mercoledì 30 aprile 2008

Prestiti a studenti universitari: da oggi fanno parte dell'intesa altre 6 banche!

"Diamogli credito" è un accordo fra Governo (ministero delle Politiche giovanili) e Abi (Associazione bancaria italiana) che consente l'accesso al credito dei giovani tramite la stipula di apposite convenzioni con i singoli istituti di credito.

Al fine di garantire la necessaria copertura finanziaria del progetto, è stato istituito un "Fondo di Garanzia" al quale il Governo partecipa per metà con uno stanziamento di 33 milioni di euro: 10 milioni l'anno (triennio 2007-2009); 3 milioni da parte del ministero per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica Amministrazione. Le banche aderenti all'iniziativa finanziano l'altra metà del Fondo.

Il prestito può essere finalizzato al pagamento delle tasse e dei contributi universitari, nonché per la partecipazione a un programma Erasmus o per l'iscrizione a un master post-universitario. Rientrano nelle finalità del prestito anche l'acquisto di un computer portatile nuovo di fabbrica dotato di wi-fi e il pagamento delle spese d'affitto comprensive dell'eventuale commissione spettante all'intermediario immobiliare al quale si è ricorsi per trovare l'appartamento.

CHI PUO' RICHIEDERE IL FINANZIAMENTO?

Tutti gli studenti universitari che abbiano un'età compresa tra 18 e 35 anni e che risiedono nel territorio italiano possono usufruire del prestito a patto che rispettino determinati requisiti di merito ed abbiano regolarizzato l'iscrizione presso la propria Università o Istituto d'alta formazione. Trattandosi di prestiti senza garanzia non sono necessari né la busta paga, né la firma dei genitori, né l'apertura di un conto corrente presso l'istituto di credito erogante.

QUALI SONO I REQUISITI DI MERITO RICHIESTI?

Se si è iscritti al 1° anno d'università: diploma di maturità con almeno l'80% del punteggio massimo previsto;

Se si è iscritti ad altri anni è necessario aver sostenuto almeno i 2/3 degli esami dell'anno precedente con una media non inferiore a 24/30;

Per chi è iscritto al 1° anno della laurea specialistica e necessario aver conseguito il diploma di laurea (laurea triennale o di 1° livello) con almeno il 90% del punteggio massimo previsto (finanziamento massimo: 80% per acquisto pc o spese locazioni);

Per chi partecipa ad un Master o a corsi post-laurea bisogna avere un titolo di accesso valido conseguito con almeno il 90% del punteggio massimo previsto;

Per gli studenti che prendono parte al progetto Erasmus: 2/3 degli esami dell'anno precedente con una media pari almeno a 24/30;

QUALI SONO GLI IMPORTI EROGABILI?

-Erasmus: 1.500-3mila-6mila euro (programmi di 3-6-12 mesi);

- Master post-laurea: 6.000 euro a rate (massimo 36) o in unica soluzione;

-Tasse/contributi universitari: 2.000 euro;

-Acquisto computer portatile dotato di wi-fi: 1.000 euro;

-Spese per l'affitto dell'appartamento locato dagli studenti fuori sede: 3.000 euro.

MODALITA' DI RIMBORSO DEL PRESTITO

Il piano d'ammortamento prevede o un pagamento rateale (massimo 36 rate), o il rimborso in un'unica soluzione. In caso di mancato pagamento si potrà incorrere nelle seguenti sanzioni: a) per tre mesi addebito dei soli interessi di mora; b) se non si è pagato seguirà un primo sollecito; c) dopo 60 giorni, si attiverà il Fondo di Garanzia, che restituirà alla banca il 50% del debito, e sarà avviato l'iter per il recupero del credito.

Gli istituti di credito aderenti all'iniziativa sono decine e sparsi su tutto il territorio nazionale. A partire da oggi, si uniscono alle altre anche la Cassa di Risparmio di Volterra e la Banca Popolare di Ravenna, la Banca Popolare di Crotone (dal 1° maggio 2008), la Banca delle Marche (dal 7 maggio 2008), la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona (dal 12 maggio 2008) e la Banca Popolare Pugliese (dal 26 maggio 2008).

martedì 29 aprile 2008

Al via le nuove norme antiriciclaggio

Da domani banche e Poste dovranno comunicare i dati identificativi di vaglia e assegni trasferibili all'Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza. Il tutto rientra nel piano di attuazione dell'articolo 49, comma 11, del Decreto Legislativo 21 Novembre 2007, numero 231, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 290 del 14 Dicembre 2007), relativo alle modalità di trasmissione dei dati identificativi, compreso il codice fiscale, dei soggetti ai quali siano stati rilasciati moduli di assegni bancari o postali in forma libera, ovvero che abbiano richiesto assegni circolari o vaglia postali o cambiari in forma libera, nonché di coloro i quali li abbiano presentati all'incasso.

Dell'entrata in vigore delle nuove norme antiriciclaggio ci siamo già occupati in passato (leggi l'articolo corrispondente) con un articolo dettagliato ed incentrato sulle principali novità che da domani vedranno coinvolti tutti i clienti degli istituti di credito operanti sul territorio nazionale.

Al fine di riassumere il più possibile questo tema abbiamo anche realizzato un video, della durata di poco più di due minuti, nel quale, in estrema sintesi vengono approfonditi gli argomenti raccontati sul blog.


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lunedì 28 aprile 2008

Valutazione del prestito delega di Ktesios S.p.A.

Innanzitutto è necessario specificare cos'è un prestito delega e chi può richiederlo.

Tecnicamente si tratta di un finanziamento che si affianca alla cessione del quinto dello stipendio, al fine di massimizzare l'importo ottenibile, arrivando fino ad una rata mensile globale di importo pari ad 1/3 dello stipendio. Questa forma di finanziamento è accessibile a tutti i lavoratori autonomi e dipendenti di amministrazioni pubbliche e private, nonché pensionati e lavoratori assunti a tempo indeterminato da almeno 6 mesi (in alcuni casi, come quello preso in esame) o due anni (molto più di frequente), purché non assoggettati a nessuna procedura di pignoramento (questa condizione è vera solo per la finanziaria oggetto di questa valutazione).

