questo stesso tipo di problematica:

E' bene precisare che la detrazione degli interessi passivi di mutuo fino a un tetto massimo di 2.582,28 euro riguarda i mutui stipulati per interventi di ristrutturazione edilizia, che sono quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Questi interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi e impianti.

Se la ristrutturazione rientra nell'ipotesi appena descritta, sul nuovo mutuo stipulato per i lavori compete la detrazione degli interessi fino a 2.582,28 euro, prevista dall'articolo 15, comma 1-ter, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) di cui al Dpr 917/86. Quindi, gli interessi passivi relativi al vecchio mutuo potranno essere ancora detratti, ma in proporzione alla quota di capitale che residua dal primo contratto (50.000 euro).

Potranno anche essere detratti gli interessi passivi sul secondo mutuo contratto per la ristrutturazione, ma si tenga presente che la detrazione degli interessi sul mutuo stipulato per la ristrutturazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai mutui ipotecari contratti per l'acquisto dell'abitazione principale, soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell'unità immobiliare, nonché per il periodo di 6 mesi successivi al termine dei lavori stessi. Dopo questa data, continueranno a essere detraibili solo gli interessi passivi sul primo mutuo.

Per il calcolo proporzionale degli interessi passivi afferenti alle due diverse quote di mutuo si veda quanto chiarito con la risoluzione 390/E del 21 dicembre 2007.


sabato 24 maggio 2008

A chi spetta l'esenzione totale dell'ici?

Il primo Consiglio dei Ministri tenutosi pochi giorni fa a Napoli ha approvato un Decreto Legge attraverso il quale è stato varato, dopo 16 anni, il taglio dell'ici, o meglio sarebbe dire l'abolizione totale dell'imposta, per ciò che attiene le prima casa.

Molti lettori del blog ci hanno contattato via email per chiederci chi è escluso dal beneficio. In linea di massima dovranno continuare a pagare l'ici tutti coloro i quali sono in possesso di altre unità abitative oltre a quella di residenza/domicilio, oltreché i possessori di immobili appartenenti alle categorie catastali A/8 (ville), A/9 (castelli e palazzi importanti dal punto di vista prettamente artistico o storico), A/1 (case di lusso e abitazioni signorili), capannoni, immobili commerciali e industriali, terreni agricoli ed edificabili, negozi, studi professionali e concessioni demaniali.

Sono esenti dal pagamento dell'imposta la cosiddetta prima casa con tutte le pertinenze, ovvero garage, cantine e soffitte. Sono oggetto del beneficio anche i soggetti separati e divorziati non assegnatari della casa coniugale, le unità immobiliari di cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari, e gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari.

Di seguito un breve filmato in cui, in estrema sintesi, sono elencate tutte le principali novità introdotte dal decreto legge

giovedì 22 maggio 2008

Rinegoziare i mutui ai tassi del 2006

La rinegoziazione dei mutui ipotecari a tasso variabile che, com'è noto, sono stati avvolti da una perversa spirale rialzista dovuta, in primis, al vortice dei mutui subprime americani e ad una congiuntura sfavorevolissima dell'economia mondiale, sarà, di fatto, possibile a partire dal prossimo 1° gennaio 2009.

Per circa un milione e mezzo di famiglie l'accordo, siglato tra il Governo italiano e le banche operanti sul territorio nazionale, consentirà un risparmio che va dagli 850 euro ai 1.200 euro l'anno.

In sostanza si tratta di rinegoziare i mutui a tasso variabile, entro e non oltre il prossimo 31 dicembre, portando i tassi e, di conseguenza, le rate di rimborso, ai livelli medi del 2006. In pratica è come se il mutuo diventasse a tasso fisso (ma ovviamente non lo è!). In virtù di questo accordo, quindi, si potrà pagare di meno ma prolungando, di fatto, la durata del mutuo stesso in base ad un meccanismo legato esclusivamente all'andamento dei tassi di interesse che, nel caso dovessero scendere, darebbero luogo a dei rimborsi nei confronti dei clienti, ad opera delle banche.

A fare chiarezza su quest'ultimo, importante, aspetto dell'accordo ci ha pensato da subito l'Abi che ha specificato che "il meccanismo prevede che, se durante la vita del mutuo rinegoziato, i tassi di interesse scendono sotto il nuovo tasso fisso, allora il beneficio legato al nuovo tasso verrà riconosciuto attraverso il ritorno ad una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario".

A guadagnarci sono tutti i protagonisti: lo Stato, a cui questo accordo non costerà nulla, i mutuatari che ridurranno finalmente e con sollievo l'esborso mensile e le banche che aumenteranno il proprio guadagno, dovuto in massima parte al prolungamento della durata del contratto.

