sabato 29 novembre 2008

Price cap sui mutui a tasso variabile a partire da gennaio 2009

Il Ministero dell'Economia, all'interno di un pacchetto più ampio di provvedimenti volti a ridurre il costo dei mutui a tasso variabile, a partire dal primo gennaio 2009 potrebbe istituire un "price cap", ovvero un tetto massimo del 4% sui mutui già posti in essere. Questa soglia appare decisamente più alla portata dei disastrati bilanci delle famiglie italiane. Se veramente il provvedimento verrà attuato ci sarà da tirare un bel sospiro di sollievo!

E' auspicabile che questa misura, ancora allo studio da parte dei tecnici del Ministero, venga estesa anche ai nuovi mutui, cioè quelli contratti a partire dall'1 gennaio prossimo. A porre un freno, in tal senso, all'iniziativa del Governo ci ha pensato l'intero sistema bancario che, compatto, si è mostrato preoccupato per il rischio di soverchiata autonomia imprenditoriale.

L'indice è stato puntato in particolar modo sul ventilato cambio di tasso base di riferimento che, a ragion veduta, gli analisti del Ministero, dati alla mano, vorrebbero fosse l'Irs (Interest Rate Swap), già utilizzato per la determinazione dei tassi da applicare ai mutui a tasso fisso, e non più l'Euribor (tasso al quale le banche si prestano denaro) che si è rivelato particolarmente volatile nell'ultimo periodo.

Altre perplessità sono emerse in merito agli extra costi derivanti dall'introduzione del "price cap" e per ciò che attiene la raccolta obbligazionaria.

In tal senso, il Ministero, ha già fatto sapere che lo Stato interverrà a favore del sistema bancario attraverso il credito d'imposta e non, come si pensava, attraverso fondi pubblici messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Insomma, i presupposti per un radicale cambiamento di rotta ci sono tutti e, nonostante i soliti ostruzionismi da parte delle banche, da sempre aliene e sorde a qualsiasi novità venga introdotta a favore dei consumatori, questa volta pare proprio che dovranno far capolino.

giovedì 27 novembre 2008

Agevolazioni sui mutui per l’acquisto o la costruzione della prima casa

Sono sempre di più le amministrazioni locali che, viste le enormi difficoltà cui devono far fronte orde di mutuatari, hanno posto in essere tutta una serie di iniziative volte a favorire sia l'accesso al credito che misure atte a contrastare gli effetti del caro rata.

In quest'ottica vanno ad inquadrarsi due provvedimenti, approvati recentemente dalla regione Veneto e di cui sono già disponibili i relativi bandi pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto (BURV): numero 92 del 7 novembre 2008. Il primo obiettivo è quello di aiutare i mutuatari che, non riuscendo più a far fronte al pagamento delle rate di rimborso, rischiano di subire il pignoramento dell’abitazione. L'altra misura, invece, inerisce le agevolazioni sui mutui per l’acquisto o la costruzione della prima casa o per il recupero dell’abitazione principale.

Il primo provvedimento è appannaggio di tutti quei nuclei familiari che hanno un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore a 25.000 euro e che, al contempo, hanno stipulato il contratto di mutuo prima dell'1 novembre del 2005. Se si possiedono i requisiti necessari, si ha diritto ad un contributo, erogato direttamente dalla Regione Veneto, non superiore ai 20.000 euro, qualora la rinegoziazione del mutuo non fosse sufficiente a garantire una rata adeguata alla reale condizione economica del nucleo familiare.

Il secondo "bonus" spetta, invece, alle famiglie al cui interno vi siano figli minorenni, fiscalmente a carico, o anche a giovani coppie i cui componenti abbiano superato il trentacinquesimo anno di età e che siano in possesso della cittadinanza italiana. Altri requisiti necessari sono la residenza in Veneto ed un posto di lavoro stabile all'interno del territorio regionale. Il contributo, in questo caso, arriva fino ad un massimo di 25.000 euro, utilizzabile esclusivamente per l’abbattimento degli interessi passivi gravanti su un mutuo di 100.000 euro con 20 anni di durata contrattuale massima.

Per poter usufruire delle suddette agevolazioni, i mutuatari devono inviare le domande, debitamente compilate, a mezzo raccomandata A/R entro il termine perentorio fissato al 20 dicembre 2008 al seguente indirizzo: Presidente della Giunta regionale - Direzione Edilizia Abitativa - Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901 - 30123 Venezia.

lunedì 24 novembre 2008

Euromutuo BPM conviene veramente?

