lunedì 26 marzo 2012

Le banche si sono messe contro la democrazia

Tratto da "Il Don Chisciotte", di Eduardo Febbro, traduzione a cura di Fabrizio Di Buono, intervista a Stéphane Hessel, autore del libretto “Indignatevi”, partigiano nella Resistenza, sopravvissuto ai campi di concentramento, diplomatico umanista e protagonista attivo nella redazione della Dichiarazione Universale dei Diritti umani.

Riportiamo in questo numero l’intervista rivolta a Stéphane Hessel (nato a Berlino il 20 ottobre 1917, è un diplomatico, politico e scrittore tedesco naturalizzato francese, combattente nella Resistenza Francese durante la seconda guerra mondiale e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald), di Eduardo Febbro, pubblicata sul quotidiano argentino Pàgina 12, del 19 dicembre 2011. Perché l’esigenza di pubblicare questa intervista? Crediamo che al suo interno sia riportata la fiducia che non bisogna mai lasciar cessare nell’essere umano. Questo articolo ci permette di soffermarci con i nostri pensieri, per un momento in più, sulle conseguenze delle politiche adottate dal governo sia italiano quanto dai vari governi europei e trans europei, in quanto ogni decisione economica è interconnessa con le decisioni assunte in altri paesi. Diventa perciò imprescindibile interrogarci su quale sia il ruolo dell’essere umano in queste decisioni in materia economica, ossia capire se queste scelte portino ad una socializzazione dell’essere umano o ad una reclusione individuale negando l’essenza umana, composta dalla molteplicità delle relazioni. La base dell’intero ragionamento di Hessel si può trovare nella fiducia del risveglio dell’umanità sotto anestetici dal neo liberismo, la teoria monetaria che dirige ogni riforma economica adottata dagli anni ’80, segnando la cessazione dell’intervento dello Stato nell’economia. Il fondamento dell’essere cittadino del mondo risiede nel riconoscere il proprio essere umano e il contesto psicopatico, che ci estranea dall’umanità. Lottare e rifiutare queste forze di alienazione sociale diventa l’unica soluzione e strada percorribile. 

La rivolta non ha età, né condizione. Ai suoi affabili, lucidi e combattivi 94 anni, Stéphane Hessel incarna un momento unico della storia politica umana: essere riuscito ad innescare un movimento mondiale di contestazione democratica e cittadina con un libro di 32 pagine scarse, Indignatevi. Il libro, apparso in Francia, nell’ottobre 2010 e nel marzo 2011, si è convertito nello zoccolo duro del movimento spagnolo degli indignados. Il quasi secolo di vita di Stéphane Hessel si è connesso con ogni angolo del mondo e con differenti denominazioni; il messaggio di Hessel ha incontrato un eco impensabile. Indignatevi e gli indignados si iscrivono in una corrente del tutto avversa a quella che si sollevò con le rivolte del Maggio del ’68. Quella generazione era contro lo Stato. Il libro di Hessel e i suoi adepti reclamano il ritorno dello Stato, della sua capacità regolativa. Nulla riflette meglio questo obiettivo, se non uno slogan, tra i più famosi, apparso alla Puerta del Sol (Madrid): “Noi non siamo antisistema, il sistema è anti-noi”. L’ultraliberismo predatore, la corruzione, l’impunità, la servitù della classe politica al sistema finanziario, l’annessione della politica alla tecnocrazia finanziera, le industrie che distruggono il pianeta, l’occupazione israeliana della Palestina, insomma, le grandi devastazioni del pianeta e della società umana hanno incontrato nelle parole di Hessel un nemico inaspettato, argomentazioni fatte da enunciati basilari, profondamente umanista e con un’efficacia immediata. Senza altra armatura se non quella di un passato politico da socialdemocratico riformista e un libro di 32 pagine, Hessel ha opposto al pensiero liberista consumista e al consenso uno degli antidoti più temuti, cioè l’azione.

 Lei è stato in qualche maniera l’uomo dell’anno. Il suo libro ha avuto un successo mondiale ed è finito per convertirsi nel fulcro del movimento globale degli indignati. Si sono avute, di fatto, due rivoluzioni quasi simultanee nel mondo, una nei paesi arabi e l’altra, quella su scala mondiale, che in un certo modo ha scatenato lei.