E' bene parlare anche dello scetticismo che aleggia ormai sovrano tra le associazioni dei consumatori, con in testa il Codacons, l'Adusbef e la Federconsumatori, già deluse dalle banche, ree di aver boicottato e violato a più riprese il decreto Bersani in materia di portabilità dei mutui.

martedì 20 maggio 2008

Credito al consumo: fusione tra Agos e Ducato

La notizia circolava nell'ambiente dalla fine del mese scorso, quando, per l'esattezza il 29 aprile, i gruppi Crédit Agricole e Banco Popolare hanno ratificato un accordo che ha fissato i termini per la realizzazione di una joint venture che, nelle intenzioni dei due colossi finanziari, dovrà essere capitanata da Sofinco (per parte francese) con il 69% del pacchetto azionario e dal Banco Popolare (per parte italiana) per ciò che attiene il restante 39%.

Agos e Ducato sono due tra le più importanti società, operanti nel nostro Paese, nel campo del credito al consumo. La prima ha recentemente approvato il bilancio 2007, anno che si è chiuso con un utile di esercizio pari a 73,4 milioni di euro, in aumento del 4,7% rispetto al 2006 (70,1 milioni di euro). Nel 2007 i finanziamenti erogati da Agos hanno raggiunto un valore complessivo pari a 4.842,2 milioni di euro, con un incremento netto di ben 487,4 milioni rispetto ai 4.354,8 milioni di euro del 2006. Per quanto riguarda Ducato, non essendo ancora disponibili i dati inerenti il bilancio 2007, facciamo riferimento ai due esercizi precedenti. Nel 2006 l'utile è stato pari a 41.660.737 euro contro i 42.372.325 euro del 2005 facendo, quindi, registrare una lieve flessione (-1,70%). Il volume dei finanziamenti (circa 2,65 miliardi di euro), nel periodo preso in esame, è cresciuto del 16,73%, con un enorme portafoglio clienti (2 milioni e mezzo di unità). Il totale dei prestiti personali concessi nel 2006 è stato pari a 1.192 milioni di euro che, conti alla mano, rappresenta un incremento del 17% rispetto al 2005.

Ducato è una tra le più "antiche" società italiane operanti nel mercato del credito al consumo. La sua attività è, infatti, iniziata nel 1989 e, ad oggi, vanta 100 punti vendita nelle principali città italiane ed oltre 20.000 esercizi commerciali convenzionati.

APPROFONDIMENTI
- Agos Italfinco, un colosso con un servizio clienti pessimo!
- Valutazione del prestito personale Ducato Zappy

lunedì 19 maggio 2008

Valutazione del Mutuo Rifinanziamento di Che banca!

Dopo aver valutato gli altri due prodotti offerti da Che banca! ed inerenti il ramo mutui ipotecari, quest'oggi vogliamo soffermarci sul "Mutuo Rifinanziamento" a tasso fisso e variabile, al fine di valutarne pregi e difetti.

Il "Mutuo Rifinanziamento" di Che banca!, a tasso fisso, è simile in tutto e per tutto ai due prodotti già valutati in precedenza, ovvero il "Mutuo Acquisto" e il "Mutuo Sostituzione".

In pratica la simulazione ha preso in esame una richiesta di mutuo pari a 100.000 euro per l'acquisto di un immobile del valore di 200.000 euro. Il richiedente, residente a Roma, è un impiegato a tempo indeterminato con uno stipendio netto di 1.200 euro al mese.

Specularmente alle soluzioni di finanziamento già citate, anche in questo caso, la rata mensile di rimborso si attesta sui 585 euro e lo spread è pari allo 0,95%, per un tasso complessivo del 5,78% e un ISC del 5,94%. Dopo 30 anni, quindi, a fronte di un finanziamento di 100.000 euro, la banca avrà ricevuto 210.600 euro, ovvero 110.600 euro in più.

La soluzione a tasso variabile, invece, ha un costo di partenza un pò più contenuto, ma molto vicino a quello del mutuo a tasso fisso (551 euro). Il tasso iniziale è pari al 5,23% con un ISC del 5,36% ed uno spread dello 0,80%.

Entrambe le tipologie di mutuo, sia esso a tasso fisso o variabile, non prevedono il pagamento di costi accessori quali, ad esempio, le spese d'istruttoria e di perizia e la polizza d'assicurazione sull'immobile è gratuita.

Volutamente, questa valutazione è più breve del previsto, in quanto rispecchia esattamente le caratteristiche comuni a tutti i tipi di mutuo offerti da Che banca!

Questa estrema esemplificazione, che speriamo duri ben al di là della fase di lancio del nuovo istituto finanziario, colloca i mutui di Che banca! in una fascia normalmente occupata dalle sole banche online che, proprio in virtù della loro presenza "virtuale" sul mercato, possono offrire condizioni migliori ai propri clienti. Anche per il "Mutuo Rifinanziamento", quindi, ci sentiamo di dare una valutazione complessiva ampiamente sufficiente, con un bel 7 al mutuo a tasso fisso ed un 6,5 per quello a tasso variabile (troppo vicino in termini di tasso a quello fisso).

sabato 17 maggio 2008

Valutazione del Mutuo Sostituzione di Che banca!

Il Mutuo Sostituzione di Che banca! è un prodotto riservato a coloro i quali desiderano sostituire il proprio immobile con uno più adatto alle proprie esigenze o che più semplicemente vogliono acquistarne uno da adibire a prima casa o seconda.

