giovedì 31 luglio 2008

Risoluzione del mutuo da parte della banca

Se la banca chiede la risoluzione del mutuo, al mutuatario inadempiente, perde gli interessi sulle rate non scadute. Ad affermarlo sono state le Sezioni Unite Civili della Cassazione attraverso la sentenza numero 12639 del 2008.

Da ciò ne consegue che il mutuatario dovrà pagare per intero la somma relativa alle rate già scadute, dovrà restituire la somma relativa alla quota capitale ma non dovrà corrispondere alla banca gli interessi conglobati nelle semestralità in scadenza, poiché andranno, in seguito, calcolati sul credito, così determinato, gli interessi di mora ad un tasso corrispondente a quello contrattualmente pattuito, qualora questi dovesse risultare superiore al tasso legale in vigore.

mercoledì 30 luglio 2008

Carta University Agos. Una carta, molti sconti!


Sta prendendo sempre più piede, in Italia, l'abitudine, da parte degli istituti di credito, di targhettizzare le carte di credito e di pagamento. Un esempio concreto, in tal senso, è rappresentato dalla carta University di Agos, uno strumento rivolto principalmente agli studenti universitari ma che, a ben vedere, può risultare conveniente anche per i genitori dello studente stesso (non esistono, infatti limitazioni in merito a chi debba essere il richiedente).

In pratica, si tratta di una carta revolving, creata dal network editoriale University in collaborazione con Agos, adatta a soddisfare ogni esigenza di credito dello studente ma non solo. University Card di Agos è anche una vera e propria chiave d'accesso a tutta una serie di agevolazioni che ne rendono l'utilizzo particolarmente conveniente.

Vediamo un pò più in dettaglio di cosa si tratta e soprattutto come funziona questa carta. University Card di Agos è una riserva di denaro a disposizione di chi la utilizza, per un ammontare massimo di 3.100 euro. La somma utilizzata può essere restituita in unica soluzione o mediante la modalità revolving. Quest'ultima opzione prevede il rimborso rateale del prestito a cadenza mensile, con aggravio di interessi. Il TAN è pari all'1,29% mensile (15,48% annuo) mentre il TAEG si attesta all'1,39% mensile (16,68% annuo). Le rate di rimborso possono essere determinate in funzione delle reali esigenze dello studente e, in ogni caso, queste non potranno mai essere inferiori al 3% e superiori al 10% del fido concesso; ciò vuol dire che se lo studente ricorre al proprio plafond per un ammontare di 1.000 euro, potrà rimborsare mensilmente il tutto con rate non inferiori a 30 euro ma comunque non superiori a 100 euro cadauna, con addebito al giorno 20 del mese successivo all'acquisto.

La quota associativa è gratuita solo per il primo anno mentre, dal secondo anno in poi, bisognerà pagare 15 euro. Per ciò che attiene le voci di costo più importanti citiamo quelle inerenti l'invio dell'estratto conto mensile (1,03 euro) e quelle relative all'imposta di bollo, fissata per legge ad 1,81 Euro, per saldo maggiore di 77,47 Euro. Una citazione a parte la meritano le commissioni per prelievi di denaro contante da Atm (massimo 250 euro al giorno). Questa voce di costo riteniamo sia abbastanza esosa, infatti è fissata a 3,50 euro per prelievi effettuati sul territorio italiano mentre dall'estero la commissione applicata è pari al 4% dell'importo prelevato (davvero un pò troppo caro!). Non sono, invece, previste commissioni per il buono di prelievo presso filiali Agos, cioè per il trasferimento di denaro tramite bonifico bancario o assegno.

Come ormai avviene nella stragrande maggioranza dei casi, anche la University Card di Agos prevede la possibilità, da parte dello studente, di attivare una copertura assicurativa a garanzia del finanziamento che lo tutela in caso di morte, e contro i danni alla persona. L'attivazione della polizza comporta un costo aggiuntivo pari allo 0,3% del saldo mensile.

Per richiedere la University Card di Agos è necessario essere residenti in Italia, essere maggiorenni, possedere un reddito documentabile proprio o di un garante (solitamente un genitore) ed avere un conto corrente bancario o postale.

Una volta richiesta la University Card di Agos, come dicevamo in apertura di questo post, offre tutta una serie di agevolazioni e di sconti. Si va dai viaggi al tempo libero, dalla cultura allo sport, dalla telefonia ai videogame, fino all’abbigliamento.

Così, ad esempio, sarà possibile usufruire di uno sconto del 10% sugli acquisti effettuati presso i centri Rentasport, o del 15% presso i punti vendita, gli outlet e gli spacci convenzionati Robe di Kappa e Superga. Sono già in atto interessantissime promozioni per prenotare, con il 60% di sconto, soggiorni in alberghi e bed & breackfast Jade presso 21.000 attività ricettive sparse in tutto il mondo (7.000 delle quali in Europa). Inoltre, se entro le 48 ore successive al momento della prenotazione, il titolare della carta, riuscisse ad individuare una tariffa online più conveniente, per lo stesso periodo e per la stessa tipologia di camera richiesta, potrà ottenere un rimborso corrispondente alla differenza tra il prezzo del soggiorno concordato e la tariffa online più competitiva.