Euromutuo è il primo mutuo che segue l'andamento del tasso ufficiale di sconto, determinato dalla Banca Centrale Europea, attualmente fissato al 3,25%.

Come tutte le banche, anche la BPM applica al tasso base una percentuale aggiuntiva, detta spread, che è il suo guadagno effettivo. In questo caso, lo spread è pari all'1,50% che, sommato al 3,25% del tasso BCE fa, di Euromutuo, un finanziamento offerto sul mercato al tasso del 4,75%.

Il consistente calo dell'Euribor, nell'ultimo periodo, ha fatto si che molti competitors si siano adeguati alle nuove condizioni del mercato e, seppur con un guadagno più contenuto, conseguenza di uno spread meno consistente, hanno portato i tassi a dei livelli decisamente più accettabili rispetto al recente passato. Non è raro, oggi, poter sottoscrivere contratti di mutuo addirittura più convenienti dello stesso Euromutuo.

Così, ad esempio, è possibile contrarre Mutuo Arancio Variabile al Taeg del 4,53% (spread 0,80 punti) o Cariparma Mutuo Online Variabile con Opzione, il cui Taeg è pari al 4,55% (spread 0,85 punti). Buono anche il Mutuo Variabile di Che Banca! Taeg del 4,69% (spread 1 punto). Sul fronte dei mutui a tasso fisso, l'unico che può, in qualche maniera, reggere il confronto con Euromutuo è il Mutuo Cariparma Online a tasso fisso (Taeg 5,18% e spread pari a 0,85 punti), tutti gli altri prodotti sono decisamente meno alla portata.

In sostanza, quella che di fatto è la novità di maggior rilievo, ovvero quella di avere un tasso di interesse agganciato a quello ufficiale di riferimento della Banca Centrale Europea è, per Euromutuo un potenziale handicap se non verrà ritoccato al ribasso lo spread. Infatti, uno spread più contenuto, diciamo in linea con la media di mercato, attualmente tra lo 0,80% e l'1% costringerebbe la concorrenza a muoversi repentinamente per ritoccare al ribasso i propri tassi al fine di non restare ai margini del settore.

I vantaggi del tasso BCE, che
è meno volatile rispetto a quello Euribor ed è anche di più facile consultazione non essendo soggetto a rilevazioni che effettuano medie mensili, trimestrali o semestrali sono, di fatto, vanificati da questo spread sproporzionato.

Del resto, Euromutuo è un mutuo come tanti altri. Può essere concesso a chiunque abbia la necessità di acquistare un immobile ad uso abitativo e che abbia un 'età massima di 75 anni al termine del finanziamento. La durata massima prevista per il piano d'ammortamento mensile è di 30 anni, il che vuol dire che il richiedente non potrà avere più di 45 anni, all'atto della stipula del contratto, se vuole usufruire della durata massima consentita.

Non è previsto alcun limite per singola operazione mentre vi sono spese d'istruttoria per un ammontare complessivo di 250 euro (questa voce di costo, in caso di surroga, è nulla). Le spese d'incasso rata sono di 2 euro cadauna. L'assicurazione, denominata "Rischi Casa" ha un costo pari allo 0,055% del valore di ricostruzione a nuovo dell'immobile (è un parametro poco chiaro ed è bene farsi dare adeguate spiegazioni in merito dalla Banca prima di firmare il contratto). La polizza vita è calcolata annualmente sul debito residuo e, ad essa, è riservata una quota dello 0,16%. Infine, non è prevista alcuna penale per l'estinzione anticipata del debito.

ESEMPIO PRATICO

Finanziamento trentennale, a tasso variabile, di 150.000 euro richiesto nel 2005, che è l'anno in cui l'Euribor ha incominciato la sua marcia inarrestabile. La prima rata era di circa 684 euro al mese. L'otto ottobre di quest'anno era invece pari a 935 euro, ovvero 251 euro in più, un'enormità!

Se, per ipotesi, il mutuo fosse stato agganciato direttamente ai tassi Bce, oggi la rata sarebbe di 757 euro. La differenza è abbastanza evidente.

Simulazione Euromutuo

Richiesta: 100.000 euro
Rimborso: mensile
Durata: 30 anni
Spread: 1,50%
Tasso base: 3,25%

A queste condizioni, la rata mensile del mutuo è pari a 522 euro contro i 587 euro previsti se i tassi fossero stati agganciati all'Euribor ad 1 mese/365.