Sull'effettiva convenienza è necessario effettuare preventivi mirati basati su casi reali, la nostra simulazione ha preso in esame due casi. Una richiesta di mutuo a tasso fisso e una a tasso variabile per un immobile del valore di 200.000 euro sul quale graverà un'ipoteca di 100.000 euro con piano d'ammortamento trentennale.

Nel primo caso, mutuo a tasso fisso, la soluzione offerta da Che banca! è molto simile a quella offerta, ad esempio, da Mutuo Arancio (prodotto di riferimento). Le rate, infatti, si attestano attorno ai 585 euro che è una soglia del tutto identica a quella prevista anche da un altro prodotto di Che banca!, ovvero il "Mutuo Acquisto", del quale abbiamo già parlato in un precedente post.

La finalità principale del "Mutuo Sostituzione" è l'acquisto della I e della II casa, la sostituzione di un mutuo già esistente o il rifinanziamento dello stesso. L'importo massimo finanziabile è pari all'80% del valore dell'immobile per quanto riguarda l'acquisto della prima casa e del 70% per ciò che attiene l'acquisto della seconda.

Lo spread è pari allo 0,95% esattamente lo stesso previsto per il "Mutuo Acquisto" ma lievemente superiore a quello del "Mutuo Arancio" (0,90%). Il tasso è pari al 5,78% mentre l'ISC e del 5,94%.

Possono richiedere questo tipo di finanziamento tutte le persone fisiche e i cittadini comunitari residenti in Italia da almeno 3 anni, con un'età non superiore ai 60 anni.

Le garanzie richieste sono simili alla media di mercato e prevedono l'iscrizione ipotecaria di primo grado pari al 150% dell'importo finanziato. Questa ipoteca sarà rinnovata dalla banca almeno 2 mesi prima della scadenza del 20° anno per i mutui con durata superiore a 20 anni (come nel caso preso in esame).

Per quanto riguarda le spese, d'istruttoria, perizia, assicurazione dell'immobile, incasso e gestione, c'è da dire che sono tutte gratuite. Rimangono a carico del cliente le spese per il notaio comprese quelle relative all’iscrizione, allo svincolo, alla cancellazione o al rinnovo dell'ipoteca, nonché quelle relative agli oneri fiscali previsti dalla legge.

Per quanto riguarda la soluzione a tasso variabile del "Mutuo Sostituzione", la rata, all'inizio del rapporto è più leggera di circa 35 euro (585 euro del mutuo a tasso fisso contro 551 euro circa del mutuo a tasso variabile). Il tasso è pari al 5,23% con un ISC pari al 5,36%. La rata è di poco superiore rispetto al "Mutuo Arancio variabile" (termine di paragone con la rata a regime attualmente più bassa), di circa 4 euro. Il tasso è determinato sommando il parametro EURIBOR ad 1 Mese su 365 giorni all'anno + lo Spread dello 0,80%.

In conclusione, entrambe le soluzioni si rivelano molto buone ed attinenti a quello che è l'andamento medio del mercato. Cosa non da poco, Che banca! è un istituto di credito che ha delle filiali fisicamente sparse sul territorio, cosa che ovviamente ING Direct non ha. Ciò vuol dire che realmente la politica della nuova nata del Gruppo Mediobanca è volta ad agevolare quanto più possibile la clientela, cosa che tutti gli istituti di credito promettono o meglio sarebbe dire, millantano, ma poi non mantengono. VOTO COMPLESSIVO: mutuo sostituzione a tasso fisso 7; mutuo sostituzione a tasso variabile 6,5.

giovedì 15 maggio 2008

Portabilità dei mutui: l'Antitrust apre un'istruttoria su 10 banche

Che la Legge Bersani fosse ampiamente violata dalle banche è cosa nota da tempo, ma difronte all'evidenza di comportamenti scorretti da parte degli istituti di credito, volti ad impedire e scoraggiare la surroga del mutuo in favore di un altro che abbia condizioni economiche più convenienti, ha scatenato l'ira non soltanto delle associazioni dei consumatori e dei clienti stessi, ma questa volta, anche dell'Antitrust (Autorità garante per la concorrenza e il mercato).

L'accusa di "pratica commerciale scorretta", per non aver attuato la legge Bersani, è stata rivolta a 10 banche operanti sul territorio nazionale: Unicredit Banca, Bipop Carire e Banco di Sicilia (tutte e tre del gruppo Unicredit); Intesa San Paolo; Mps (Banca Monte Paschi di Siena); Banca Antonveneta; Ubi Banca; Bnl; Banca Popolare di Milano; Deutsche Bank; Carige e Banca Sella.

Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, ha dichiarato che "l'autorità ha raccolto notizie di rinunce a cambiare solo per via dei costi elevati, inoltre vi sono numerose denunce di cittadini che lamentano l'assoluto diniego, da parte delle banche, della surrogazione al fine di proporre loro un contratto analogo ma con costi insormontabili. Abbiamo evidenza che questo sia vero e abbiamo raccolto prove sufficienti su dieci banche, per questo abbiamo aperto dieci istruttorie, perché riteniamo scorretto il loro modo di agire, non per intesa tra le banche quindi ma per una pratica commerciale scorretta".