Mai avrei potuto pensare che il libro potesse avere un simile successo. Mentre lo scrivevo, avevo pensato ai miei compatrioti, per dirgli che il modo in cui sono governati pone interrogativi e che era doveroso indignarsi davanti ai problemi mal risolti. Tuttavia non speravo che il libro venisse diffuso in più di quaranta paesi, per i quattro punti cardinali. Non mi attribuisco nessuna responsabilità riguardo al movimento mondiale degli indignati. È stata una coincidenza che il mio libro sia apparso nello stesso momento in cui l’indignazione si stava espandendo in tutto il mondo. Oggi viviamo in società interdipendenti, interconnesse. Questo cambia la prospettiva. I problemi con i quali dobbiamo confrontarci sono mondiali.

Le reazioni provocate con il suo pamphlet provano che esiste sempre una purezza morale intatta nell’umanità.

A restare intatti sono i valori della democrazia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale risolvemmo i problemi fondamentali dei valori umani. Già conosciamo quali siano questi valori fondamentali i quali devono essere preservati. Tuttavia quando cessa il controllo, quando ci sono rotture nella forma di risolvere i problemi, come è successo dopo degli attentati dell’11 settembre, con la guerra in Afghanistan e in Iraq, e la crisi economica e finanziaria degli ultimi quattro anni, prendiamo coscienza che le cose non possono continuare così. Dobbiamo indignarci e comprometterci per far si che la società mondiale adotti un nuovo corso.

Chi è il responsabile di tutto questo disastro? Il liberismo dilagante, la tecnocrazia, la cecità delle elite?

I governi, in particolare i governi democratici, soffrono una pressione da parte delle forze del mercato alle quali non sanno resistere. Queste forze economiche e finanziarie sono molto egoiste, alla ricerca del beneficio in tutte le forme possibili, senza tenere conto dell’impatto che questa ricerca sfrenata del profitto ha sulla società. Non gli importa né il debito dei governi, né i salari scarni della gente. Io attribuisco la responsabilità di tutto questo alle forze finanziarie. Il loro egoismo e la loro esacerbata speculazione sono anche responsabili del deterioramento del nostro pianeta. Le forze dietro al petrolio, le forze delle energie non rinnovabili ci conducono verso una direzione molto pericolosa. Il socialismo democratico ha avuto il suo momento di gloria dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per molti anni abbiamo avuto ciò che è stato definito come Stato della provvidenza, un ottimo modo per regolare le relazioni tra i cittadini e lo stato. Tuttavia dopo abbiamo abbandonato questo cammino previa influenza dell’ideologia neoliberista. Milton Friedman e la Scuola di Chicago dissero:” lascino la mano libera all’economia, anziché far intervenire lo Stato”. Si imboccò una strada sbagliata e oggi ci rendiamo conto che ci siamo chiusi in una strada senza vie d’uscita. Quello che è successo in Grecia, Italia, Portogallo, Spagna è la prova che non si trovano soluzioni conferendo maggiori poteri al mercato. Questo compito è proprio dei governi, sono loro che devono imporre le regole alle banche e alle forze finanziarie per limitare il sovra sfruttamento della ricchezza che detengono e l’accumulazione dei benefici immensi, mentre gli Stati si indebitano. Dobbiamo riconoscere che le banche si sono poste contro la democrazia. Questo è inaccettabile.

È scioccante vedere ogni volta l’indifferenza della classe politica davanti la rivolta degli indignati. I dirigenti di Parigi, Londra, Stati Uniti, insomma, li dove si è istaurato il movimento, non abbiano prestato attenzione alle richieste degli indignati.

Per ora si è sottovalutata la forza di questa rivolta e di questa indignazione. I dirigenti si saranno detti: questo già lo abbiamo visto altre volte, nel maggio ’68, etc., etc. Credo che i governi si sbaglino. Il fatto che i cittadini protestino per la forma che li governa è qualcos’altro di più nuovo e questa novità non si placherà, mentre i governi si impegnano a mantenere intatto il sistema. Tuttavia, la questione collettiva del funzionamento del sistema non è stata mai tanto forte come ora. In Europa stiamo attraversando un momento molto discutibile, come tempo fa accadde in America Latina. Io sono molto orgoglioso per la forma in cui l’Argentina ha saputo superare la gravità della crisi. Ciò comprova che è possibile agire e che i cittadini sono capaci di cambiare il corso delle cose.

In qualche modo, lei invitò ad una sorta di rivoluzione democratica. Tuttavia, non chiama a una rivoluzione. Qual è allora il cammino per rompere il cerchio dentro il quale viviamo? Qual è la base della rinascita di un mondo più giusto?