Che dire, Euromutuo è di per sè un buon prodotto ma, se si analizzano un pò tutti i mutui, sia a tasso fisso che a tasso variabile, oggigiorno disponibili sul mercato, non si può che collocarlo in una posizione di media classifica ed a pesare su questo dato è solo ed esclusivamente lo spread. VOTO: 6,5

venerdì 21 novembre 2008

Il modello Irap 2009 dovrà essere presentato in forma indipendente


L'Agenzia delle Entrate, nel rendere noto che sono già disponibili sul proprio sito le bozze dei modelli di dichiarazione 2009 ha anche specificato che, dal prossimo anno, il modello Irap dovrà essere presentato direttamente alla Regione o alla Provincia autonoma dove si trova il domicilio fiscale del contribuente, in forma separata rispetto alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche (Modello Unico 2009).

Di alcuni aspetti inerenti il modello 730, squisitamente legati ai mutui ipotecari, ci siamo già occupati in un precedente post. Questa volta, invece, elenchiamo per sommi capi quelle che sono le novità principali introdotte all'interno dei nuovi modelli di dichiarazione 2009, con particolare riferimento ai modelli 730 e Unico Persone Fisiche.

Tra le novità del 730 citiamo l'inclusione del Comune di residenza tra i possibili beneficiari del 5 per mille dell'Irpef, la possibilità di restituire il "bonus fiscale", se indebitamente ricevuto, e di optare per una differente modalità di tassazione dei compensi per lavoro straordinario.

Tra le novità di Unico Persone Fisiche vi è, come dicevamo, l'esclusione dell'Irap dalla dichiarazione unificata.

Confermate per entrambi i modelli di dichiarazione alcune detrazioni fiscali: si va dal 55% delle spese per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio al 36% per le spese di ristrutturazione. Prevista anche per i frigoriferi e i congelatori una detrazione del 20% in caso di sostituzione. Introdotte invece una serie di nuove detrazioni del 19% per le spese di formazione e autoaggiornamento dei docenti, per gli studenti universitari fuori sede anche nel caso di spese sostenute per canoni relativi a contratti di ospitalità, per il riscatto della laurea dei familiari fiscalmente a carico e per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico.

mercoledì 19 novembre 2008

Valutazione del mutuo sostituzione consolidamento liquidità di Unicredit Banca

Il mutuo sostituzione consolidamento liquidità di Unicredit Banca è un prodotto studiato per delle finalità diverse dall'acquisto di un'immobile. La sua caratteristica è quella di trasformare in liquidità il valore del proprio immobile, destinando, così, il denaro ottenuto al finanziamento di spese personali o familiari o, perché no, al consolidamento di debiti pregressi (estinzione di altri finanziamenti, debiti verso fornitori di beni e servizi, eccetera).

Questa particolare tipologia di mutuo appartiene alla famiglia dei "mutui liquidità" altrimenti detti "mutui per consolidamento debiti". I meccanismi adottati dalle banche per calcolare il tasso d'interesse sono vari, nel caso specifico che stiamo esaminando, il mutuo offerto da Banca per la Casa di Unicredit Banca ha un tasso misto a rata costante così determinato: fisso per i primi 5 anni e variabile per il resto della durata contrattuale che, al massimo, può essere di 20 anni complessivi. In pratica la rata rimane sempre la stessa per tutta la durata del mutuo e al diminuire della quota interessi aumenta la quota capitale.

L'importo che si può richiedere è pari all'80% del valore dell'immobile di cui si è proprietari ed il tasso fisso è calcolato facendo riferimento all'IRS a venti anni con valuta a decorrere dal primo giorno lavorativo di ogni mese a cui va aggiunto uno spread piuttosto consistente, pari all'1,70%.

Attenzione a non commettere l'errore di voler paragonare lo spread applicato a questo tipo di mutuo con quello di norma previsto per i mutui ipotecari. Stiamo parlando di due tipologie di finanziamento totalmente differenti che hanno anche costi e spese accessorie ovviamente diverse. Dal confronto tra le due tipologie di mutuo, i mutui ipotecari sono sicuramente più convenienti ma il denaro ottenuto non può essere utilizzato per scopi diversi dall'acquisto di un'unità immobiliare. Inoltre, è bene dirlo, i "mutui liquidità" vi permettono di spendere i soldi un pò come vi pare a condizione, però, di non destinarli allo svolgimento di operazioni speculative e/o finanziarie. Ad esempio, non è possibile chiedere 100.000 euro in prestito per poi reinvestirli in Borsa acquistando e rivendendo titoli come farebbe un trader.