Un plauso all'iniziativa dell'Antitrust è giunto dalle maggiori associazioni dei consumatori che, tuttavia, ricordano come nel frattempo, le banche, abbiano causato danni alla clientela per ben 5,9 miliardi di euro, proprio per questo non escludono la possibilità di intraprendere una Class Action attraverso la quale i cittadini possano richiedere dei risarcimenti.

martedì 13 maggio 2008

Valutazione del Mutuo Acquisto di Che banca!

Come dicevamo ieri, all'interno di un precedente post dedicato alla nascita del nuovo soggetto bancario Che banca!, facente parte del Gruppo Mediobanca, iniziamo oggi a valutare i mutui offerti alla clientela, iniziando dal "Mutuo Acquisto".

Mutuo Acquisto è senz'altro un prodotto snello dal punto di vista dei costi aggiuntivi e, come dice il nome, è destinato a tutti coloro i quali hanno intenzione di acquistare un immobile ad uso abitativo da adibire a dimora principale.

Le condizioni economiche sono abbastanza simili al Mutuo Arancio Fisso della INGDirect (nostro termine di paragone), sia per ciò che attiene le spese iniziali d'istruttoria e perizia (in entrambi i casi gratuite), sia per quanto riguarda il tasso applicato che per entrambe è del 5,78%.

La nostra simulazione ha preso in esame una richiesta di mutuo a tasso fisso, per 100.000 euro, effettuata da un giovane romano di 30 anni, dipendente a tempo indeterminato, con uno stipendio netto di 1.200 euro al mese. Il valore dell'immobile da acquistare, situato a Roma, è stato stimato in 200.000 euro. Il piano d'ammortamento è mensile per una durata complessiva di 30 anni.

Lo spread applicato da Che banca!, in linea di massima è pari allo 0,80% anche se in questo caso si attesta allo 0,95% (essendo l'importo del mutuo inferiore a 170.000 euro) contro lo 0,90% del Mutuo Arancio Fisso. Ne consegue che la rata, per entrambi gli istituti di credito si attesta attorno ai 585 euro. In 30 anni, dunque, a fronte di una richiesta di 100.000 euro, il nostro ipotetico cliente, avrà rimborsato alla banca 210.600 euro, ovvero 110.600 euro in più.

C'è poi da tenere presente che l'erogazione della somma finanziata avviene, di norma, contestualmente all'atto notarile. Nel caso in cui la parte venditrice è un soggetto fallibile, l'erogazione avviene al momento del consolidamento dell'ipoteca.

Le garanzie richieste da Che banca!, in merito all'erogazione del Mutuo Acquisto, ineriscono l'iscrizione ipotecaria di primo grado pari al 150% dell'importo finanziato. L'ipoteca verrà poi rinnovata dalla banca almeno 2 mesi prima della scadenza del 20° anno per i mutui con durata superiore a 20 anni (come nel caso preso in esame).

Le coperture assicurative sono gratuite sia per il prodotto Mutuo Acquisto che per il riferimento Mutuo Arancio Fisso.

VALUTAZIONE FINALE DEL MUTUO ACQUISTO (A TASSO FISSO) DI CHE BANCA!

Complessivamente è un buon prodotto, in linea con la media di mercato (alta già di suo) per ciò che attiene i tassi d'interesse e lo spread applicato. Ottime l'assenza di costi d'istruttoria, perizia e penali per estinzione anticipata. E' da considerarsi valida anche la possibilità, per il richiedente, di non aprire un conto corrente presso il medesimo istituto bancario, conservando quello che già si detiene altrove. VOTO FINALE: 7

lunedì 12 maggio 2008

Mediobanca ha lanciato i primi 9 sportelli di "Che banca!"

L'annuncio ufficiale è stato dato dal consigliere delegato di Mediobanca Alberto Nagel, dal presidente del consiglio di gestione Renato Pagliaro e dall'ad Christian Miccoli.

"Che banca!" è un circuito retail interamente controllato da Mediobanca. L'obiettivo dichiarato dal Gruppo è di arrivare all'apertura di almeno 110 filiali in 3 anni, sfruttando Internet ed un call center, proponendo alla clientela prodotti semplici ed economici.

Alla base di "Che banca!" - si legge nel comunicato ufficiale diramato da Paola Salvatori, Responsabile Ufficio Stampa Che banca! - vi è un approccio di business distintivo: offrire al cliente solo ciò di cui ha realmente bisogno, ovvero risparmio, efficienza, elevati standard di servizio e massima professionalità.

Christian Miccoli, ad di "Che banca!", ha detto che "il mercato italiano presenta soluzioni spesso complesse a costi elevati. Che banca! invece vuol porsi al di fuori da questa logica, dando voce alla sempre crescente richiesta di semplicità e di risparmio proveniente dalla clientela. La stragrande maggioranza dei clienti usa soltanto una minima parte dei servizi inclusi nell'offerta bancaria attualmente disponibile".