Dobbiamo trasmettere due cose alle nuove generazioni: la fiducia nella possibilità di migliorare le cose. In secondo luogo, dobbiamo fargli prendere coscienza di tutto ciò che si sta facendo attualmente e che segue una dritta via. Penso al Brasile, per esempio, in cui abbiamo molti progressi, penso alla Presidente Cristina Fernàndez de Kirchner, la quale ha fatto in modo che le cose progredissero di molto, penso anche a tutto ciò che si realizza nel campo dell’economia sociale e solidale in tanti e tanti paesi. In tutto questo ci sono nuove prospettive per affrontare l’educazione, i problemi della disuguaglianza, i problemi relativi all’acqua. Credo che, ogni volta, sempre di più, i cittadini del mondo stiano capendo che il proprio ruolo può essere più decisivo. La forma in cui i tunisini e gli egiziani hanno conquistato il potere, sottraendolo ai governi autoritari, mostra due cose: uno, che è possibile; due, che con questi governi non esiste progresso. Il progresso è reso possibile solo se si approfondisce la democrazia. Negli ultimi venti anni l’America Latina ha approfondito la democrazia e questo ha portato progresso. L’indignazione trova giustificazione in tutto ciò: gli sforzi realizzati sono insufficienti, i governi sono deboli, i partiti politici della sinistra sembrano disgregati davanti l’ideologia neoliberista. Per questo dobbiamo indignarci. Se i mezzi di comunicazione, se i cittadini e le organizzazioni della difesa dei diritti umani sono sufficientemente potenti per esercitare una pressione sui governi, le cose possono iniziare a cambiare anche domani.

In che momento, lei crede, il mondo abbia cambiato rotta, perdendo la sua base democratica?

Il momento più grave credo siano gli attentati dell’11 settembre 2001. La caduta delle torri di Manhattan ha scatenato una reazione da parte del presidente nord americano Bush estremamente dannosa: la guerra in Afghanistan è stato un episodio in cui si commentano gli orrori spaventosi. Le conseguenze dell’economia mondiale sono state allo stesso modo molto dure. Si sono consumate ingenti somme in armi e nella guerra anziché investire risorse nel progresso economico e sociale.

Indignazione è oggi una parola chiave. Quando lei ha scritto il libro, è stata questa parola a guidarla.

La parola indignazione è una definizione di ciò che si può aspettare dalla gente quando, aperti gli occhi, trova una realtà inaccettabile. Si può addormentare un essere umano, ma non ucciderlo. In noi c’è una capacità generosa, di azione positiva e costruttiva che può svegliarsi quando assistiamo alla violazione dei valori. La parola “dignità” figura dentro la parola “indegnità”. La dignità umana si sveglia quando la si necessita. Il liberismo ha cercato di anestetizzare queste due capacità umane, la dignità e l’indignazione, però non c’è riuscito.

giovedì 22 marzo 2012

Mutui per tutti anche senza aprire un conto in filiale tra le novità del Decreto Liberalizzazioni

Per aprire un mutuo non sarà più necessario avere un conto corrente nella banca dove lo si richiede. Mentre per i vecchi mutui saldati prima delle lenzuolate Bersani, non bisogna andare dal notaio per estinguere l'ipoteca. Questo è quanto prevede il decreto liberalizzazioni (decreto legge 1/2012) che ieri ha ottenuto la fiducia alla Camera e che ora è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, che consiste in 119 articoli ed è stato approvato con 449 sì e 79 no (29 gli astenuti), non presenta modifiche rispetto a quello licenziato in precedenza dal Senato. Tra le principali novità ci sono l'introduzione del rating di legalità per le imprese. Introdotta poi la possibilità per i pensionati con assegno fino a 1.500 euro di aprire un conto gratis e la cancellazione delle commissioni per il pagamento della benzina tramite carta fino a un valore di 100 euro. Il decreto prevede anche un contributo di solidarietà pari, allo 0,08% per mille del fatturato, per le società di capitale con ricavi totali oltre i 50 milioni di euro al fine di sostenere le funzioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il contributo servirà anche a incrementare di 20 posti l'organico dell'Authority. Tra le disposizioni sulle polizze anche quella per cui gli agenti dovranno offrire ai clienti informazioni sulle offerte di almeno tre diverse compagnie. Due i nodi ancora da sciogliere. Il primo riguarda la cancellazione delle commissioni bancarie sugli affidi, decisa con una modifica introdotta in Senato. Modifica che aveva provocato le dimissioni dei vertici Abi e che il governo si è detto disponibile a rivedere solamente su sollecitazione esplicita del Parlamento. Da qui l'ordine del giorno di Pd, Pdl e Terzo Polo affinché il governo si impegni a limitare la norma alle banche che non aderiscono ai protocolli di trasparenza. Il secondo nodo da sciogliere consiste, invece, nei rilievi della Ragioneria dello stato sulla mancanza di coperture per alcune norme contenute nel decreto.