Anche le spese sono piuttosto onerose. Si va dai 250 euro della perizia fino ai 1300 dell'istruttoria. E' obbligatorio aprire un conto corrente con Banca per la Casa il cui costo di gestione ammonta di norma a 60 euro.

Le spese di gestione amministrativa del mutuo ammontano a 60 euro l'anno a partire dal secondo anno, mentre le spese d'incasso rata sono pari a 3 euro cadauna. E', inoltre prevista una copertura assicurativa obbligatoria "incendio e scoppio" ed una "Caso Morte" per i mutuatari che alla scadenza del finanziamento abbiano un età superiore ai 70 anni. L’iscrizione ipotecaria è pari al 150% del capitale erogato.

ESEMPIO PRATICO

Un lavoratore dipendente (età 30 anni), a tempo indeterminato, con un reddito netto di 1200 euro al mese richiede un finanziamento di 100000 euro, rimborsabili mensilmente per 20 anni. La sua casa vale 200000 euro, quindi ha richiesto un mutuo pari al 50% del valore del suo immobile. La rata è costante ed ammonta a 725,11 euro ad un tasso fisso del 6,15% (TAEG/ISC 6,73%). Alla scadenza, il richiedente avrà corrisposto interessi per 74.026,78 euro a fronte di una richiesta di 100000 euro a cui vanno sommate spese accessorie per altri 3.870,00 euro. Totale complessivo dell'operazione 177.896,78 euro.

Nel complesso si tratta di un prodotto abbastanza valido ma da sottoscrivere solo in particolari circostanze. Se si è proprietari della casa in cui si vive, è possibile accorpare i debiti (inclusi eventuali importi residui di mutui ipotecari) in un unico finanziamento, denominato "mutuo di consolidamento", che permette, in molti casi (fare riferimento al singolo caso personale), di ridurre l’importo delle rate mensili. E' un mutuo abbastanza allineato agli altri prodotti offerti dalla concorrenza, per ciò che attiene la medesima categoria. VOTO FINALE: 6

sabato 15 novembre 2008

Il modello 730 del 2009 comprende il nuovo limite di interessi passivi sui mutui

Per ciò che attiene il settore dei mutui, si potrà usufruire dello sconto Irpef del 19% degli interessi passivi, non più su un ammontare complessivo di 3.615,20 euro ma su 4.000 euro.

A partire dai redditi del 2008, chi pagherà almeno 4.000 euro di interessi sul mutuo per l'abitazione principale godrà quindi di uno sconto Irpef pari, al massimo, a 760 euro.

Gli interessi passivi andranno indicati nel rigo E7 assieme agli oneri accessori ed alle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l'acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale, intesa come dimora abituale del contribuente e del proprio nucleo familiare. Ciò sta a significare che la detrazione spetta anche se l'immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare, ivi compresi il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Nel caso di separazione legale, anche il coniuge separato rientra tra i familiari, se non è stata ancora pronunciata la sentenza di divorzio. A divorzio avvenuto, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque il beneficio della detrazione per la quota di propria competenza, se presso l'immobile abitano stabilmente i suoi familiari.

Nel caso in cui il contratto di mutuo sia cointestato, il limite di 4.000 euro è da intendersi riferito all'ammontare complessivo degli interessi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione sostenuti. A titolo esemplificativo diciamo che i coniugi non fiscalmente a carico l'uno dell'altro, cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sull'abitazione principale acquistata in comproprietà, possono indicare al massimo un importo di 2.000 euro ciascuno, il che vuol dire che porteranno in detrazione 380 euro cadauno.

Ovviamente, qualora il mutuo fosse cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene per intero la spesa, potrà usufruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi, quindi su 4.000 euro al massimo.

giovedì 13 novembre 2008

Nuovo regolamento sulle agenzie di rating

Il regolamento, varato dalla Commissione Europea, pone alcune limitazioni al campo d'azione di società come Moody's, Fitch o Standard & Poor's.