Oggetto dell'analisi odierna è un prestito delega calcolato su uno stipendio di 1.100 euro netti al mese per 13 mensilità. Il richiedente è un uomo di 30 anni, residente a Roma, dipendente statale, assunto nel gennaio 2006, che non ha mai stipulato una polizza vita.

Il vantaggio di una siffatta forma di finanziamento risiede, sostanzialmente, nella durata del piano d'ammortamento che può arrivare fino al doppio di un normale prestito personale fino ad un massimo di 120 mensilità.

Lo svantaggio principale è la limitata somma ottenibile, in quanto stabilita a priori dalle tabelle INPDAP sulla base del reddito mensile.

Le rate vengono "assorbite" dallo stipendio in misura proporzionale alla quota ceduta e versate all'istituto finanziatore ad opera del datore di lavoro.

Se ad esempio il nostro ipotetico amico avesse bisogno di circa 20.000 euro, grazie a questa forma di finanziamento ne otterrebbe per l'esattezza 20.321,28 da rimborsare in 10 anni con una rata non inferiore a 300 euro mensili.

In realtà, nella nostra simulazione si è richiesta una somma vicina ai 13.000 euro e l'esborso effettivo, in 84 rate da 238,33 euro sarebbe di 20.019,72 euro, ovvero circa 7.000 euro in più rispetto a quanto richiesto ed ottenuto, ad un tasso annuo vicino al 7,69%. E' bene precisare che nell'importo complessivo sono comprese per legge due coperture assicurative: rischio vita e rischio impiego.

Complessivamente dunque si tratta di un buon prodotto al quale attingere in caso di necessità, anche urgenti, sfruttando gli anticipi sull'importo totale previsti per i casi d'urgenza. VOTO: 7

sabato 26 aprile 2008

In Calabria le banche applicano i tassi d'interesse più alti d'Italia!

Che il Mezzogiorno d'Italia fosse una terra da sfruttare per la raccolta di denaro, da parte degli istituti di credito, lo si sapeva da tempo, ma oggi, con la crisi palpabile che si respira in giro, in fette sempre più ampie della popolazione, dati come quelli che sono stati diffusi dall'Abi alcuni giorni fa devono far riflettere seriamente sulle possibili conseguenze derivanti da tassi d'interesse troppo elevati che incidono pesantemente non soltanto sui già malconci bilanci familiari ma anche sulle casse dissestate delle piccole e medie imprese, già sotto torchio per via di una pesantissima pressione fiscale, alla quale, tuttavia, non corrisponde una Pubblica Amministrazione adeguata e di qualità.

Oggi in Calabria la media dei tassi a breve termine è del 10,6% ovvero qualche decimo di punto in meno rispetto al 2007, annata record in cui la media dei tassi sfiorava l'11%. La media dei tassi a breve in Calabria resta ancora più alta del dato dei tassi a breve nelle regioni del Mezzogiorno che è del 9,82 per cento. Ma è il raffronto con il dato del tasso medio del Paese che è del 7,82% a spiegare il perché delle difficoltà dell'economia Calabrese. Quasi 2,8 punti di differenza tra il tasso applicato nella regione e quello applicato in media nel Paese è la proiezione di un gap di sviluppo che è sotto gli occhi di tutti e che fa gridare allo scandalo tutti, a partire da Confindustria.

Il presidente degli industriali calabresi Umberto De Rose ha dichiarato che "serve un intervento immediato sul fronte del costo del denaro, non si capisce cosa abbiano in meno le aziende calabresi rispetto alle altre".

La debolezza del sistema imprenditoriale locale, secondo le banche, è determinante per la definizione dei tassi. Non solo per l'esiguità del numero delle aziende manifatturiere. Secondo l'Abi calabrese nella regione gli istituti bancari devono fare i conti con la frammentazione imprenditoriale visto che ben il 33% delle imprese ha un patrimonio inferiore ai 7o.000 euro,
a fronte di una media nazionale del 13% mentre l'export, l'anno scorso, è stato complessivamente di 320 milioni, ovvero l'equivalente del fatturato di una media azienda del Nord.

Un altro elemento, verso cui hanno puntato il dito l'Abi ed alcuni esperti del settore e costituito dai bilanci delle aziende calabresi, troppo spesso poco consistenti e poco chiari; il rapporto sofferenze-impieghi è più del doppio della media nazionale (6,9% a fronte del 3,2%) ; recuperare questi crediti poi è diffìcilissimo, possono occorrere anche 10 anni con costi altissimi per l'intero sistema bancario. Nonostante tutto le banche, secondo il dato dell'Abi, al settembre scorso hanno erogato finanziamenti all'economia per 14,8 miliardi, con una crescita dell'11% rispetto al 2006.

Per quel che riguarda le imprese, Cosenza e la sua provincia hanno investito 2,4 miliardi con un incremento del 30% in più rispetto all'anno precedente, concentrato soprattutto nel settore dell'edilizia. Reggio Calabria nello stesso periodo ha investito 1,4 miliardi crescendo del 14,1%, Catanzaro con investimenti per 1,2 miliardi registra un aumento del 10,5%, mentre una crescita più alta in valori percentuali è quella di Vibo, con il 14,6% ma con soli 390 milioni di euro investiti. Crotone è l'ultima della classe con appena 619 milioni d'investimenti da parte delle imprese con un aumento del 7,5%.

Restano comunque scarsi i depositi delle imprese calabresi nelle 44 banche che operano sul territorio. Secondo l'Abi al settembre dell'anno scorso soltanto il 22% dei depositi erano delle imprese, perché i due terzi appartenevano alle "famiglie consumatrici". In tutto si tratta di poco più di 9,6 miliardi. Famiglie sempre più indebitate e con un massiccio ricorso al credito al consumo: nell'ultimo quinquennio l'aumento in Calabria è stato del 115,1% rispetto al 102,9% del Sud e al 93,9% dell'Italia intera. L'indebitamento è massiccio anche per le imprese che ricorrono sempre più a forme di finanziamento come il leasing (+306,1% negli ultimi cinque anni rispetto al 154,7% del Sud e al limitato 92,9% nazionale) e il factoring (+103,4% a fronte del 70,1% del Sud e di un esiguo 19,6% nazionale).