Dal punto di vista pratico, tra gli altri servizi offerti, "Che banca!" propone una soluzione alternativa all'accoppiata conto corrente-dossier titoli. Questo pacchetto, dal costo di 1 euro al mese, prevede un conto corrente (Conto Tascabile) e un conto di deposito con interessi anticipati fino al 4,70% (interessi base al 4%) e senza imposte di bollo.

Il meccanismo alla base del conto di deposito, denominato "Che interessi! Subito!", è innovativo rispetto agli altri prodotti della stessa specie presenti oggi sul mercato ed inerisce la possibilità, per il cliente, di vedersi accreditati gli interessi all'atto del deposito e non, come avviene normalmente, a fine anno. Lo schema prevede poi 3 soluzioni: deposito per 3 mesi con interessi al 4,3%; deposito per 6 mesi con interessi al 4,5%; deposito per 12 mesi con interessi al 4,7%.

Per quanto riguarda il Conto Tascabile c'è poco da dire se non che consente di fare tutte le principali operazioni normalmente richieste dalla clientela ma ad un costo estremamente contenuto (1 euro al mese): bonifici, domiciliazione utenze, accredito dello stipendio, pagamenti MAV e RAV, pagamenti e prelievi in Italia e all'estero.

Per quanto riguarda i mutui, "Che banca!" ne propone 3: a) MUTUO ACQUISTO per l'acquisto della prima o della seconda casa; b) MUTUO SOSTITUZIONE per sostituire il vecchio mutuo con uno nuovo più conveniente; c) MUTUO RIFINANZIAMENTO per ottenere maggiore liquidità.

Tutti e 3 non prevedono costi aggiuntivi quali, ad esempio, spese di istruttoria, perizia, stipula, assicurazione, incasso rate e gestione annuale. Trattandosi di un argomento strettamente attinente al contenuto del nostro blog, rimandiamo ad un prossimo articolo la valutazione di questi 3 mutui sia nella formula a tasso fisso che a tasso variabile.

venerdì 9 maggio 2008

Prestiti alle famiglie e alle imprese: le banche fanno quadrato e alzano il livello di guardia!

Che la situazione non fosse rosea lo si sapeva da tempo, ma che le banche facessero quadrato nell'erogazione dei prestiti alle imprese e dei mutui alle famiglie, inasprendo i controlli e complicando le procedure d'erogazione, non tutti se lo aspettavano.

La periodica indagine sul credito bancario, realizzata da Bankitalia, ha preso in esame i finanziamenti erogati ai residenti nell'area dell'euro tramite la rete territoriale italiana, con particolare riferimento ai prestiti e linee di credito a favore delle imprese, ai prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni ed ai finanziamenti per l'acquisto di beni di consumo, nonché altre tipologie di prestiti erogati sempre in favore delle famiglie. L'indagine non ha preso in considerazione i prestiti interbancari, le operazioni di leasing finanziario e di factoring effettuate da istituzioni diverse dalle IFM (Istituzioni Finanziarie Monetarie).

L'indagine è stata realizzata attraverso un questionario comprensivo di 17 domande con risposta multipla. La prima sezione si riferiva ai prestiti concessi alle imprese; la seconda al credito concesso alle famiglie.

Da un'attenta analisi, appare evidente come a questo sostanziale irrigidimento delle condizioni di offerta del credito, da parte delle banche, fa da contraltare anche una richiesta di prestiti e mutui, da parte delle famiglie italiane, che tende a contrarsi sia sul versante specifico della richiesta di mutui per la casa sia su quello degli altri prestiti. Questo stato di cose sarebbe da imputare principalmente a due fattori: a) le attese riguardo l'attività economica in generale; b) le prospettive del mercato degli immobili residenziali.

Per ciò che attiene le imprese, invece, l'indice di riferimento, (in una scala che va da -1 a +1), negli ultimi 3 mesi ha fatto segnare un +0,17, ovvero in lieve ascesa rispetto al trimestre precedente; l'irrigidimento maggiore delle condizioni d'offerta riguarda le grandi imprese (0,28), molto più che le piccole e medie (0,06), ed interessa soprattutto il comparto dei prestiti a lungo termine.

mercoledì 7 maggio 2008

Valutazione del prestito personale Ducato Zappy

Oggi parliamo di un prodotto ampiamente pubblicizzato dalla Bipielle Ducato, si tratta del prestito personale "Ducato Zappy".

"Ducato Zappy" è un finanziamento estremamente flessibile che offre la possibilità, a chi lo sottoscrive, di modificare la rata di rimborso anche più volte nel corso della durata del contratto, potenzialmente anche ogni mese. L'eventuale estinzione anticipata del debito non è soggetta ad alcuna penale.

A fronte di una richiesta di 10.000 euro da rimborsare in 36 rate mensili da 333 euro, al tasso fisso del 9,45%, alla fine avremo pagato complessivamente 11.988 euro, ovvero 1.988 euro in più che, in percentuale rappresenta un incremento complessivo del 19,88% in 3 anni (calcolato sul capitale richiesto), pari al 6,62% effettivo.