Sono quattro le novità di maggior rilievo introdotte dal nuovo regolamento. Per quanto riguarda la vigilanza, questa non verrà effettuata da un'apposita Authority europea. Semplicemente, qualora un'agenzia di rating decidesse di esercitare la propria attività in uno o più Stati membri dell'Unione Europea, avrà l'obbligo di presentare una domanda al Cesr (The Committee of European Securities Regulators) che la invierà alle autorità dei Paesi interessati. In seconda battuta, sono stati anche definiti i criteri di valutazione utilizzati per calcolare il rating. Questi dovranno essere resi pubblici e dovranno essere rivisti periodicamente. Abbattuta la possibilità che per un'agenzia di rating possa esistere qualsivoglia conflitto di interesse. L'attività di un'agenzia dovrà limitarsi esclusivamente al rating sui titoli o sulle imprese. Infine, una volta registrate, le agenzie di rating saranno assoggettate al controllo delle autorità di vigilanza dei Paesi dove si sono stabilite.

Questo provvedimento va ad inserirsi in un più ampio progetto volto a prevenire oltre che a contrastare la crescente crisi dei mercati finanziari internazionali ed il conseguente rischio di crack degli istituti di credito.

Tra le altre misure allo studio della Commissione Europea vi sono anche l'armonizzazione delle norme contabili; una più rigida regolamentazione per far sì che nessuna istituzione finanziaria e nessun Paese sfuggano a un'adeguata vigilanza; un codice di condotta generale grazie al quale evitare che l'industria finanziaria possa assumere rischi estremamente elevati; rivedere il sistema di remunerazione dei manager, oggi decisamente eccessivo e sproporzionato; rafforzare il ruolo del Fondo monetario internazionale.

mercoledì 12 novembre 2008

Al G20 l'Italia proporrà l'introduzione di vincoli su prestiti, valutazioni e svalutazioni delle imprese

Sabato prossimo, a Washington, i 20 "Grandi" della Terra discuteranno in merito alle iniziative da intraprendere all'indomani della crisi finanziaria più grave del nuovo millennio.

L'Italia, per bocca del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, proporrà l'introduzione di limiti al monte prestiti delle banche, al fine di garantire gli stessi volumi erogati precedentemente alla crisi. Oltre a ciò verrà proposta anche la modifica delle regole per quanto attiene la quotazione dei titoli delle imprese in Borsa. L'idea è di studiare un meccanismo di interruzione delle contrattazioni, su titoli eccessivamente valutati o svalutati, che più si avvicini a quelli che sono i reali utili conseguiti dalle aziende. Effettuare controlli più responsabili per tutto il mondo della finanza, da ultimo, è l'auspicio del Governo italiano, al fine di garantire una maggiore stabilità dei mercati.

lunedì 10 novembre 2008

La Consob ha vietato l'operatività ad un trader per presunta manipolazione del mercato

Sul caso, del quale si fa un gran parlare in questi giorni, la Consob mantiene il più stretto riserbo.

Il procedimento in corso è volto a verificare l'eventuale sanzionabilità dei comportamenti tenuti da un trader online, tale Paolo Banchero, reo di aver utilizzato pratiche manipolative che vanno dal "wash trades" (operazioni fittizie), all'"improper matched orders" (ordini abbinati in modo improprio da soggetti che agiscono di concerto) fino al "pump and dump" (letteralmente gonfiare e scaricare, anche diffondendo informazioni fuorvianti su un titolo posseduto).

Della cosa si è ampiamente occupato Marco Barlassina di "Finanza Magazine" che ha, tra le altre cose, spiegato in maniera molto semplice e comprensibile ogni aspetto tecnico della vicenda.

"Nello specifico, ha detto Barlassina, le operazioni di "wash trades" si realizzano quando nell'effettuare operazioni di acquisto o di vendita di uno strumento finanziario non si determina alcuna variazione nei rischi di mercato di colui che mette in atto le operazioni. Gli "improper matched orders" descrivono invece una situazione in cui ordini di acquisto e di vendita aventi gli stessi prezzi e i medesimi quantitativi sono immessi da soggetti che agiscono di concerto e contemporaneamente. Infine "pump and dump" indica l'apertura di una posizione lunga su uno strumento finanziario diffondendo informazioni fuorvianti positive in modo da aumentarne il prezzo".