venerdì 16 marzo 2012

Fino al 31 dicembre rinegoziabili i mutui accesi prima del 14 maggio 2011

La rinegoziazione è un diritto che ha il cliente ad esercitare la facoltà di cercare sempre di ottenere condizioni migliori per il proprio mutuo dall'istituto erogatore, contrattandole. Operazione con la quale sono modificati uno o più elementi del contratto originario, per esempio la durata del mutuo, il sistema di indicizzazione, il parametro di riferimento, lo spread o le commissioni legate al mutuo. Come la portabilità, anche questa operazione è completamente gratuita. Il Decreto legge numero 70 per lo sviluppo del 13 maggio 2011 introduce, tra gli altri provvedimenti, alcune novità che riguardano i mutui. Fino al 31 dicembre 2012 sarà possibile rinegoziare con la propria banca i mutui accesi prima del 14 maggio 2011 (giorno di entrata in vigore del decreto) oggi esistenti a tasso variabile e ottenerne la trasformazione a tasso fisso per la restante durata del mutuo, con anche la possibilità di prolungarla fino ad ulteriori 5 anni (ma non oltre i 5 anni totali di durata residua). Tale possibilità è concessa per mutui di importo originario fino a 150.000 euro, per l'acquisto o la ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione (quindi anche seconda casa) e per mutuatari il cui reddito Isee non superi i 30.000 euro. Il tasso fisso verrà determinato sulla base degli indici Irs, prendendo il minore tra l'Irs a 10 anni e l'Irs di durata pari a quella residua del mutuo. Poiché il valore dell'Irs aumenta al crescere della durata, in caso di mutui di lunga durata la rinegoziazione offre il vantaggio di godere di un tasso fisso più basso rispetto a quello che andrebbe normalmente applicato. Al momento sembra che lo stesso tasso si applicherebbe anche in caso di estensione della durata del rimborso, dando così un ulteriore vantaggio. Inevitabile, quindi,  il consiglio di valutare con estrema attenzione ed adeguati calcoli l'alternativa della rinegoziazione prima di decidere se richiederla o meno, considerando dall'altro lato le incognite legate al tasso variabile ed i possibili aumenti della rata in caso di forti risalite future del costo del denaro.  La rinegoziazione sarà possibile fino al 31 dicembre 2012, ma è chiaro che essa risulta molto conveniente (per chi è realmente convinto ed interessato a passare al tasso fisso) ora che i tassi sono ancora accettabili e posti verso il basso. Man mano che i tassi cresceranno, l'effetto di contenimento delle rate diminuirà mentre potrebbe salire il costo totale in termini di interessi pagati.

mercoledì 14 marzo 2012

Si sente forte l'esigenza di un decreto salvacasa

Gli atti vessatori da parte del fisco nei confronti dei cittadini e le prove di forza delle banche nei confronti dei mutuatari, specie in questi periodi di profonda crisi, in cui la liquidità è poca ma la fame degli esattori è enorme, ha spinto alcuni esponenti politici e diversi movimenti e comitati ad avanzare una proposta quantomai opportuna, ovvero quella di varare un Decreto Salvacasa che preservi il diritto d'uso dell'immobile che costituisce l'unica proprietà di un individuo, rendendolo peraltro impignorabile. Ad oggi, ben 4.200.000 famiglie italiane sono a rischio di procedura esecutiva della propria e unica abitazione. Dal primo ritardo occorso nei pagamenti, specialmente nei confronti di Equitalia e delle banche, iniziano a decorrere e lievitare interessi passivi abnormi, tanto da rendere vano, nel giro di pochissimo tempo, ogni sforzo fino ad allora affrontato per pagare le rate dei debiti maturati. La Costituzione Italiana sancisce il diritto di abitazione e, partendo da questo presupposto, la proposta avanzata dai promotori dell'iniziativa recita, all'articolo 1: "In nessun caso può essere espropriato, pignorato, esecutato o comunque sottratto al godimento del legittimo proprietario, l'immobile di prima e unica abitazione e le relative accessioni e pertinenze. Non è ammessa alcuna forma di restrizione salvo espropriazione per motivi di interesse generale e salvo indennizzo". I mutui ipotecari sulla prima e unica abitazione contratti prima dell'entrata in vigore del Decreto Salvacasa verrebbero convertiti in prestiti vitalizi ipotecari, anche per chi ha un'età inferiore ai 65 anni.  Per chi non lo sapesse, il prestito vitalizio ipotecario, detto anche "mutuo inverso", è uno strumento finanziario riservato a chi ha più di 65 anni e, (di norma, viene proposto in alternativa alla "nuda proprietà"), che utilizza l'ipoteca su una casa per erogare un finanziamento con scopi diversi. Questi prestiti sono stati introdotti in Italia dalla Legge 248/2005. Gli over 65, mettendo un'ipoteca sulla loro casa, possono ottenere un prestito pari ad una percentuale sul valore di perizia dell'immobile. L'abitazione resta di proprietà del contraente fino alla morte. Il prestito, con le spese e gli interessi, è in capo agli eredi, se ve ne sono: se intendono tenersi la casa devono rimborsare il dovuto alla banca, altrimenti sarà l'istituto di credito a vendere la casa ed eventualmente a versare agli eredi la differenza tra l'incasso e quanto dovuto dal cliente. E' possibile comunicare la propria disponibilità a partecipare all'iniziativa "Decreto Salvacasa" contattando i promotori telefonicamente al numero 0983.851190 o via mail all'indirizzo coriglianoinazione@libero.it