Ma non è tutto. University Card di Agos da diritto ad uno sconto medio del 15% sulle tariffe di listino del noleggio auto Avis in tutta Italia, nonché ad una riduzione del 5% per le vacanze studio. E ancora, agevolazioni sugli acquisti effettuati presso la libreria online BOL (-15% minimo); presso Ticketone, semplicemente telefonando e dando gli estremi della carta, i biglietti acquistati verranno recapitati al domicilio del titolare, senza costi di consegna. University Card di Agos, con il pachetto "AttivaJump", in collaborazione con Sony Computer Entertainment Italia, offre anche hardware e software a prezzi ridotti. E, in fine, per gli amanti della musica, con particolare riferimento alle suonerie per cellulare, la società ZED, specializzata in questo settore offre tutte le suonerie disponibili in catalogo a prezzi più contenuti rispetto alle normali tariffe.

In conclusione, diciamo che si tratta di un buon prodotto, soprattutto se se ne sanno sfruttare le potenzialità legate agli sconti previsti e se si evita di effettuare molti prelievi di contanti presso gli Atm. Consigliamo, inoltre di evitare quanto più possibile, se ve ne è la possibilità, l'opzione revolving e di cercare di ricostituire il plafond in un'unica soluzione. VOTO: 7,5

martedì 29 luglio 2008

Entro la fine del 2010 le carte di credito dovranno essere dotate di microchip!

Entro la fine del 2010, gradualmente, tutte le carte di credito e di pagamento, attualmente in circolazione, verranno sostituite con delle card multi-funzione dotate di microchip.

Questa rivoluzione, figlia del progetto SEPA (area unica dei pagamenti in euro), permetterà agli utenti di utilizzare non più uno strumento nato solo per effettuare prelievi e pagamenti, ma una vera e propria chiave d'accesso ad una miriade di servizi evoluti (accesso diretto ed automatico negli stadi di calcio - come la carta del tifoso di Intesa Sanpaolo - o nelle metropolitane, ad esempio).

In virtù dei miglioramenti che saranno apportati alla tecnologia contactless, dovranno essere adeguati anche i POS, ovvero i lettori per i pagamenti che si trovano presso la quasi totalità degli esercizi commerciali, e gli ATM, ovvero gli sportelli automatici predisposti per effettuare prelievi di denaro contante.

L'Abi (Associazione Bancaria Italiana), ha dichiarato che, a tutt'oggi, sono state immesse sul mercato o adeguate alle nuove norme circa il 40% delle carte, il 52% degli Atm e il 70% dei Pos. Tuttavia, è bene ricordare che nel computo complessivo, l'Abi ha tenuto conto anche delle carte emesse dopo il primo gennaio 2008 che, come noto, già rispondono alle caratteristiche di sicurezza dettate dalla SEPA.

Tra i tanti utilizzi possibili delle nuove carte di credito e di debito dotate di microchip citiamo, oltre alle applicazioni da smart card già viste in precedenza (ovvero l'essere supporti sui quali caricare abbonamenti o importi da scalare), anche l'uso per effettuare pagamenti contactless nonché l'essere dispositivi dotati di una maggiore flessibilità nei prelievi (aumento temporaneo del tetto massimo di prelievo giornaliero) e nei pagamenti.

Un altro ambito, da tenere in debita considerazione, è quello legato alla sicurezza delle transazioni che risentiranno del principio denominato "liability shift" secondo cui, in caso di frode, il danno economico viene addebitato all'anello più debole della catena (ovviamente sotto il profilo della sicurezza), pertanto, se un cliente paga con una carta di credito dotata di microchip ma il negoziante ha un Pos di veccia generazione, in caso di frode o contraffazione sarà quest'ultimo a rimetterci perché non ha adeguato la strumentazione alle nuove tecnologie.

Anche l'aspetto delle card sarà totalmente personalizzabile e, come già oggi avviene per i titolari della carta Ego Solo Tua, emessa dal Credito Emiliano, o i titolari della carta revolving Mya della Ducato, sarà possibile scegliere il layout grafico che più si preferisce o, ancor meglio, come già avviene nelle Canarie, ottenere una carta Mastercard così piccola da poter essere addirittura inserita nel portachiavi.

lunedì 28 luglio 2008

Quanto conviene il prestito Multiconto Fiditalia ?

Quest'oggi analizziamo da vicino un prodotto finanziario immesso sul mercato dalla società finanziaria "Fiditalia". Nello specifico si tratta del prestito personale "Multiconto". Questa linea di credito è rivolta a tutti coloro i quali hanno necessità di immediata liquidità ma desiderano anche un minimo di flessibilità.