L'analisi di Barlassina entra poi nello specifico e spiega tecnicamente qual'è il meccanismo alla base dell'operato di Banchero: "Individuato un titolo sottile, ossia caratterizzato da scarsa liquidità e da prezzo soggetto a elevata volatilità anche in seguito a ordini contenuti, due controparti, A e B, si accordano per incrociare operazioni di acquisto e di vendita a prezzi crescenti, tramite l'inserimento pressoché simultaneo di proposte di negoziazione per pari quantità e prezzo. L'ascesa delle quotazioni del titolo attira altri investitori, che in questa fase intravvedono addirittura la possibilità di salire sul treno in corsa di una possibile operazione straordinaria in capo alla società, specie se nel frattempo sono state diffuse indiscrezioni ad hoc. Il prezzo del titolo allora sale ulteriormente. A questo punto, raggiunto un prezzo prestabilito, A e B iniziano a dismettere i loro pacchetti iniziali a un qualsiasi signor Rossi attirato dal clamore intorno al titolo, e questo chiaramente a un valore che sarà mediamente più alto di quello iniziale. Ad A e B non resta che passare alla cassa, con il solo costo delle commissioni per gli eseguiti".

Tutte le pratiche manipolative, al di là di ciò che ognuno può autonomamente pensare, dati alla mano, hanno come effetto finale quello di privare gli investitori corretti di un efficiente meccanismo di formazione dei prezzi se non addirittura di dare vita a una rete dalla quale può rivelarsi difficile uscire se non con una minusvalenza.

Paolo Banchero, intanto, ha inviato alla Consob una lettera per sostenere la regolarità del proprio operato, chiedendo un'audizione presso gli uffici della Commissione. La prassi vuole che, al termine degli accertamenti, potrà essere elevata una contestazione formale alla quale il trader dovrebbe rispondere con le proprie controdeduzioni. Alla fine toccherà alla Commissione decidere per l'archiviazione o per l'avvio di un procedimento sanzionatorio.

Secondo voi chi ha ragione, la Consob o il trader online Paolo Banchero?

giovedì 6 novembre 2008

Addio Euribor! Alcune banche pensano già di adottare per i mutui i tassi fissati dalla Bce

Il tasso sui prestiti interbancari denominato in euro (Euribor), ovvero quel tasso al quale le banche si prestano denaro, croce e delizia di milioni di mutuatari, potrebbe essere definitivamente messo da parte!

Il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, il componente del comitato esecutivo della Bce Lorenzo Bini Smaghi e molte associazioni dei consumatori, da più tempo auspicano l'abbandono dell'Euribor quale parametro ufficiale per determinare i tassi d'interesse da applicare sui prestiti personali e sui mutui.

Un primo segnale, in tal senso, lo ha inviato il Gruppo Bipiemme (Banca Popolare di Milano, Banca di Legnano e Cassa di Risparmio di Alessandria) che, da lunedì prossimo, renderà disponibile sul mercato il mutuo "Euromutuo" legato al tasso ufficiale di sconto fissato dalla Bce e non più all’Euribor.

Questo vuol dire che, nonostante i consistenti cali cui l'Euribor ci ha abituato negli ultimi giorni, andandosi ad attestare ben al di sotto della soglia del 5%, ormai stabilmente, con un 4,59% per ciò che attiene l'Euribor a tre mesi ed un 4,25% per l'Euribor ad un mese, il tasso ufficiale di sconto fissato dalla Banca Centrale Europea (3,25%) continua ad essere molto più competitivo.

Non si tratta di una casualità ma, se si analizza l'andamento complessivo dell'Euribor e del tasso Bce, negli ultimi 5 anni, si evince come i tassi interbancari si siano sempre distinti per la scarsa competitività e l'enorme volatilità. Il tasso Bce, al contrario, è di più facile consultazione non essendo soggetto a rilevazioni basate su medie mensili, trimestrali o semestrali.

L'unica cosa che bisogna tener da conto è lo spread (il tasso che sommato al tasso base determina il guadagno della banca). Il Gruppo Bipiemme, al momento lo ha fissato all'1,50%. Ciò vuol dire che il mutuo, complessivamente, verrà concesso ad un tasso pari al 4,75%.