Marcello Calbiani, presidente dell'Abi Calabria, ha detto che "è fondamentale rafforzare la collaborazione tra banche e aziende per far ripartire lo sviluppo in Calabria ed è auspicabile che continui il lavoro avviato dal cosiddetto "tavolo del credito" aperto a novembre dell'anno scorso con la Regione Calabria".

Calbiani è cautamente ottimista per il futuro "aspettiamo un segnale dalla Regione Calabria, tocca a loro mettere in pista una serie di proposte per rimettere in moto il sistema dei Confidi". Il presidente dell'Abi ricorda che dopo l'incontro romano ne sarebbero dovuti seguire altri e chiede l'apertura di un secondo tavolo, questa volta con le imprese calabresi "le aziende - afferma Calbiani - manifatturiere in questa regione sono davvero poche, quanto quelle che hanno aperto a Timisoara gli imprenditori del Triveneto nell'ultimo decennio".

Ora, che Calbiani attenda un segnale dalla Regione Calabria è legittimo e auspicabile, il problema però è che la classe dirigente Calabrese è bravissima a fare proclami per ottenere visibilità, anche a livello nazionale, ed è abilissima a scomparire subito dopo. Un esempio concreto in tal senso? Nell'Agosto del 2007, in seguito ad un'indagine condotta dall'Adusbef, secondo la quale il costo del denaro in Calabria era ed è il più alto d'Italia, la Regione Calabria aveva promesso che si sarebbe attivata per chiedere che venissero sanzionate le Banche ree di applicare tassi d'interesse elevatissimi (leggi l'articolo corrispondente). Di concreto cosa si è fatto? Pochissimo. E quel poco è del tutto impalpabile!

martedì 22 aprile 2008

Il modello ESIS vi consente di confrontare le offerte e scegliere il mutuo più conveniente

Districarsi nel mare magnum dei mutui ipotecari non è sempre cosa facile, anzi, a dire il vero non lo è affatto! Per venire incontro alle esigenze di trasparenza della clientela, il 5 settembre del 2002, il "Codice di condotta europeo per il credito ipotecario" ha reso disponibile uno strumento di facile consultazione che mette in chiaro tutti gli aspetti più importanti del contratto di mutuo.

Il Modello Esis, acronimo di European standardised information sheet, serve a fornire al cliente un prospetto standardizzato contenente tutti i dettagli del mutuo richiesto.

Il Modello Esis consta di 15 sezioni che andiamo ad elencare nel dettaglio:

1) Nome della banca erogante;

2) Descrizione completa del prodotto offerto (dettagli del mutuo): a) nome del prodotto; b) piano d'ammortamento e relative modalità di rimborso; c) importo massimo del finanziamento erogabile, calcolato su base percentuale (di norma l'80% del valore dell'immobile) determinata in sede di perizia tecnica; d) tipologia di garanzia richiesta, ovvero il tipo di ipoteca che graverà sul bene; e)indicazione di un soggetto garante che si accolli il debito in caso di insolvenza del contraente.

3) Indicazione del Tasso Annuo Nominale (T.A.N.):questa voce inerisce, ad esempio, per i mutui a tasso variabile, sia il tasso d'ingresso che la formula di calcolo del tasso a regime mentre per quelli a tasso misto vengono indicati il tasso iniziale, la durata del periodo iniziale, il secondo tasso e la sua durata. Per i mutui a tasso fisso, il T.A.N. è semplicemente la misura del tasso applicato.

4) Indicazione del Tasso annuo effettivo globale (T.A.E.G.): il T.A.E.G. rappresenta la voce più importante nella valutazione del mutuo. E' una vera e propria "indicazione sintetica di costo"(da cui la sigla I.S.C.) che mette in evidenza tutte le voci accessorie legate al contratto (ad esempio, spese di incasso rata e simili).

5) Ammontare complessivo del finanziamento richiesto ed indicazione della valuta con la quale si effettua l'erogazione.

6) Durata del contratto comprensiva dell'eventuale periodo di preammortamento.

7) Piano di ammortamento in cui viene indicato sia il numero delle rate di ammortamento che quello, eventuale, delle rate di preammortamento, e la loro periodicità.

8) Importo della rata (per i mutui che prevedono il pagamento rateale a cadenza periodica).

9) Piano di rimborso capitale in unica soluzione (prevede il pagamento degli interessi e poi, separatamente, la sottoscrizione di una polizza assicurativa atta a rimborsare il capitale residuo, in un'unica soluzione, alla scadenza del contratto).

10) Elenco delle spese previste all'atto della stipula del contratto (spese di perizia tecnica, d'istruttoria della pratica e simili); stima sommaria dell'ammontare complessivo delle spese iniziali di pertinenza bancaria e indicazione dell'obbligarietà di accettazione dei servizi offerti dalla banca.

11) Spese accessorie: sono tutte le spese e i balzelli applicati dalla banca. In definitiva è un elenco delle spese ricorrenti non incorporate nel calcolo della rata.

12) Indicazione delle condizioni in base alle quali è possibile estinguere anticipatamente il mutuo e indicazione dell'importo della penale applicata al cliente in caso di estinzione anticipata.

13) Estremi dell'ufficio reclami della Banca.

14) Indicazione dell'obbligo o meno di domicialiazione del conto corrente presso la Banca che eroga il mutuo (di solito richiesta per pagamenti automatici a mezzo RID).

15) Indicazione dell'obbligo o meno di domicialiazione dello stipendio presso la Banca (implica l'apertura di un conto corrente presso la filiale della banca che ha concesso il mutuo, di solito al fine di ottenere rimborsi mensili a mezzo RID).

Insieme al modello Esis, la banca deve dare al cliente un prospetto analitico e sintetico del piano d'ammortamento del mutuo che contenga almeno l'importo della rata e la capitalizzazione degli interessi.