Il prestito "Multiconto" è riservato ai migliori clienti, ovvero quelli che già in passato hanno sottoscritto un contratto con "Fiditalia" rispettando puntualmente la scadenza delle rate di rimborso previste dal piano di ammortamento. "Multiconto" ha una durata ed un numero di rate fissi, ma grazie al servizio "Jolly Credit", con una semplice telefonata e senza sostenere costi aggiuntivi sull'ammontare del finanziamento richiesto, il cliente può richiedere di variare l'importo della rata, oppure di saltarla del tutto ponendola in coda al finanziamento.

"Multiconto", come ormai la stragrande maggioranza dei prestiti personali disponibili sul mercato creditizio, è un finanziamento garantito da una polizza di assicurazione denominata "Proxilia standard", (AIG Vita), che tutela il cliente in caso di decesso, invalidità permanente totale, malattia grave, inabilità temporanea totale dal lavoro, ricovero ospedaliero e perdita involontaria del proprio impiego. Il tasso è paro allo 0,14% e viene moltiplicato per il capitale iniziale e per il numero di rate del prestito.

Il prestito "Multiconto" offre tre soluzioni tra le quali scegliere quella più adatta alle proprie esigenze economiche:

a) 5.000 euro + copertura assicurativa 420 euro, ovvero 5.420 euro rimborsabili in 60 rate mensili di 117,63 euro con un TAN del 10,92% e un TAEG dell'11,48%. Alla fine del contratto l'ammontare complessivo rimborsato sarà pari a 7057,80 euro.

b) 8.000 euro + copertura assicurativa 940,80 euro, ovvero 8.940,80 euro rimborsabili in 60 rate mensili di 152,71 euro con TAN e TAEG identici all'opzione "a". Alla fine del contratto l'ammontare complessivo rimborsato sarà pari a 9162,60 euro.

c) 12.000 + copertura assicurativa 1.612,80 euro, ovvero 13.612,80 euro rimborsabili in 60 rate mensili di 213,25 euro sempre con gli stessi TAN e TAEG della soluzione "a". Alla fine del contratto l'ammontare complessivo rimborsato sarà pari a 12.795 euro.

In ogni caso il primo rimborso sarà maggiorato di 14,62 euro dovuti a titolo di imposta di bollo sul contratto. Inoltre, qualora dovesse essere necessario ricevere periodicamente un estratto conto del finanziamento verrà applicata una commissione pari ad un massimo di 3 euro oltre all'imposta di bollo. Sono previste spese di incasso rata, se il pagamento avviene tramite RID o bollettino postale, nella misura massima di 3 euro, sempre oltre l'imposta di bollo. Per quel che concerne l'estinzione anticipata del finanziamento, denominata decadenza del beneficio del termine, il cliente è soggetto al pagamento di una penale pari al 6% dell'importo dovuto, con un minimo di 80 euro ed un massimo di 260 euro.

Gli eventuali interessi di mora, applicati in caso di tardivo pagamento di una o più rate,ammontano allo 0,30% in più rispetto al tasso d'interesse mensile più alto in vigore sugli utilizzi in corso con un minimo dell'1,5%.

Nel complesso, il prestito "Multiconto" di "Fiditalia" è un prodotto, non propriamente a buon mercato, che si colloca in una fascia medio-alta soprattutto in virtù delle piuttosto esose spese di incasso rata ed altri costi accessori già visti in precedenza. Rispetto ad altri prodotti della gamma "Fiditalia", invece, è sicuramente molto conveniente ed in effetti, appare come una sorta di premio per i migliori clienti della società. VOTO: 7

venerdì 25 luglio 2008

Meglio i Bot o i fondi comuni d'investimento?

E' meglio investire i propri risparmi in Bot o in Fondi Comuni d'investimento? Questa è la domanda che si è posto, ed alla quale ha cercato di dare risposta, Marco Cobianchi de "Il Sardegna", nel corso di quella che potremmo definire una lucida e puntuale analisi strutturale inerente questi due strumenti finanziari tanto cari agli investitori di casa nostra.

"I motivi per i quali gli italiani non affidano più i propri risparmi ai fondi comuni sono due: - esordisce Cobianchi - rendono poco e costano molto. Per questo, chi riesce ancora a risparmiare, è tornato ad acquistare i Bot che, rendono uguale, costano meno e sono praticamente senza rischi."

"In mancanza di clienti - continua Cobianchi - le società che gestiscono i fondi comuni sono andate in crisi: basti pensare che nel 1999 amministravano soldi pari al 42% del PIL, oggi solo il 16%. Per questo la Banca d'Italia è corsa in aiuto dell'industria dei fondi comuni ed ha proposto due interessanti riforme: la prima è quella di far pagare le tasse (oggi al 12,50%) a chi versa i soldi solo sul guadagno realizzato quando si ritirano i soldi e non sul maturato, ovvero sulla crescita di valore delle quote del fondo (anche se non vengono ritirati i soldi); la seconda proposta è quella di aumentare la concorrenza tra le società di gestione staccandole dalle banche."