Se confrontato con i mutui dotati di tassi legati all'Euribor, come ad esempio, Mutuo Arancio (TAEG 5,74%), Mutuo prima casa "giovani coppie e famiglie" della banca Monte dei Paschi di Siena (TAEG 5,89%), Mutuo Family Fisso di Banca CR Firenze (TAEG 5,92%), il risparmio appare piuttosto evidente.

lunedì 3 novembre 2008

Valutazione del conto corrente Arancio della IngDirect


Conto corrente Arancio, da non confondere con il famoso "Conto Arancio" della IngDirect che è un conto di deposito, è un conto corrente completo, a zero spese, che offre tutti i servizi necessari a soddisfare praticamente ogni esigenza.

Con conto corrente Arancio è possibile disporre e ricevere bonifici italiani ed esteri, domiciliare le bollette, effettuare pagamenti RID, Mav e Rav, ricaricare il telefono cellulare, accreditare il proprio stipendio o la pensione, richiedere un libretto di assegni ed effettuare versamenti di denaro contante presso tutti gli sportelli bancari italiani.

L'accredito dello stipendio, o della pensione, determinano un abbuono di 34,20 euro che corrisponde alla cifra necessaria a far fronte al pagamento dei bolli statali annuali che, in tal modo, risulteranno assolti dalla stessa IngDirect. Ciò vale anche nel caso in cui si riesca a mantenere sul conto una giacenza media trimestrale di almeno 3.000 euro.

Come molti altri conti "zero spese", anche conto corrente Arancio non riconosce alcun interesse creditore. Sul fronte degli interessi debitori, invece, entro i limiti del fido concesso dalla banca, viene applicato l'8,50% annuo ma a capitalizzazione trimestrale, oltre il fido il tasso si attesta sul 10% annuo ed anche in questo caso la capitalizzazione avviene ogni 3 mesi.

Alcune voci di costo sono legate ad operazioni non frequenti come, ad esempio, la commissione applicata per assegno di altre banche reso insoluto (2 euro), oppure l'invio di un assegno in fotocopia o in originale (5 euro). Il rilasco di un carnet di assegni liberi da 10 fogli costa 15 euro, somma, questa, che è giustificata dal fatto che si tratta di bolli statali.

Il conto è completamente gestibile online, di conseguenza non deve stupire più di tanto il fatto che l'invio dell'estratto conto in forma cartacea venga a costare 5 euro. La stessa cifra si paga anche per l'invio del libretto degli assegni liberi o non trasferibili, successivi al primo carnet, nell'arco di un anno solare.

E' bene prestare un minimo di attenzione ad una voce di costo che quasi nessuno considera tale, ovvero i giorni di valuta e disponibilità previsti per le operazioni più comuni. Versare sul conto un assegno proveniente da un'altra banca costa, in termini di valuta, 2 giorni lavorativi mentre in termini di disponibilità ben otto. Lo stesso dicasi per gli assegni circolari. I bonifici in uscita hanno una valuta di 2 giorni e quelli in entrata 1 giorno (salvo i casi in cui è previsto diversamente dalla banca emittente che intrattiene rapporti con la IngDirect) ovvero secondo quanto indicato nell'apposito campo "valuta beneficiario".

Al conto sono collegate due carte: il Bancomat Vpay e la carta di credito Visa Oro. Entrambe gratuite, sia per il primo anno che per gli anni successivi, permettono di effettuare prelievi dagli sportelli ATM di tutta Europa senza l'applicazione di alcuna commissione.

In particolare, per quanto concerne il Bancomat Vpay, è possibile modificare, direttamente online, l’ammontare dei prelievi giornalieri e mensili mentre, con la carta di credito Visa Oro si può effettuare il rifornimento di carburante senza costi aggiuntivi, non previsti neanche per l’estratto conto online.

Entrambe le carte adottano la tecnologia "chip&pin" al fine di rendere più sicure le transazioni impedendo, al contempo, la clonazione della banda magnetica.

La gestione del conto è molto semplice ed intuitiva, anche grazie all'ottima navigabilità del sito della IngDirect. Eccellente si è rivelato il servizio clienti che ha, con molto garbo ed estrema disponibilità, accettato di rispondere a tutte le nostre domande.

Nel complesso, dunque, il conto corrente Arancio è veramente un buon prodotto che, se affiancato a conto Arancio si completa perfettamente. La ragione è semplice. Il conto "zero spese" corrisponde anche zero interessi, quindi, per far fruttare i propri risparmi sarebbe l'ideale aprire anche il conto di deposito che, di base, offre il 3% lordo annuo (eccezion fatta per particolari promozioni) e che è anch'esso completamente gratuito. VOTO FINALE: 8
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