Purtroppo, la consegna del modello Esis, da parte della banca, non è un obbligo di legge, ma nasce da un accordo volontario tra le parti. Non sono previste sanzioni per le banche che non lo rilasciano ma, essendo l'Esis un modello fondamentale perché consente di confrontare le offerte e scegliere il mutuo più conveniente, è sempre bene richiederlo alla propria banca.

lunedì 21 aprile 2008

Il FMI consiglia di spingere la crescita dell'eurozona con le leve fiscali

Il periodo è critico, si sà. I mercati non sono più così tanto performanti, i salari sono al palo e i consumi ridotti al minimo indispensabile. Questa è la fotografia fedele della situazione economica di alcuni Paesi della zona Euro, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo, che dovranno rimboccarsi le maniche ed applicare una politica correttiva che deve basarsi sugli stabilizzatori automatici e sulle leve fiscali.

Il FMI ha indicato questa strada, come l'unica percorribile nel medio periodo, al fine di controbilanciare il rallentamento economico della Francia, del Portogallo e naturalmente anche dell'Italia. In tutti questi Paesi, che è bene ricordarlo, sono vincolati da impegni di bilancio con l'UE, gli stabilizzatori dovrebbero operare solo se venissero centrati gli obiettivi di risanamento a medio termine.

Intanto la Bce nel Rapporto annuale 2007, dedicato ai conti pubblici dell'Eurozona, critica il programma di stabilità presentato dall'Italia e da altre Nazioni europee in crisi affermando che "questi Paesi continuano a beneficiare di un gettito fiscale eccezionalmente robusto che migliora la posizione strutturale di bilancio anche se la durata di un tale gettito è tutt'altro che assicurata nel tempo".

Addirittura, per l'Italia si ipotizza il mancato raggiungimento del pareggio di bilancio per il 2010 e l'impossibilità di centrare l'obiettivo minimo di tagliare il deficit strutturale dello 0,5% nel corso di quest'anno.

L'Euro estremamente forte nei confronti del Dollaro USA, vicino a quota 1,60, unitamente alla ormai famigerata crisi dei mutui subprime americani, che stanno dilaniando il sistema economico d'oltreoceano, preoccupano e non poco il FMI secondo cui "le perdite, dichiarate fino al marzo 2008 dalle banche europee, sarebbero arrivate a circa 80 miliardi, anche se le stime complete dicono che dovrebbero essere più consistenti di circa 43 miliardi di euro". Una vera enormità!

venerdì 18 aprile 2008

Valutazione del prestito Credi Agile di Santander

Tra le tante offerte disponibili sul mercato del credito, con particolare riferimento ai prestiti personali, abbiamo selezionato, questa volta, il prestito "Credi Agile" di Banca Santander, del quale abbiamo stilato una valutazione di massima.

Innanzitutto è bene dire che la simulazione è stata fatta per un importo richiesto pari a 15.000 euro, rimborsabili tramite RID (quindi con accreditamento diretto sul proprio conto corrente), in 48 rate mensili da 369,75 euro cadauna.

Lo scopo della richiesta di finanziamento è la ristrutturazione edilizia. L'ipotetico richiedente ha 30 anni ed è un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, con uno stipendio mensile di 1.200 euro netti.

Entrando nel merito della valutazione c'è da rimarcare l'assoluta assenza di costi di istruzione pratica e l'eccellente tempistica di erogazione del finanziamento che, di norma, non supera le 48 ore.

Il finanziamento è coperto da una polizza d'assicurazione (facoltativa ma vivamente consigliata) che garantisce il contraente dall'eventuale perdita dell'impiego e da eventuali infortuni maturati per cause inerenti il proprio lavoro. L'aggravio di spesa è pari al 4,5%, da calcolare sull'intero importo finanziato (nel nostro caso il valore della polizza si attesta sui 675 euro), per durate fino a 84 mesi e pari al 6% per durate superiori.

Nel caso in cui, il contraente, desideri estinguere anticipatamente il debito, dovrà pagare l'1% a titolo di penale, mentre, nel caso questi dovesse pagare le rate inerenti il normale piano di ammortamento, con ritardo, dovrà corrispondere spese di mora pari all'1,5% in più, su base mensile. Le spese di incasso rata ammontano a 0,90 centesimi di euro cadauna.

Gli oneri fiscali imposti per legge ammontano a 14,62 euro e sono addebitati sulla prima rata di rimborso per operazioni sino a 18 mesi; lo 0,250% sul capitale per operazioni di durata superiore (come nel caso della nostra simulazione).

Ma veniamo ai tassi. Credi Agile di Santander si attesta su valori medi di mercato molto buoni, vicini a quelli di un mutuo a tasso variabile ed assimilabili alle soluzioni peer to peer di Boober e Zopa (due solide realtà finanziarie operanti nel campo del Social Lending). Il TAN è pari al 6,10% mentre il TAEG - ISC è del 6,41%. A conti fatti, dunque, a fronte di un finanziamento di 15.000 euro, il nostro ipotetico amico, dovrà rimborsare in 4 anni la somma di 17.747,85 euro, ovvero 2.747,85 euro in più rispetto a quanto ottenuto, che corrisponde al 18,32% complessivo.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA DEL PRESTITO CREDI AGILE DI BANCA SANTANDER

Ottimi la tempistica e l'assenza di costi d'istruzione pratica, nonché i tassi d'interesse applicati. Può essere concesso anche ai titolari di una pensione, sia essa di anzianità oppure sociale.

Una menzione di merito va senz'altro al servizio clienti, molto cortese, professionale e preparato. L'operatore che ha risposto alle nostre domande è stato estremamente disponibile e ci ha fornito numerosi quanto utili dettagli inerenti il prodotto Credi Agile.

Negative ed onerose le spese di incasso rata, 90 centesimi non sono di certo il costo più alto che abbiamo visto praticare in giro, ma comunque è tra i più alti. VOTO: 7,5

giovedì 17 aprile 2008

Unico 2008: Mutui ipotecari relativi alla costruzione e ristrutturazione dell'abitazione principale


L'art. 1 5 del Testo unico delle imposte sui redditi approvato con D.P.R. 22 dicembre i 980, n. 917 prevede che, si detrae dall'imposta lorda, e fino alla concorrenza del suo ammontare, un importo pari al 19% dell'ammontare complessivo non superiore a euro 2.582,28.