"Queste due proposte della Banca d'Italia sono si condivisibili - secondo Marco Cobianchi - ma non intaccano il cuore del problema che è, come detto, che i fondi rendono poco e costano molto. Se si vuole che gli italiani ritrovino la fiducia perduta in questo strumento di investimento, occorre che gli operatori del settore aumentino la loro professionalità e abbassino i costi (soprattutto quelli occulti) che gravano sul cliente."

"E' difficile spiegare ad un risparmiatore come possa, un fondo che investe in azioni italiane, rendere meno del semplice indice della Borsa Italiana o come un fondo obbligazionario possa perdere soldi mentre le obbligazioni italiane ne guadagnano. Evidentemente - dice sempre Cobianchi -, oltre alla normale e comprensibile volatilità dei mercati, c'è qualcuno in quegli uffici, che gestisce soldi non suoi, che non sa fare il proprio mestiere."

"Ed è anche difficile spiegare il motivo per il quale un sottoscrittore di un fondo debba pagare delle commissioni per il solo fatto di decidere di investire in quel fondo, o ne debba pagare delle altre quando decide di uscirne o che il gestore che amministra i suoi risparmi venga remunerato, anche, sulla base della quantità di soldi che gestisce invece che, soprattutto, sulla performance. Davvero difficile. Di fronte a queste domande - conclude Cobianchi - serve a poco modificare il sistema di tassazione, anche se quello proposto da Bankitalia va a tutto vantaggio del risparmiatore. Il sistema dei fondi italiani ha bisogno solo di due cose: trasparenza sui costi e gente in gamba".

giovedì 24 luglio 2008

Prestito SuperQuinto, il prestito su misura per i dipendenti della Pubblica Amministrazione


Nel mare magnum dei prodotti finanziari, oggi disponibili sul mercato, mancava un'offerta esclusivamente riservata ai dipendenti degli Enti pubblici ai quali il Ministero dell'Economia e della Finanza paga gli stipendi.

E' nato così, da un accordo tra lo stesso Ministero e il Gruppo Unicredit, il prestito "SuperQuinto", un finanziamento snello e scevro da odiose complicazioni burocratiche che può essere richiesto e concesso per qualsivoglia finalità, senza, per altro, che venga richiesta la benché minima garanzia patrimoniale o immobiliare.

Il meccanismo alla base di "SuperQuinto" è molto semplice. Una volta fatta la richiesta, per un importo massimo non superiore ai 40.000 euro, restituibili in un range temporale che va dai 2 anni ai 10, verrà presa in esame la pratica e, qualora il dipendente richiedente non abbia già in essere ulteriori finanziamenti attivi, entro 24 ore sarà in grado di ricevere la cifra richiesta (a mezzo bonifico accreditato sul conto corrente della banca), senza che sia necessario produrre giustificativi di spesa.

Il piano d'ammortamento del prestito prevede il saldo mensile del debito, tramite trattenuta in busta paga, per un ammontare massimo pari ad un quinto dello stipendio. La banca, ed è questa la novità più importante, riceverà i pagamenti direttamente dal datore di lavoro che, a sua volta, si è assunto la responsabilità di adempiere puntualmente ai rimborsi.

Le rate sono posticipate e di importo sempre uguale, onnicomprensivo di quota capitale, quota interessi e quota assicurativa (quest'ultima voce comprende le coperture assicurative obbligatorie per legge che sono il rischio vita e il rischio impiego).

La penale prevista per l'eventuale estinzione anticipata totale del finanziamento è pari all'1% del capitale residuo ma con una soglia massima decisamente bassa, pari appena a 50 euro!

Non ci sono spese d'istruttoria della pratica, però, al momento dell'erogazione del prestito, è previsto il recupero dell'imposta sostitutiva che, attualmente è pari allo 0,25%.

I documenti da presentare sono pochi e di facile reperibilità: a) documentazione anagrafica dei richiedenti il finanziamento; b) documentazione relativa alla capacità reddituale del richiedente, ovvero la propria busta paga.

"SuperQuinto" si rivolge ad una potenziale platea di 1.500.000 dipendenti pubblici, tra cui gli insegnanti ed il personale scolastico in generale, tutte le Forze dell'ordine, i dipendenti ministeriali, quelli dei tribunali e dell'Agenzia delle Entrate.

Un esempio concreto di finanziamento: cifra richiesta 10.000 euro; TAN 5%, TAEG 9%; rimborso mensile di 125 euro in 120 rate (10 anni). Quindi, a fronte di un prestito di 10.000 euro, alla fine del finanziamento, il richiedente avrà rimborsato alla banca 15.000 euro, ovvero 5.000 in più rispetto a quanti ne ha ricevuti.