martedì 13 marzo 2012

Cos'è il preammortamento?

Il preammortamento è quella fase del contratto in cui il cliente paga solo gli interessi, mentre inizierà a rimborsare anche il capitale (insieme agli interessi) da un certo periodo in avanti. Più il preammortamento è lungo, più le rate iniziali sembrano leggere ma, quando si dovrà rimborsare anche il capitale, le rate diverranno improvvisamente molto pesanti perché il rimborso dell'intero capitale, anziché essere spalmato su tutte le rate, dovrà avvenire solamente sulla durata restante del mutuo, che sarà più breve. Ecco perché mutui con preammortamenti linghi possono causare problemi di mancanza di sostenibilità ai clienti che non siano debitamente informati per tempo leggendo con cura il piano di ammortamento del contratto prima della firma del rogito. Al preammortamento possono essere applicati tassi d'interesse diversi da quelli utilizzati nel piano di ammortamento, ma in tal caso devono essere indicati espressamente dal foglio informativo del contratto. Qualche giorno fa è stato sottoscritto un accordo tra Abi E Associazioni dei Consumatori che prevede la proroga dei termini della sospensione delle rate dei mutui, fissata ora al 31 luglio 2012. L’accordo è una misura straordinaria di sospensione dei rimborsi delle rate dei mutui, per 12 mesi, per le famiglie in situazioni di oggettiva difficoltà economica. Ebbene, la notizia è che può essere chiesta la proroga per i mutui, anche in fase di preammortamento, garantiti da ipoteca, per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, a prescindere dalla tipologia di tasso di interesse contrattuale, erogati a persone fisiche con reddito imponibile non superiore a 40 mila euro annui, di importo non superiore a 150 mila euro.

sabato 10 marzo 2012

Una soluzione per l'accesso al credito delle Pmi

L'anticipo fatture concesso dalla banca con un'assicurazione che copre il rischio di mancato pagamento: questo, in estrema sintesi, è Easy Credit, prodotto ideato per agevolare le Pmi nell'accesso al credito. Arena Broker ha discusso e trattato con il Gruppo Banco Popolare e Euler Hermes Siac, leader mondiale per l'assicurazione del credito, per ottenere una soluzione combinata che consentirà ai clienti della banca popolare di godere di una garanzia unica sul mercato e contemporaneamente tutelerà l'istituto di credito con una garanzia assicurativa vincolata. "Se un'impresa assicura il suo credito, la banca valuta in modo più favorevole la concessione della linea di anticipo fatture. Infatti, la rischiosità per la banca si riduce quando i crediti sono coperti da una garanzia certa, esigibile a prima richiesta da Euler Hermes che vanta un rating S&P AA-, tanto più se l'impresa gode di un rating bancario peggiore di quello di Euler Hermes", ha spiegato Carlo Luciano Tonet, amministratore delegato di Arena Broker. "D'altro canto se l'istituto di credito affida l'impresa e i suoi clienti, di cui anticipa le fatture, la compagnia è più propensa a concedere le coperture di credito, in quanto l'impresa stessa migliora il suo merito creditizio. In poche parole, così si innesca un circolo virtuoso".