Sulla stessa cifra, allungare il piano d'ammortamento di 12 mesi riducendo al contempo la rata, vuol dire spendere, in termini assoluti, qualcosa in più. In pratica, a fronte di un ammontare erogato pari a 10.000 euro, il piano di rimborso mensile, spalmato su un lasso di tempo pari a 4 anni, prevede rate da 260 euro al mese. Alla fine avremo rimborsato, in totale, 12.480 euro, ovvero 2.480 euro in più. In percentuale si tratta di un incremento totale notevole, pari al 24,80% che, però, suddiviso per 4 anni diventa più accettabile ed addirittura più conveniente rispetto alla precedente soluzione (6,20% annuo).

Con il prestito personale "Ducato Zappy" è possibile richiedere da un minimo di 2.500 euro ad un massimo di 50.000 euro rimborsabili da 12 a 120 mesi. Una cosa molto interessante è il fatto di poter pagare rate più onerose (ovviamente avendone le possibilità economiche) per accorciare il tempo di rimborso, o più piccole nei momenti di particolare difficoltà. Il variare della rata di rimborso non prevede alcun costo aggiuntivo. E' anche possibile richiedere un nuovo prestito mentre si sta estinguendo quello in essere, accorpando il tutto in un unico nuovo finanziamento con una nuova unica rata di rimborso, non necessariamente più alta rispetto a quella che si stava pagando.

Le spese accessorie sono diverse ma non tutte di uso comune: a) spese per la produzione e l'invio dei bollettini postali 5 euro; b) spese di incasso rata fino ad un massimo di 2,50 euro; c) spese per l'emissione di duplicati di documenti inerenti il finanziamento 10 euro; d) spese di conteggio per l'estinzione anticipata del debito, fino a 5 euro (per Ducato Zappy questa voce è pari a zero); e) spese postali per l'invio di comunicazioni alla clientela, fino a 5 euro; f) spese per eventuali coperture assicurative, 5% sull'importo finanziato.

Tra le penali per il ritardato pagamento delle rate citiamo le spese per il sollecito scritto (5 euro), le spese per il recupero telefonico (fino a 30 euro) e le spese per l'intervento di società esattive (fino al 30% dell'importo incassato). Gli interessi di mora possono arrivare fino al 10% annuo.

Nel complesso, dunque, "Ducato Zappy" è un buon prodotto finanziario al quale attingere nei momenti di bisogno. La prassi di valutazione e conseguente erogazione del prestito è nella media, così come i tassi d'interesse applicati. VOTO: 7

martedì 6 maggio 2008

Quello dei prestiti e mutui "ecologici" è un mercato destinato a crescere!

Fin dal 2006 gli istituti di credito, operanti sul territorio nazionale, hanno messo sul mercato finanziamenti specificamente dedicati agli interventi di riqualificazione energetica nelle abitazioni private. Pur incontrando diversi ostacoli di natura culturale e burocratica, pare che questo mercato dei prestiti e dei mutui cosiddetti "ecologici" stia lentamente crescendo.

Da qualche tempo, in tal senso, vanno moltiplicandosi le offerte delle banche. Accanto a mutui o prestiti destinati alla realizzazione di impianti per produrre energie rinnovabili le banche hanno sviluppato anche alcuni prodotti che coprono le spese di ristrutturazione finalizzate al risparmio energetico. Tutti quegli interventi, per intendersi, che godono del bonus fiscale governativo del 55%.

Vediamo qualche caso concreto. Il Prestito ecologico di Intesa-Sanpaolo, una tra le prime banche a lanciare questo tipo di prodotto, è valido anche per gli impianti fotovoltaici. Il finanziamento si rivolge a privati titolari di un conto corrente presso l'istituto stesso. La cifra che si può ottenere va da 2.500 euro a 75.000 euro con una durata variabile da 2 a 12 anni (per pannelli fotovoltaici, solari o termici e per finestre e infissi) oppure 8 anni (per altri tipi di intervento).

Questi prestiti specifici sono convenienti poiché possono vantare sia tassi d'interesse inferiori rispetto alla media di mercato che durate più lunghe, senza prevedere spese accessorie.


Se gli interventi richiedono un impegno di spesa superiore ai 75.000 euro, oppure se si vogliono pagare rate ancora più basse, estendendo la durata oltre i 12 anni, è bene accendere un mutuo più che richiedere un prestito.

Un buon prodotto potrebbe essere, ad esempio, il finanziamento Risparmio energia del Banco Popolare. Questo prodotto è rivolto, oltre che alle imprese, anche ai privati e ai condomini. Il mutuo copre il 100% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 100.000 euro per i singoli e di 30o.000 euro per i condomini. Nel primo caso sono previsti sia un mutuo chirografario (senza garanzie reali) per un massimo di 7 anni sia un mutuo ipotecario o fondiario fino a un massimo di
10 anni. Nel caso dei condomini, invece, è previsto solo un mutuo chirografario della durata massima di 9 anni.