Di seguito riportiamo un breve elenco delle Amministrazioni pubbliche convenzionate, i cui dipendenti possono richiedere il prestito "SuperQuinto":

- MINISTERO POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
- MINISTERO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE
- MINISTERO DELLA DIFESA
- MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
- MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E FINANZE (EX FINANZE)
- MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
- MINISTERO ATTIVITA' PRODUTTIVE (EX INDUSTRIA)
- MINISTERO DELL'INTERNO
- MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI(EX LLPP)
- MINISTERO DEL LAVORO E POLITICHE SOCIALI
- MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI (EX MM)
- MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
- MIN. ISTRUZIONE UNIVERSITA' E RICERCA (EX PI)
- MINISTERO DELLA SALUTE
- ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E FINANZE
- MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI (EX MCTC)
- PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
- MIN. DELL'AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO
- ARCHIVI NOTARILI
- CONSIGLIO RICERCA E SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA -CRA
- ISTITUTO AGRONOMICO PER L'OLTREMARE
- ENTE NAZIONALE CELLULOSA E CARTA
- AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA
- CONSIGLIO DI STATO E T. A. R.
- AGENZIA DELLE DOGANE
- AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE E I SERVIZI TECNICI
- REGISTRO ITALIANO DIGHE
- MIN. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI (EX AV.CIV.)
- CORTE DEI CONTI
- AGENZIA DELLE ENTRATE
- AGENZIA DEL TERRITORIO

mercoledì 23 luglio 2008

Anche i mutui cartolarizzati possono essere rinegoziati!

La banca ha la facoltà di cartolarizzare un mutuo, così come previsto dalla legge 130 del 1999. Tecnicamente ciò avviene mediante la vendita del credito, vantato dalla banca nei confronti del proprio cliente, ad una società detta "veicolo" che, a fronte della liquidità concessa alla banca per l'acquisto, emette dei titoli obbligazionari che in seguito verranno collocati sul mercato.

In caso di cartolarizzazione del mutuo, la banca cessionaria (cioè quella presso cui il cliente ha contratto il mutuo) non ha alcun obbligo di informare preventivamente il cliente, ma può discrezionalmente comunicarglielo per mezzo delle comunicazioni periodiche alla clientela.

Anche i mutui cartolarizzati possono essere rinegoziati ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del decreto legge 7 del 2007, convertito e modificato dalla legge 40 del 2007 e successivamente modificato all'interno della legge finanziaria 2008 con la legge 244 del 2007. In sintesi, la legge attualmente in vigore prevede che resta salva la possibilità del creditore originario (la banca) e del debitore (il cliente mutuatario) di pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del contratto di mutuo posto in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata.

Ciò vuol dire che l'eventuale rinegoziazione del mutuo è rimessa alla valutazione discrezionale della banca. In ogni caso, il cliente è libero di ricorrere all'istituto della portabilità del mutuo, ovvero alla surroga di una banca al posto di un'altra, rivolgendosi ad altro istituto di credito con la prospettiva di poter godere di un tasso d'interesse più conveniente.

martedì 22 luglio 2008

Attenzione a costi e spese acessorie dei mutui ipotecari!

In risposta ad alcuni lettori del blog, che lamentano gli elevati costi accessori legati ai contratti di mutuo, proponiamo, di seguito, un breve vademecum che riassume, in sintesi, tutte le voci di costo e le spese che contribuiscono in maniera determinante all'incremento dell'importo del mutuo stesso.

Prima di contrarre un mutuo è bene esaminare e confrontare, con la massima attenzione, oltre che le spese di perizia e di istruttoria, anche l'eventuale mediazione creditizia (presente qualora ci si rivolga a società di intermediazione quali, ad esempio, Kìron), le assicurazioni facoltative (alcune banche dicono che sono obbligatorie) con le quali ci si garantisce contro il rischio di incendio e scoppio dell'immobile concesso in garanzia o di invalidità e di morte del contraente il prestito.

Dei contratti di assicurazione vanno verificati, innanzitutto, la durata, le modalità di pagamento e l'eventuale sovrapposizione con altre polizze già esistenti (ad esempio quelle poste in essere a livello condominiale).

Queste spese, com'è ovvio, pesano in maniera piuttosto consistente sul costo complessivo del mutuo e vista la loro variabilità da banca a banca, fanno si che sia sempre molto complicato valutare con precisione il finanziamento di cui si ha bisogno.

Al fine di favorire una maggiore trasparenza e consentire una maggiore comprensione di ogni aspetto legato al contratto di mutuo, le banche propongono ai clienti due strumenti appositamente studiati. Si tratta dell'ISC (Indicatore Sintetico di Costo), di norma già presente sulla nota informativa relativa allo specifico prodotto finanziario oggetto dell'analisi e del prospetto o modello ESIS. Quest'ultimo non è altro che un indice calcolato in conformità al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che ha lo scopo di fornire, in termini percentuali, il costo effettivo, rappresentato da un tasso che tiene conto, oltre che del tasso nominale degli interessi, anche di tutti gli altri oneri che il cliente deve sostenere.

