Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

Il FMI consiglia di spingere la crescita dell'eurozona con le leve fiscali

Il periodo è critico, si sà. I mercati non sono più così tanto performanti, i salari sono al palo e i consumi ridotti al minimo indispensabile. Questa è la fotografia fedele della situazione economica di alcuni Paesi della zona Euro, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo, che dovranno rimboccarsi le maniche ed applicare una politica correttiva che deve basarsi sugli stabilizzatori automatici e sulle leve fiscali.

Il FMI ha indicato questa strada, come l'unica percorribile nel medio periodo, al fine di controbilanciare il rallentamento economico della Francia, del Portogallo e naturalmente anche dell'Italia. In tutti questi Paesi, che è bene ricordarlo, sono vincolati da impegni di bilancio con l'UE, gli stabilizzatori dovrebbero operare solo se venissero centrati gli obiettivi di risanamento a medio termine.

Intanto la Bce nel Rapporto annuale 2007, dedicato ai conti pubblici dell'Eurozona, critica il programma di stabilità presentato dall'Italia e da altre Nazioni europee in crisi affermando che "questi Paesi continuano a beneficiare di un gettito fiscale eccezionalmente robusto che migliora la posizione strutturale di bilancio anche se la durata di un tale gettito è tutt'altro che assicurata nel tempo".

Addirittura, per l'Italia si ipotizza il mancato raggiungimento del pareggio di bilancio per il 2010 e l'impossibilità di centrare l'obiettivo minimo di tagliare il deficit strutturale dello 0,5% nel corso di quest'anno.

L'Euro estremamente forte nei confronti del Dollaro USA, vicino a quota 1,60, unitamente alla ormai famigerata crisi dei mutui subprime americani, che stanno dilaniando il sistema economico d'oltreoceano, preoccupano e non poco il FMI secondo cui "le perdite, dichiarate fino al marzo 2008 dalle banche europee, sarebbero arrivate a circa 80 miliardi, anche se le stime complete dicono che dovrebbero essere più consistenti di circa 43 miliardi di euro". Una vera enormità!

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