venerdì 9 marzo 2012

Mutuo cointestato in caso di separazione

In caso di separazione, per ciò che attiene il mutuo cointestato, non muta l'obbligo di entrambi i coniugi nei confronti dell'istituto di credito. E nel caso in cui la coppia abbia dei figli? Secondo quanto afferma l'articolo 155 quater del Codice Civile, in base al quale il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli, nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, tiene conto dell'assegnazione della casa, sia perché l'assegnatario ne beneficia, sia perché l'altro deve trovarsi una soluzione abitativa alternativa. Il tutto, considerando l'eventuale titolo di proprietà in capo a uno o a entrambi i coniugi. La legge dispone anche che l'assegnazione viene meno se l'assegnatario inizia una convivenza con un'altra persona o se contrae un nuovo matrimonio; tuttavia, la giurisprudenza ha temperato l'automatismo previsto dalla legge, prevedendo che il giudice può comunque confermare l'assegnazione, ove ritenga che sia nell'interesse dei figli. Il diritto di assegnazione non incide sul titolo di proprietà. Pertanto i coniugi restano comproprietari dell'immobile e nulla impedisce che uno di essi chieda la divisione giudiziale del bene. Non incidendo sui rapporti giuridici collaterali, l'assegnazione, non determina alcunché in caso di mutuo. Quindi i coniugi, in caso di separazione pur avendo figli, sono obbligati a pagare le rate del mutuo alla banca parimenti, fermo restando che il giudice dovrà tenere conto anche di tale onere nella determinazione delle condizioni economiche della separazione. A ben vedere, dunque, il mutuo rimane cointestato in ogni circostanza.

mercoledì 7 marzo 2012

Polizze mutui: nonostante i pronunciamenti dell'Isvap il governo le legittima

Il governo, con il Decreto liberalizzazioni, ha legittimato le polizze legate ai mutui. Una contraddizione rispetto alle disposizioni dell'Isvap che vietava la vendita abbinata, contestando duramente alle banche il doppio vestito di beneficiarie ed erogatrici del servizio. Tanto più che quel tipo di polizza è un contratto vita sui generis che garantisce solo il pagamento delle rate in caso di morte, di perdita del lavoro e di infortunio dell'assicurato. Ma niente da fare. In barba all'autorità sul mercato assicurativo, le banche hanno licenza di andare avanti obbligando di fatto chi vuole un mutuo a sottoscrivere contestualmente anche la polizza. Hanno un bel dire gli uomini delle banche che così non è. "L'Abi ha già invitato le banche a non rendere obbligatorie le polizze in tempi non sospetti e nel decreto non c'è scritto che esiste un obbligo di polizza", ha precisato in una recente intervista Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi. Che a proposito del beneficio per la banca ha anche sottolineato "che non ha importanza se a beneficiarne è la banca: le polizze legate ai mutui sono una garanzia per il cliente, che infatti le apprezza". E ora? Giancarlo Giannini, presidente dell'Isvap non ci sta. Per nulla intimidito dalle disposizioni governative e più tonico che mai, è tornato sul punto a muso duro. Ha sottolineato come questa pratica da parte delle banche faccia lievitare e non poco i costi reali del mutuo. E ha chiesto l'introduzione di un esplicito divieto, in linea con quanto già disposto dallo stesso istituto. Inutile dire che il mercato assicurativo sta facendo un tifo sfrenato per il suo regulator. E anche dal fronte dei consumatori si colgono apprezzamenti. E le banche? Rispondono picche e contestano il conflitto d'interessi sollevato dall'Isvap, cercando però un compromesso: dichiarandosi disponibili ad accettare il divieto dell'Isvap a che la banca sia la beneficiaria della polizza, purché all'interno di una norma ragionata.