A nostro avviso, il modello ESIS è lo strumento migliore per confrontare con una certa attendibilità e precisione i vari prodotti offerti dalle banche e dalle società finanziarie operanti sul territorio italiano.

Altre due cose da tenere bene presente sono l'ammontare complessivo delle imposte che gravano sul mutuo e le spese notarili. Dal punto di vista fiscale, per avere un'idea di massima, si può far riferimento all'articolo 15 e seguenti del DPR numero 601/1973. Al posto delle imposte ordinarie, poi, se la durata del finanziamento è superiore a 18 mesi (cosa estremamente probabile trattandosi di mutui e non di prestiti personali), viene applicata un'imposta sostitutiva pari allo 0,25% dell'importo mutuato che, nella stragrande maggioranza dei casi, per contratto, è a totale carico del cliente. Attenzione! Questo balzello sale al 2% per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili adibiti non ad abitazione principale (ovvero tutte le abitazioni diverse dalla prima casa).

La parcella del notaio, invece, viene determinata in base a delle apposite tabelle, cui tutti i professionisti fanno riferimento, approvate per legge con Decreto Ministeriale. E' consigliabile rivolgersi a più notai e confrontare i preventivi di spesa. Per far ciò, di solito, il notaio richiede una documentazione di base dell'immobile su cui graverà l'ipoteca (copia fotostatica del vecchio atto notarile, visura catastale aggiornata, planimetria dell'immobile, eccetera). A questo punto, il notaio, sempre attenendosi alle tabelle ministeriali, calcolerà il proprio compenso sul valore complessivo della pratica che, per legge, deve coincidere con il reale importo per cui viene iscritta l'ipoteca.

Ma non è tutto! L’intesa firmata di recente tra il Consiglio Nazionale del Notariato e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, prevede, per chi utilizza la formula della rinegoziazione convenzionata, la totale assenza dei costi notarili per la rinegoziazione del mutuo casa. La procedura, totalmente gratuita, si riferisce a tutti coloro che hanno sottoscritto mutui per acquisto, ristrutturazione e costruzione dell’abitazione principale prima del 30 giugno 2008. In tal caso, comunque, si dovranno pagare le altre spese di cui sopra.

lunedì 21 luglio 2008

Decreto del Ministero dell'Economia del 7 luglio 2008

Il Decreto del Ministero dell'Economia del 7 luglio 2008 (Gazzetta Ufficiale numero 163 del 14 luglio 2008) stabilisce che il costo della provvista da utilizzare per le operazioni di mutuo, destinate alla realizzazione del programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'Aids, regolate a tasso variabile e stipulate anteriormente alla data del 29 marzo 1999, è pari al 5,10%.

Ciò vuol dire che, tenuto conto dello spread dello 0,80%, la misura massima del tasso di interesse annuo posticipato per il periodo 1 luglio - 31 dicembre 2008 è pari al 5,90%.

sabato 19 luglio 2008

La consulenza finanziaria è esente da IVA se c'è l'intermediazione

Assosim (Associazione Italiana Intermediari Mobiliari), ha sottoposto all'Agenzia delle Entrate il problema del trattamento fiscale ai fini IVA della cosiddetta "consulenza personalizzata" dopo le modifiche che sono state introdotte al Testo Unico della Finanza a seguito del recepimento della Direttiva Mifid. Sotto esame è finita la consulenza personalizzata rispetto a una o più operazioni finanziarie.

L'Agenzia delle Entrate ha reso noto, attraverso una nota del 15 luglio 2008, protocollo 954-73508/2008, che la consulenza in materia di investimenti finanziari, quando è strettamente collegata a un'operazione di negoziazione, risulta esente da IVA perché può essere inquadrata fra le attività di intermediazione relative agli strumenti finanziari.

Si tratta della consulenza che consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate ad un cliente, dietro sua esplicita richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario.

L'Agenzia delle Entrate, dopo aver escluso che, in via generale, tale attività si possa considerare come prestazione accessoria alle operazioni di negoziazione secondo quanto prevede l'articolo 12 del Dpr 633, afferma che è astrattamente possibile ricondurre la consulenza in materia di investimenti tra le operazioni relative a valori mobiliari previsti dall'articolo 10 numero 4 del Dpr 633.

Tuttavia, considerando che l'attività di consulenza è ora espressamente compresa tra i servizi d'investimento e può avere a oggetto una o più operazioni relative a un determinato strumento finanziario, L'Agenzia delle Entrate ritiene che essa sia più correttamente inquadrabile fra quelle di intermediazione previste dall'articolo 10 numero 9 del Dpr 633.

venerdì 18 luglio 2008

Cos'è lo short selling?

In questo periodo si fa un gran parlare di short selling, ossia la pratica di vendere qualcosa che nella realtà non si possiede.