A breve anche Cariparma lancerà sul mercato un nuovo prodotto riservato ai condomini. Si chiamerà "Credito condominio energia solare", e potrà essere utilizzato per interventi di ristrutturazione o riqualificazione energetica. L'importo concesso potrà arrivare fino a 5oo.000 euro per una durata massima di 5 anni. La peculiarità principale di questo finanziamento consiste nel coinvolgimento della ditta costruttrice come terzo soggetto attivo dell'operazione creditizia. In pratica, il condominio rimborsa solo la quota capitale, mentre gli interessi del finanziamento sono a carico della società.

Per finire citiamo anche Banca Sella e Bnl che hanno compreso le ristrutturazioni "ecologiche" nei rispettivi prodotti specificatamente dedicati al settore, "Finanziamento energia pulita" ed "Energia XL". Il primo copre il 100% della spesa ed ha una durata massima di 15 anni, il secondo, invece, finanzia importi che vanno da 10.000 euro a 75.000 euro rimborsabili da un minimo di 61 mesi ad un massimo di 120 mesi. Entrambi possono essere concessi per l'installazione di un impianto fotovoltaico, mentre il prestito "Energia XL" offerto dalla Bnl può essere destinato anche ad interventi di riqualificazione o risparmio energetico.

lunedì 5 maggio 2008

Finanziamenti agevolati per impianti fotovoltaici

Le ultime due Leggi Finanziarie hanno favorito interventi di ripristino di edifici ed appartamenti ad uso abitativo, con lo scopo principale di ridurre i consumi energetici, agevolando e spingendo fortemente l'installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili (soprattutto solare fotovoltaica).

Gli oltremodo onerosi costi iniziali necessari agli interventi (circa 20.000 euro), però, hanno scoraggiato molte persone, pur interessate. Con l'obbligo, a partire dal luglio 2009, della certificazione energetica per la compravendita di tutte le abitazioni nuove o ristrutturate, l'avvio di alcuni lavori (dalla sostituzione delle caldaie al rifacimento del cappotto degli edifici, fino alla sostituzione di vetri e infissi) si renderà tuttavia necessario. Sarà anche per questo che l'offerta di
prestiti ad hoc da parte delle banche si estende e si amplia, seguendo le novità legislative.

Secondo un'indagine effettuata da Giovanna Mancini, brillante giornalista de "Il Sole 24 Ore" , "diversi istituti prevedono oramai finanziamenti specificamente rivolti tanto a privati, siano essi singoli proprietari o interi condomini, quanto a imprese, per l'installazione di pannelli fotovoltaici o altre fonti rinnovabili oppure per interventi di riqualificazione energetica, legati a strumenti quali il Conto energia (introdotto dal Decreto ministeriale datato19 febbraio 2007) o le detrazioni fiscali del 55% (previste dalla Finanziaria 2007 e 2008)".

"Parlando più specificamente del Conto energia, continua la Mancini, è proposto da molte banche il sistema di rimborso che segue generalmente passo per passo le fasi di realizzazione dell'impianto. Questo consente al cliente di cominciare a pagare quando inizia effettivamente a ricevere dal Gestore dei servizi elettrici (Gse) i contributi per l'energia prodotta (circa 40-50 centesimi di euro per kW prodotto, a seconda dell'impianto). Così, attraverso la canalizzazione degli incentivi o la cessione del credito alla banca, il contributo statale che entra nel conto corrente del cliente serve a coprire la rata del prestito. Considerando che la durata dei finanziamenti è in media attorno ai 12-15 anni, una volta rimborsato il debito al cliente restano l'utile dei contributi del Conto energia (erogati per 20 anni) e il risparmio sulla bolletta energetica pertutta la durata dell'impianto (in media 25 anni)".

"Il vantaggio di un finanziamento specifico - spiega Roberto Zerbola, responsabile settore agrario ed energie alternative del gruppo Banca Sella, intervistato da Govanna Mancini - sta nella possibilità di usufruire di modalità di erogazione commisurate alle esigenze di installazione. Anche la durata del prestito e la rata di ammortamento sono quindi stabilite in base ai flussi di ricavo derivanti dalla produzione di energia".

L'offerta è la più varia: si va dai mutui chirografari o ipotecari ai prestiti personali. La grande maggioranza degli istituti arriva a finanziare il 100% delle spese, mentre il tasso è fìsso o variabile. Non sempre è necessario (anche se può essere conveniente) avere un conto corrente nella banca a cui si chiede il prestito. In genere il periodo di preammortamento arriva a 6 mesi, in modo che il cliente abbia il tempo per avviare le pratiche con il Gse e realizzare l'impianto (operazione, quest'ultima, che richiede solo qualche giorno).

A conclusione della sua indagine, Giovanna Mancini, ha poi affermato che"le banche richiedono spesso la stipula di assicurazioni per coprire quei danni all'impianto che impediscano per un certo periodo di produrre energia e dunque di ricevere i finanziamenti dal Gse. Nessuna assicurazione serve invece per il prestito Energia XL di Bnl, che si distingue dagli altri perché non prevede come garanzia la cessione dei contributi derivanti dal Conto energia e offre un Taeg al 6.60%.