Deve trattarsi di oneri sostenuti per interessi passivi e relativi oneri accessori, nonché per quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati o soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro dell'Unione Europea, ovvero a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, in dipendenza di mutui contratti a partire dal 1 gennaio 1998 e garantiti da ipoteca, per la costruzione dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.

Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l'autocertificazione effettuata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in un luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.

Per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 31, comma 1, lettera d), della Legge 5 agosto 1978, n. 457.

Per poter usufruire della detrazione in questione è necessario che vengano rispettate le seguenti condizioni:

- l'unità immobiliare che si costruisce deve essere quella nella quale il contribuente o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente; - il mutuo deve essere stipulato non oltre sei mesi, antecedenti o successivi, alla data di inizio dei lavori di costruzione. (A decorrere dal 1 dicembre 2007 per poter fruire della detrazione la stipula del contratto di mutuo deve avvenire nei 6 mesi antecedenti, ovvero nei 18 mesi successivi all'inizio dei lavori di costruzione); - l'immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione; - il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell'unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

Attenzione: la condizione del trasferimento della dimora abituale nell'immobile destinato ad abitazione principale non è richiesta per il personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate ed alle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente
dalle Forze di polizia ad ordinamento civile.

La detrazione si applica unicamente con riferimento agli interessi e relativi oneri accessori nonché alle quote di rivalutazione derivanti da contratti di mutuo stipulati ai sensi dell'articolo 1813 del codice civile, dal 1° gennaio 1998 e limitatamente all'ammontare di essi riguardante l'importo del mutuo effettivamente utilizzato in ciascun anno per la costruzione dell'immobile.

In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di euro 2.582,28, si riferisce all'ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.

La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai mutui ipotecari contratti per l'acquisto dell'abitazione principale di cui all'art. 15, comma 1, lettera b, del Tuir, soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell'unità immobiliare, nonché per
il periodo di sei mesi successivi al termine dei lavori stessi.

Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui l'immobile non è più utilizzato per abitazione principale. Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro. La mancata destinazione ad abitazione principale dell'unità immobiliare entro 6 mesi dalla conclusione dei lavori di costruzione della stessa comporta la perdita del diritto alla detrazione. In tal caso è dalla data di conclusione dei lavori di costruzione che decorre il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte dell'Agenzia delle Entrate.

La detrazione non spetta se i lavori di costruzione dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale non sono stati ultimati entro il termine previsto dal provvedimento amministrativo previsto dalla vigente legislazione in materia edilizia che ha consentito la costruzione dell'immobile stesso (salva la possibilità di proroga); in tal caso è da tale data che inizia a decorrere il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte dell'Agenzia delle Entrate, il diritto alla detrazione non viene meno se per ritardi imputabili esclusivamente all'Amministrazione comunale, nel rilascio delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia, i lavori di costruzione non sono iniziati nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo o i termini previsti nel precedente periodo non sono rispettati. Per fruire della detrazione occorre conservare, esibire o trasmettere, a richiesta degli uffici finanziari, le quietanze di pagamento degli interessi passivi relativi al mutuo, la copia del contratto di mutuo ipotecario (dal quale risulti che lo stesso è assistito da ipoteca e che è stato stipulato per la costruzione dell'immobile da destinare ad abitazione principale), le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia e le copie delle fatture o ricevute fiscali comprovanti le spese di costruzione dell'immobile stesso.

Le condizioni e modalità applicative della detrazione in questione appena illustrate, sono contenute nel regolamento n. 311 del 30 luglio 1999 (G.U. 8 settembre 1999, n. 211).

Attenzione: la detrazione spetta solo relativamente agli interessi calcolati sull'importo del mutuo effettivamente utilizzato per il sostenimento delle spese relative alla costruzione dell'immobile. Pertanto, nel caso in cui l'ammontare del mutuo sia superiore alle menzionate spese documentate la detrazione non spetta sugli interessi che si riferiscono alla parte di mutuo eccedente l'ammontare delle stesse. Qualora per questi ultimi per gli anni precedenti si è fruito della detrazione è necessario che siano dichiarati nel quadro RM, del modello Unico 2008, relativo ai redditi a tassazione separata.

lunedì 14 aprile 2008

Detrazione fiscale per mutui contratti nel 1997 per interventi di recupero edilizio

In base a quanto disposto dall'articolo 1 ; comma 4; del Decreto legge n. 669 del 31 dicembre 1996, convertito con modificazioni, dalla Legge n. 30 del 28 febbraio 1997, ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche si detrae dall'imposta lorda, e fino a concorrenza del suo ammontare, un importo pari al 19% dell'ammontare complessivo, non superiore a 2.582,28 euro, degli interessi passivi e relativi oneri accessori, nonché delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati a soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro dell'Unione Europea, ovvero a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti in dipendenza di mutui contratti nel 1997 per effettuare interventi di recupero di cui alle lettere a, b, c e d dell'articolo 31, primo comma, della Legge 5 agosto 1978, n. 457.

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativamente ai quali compete la predetta detrazione, sono i seguenti:

a) interventi di manutenzione ordinaria, cioè quelli che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

b) interventi di manutenzione straordinaria, cioè le opere, e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, a condizione che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso;

c) interventi di restauro e di risanamento conservativo, cioè quelli rivolti ad assicurare le funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;

d) interventi di ristrutturazione edilizia, cioè quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti.

Al fine di usufruire della detrazione è necessario che il contratto di mutuo - così come definito dall'articolo 1813 del codice civile - sia stato stipulato nel 1997 con lo specifico scopo di finanziare i citati interventi di recupero edilizio che possono riguardare immobili adibiti ad abitazione, sia principale che secondaria, ma anche unità immobiliari adibite ad usi diversi (box, contine, uffici, negozi, ecc.), a condizione che gli interventi stessi siano posti in essere su immobili situati nel territorio nazionale e nel rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa che disciplina l'attività edilizia.

Non sono ammessi altri tipi di finanziamento, come ad esempio aperture di credito, cambiali ipotecarie, ecc.

La detrazione in questione può coesistere con quella prevista per gli interessi relativi a mutui ipotecari contratti per l'acquisto o la costruzione di unità immobiliari utilizzate come abitazione principale e spetta oltre che in riferimento agli immobili di proprietà del contribuente, anche per quelli di proprietà di terzi, utilizzati dal contribuente sulla base di un contratto a titolo oneroso o gratuito o di altro titolo idoneo.