Lo short selling, nel gergo dei mercati finanziari, è semplicemente la vendita di titoli allo scoperto. E' una prassi in uso da tempo che, a torto, fa percepire i venditori come cinici speculatori. In realtà, oltre ad osservare che anche chi vende a termine un titolo o una materia prima, s'impegna a consegnare qualcosa che ancora non ha, il ribassista ricopre un ruolo fondamentale nell'efficienza dei mercati.

Senza le vendite allo scoperto, gli analisti hanno stimato che la bolla speculativa del 2000 avrebbe potuto gonfiarsi oltre misura provocando danni ancora più gravi. Senza la pressione dei ribassisti, società di capitali mal gestite non verrebbero mai punite dal mercato. Inoltre, laddove non è possibile effettuare vendite allo scoperto, spesso perché non si riesce a trovare a prestito i titoli, si sono viste anomalie di prezzo che hanno tratto in inganno tanti piccoli investitori.

A molti, la decisione della SEC (Securities and Excange Commission), di limitare lo short selling su un gruppo di 19 titoli, scelti tra i maggiori titoli bancari degli Stati Uniti d'America, è parsa come un'azione volta a scoraggiare questa pratica. In realtà si è trattato soltanto di impedire una distorsione, ovvero che venisse aggirato l'obbligo di farsi prestare i titoli.

Ma vediamo tecnicamente come avviene un'operazione di short selling.

L'investitore scommette sul ribasso delle azioni, ma lo fa vendendo titoli che in realtà non possiede (titoli allo scoperto). L'investitore, che vuole operare, chiede le azioni in prestito ad un terzo tramite il proprio broker.

L'operazione di prendere in prestito i titoli ha un costo: viene pagato il tasso d'interesse preteso dal prestatore (in genere poco superiore all'Euribor, attorno al 5%) cui va aggiunta una piccola commissione a favore del broker.

A questo punto, l'investitore vende sul mercato le azioni, ad esempio 100 a 100 euro cadauna, della società XXX, chiedendo al proprio broker di trovare un soggetto che gli presti queste 100 azioni. Le azioni non gli verranno consegnate fisicamente: il broker le darà alla stanza di compensazione, la cosiddetta "clearing house".

Fatto ciò possono verificarsi due eventi: a) le azioni calano; b) le azioni salgono.

Se le azioni calano, diciamo del 20%, a 80 euro cadauna, l'investitore chiude l'operazione comperando sul mercato 100 azioni che consegnerà a chi gli aveva prestato i titoli. In pratica, a fronte di una spesa pari a 8000 euro (oltre commissioni e interessi), il nostro avrà ottenuto un guadagno di circa 2000 euro lordi.

Se, invece, le azioni salgono, ad esempio del 20%, l'investitore chiude l'operazione comperando sul mercato 100 azioni che, in seguito, consegnerà a chi gli aveva prestato i titoli. La spesa totale dell'investimento ammonterà a 12.000 euro, di conseguenza, il nostro, avrà perso circa 2000 euro lordi. Al fine di chiudere la posizione con una perdita più contenuta e prefissata, di solito, gli investitori più accorti ricorrono al cosiddetto "stop loss", letteralmente "stop alle perdite". Questo strumento di money management è, infatti, l'unico che consente di ridurre al minimo le perdite derivate dall'investimento in attività finanziarie con assunzione di rischio.

giovedì 17 luglio 2008

Unicredit abolisce la commissione sul massimo scoperto

Come ampiamente annunciato da giorni, Unicredit Banca abolirà, a partire da lunedì 21 luglio 2008, le commissioni sul massimo scoperto. Ad affermarlo è stato Roberto Nicastro, Deputy Ceo del colosso finanziario di Piazza Cordusio.

"Unicredit Banca, continua Nicastro, è il primo istituto di credito, operante in Italia, che interviene sullo scoperto in favore delle famiglie e delle imprese. Da lunedì prossimo, infatti, partiremo con due nuovi prodotti appositamente studiati al fine di garantire, a chi li sottoscriverà, la totale abolizione della commissione sul massimo scoperto".

Questi due prodotti, di cui ancora si sa poco o nulla, saranno, in una prima fase, a disposizione dei nuovi clienti e a partire dal prossimo mese di novembre potranno essere offerti all'intera clientela del gruppo Unicredit.

mercoledì 16 luglio 2008

Carta Mya Ducato, la carta revolving adattabile alle proprie esigenze!


"Carta Mya Ducato" è una carta revolving concepita in maniera tale da adattarsi alle reali esigenze di credito del cliente. A differenza di altre carte presenti oggi sul mercato, "Carta Mya Ducato" è personalizzabile sia nell'aspetto che nella disponibilità.