ESTREMA SINTESI DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE

Alcune delle opere che puntano al risparmio energetico sono agevolate con la detrazione fiscale del 55%. Questa misura ha debuttato l'anno scorso, essendo stata inserita nella legge Finanziaria 2007, ed è stata confermata con la Finanziaria 2008. Per riuscire a ottenerla, si devono raggiungere precisi standard di abbattimento dei consumi di energia. Previsti quattro tipi interventi con diversi tetti di spesa detraibile e rateizzazione da 3 a 10 anni.

Ai pannelli fotovoltaici si applicano le agevolazioni legate al "Conto energia", introdotto dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007. In sostanza l'installazione (che, secondo i calcoli fatti, richiede una spesa di circa 7.000 euro a kW di potenza nominale) è a carico dell'utente, il quale però, per i successivi 20 anni, è pagato secondo la quantità di kWh prodotti.

domenica 4 maggio 2008

Nei primi 3 mesi del 2008 l'inflazione è salita al 3,3%

Nel primo trimestre dell'anno in corso, la crescita dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo è stata del 3,3%. L'accelerazione ha riflesso i rincari, di origine internazionale, registrati dai beni energetici e dagli alimentari trasformati (10,4% e 6,5%, rispettivamente, su 12 mesi). La sostenuta crescita dei prezzi alla produzione dei beni almentari (+ 8,8%) segnala che le pressioni sul comparto potrebbero non essersi ancora esaurite.

L'inflazione di fondo (cioè al netto dei beni energetici e di quelli alimentari freschi), si è mantenuta al 2,3%. Essa riflette la decelerazione dei prezzi dei beni industriali non alimentari e non energetici, connessa con la moderata crescita del costo del lavoro per unità di prodotto e con l'attenuarsi delle pressioni dal lato della domanda.

Tali sviluppi hanno provocato un generalizzato rialzo delle previsioni di inflazioni per tutto il 2008. Quelle degli operatori professionali censiti da "Consensus Forecasts", rilevate in marzo, si collocano al 2,7% per la media dell'anno; tornano al 2% per la media del 2009. Le attese a più lungo termine desumibili dai Titoli di Stato a indicizzazione reale si sono attestate negli ultimi mesi su livelli appena superiori a quel valore.

Il credito al settore privato continua ad espandersi a ritmi elevati (10,9% su 12 mesi), riflettendo soprattutto la crescita dei prestiti alle imprese, a fronte di un ulteriore rallentamento di quelli alle famiglie, in linea con il raffreddamento del mercato degli immobili e l'incremento dei tassi sui mutui.

In un contesto caratterizzato da elevata incertezza circa le possibili ripercussioni delle tensioni finanziarie sull'attività economica e da rischi di rialzo dell'inflazione, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariato al 4% il tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali. I tassi d'interesse interbancari e i differenziali con i corrispondenti tassi sui depositi con garanzia (Eurepo) hanno ripreso ad aumentare agli inizi di marzo, segnalando un riacutizzarsi delle tensioni sul mercato monetario.

La BCE ha continuato a fornire abbondante liquidità al mercato, anche mediante interventi straordinari coordinati con le principali banche centrali. In fine, mediante un accordo con la Federal Reserve, è stata messa a disposizione delle banche dell'area Euro liquidità in Dollari.

giovedì 1 maggio 2008

Banche, paradossi ed illegalità

In Italia il costo medio di un conto corrente può arrivare anche a 150 euro l'anno; troppo se paragonato a Francia Germania e Gran Bretagna. A nulla è valsa la liberalizzazione del mercato bancario, la concorrenza tra le varie offerte è pressoché virtuale, mentre la pubblicità racconta di offerte non sempre reali. Per quanto ancora i cittadini dovranno sopportare lo strapotere del mondo bancario?

A porsi questa più che legittima domanda è stato Massimiliano Dona, avvocato dell'Unione Nazionale Consumatori, che ha anche fatto presente come neanche gli scandali finanziari, che pure sono arrivati all'opinione pubblica italiana, sono serviti a realizzare contrappesi da opporre a questa potentissima lobby.

"Raccolgo la testimonianza di Giovanni che mi scrive da Rimini - ha detto Dona - sostenendo che la banca pretende oltre 1.000 euro per il trasferimento del suo mutuo ad un altro istituto. Questa è l'ennesima testimonianza del rifiuto delle banche di rispettare la Legge Bersani che prevede la gratuità per la portabilità dei mutui".

In Italia sono oltre 3 milioni le famiglie che, consigliate dalle banche, hanno contratto un mutuo a tasso variabile e hanno visto aumentare la propria rata a dismisura, cosa che ha messo in seria difficoltà i già malconci bilanci familiari.

L'Antitrust ha recentemente confermato l'emergenza; c'è da sperare che il nuovo Governo si schieri senza esitazioni dalla parte dei più deboli, anche in virtù della crisi dei mutui subprime americani che ha fatto sentire i suoi effetti nefasti in tutto il mondo.

APPROFONDIMENTI: La surroga del mutuo non è più una chimera!
Portabilità dei mutui un'operazione complessa ma fattibile
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