L'articolo 3 del Decreto Ministeriale del 22 marzo 1997, inerente l'attuazione dell'articolo 1, comma 4, della Legge n. 30 del 1997, stabilisce che per fruire della detrazione è necessario che il contribuente conservi ed esibisca o trasmetta, a richiesta degli uffici finanziari, la seguente documentazione:

- quietanze di pagamento degli interessi passivi relativi al mutuo;

- copia del contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato stipulato per realizzare gli interventi di recupero sopra descritti;

- copia della documentazione comprovante l'effettivo sostenimento delle spese di realizzazione degli interventi medesimi.

Attenzione: la detrazione spetta solo relativamente agli interessi calcolati sull'importo del mutuo effettivamente utilizzato per il sostenimento, nel 1997 e negli anni successivi, delle spese relative agli interventi di recupero per la cui realizzazione è stato stipulato il contratto di mutuo.

Pertanto, nel caso in cui l'ammontare del mutuo sia superiore alle menzionate spese documentate, la detrazione non spetta sugli interessi che si riferiscono alla parte di mutuo eccedente l'ammontare delle stesse. Qualora per questi ultimi per gli anni suddetti si sia già fruito
della detrazione è necessario che vengano dichiarati nel quadro RM del Modello Unico 2008 relativo ai redditi a tassazione separata.

APPROFONDIMENTI

Mutui: il diritto alla detrazione degli interessi passivi compete nei limiti riferiti alla residua quota di capitale!

Mutui: come detrarre gli interessi passivi se si è cambiata la destinazione d'uso dell'immobile

domenica 13 aprile 2008

Mutui: come detrarre gli interessi passivi se si è cambiata la destinazione d'uso dell'immobile

Forse non tutti sanno che per detrarre gli interessi passivi relativi a un mutuo ipotecario stipulato per l'acquisto dell'abitazione principale, in sede di dichiarazione dei redditi 2008, se nel corso dell'anno è variata la destinazione d'uso, occorre prima di tutto individuare la data di stipulazione del mutuo.

Per i contratti di mutuo stipulati prima del 1993 la detrazione spetta, su un importo massimo di euro 3.615,20 per ciascun intestatario del mutuo, a condizione che:

1) l'unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale alla data dell'8 dicembre 1993;

2) nella rimanente parte dell'anno 1993, e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l'abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro.

Se nel corso dell'anno l'immobile non è più utilizzato come abitazione principale (per motivi diversi da quelli di lavoro), a partire dallo stesso anno, la detrazione degli interessi passivi (nonché degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole
di indicizzazione) per il mutuo ipotecario contratto per l'acquisto di tale abitazione spetta solo sull'importo massimo di euro 2.065,83, per ciascun intestatario del mutuo.

Inoltre è bene dire che per i contratti di mutuo stipulati dall'1 gennaio 1993 la detrazione spetta, su un importo massimo complessivo di euro 3,615,20, ma solo a condizione che sussistano le seguenti condizioni:

a) l'unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale entro 6 mesi dall'acquisto (ovvero entro l'8 giugno del 1994 per quanto riguarda i mutui stipulati nel corso dell'anno 1993) ovvero, a decorrere dal 2001 entro un anno;

b) l'acquisto è avvenuto nei 6 mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo ovvero, a decorrere dal 2001 entro un anno.

Un'altra cosa da notare è che se, nel corso del 2007, l'immobile non è più stato utilizzato come abitazione principale (per motivi diversi da quelli di lavoro) la detrazione per intero.

APPROFONDIMENTI

Mutui: il diritto alla detrazione degli interessi passivi compete nei limiti riferiti alla residua quota di capitale!

Modello Unico 2008: ecco le novità introdotte quest'anno

sabato 12 aprile 2008

Mutui: il diritto alla detrazione degli interessi passivi compete nei limiti riferiti alla residua quota di capitale!

Tra le tante novità introdotte, quest'anno, nel Modello Unico 2008, ve ne sono alcune mirate alla possibilità di detrarre gli interessi passivi, derivanti dalla rinegoziazione dei contratti di mutuo, direttamente in fase di dichiarazione dei redditi.

In caso di rinegoziazione di un contratto di mutuo per l'acquisto della propria abitazione si modificano consensualmente, tra banca e cliente, alcune condizioni del contratto di mutuo in essere, come ad esempio il tasso d'interesse. In tal caso, le parti originarie (banca mutuante e soggetto mutuatario) e il cespite immobiliare concesso in garanzia restano invariati.

Il diritto alla detrazione degli interessi compete nei limiti riferiti alla residua quota di capitale (incrementata delle eventuali rate scadute e non pagate, del rateo di interessi del semestre in corso rivalutati al cambio del giorno in cui avviene la conversione nonché degli oneri susseguenti all'estinzione anticipata della provvista in valuta estera.

Le parti contraenti si considerano invariate anche nel caso in cui la rinegoziazione avviene, anziché con il contraente originario, tra la banca e colui che nel frattempo è subentrato nel rapporto di mutuo a seguito della cosiddetta procedura di accollo.

venerdì 11 aprile 2008

Modello Unico 2008: ecco le novità introdotte quest'anno


Quadro sintetico delle novità inerenti la dichiarazione dei redditi "Modello UNICO 2008".