Attraverso un'interfaccia grafica, molto semplice ed intuitiva, è possibile scegliere tra cinque differenti sfondi da inserire sulla carta. I temi sono quattro: a) natura; b) paesaggi; c) animali; d) astratto. Se ciò non fosse sufficiente a soddisfare la vostra creatività, potrete uploadare un'immagine presente nel vostro pc e in modo del tutto automatico, questa verrà inserita sullo sfondo della carta.

"Carta Mya Ducato", però, non è personalizzabile solo per ciò che attiene l'aspetto, come dicevamo, anche la disponibilità può essere adattata alle proprie esigenze. Il plafond messo a disposizione dalla finanziaria varia da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 3.000 euro. Il denaro utilizzato potrà essere restituito entro il 5 o il 15 del mese secondo due diverse modalità di rimborso: a) rimborso a saldo in un'unica soluzione e senza interessi; b) rimborso rateale con importo predeterminato dal cliente (minimo 37,50 euro, massimo 1.500 euro).

"Carta Mya Ducato" può essere gestita via Internet, via telefono e via sms per monitorare in tempo reale i movimenti effettuati e i bonifici disposti, consultare l'estratto conto, gestire la tipologia e l'importo della rata di rimborso, configurare i servizi di sicurezza della carta. In particolare, il servizio "SMS Alert" permette di monitorare costantemente gli utilizzi della carta, lontano dal pc, in maniera tale da poter, immediatamente, bloccare la carta qualora venisse riscontrato un uso fraudolento della stessa.

Un altro, innovativo, servizio che distingue "Carta Mya Ducato" da altre carte revolving reperibili sul mercato è "Netsafe", ovvero un sistema informatizzato che consente di programmare la carta al fine di stabilire dei limiti di utilizzo o la totale inibizione per quanto concerne le transazioni e gli acquisti effettuati online.

A fronte di tanta adattabilità, "Carta Mya Ducato" si pone, però, tra le revolving di fascia medio-alta. Con un Tasso Annuo Nominale (TAN) pari al 21% (valore massimo applicabile) e un Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) al 25% (valore massimo applicabile), "Carta Mya Ducato" risulta essere un pochino esosa. L'eventuale, facoltativa, copertura assicurativa si attesta sullo 0,50% del saldo mensile. La quota annuale è di 31 euro, mentre non ci sono commissioni per il rifornimento di carburante. Non è necessario aprire alcun conto corrente. Le commissioni massime applicate per il prelievo di contanti sono le seguenti: da ATM 1,5% dell'importo prelevato con un minimo di 3 euro; in banca 4% dell'importo prelevato con un minimo di 5,16 euro (in entrambi i casi si tratta di commissioni abbastanza elevate, al di sopra della media di mercato che, attualmente, è pari a 2,76 euro).

martedì 15 luglio 2008

Prosegue il calo degli indici azionari

Dopo qualche giorno di pausa riprendiamo le nostre pubblicazioni economico-finanziarie parlando di un tema che, per molti aspetti, genera preoccupazione tra gli analisti di di casa nostra, ovvero il calo degli indici azionari della Borsa Italiana.

Tra l'inizio di aprile 2008 e la prima parte del mese in corso, l'indice generale della Borsa Italiana ha subito forti ed incontrollate oscillazioni che, ad un'attenta analisi, hanno determinato un calo complessivo dell'11%. Un dato, quest'ultimo, che fa seguito alle progressive perdite che si sono sin qui registrate dall'inizio dell'anno e che ammontano addirittura al 26%.

Secondo gli analisti "tale andamento rimane in linea con quello medio dell'area euro ed ha risentito del netto peggioramento delle previsioni sugli utili societari per quest'anno e per il prossimo biennio 2009-2010. Il premio per il rischio richiesto dagli operatori risulterebbe pressoché invariato".

Gli andamenti sono stati fortemente differenziati nei vari comparti. I titoli dei settori bancario, dei servizi e dei beni di consumo hanno subito ingenti perdite (-18%, -27% e -28% rispettivamente), risentendo di nuovi segnali di deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari e delle prospettive congiunturali.

Quelli dei prodotti petroliferi e dei materiali di base si sono invece apprezzati (rispettivamente del 3% e del 32%), sospinti dai rincari del greggio e delle materie prime non energetiche.

Il rapporto fra utili correnti e capitalizzazione si è mantenuto su livelli storicamente molto elevati. La variabilità dei titoli azionari, implicita nei prezzi delle opzioni, si è collocata su livelli inferiori a quelli del primo trimestre dell'anno.

Nei primi 6 mesi del 2008 sono state portate a compimento 5 operazioni di prima quotazione presso Borsa Italiana (16 nello stesso periodo del 2007); nell'area dell'euro le nuove quotazioni sono state 28. A fine giugno erano quotate in Italia 300 società, per una capitalizzazione complessiva pari a 551 miliardi di euro.

martedì 1 luglio 2008

Buone vacanze!

Gli amici del blog "Guida ai prestiti personali" augurano a tutti i lettori buone vacanze. Le pubblicazioni riprenderanno regolarmente al nostro rientro.
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