lunedì 5 marzo 2012

Microcredito per i giovani che vogliono fare business

L'Italia, si sà, non è propriamente un Paese in cui l'innovazione la fa da padrona e soprattutto nei confronti dei giovani c'è una sorta di accanimento affinché riuscire a crearsi un futuro in ambito lavorativo sia quantomai difficile. Il regime fiscale rigidissimo ed oltre la naturale soglia di sopportazione soffoca le imprese, i lacci e lacciuoli più o meno stringenti dettati da una burocrazie tra le più caotiche del mondo completano il quadro d'insieme di uno scenario non propriamente ameno. Una soluzione alla portata di tutti non esiste, per fare impresa ci vogliono soldi e per averli, se si ricorre ai canali tradizionali, ovvero alle banche o alle società finanziarie, ci si rende conto che questi il denaro lo danno a chi già ne ha. Come fare dunque ad ottenere un minimo di liquidità per dar vita ad un progetto imprenditoriale? Esistono varie strade. Dai bandi regionali per le imprese giovanili, a enti come Invitalia, le soluzioni per accedere al credito non mancano, pur tuttavia essendo necessaria una premessa; queste forme di credito, per lo più agevolato, devono essere supportate da una certa disponibilità economica preesistente per far fronte alle prime fasi di avviamento dell'impresa in attesa che l'elefantiaca macchina burocratica faccia il suo corso e i soldi arrivino effettivamente nelle tasche dei giovani imprenditori. Una soluzione alternativa, che vanta, a dire il vero, ancora poche realtà attive in Italia, è il cosiddetto microcredito. Di certo non può fare miracoli, ma di sicuro aiuta. In questo articolo, tratto dal mensile millionaire (numero 3 - marzo 2012 - pagina 29) è citato la storia di una giovanissima microcreditrice anglo-italiana, tale Lily Lapenna che, appena trentunenne, ha fondato una banca che dà soldi ai più giovani che vogliono fare business. Di seguito riportiamo integralmente uno stralcio dell'articolo.

"Aiuta i giovani a raggiungere l'indipendenza e li educa al risparmio. Nel 2007 ha fondato a Londra "Mybnk", un programma di microcredito che raccoglie il risparmio degli studenti e dà prestiti da 10 a 1.000 sterline a chi ha progetti convincenti. Lily Lapenna è figlia di genitori italiani e vive e lavora a Londra. Si è laureata alla Soas School of Oriental and African Studies, ha vissuto sul campo i benefici del microcredito (il sistema di sviluppo locale ideato da Muhammad Yunus, Nobel per la pace 2006), impegnandosi come volontaria in Zimbabwe e Bangladesh. Oggi la sua impresa no profit, nata grazie a un finanziamento di 19.000 sterline, impiega 22 dipendenti, ha 170 sportelli attivi in tutta l'Inghiletrra e tanti affiliati in franchising".

Il sistema ideato da Lily Lapenna funziona così: i giovani inoltrano la loro richiesta tramite gli sportelli Mybnk. Il business plan è rivisto da Mybnk e, se approvato, si passa alla fase di erogazione del prestito dando avvio anche alla cosiddetta fase di mentoring. I tempi di restituzione dei prestiti vanno da poche settimane a tre mesi.

Info: info@mybnk.org
Tel. 020 7377 8770
Indirizzo: MyBnk @ Unit 4, Huguenot Place, Heneage Street, London, E1 5LN

venerdì 2 marzo 2012

I mutui agevolati si moltiplicano a vista d'occhio! Ecco le ultime novità dal mercato