- modifica delle aliquote e degli scaglioni di reddito;

- introduzione di detrazioni per carichi di famiglia in sostituzione delle precedenti deduzioni e di una ulteriore detrazione per le famiglie numerose;

- introduzione di detrazioni per redditi di pensione, redditi di lavoro dipendente, alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi d'impresa in contabilità semplificata in sostituzione delle precedenti deduzioni;

- introduzione di detrazioni per gli altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e per alcuni redditi di lavoro autonomo svolti in maniera occasionale (rientranti tra i redditi diversi), che in precedenza non godevano di deduzioni;

- previsione di una detrazione d'imposta nella misura del 19% per le seguenti spese: spese per addetti all'assistenza personale (per le quali nell'anno precedente era stata prevista una deduzione); spese per attività sportive praticate da ragazzi; spese per canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede; spese per intermediazione immobiliare; spese per l'acquisto di personal computer da parte di docenti; spese per erogazioni liberali a favore di istituti scolastici;

- previsione di una detrazione d'imposta nella misura del 55% per spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente;

- previsione di una detrazione d'imposta nella misura del 20% per le seguenti spese: sostituzione di frigoriferi e congelatori; acquisto di apparecchi televisivi digitali; acquisto di motori ad elevata efficienza; acquisto di variatori di velocità;

- previsione di una detrazione d'imposta per i giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni che stipulano un contratto di locazione per l'unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale;

- esclusione dal pagamento dell'imposta per i contribuenti che possiedono solo redditi fondiari per un ammontare complessivo non superiore a 500 euro;

- previsione di una detrazione d'imposta per canoni di locazione sostenuti per l'unità immobiliare da destinare ad abitazione principale;

- possibilità, nel caso in cui la dichiarazione venga trasmessa in via telematica da un intermediario abilitato, di essere informato direttamente da quest'ultimo su eventuali comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate relative alla liquidazione della presente dichiarazione;

- possibilità, per i contribuenti che nell'anno d'imposta 2000 si sono trovati in particolari situazioni, di richiedere il bonus fiscale.


video

giovedì 10 aprile 2008

La BCE lascia i tassi invariati al 4%

La Banca Centrale Europea, in linea con la politica attendista sin qui adottata, ha ritenuto sensato lasciare invariati al 4% i tassi d'interesse.

Il Presidente Jean Claude Trichet ha, ancora una volta, ricordato come sia dietro l'angolo un'impennata inflazionistica, nell'eurozona, dovuta al rialzo dei prezzi (in Italia, a onor del vero, è già in atto da tempo).

Trichet ha anche ricordato che, secondo le stime, l'inflazione resterà significativamente sopra il tetto del 2%. Il Presidente della Bce si è detto preoccupato anche per eventuali indicizzazioni del costo del lavoro.

Sul fronte delle valute, intanto, continua l'altalenante andamento dell'euro nei confronti del dollaro, ancora estremamente debole e scambiato oggi a 1,5746 euro. Un cambio ancora estremamente sbilanciato che sta impensierendo non poco i mercati valutari, nei quali, è bene dirlo, c'è chi sta traendo grandi benefici economici derivanti da fenomeni meramente speculativi.

martedì 8 aprile 2008

L'Ecofin lancia 4 allarmi per la tenuta del sistema bancario!

I rischi nei mercati finanziari "sono aumentati in misura significativa" e i tassi forward indicano "che le tensioni persisteranno almeno fino alla conclusione dell'anno".

Questa è la dura e realistica valutazione dei 27 ministeri dell'economia contenuta in un rapporto preparato per la riunione informale dell'Ecofin. L'istituto ritiene prematuro parlare di svolta o di ritorno alla normalità nonostante la recente ventata di ottimismo raccolto dalle Borse.

Sono quattro i pericoli principali secondo il Comitato economico e finanziario dell'Unione Europea in cui sono rappresentati i governi.

Primo, "la propagazione dello stress di liquidità e il livello di concentrazione nei mercati monetari e nei mercati obbligazionario ed equity".

Secondo, l'estensione delle perdite nei settori bancario e assicurativo e i livelli di adeguatezza del capitale "alla luce della disponibilità e del costo di nuovo capitale e dell'impatto sui bilanci".

Il terzo pericolo ha a che fare con le difficoltà di alcuni private equity e hedge funds "con possibili effetti di contagio".

Il quarto proviene dall'industria assicurativa monolinè "con l'impatto sui rating e i collaterali". Al centro dell'attenzione le banche.

I dati dei grandi gruppi dell'eurozona "indicano che il calo del reddito al netto delle imposte dovuto alle turbolenze ammonterebbe a circa 22 miliardi di euro, cifra che potrebbe più che raddoppiare se si tenesse conto delle grandi istituzioni dell'Unione Europea che non fanno parte dell'eurozona".

A febbraio, il Fondo Monetario Internazionale, indicava che le perdite globali ammontavano a 190 miliardi di dollari. Attualmente "resta diffusa l'incertezza sulla scala e sulla distribuzione di ulteriori perdite. (Fonte tecnica: Ecofin)

lunedì 7 aprile 2008

Sostimutuo di MpS azzera i costi della surroga del mutuo!

Come andiamo dicendo da più tempo (Leggi: La surroga del mutuo non è più una chimera!), gli istituti bancari italiani, nel rispetto della Legge Bersani sulla portabilità dei mutui ipotecari, stanno iniziando ad avanzare varie proposte, quanto più allettanti possibili, al fine di acquisire fette di mercato sempre più consistenti.

L'ultima offerta in tal senso giunge dal gruppo bancario toscano "Monte dei Paschi di Siena" che propone un prodotto che si chiama "Sostimutuo" che, come altri simili offerti da alcune banche sparse su tutta la Penisola, va incontro alle esigenze delle famiglie che versano in uno stato di disagio economico derivante dal peso delle rate del mutuo contratto per l'acquisto della prima casa.

Mentre l'operazione di rinegoziazione si rivolge a chi è già cliente del Gruppo Monte dei Paschi di Siena per rimodulare a costo zero e a condizioni più vantaggiose il mutuo per ciò che attiene, ad esempio l'importo della rata, la durata o il tipo di tasso applicato e lo spread, la surrogazione consente di sostituire il finanziamento già in essere, per il quale si stanno pagando le rate d'ammortamento presso altri istituti di credito.

In particolare, il piano di rimborso può essere adeguato alle esigenze del cliente ed allungato fino a 40 anni; lo spread applicato è pari all'1,15% fino a 30 anni e può arrivare all'1,30% se la durata si spinge fino ai 35 e 40 anni.