I mutui agevolati si moltiplicano a vista d'occhio! Le nuove esigenze di liquidità da parte degli italiani stanno favorendo il rifiorire di un mercato mai tanto generoso come in quest'ultimo periodo. Parliamo dei mutui agevolati, ovvero quei contratti, usualmente a tasso fisso, per i quali lo Stato o gli enti locali, in base ad una legge varata ad hoc, contribuiscono con una quota di rimborso. I contributi possono essere con fondi rotativi, quando le banche attingono al fondo per offrire condizioni agevolate ai clienti; in unica soluzione, quando si ha il calcolo attuale dell'ammontare a un tasso d'interesse stabilito per legge attraverso una convenzione; in conto capitale, quando il contributo prende la forma di una somma di capitale versata direttamente ai clienti o alla banca; oppure in conto interessi, quando l'ente pubblico interviene finanziariamente con l'abbattimento del tasso d'interesse o per differenza di rata. Nei mutui agevolati, a fronte del finanziamento erogato dalla banca il rimborso è effettuato in parte dal cliente e in parte dall'ente pubblico che concede il contributo; il cliente che riceve il finanziamento e effettua il rimborso ottiene l'agevolazione e l'ente pubblico versa il contributo. Ma vediamo, in tal senso, cosa offre oggigiorno il mercato. Unicredit e FederlegnoArredo, ad esempio, offrono finanziamenti agevolati per le imprese che puntano sulle fiere come strumento di promozione e sarà possibile sia finanziare le spese necessarie per partecipare ad una fiera, sia finanziare il ciclo produttivo che comporta la partecipazione a queste manifestazioni. In Sicilia, invece, con il Decreto Assessoriale 538 è stata attivata la concessione di mutui di durata almeno decennale a tasso agevolato per il consolidamento delle passività di natura agraria sussistenti al 31 dicembre 2010. Lo stanziamento previsto e’ di 5 milioni di euro. Un altro Decreto Assessoriale, il 541, ha attivato, poi, la concessione di finanziamenti di durata non superiore a 8 anni, a tasso agevolato, per il consolidamento dei debiti in essere al 31 dicembre 2010, nei confronti dell’Inps, compresi quelli inerenti Equitalia. Lo stanziamento è pari a circa 2 milioni di euro. I beneficiari di questi interventi sono gli imprenditori agricoli siciliani e gli aiuti sono concessi in conto interessi. Ma non è tutto! Sul fronte dei mutui prima casa, la Cassa di Risparmio di Ravenna ha deciso di costituire un fondo di 10 milioni di euro, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, per la concessione di mutui a tasso di interesse particolarmente agevolato a favore delle famiglie per l’acquisto della prima casa, la relativa ristrutturazione o per la nuova costruzione. Con l'accordo in atto, la Fondazione interverrà con una agevolazione a favore del mutuatario nel pagamento degli interessi, accollandosi, per i primi cinque anni, una quota che abbatte la rata. E ancora, l'Abi ha firmato di recente l'intesa denominata "Nuove misure per il credito alle pmi", insieme a numerose associazioni di categoria come ad esempio, Assoconfidi, CIA, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi e altre. In base all'accordo verrà assicurata la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive. Le imprese che possono beneficiare delle misure previste nell’accordo sono le piccole e medie operanti in Italia di tutti i settori, definite dalla normativa comunitaria; vale a dire imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato minore di 50 milioni di euro, oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 milioni di euro.

giovedì 1 marzo 2012

Novità per la surrogazione dei mutui introdotte dal Decreto sulle Liberalizzazioni

L'articolo 27 - quinquies, inerente il termine per la surrogazione nei contratti di finanziamento, stabilisce che il comma 7, dell'articolo 120 quater del testo unico di cui decreto legislativo 1° settembre 1993, numero 385, è sostituito dal seguente: "La surrogazione di cui al comma 1 deve perfezionarsi entro il termine di dieci giorni dalla data in cui ilo cliente chiede al mutuante surrogato di acquisire dal finanziatore originario l'esatto importo del proprio debito residuo. Nel caso in cui la surrogazione non si perfezioni entro il termine di dieci giorni, per cause dovute al finanziatore originario, quest'ultimo è comunque tenuto a risarcire il cliente in misura pari all'1% del valore del finanziamento per ciascun mese o frazione di mese di ritardo. Resta ferma la possibilità per il finanziator.e originario di rivalersi sul mutuante surrogato, nel caso in cui il ritardo sia dovuto a cause allo stesso imputabili"

Novità per prestiti e mutui Inpdap

Importanti novità per quanto riguarda i prestiti e i mutui concessi dall'Inpdap in favore di lavoratori dipendenti e pensionati del settore pubblico. Le prestazioni creditizie sono previste per i dipendenti in servizio con una trattenuta dello 0,35% sulla retribuzione e, per i pensionati iscritti, con una trattenuta pari allo 0,15%. L'Inpdap ha, inoltre, ampliato le sue offerte di prestiti personali e di mutui. Per i piccoli prestiti personali è stata aggiunta la durata quadriennale. Questo prestito permette al richiedente di avere 4 mensilità della retribuzione o della pensione da restituire in 48 rate. Per ciò che attiene i mutui, invece, l'Inpdap ha esteso la possibilità di chiederli anche nell'interesse dei figli se finalizzati all'acquisto della prima casa.

Tramite un finanziamento è possibile detrarre fino al 55% dalle spese di ristrutturazione

E' possibile usufruire della detrazione del 36% per interventi di ristrutturazione edilizia, o del 55% per quelli relativi al risparmio energetico, anche grazie ad un prestito ottenuto tramite una banca o una finanziaria. Presupposto fondamentale per beneficiare delle detrazioni è che il pagamento dell'intervento venga effettuato tramite bonifico bancario o postale da parte della società finanziaria, e che riporti la causale del versamento, il codice fiscale del contribuente, il numero di partita IVA dell'impresa che ha eseguito i lavori, il riferimento alla legge che disciplina tale detrazione. Questa precisazione è stata offerta dalla Direzione regionale delle Entrate del Piemonte, la quale ritiene ininfluenti i tempi e le modalità di restituzione del prestito.
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