Altre caratteristiche interessanti di "Sostimutuo" ineriscono la possibilità di finanziare fino all'8o% del valore dell'immobile, nella totale gratuità delle spese notarili e di perizia che sono a totale carico della banca e nell'assenza di spese d'istruttoria.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA DEL PRODOTTO "SOSTIMUTUO" DI MpS: 7

sabato 5 aprile 2008

Farmaci: gli scontrini non parlanti sono ancora deducibili

L'Agenzia delle Entrate ha specificato che gli scontrini non parlanti saranno validati con un'unica autocertificazione da parte dell'utente.

Tutte le spese sanitarie sostenute dal 1 luglio 2007 al 31 dicembre 2007 possono essere certificate per la detrazione o deduzione Irpef con una sola dichiarazione integrativa che contenga l'indicazione del numero identificativo dello scontrino, del codice fiscale del destinatario del medicinale e della natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati.

venerdì 4 aprile 2008

Mutui: a Febbraio i tassi d'interesse sono diminuiti

Continuano a scendere i tassi sui mutui. Ad affermarlo è l'Abi nel Supplemento all'ultimo Bollettino statistico della Banca d'Italia.


Il Taeg, ovvero il tasso comprensivo delle spese accessorie, sui prestiti per l'acquisto di abitazioni si è attestato al 5,77%, in calo dello 0,04% rispetto a gennaio, quando già aveva limato 5 punti base al 5,86% di fine 2007. Ad aumentare dello 0.09%, però, è il Taeg sul credito al consumo che a febbraio si è stabilizzato al 9,63%, contro il 9,54% di gennaio e il 9,47% di dicembre.

Il calo dei tassi ha favorito un'accelerazione delle richieste di mutuo per l'acquisto d'immobili. Il totale dei finanziamenti immobiliari di durata superiore ai 5 anni si è attestato a 263,936 miliardi, contro i 261,790 miliardi di gennaio e i 261,010 miliardi di fine 2007.

L'indebitamento complessivo delle famiglie, compresi i 52,137 miliardi di credito al consumo e i 4,254 miliardi di prestiti per mutui di durata fino a 5 anni, si è portato a 468,859 miliardi, contro i 465,861 miliardi del mese prima e i 464,299 miliardi di dicembre.

Più in generale, il tasso medio di mercato per i mutui di durata superiore ai 10 anni è sceso al 5,79% dal 5,88%, quello sui prestiti fino a 5 anni è passato al 5,49% dal 5,62%, quello per i finanziamenti tra 1 e 5 anni è calato al 5,32% dal 5,47% del precedente rilevamento, mentre quello per gli impieghi fino a un anno è salito al 5,42% dal 5,36%. La media complessiva è risultata pari al 5,65% contro il 5,69% di gennaio e il 5,72% di dicembre.

Maggiore tensione sui tassi si è registrata a febbraio sul fronte del credito al consumo. I prestiti oltre 5 anni si sono attestati all'8,45% contro l'8,37% di gennaio, quelli tra 1 e 5 anni all'8,23% contro il 7,98%, quelli fino a un anno all'11,35% contro l'11,29%. La media di settore si è attestata all'8,90% a fronte dell'8,76% del mese prima, dell'8,65% di dicembre e dell'8,51% di febbraio 2007.

mercoledì 2 aprile 2008

Il fisco penalizza i prestiti tra privati a favore del sistema bancario

Forse non tutti sanno che il fisco, in Italia, è particolarmente invasivo, anche nei rapporti tra soggetti privati (anche tra parenti strettissimi quali possono essere padre e figlio).

I mutui bancari sono agevolati dal fatto che, se durano oltre 18 mesi, ovvero sono mutui a medio-lungo termine, ogni imposta che normalmente sarebbe dovuta (imposte di registro, ipotecaria e di bollo) è sintetizzata in un'unica imposta, detta "imposta sostitutiva", dovuta nella misura dello 0,25%, da calcolare sull'importo del mutuo erogato.

Invece, per i mutui concessi da un privato, si debbono pagare, oltre che un bollo per ogni quattro facciate del contratto di mutuo, tutte le imposte elencate di seguito: a) l'imposta di registro nella misura del 3% sull'importo del capitale erogato, a meno che i contraenti intendano risparmiare violando l'obbligo di registrazione, ma, in seguito potrebbero dover pagare una consistente multa qualora vi sia una causa giudiziaria nella quale il contratto di mutuo debba essere esibito, come accade nel caso in cui il mutuatario non paghi le rate; b) l'imposta di registro nella misura dello 0,50% sull'importo della garanzia concessa (che può essere un'ipoteca o una fideiussione); c) l'imposta ipotecaria nella misura del 2% sull'importo della garanzia concessa.

Un altro svantaggio fiscale ai danni dei soggetti privati risiede nell'impossibilità, per il mutuatario, di detrarre dall'Irpef gli interessi passivi pagati al mutuante. Questa possibilità è, infatti, prevista solo nel caso in cui il mutuo sia stato erogato da una banca e per il quale sia stata iscritta ipoteca.

Infine, non va dimenticato che, così come la banca ha un reddito nel percepire gli interessi dal mutuatario, che, di fatto, concorre a formare il reddito d'impresa sul quale la banca stessa calcolerà le proprie imposte a fine esercizio, anche il privato che presta i soldi, e percepisce un interesse, consegue un reddito di capitale che va esposto nella dichiarazione annuale dei redditi.

martedì 1 aprile 2008

Interessi a carico dello Stato per i mutui stipulati dai titolari di edifici nei centri storici

Il provvedimento, varato con l'entrata in vigore della Legge Finanziaria 2008 (articolo 1, commi da 322 a 324), mira a favorire il recupero delle unità immobiliari site nei centri storici delle città italiane con meno di 100.000 abitanti.

Tutti gli interventi di recupero, che vanno dal restauro dell'unità abitativa al suo ripristino funzionale, per importi non superiori a 300.000 euro e per i quali sia stato necessario accendere un mutuo, saranno sgravati dal pagamento degli interessi che saranno a totale carico dello Stato.

Gli enti locali sono anche autorizzati a contrarre mutui con la Cassa depositi e prestiti, con oneri per interessi a carico dell'Erario, per il recupero e la conservazione degli edifici riconosciuti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità o appartenenti al patrimonio culturale vincolato.

Per coprire tali oneri, lo Stato ha stanziato 10 milioni di euro, già disponibili dal 1 gennaio 2008.
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