giovedì 25 febbraio 2010

I dati delle carte di credito vengono rubati da siti poco sicuri!

I dati delle carte di credito vengono rubati da siti poco sicuri! Ad affermarlo, congiuntamente, sono stati l'autorevolissima rivista d'informatica Computer Bild e l'istituto Fraunhofer (The Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS performs contract research and development for industry and public authorities), all'indomani di un'indagine (i risultati sono disponibili su Computer Bild Italia numero 128 di Febbraio 2010) effettuata su diversi siti su cui di norma è possibile effettuare pagamenti, per l'acquisto di beni o servizi, tramite l'utilizzo di una carta di credito.

La ricerca ha analizzato dettagliatamente, con l'ausilio di speciali programmi adatti allo scopo, il famosissimo browser Firefox e il risultato è, a dir poco allarmante!

Firefox offre una praticissima funzione: in una banca dati del pc, il browser memorizza in forma non criptata i dati immessi nei form compilati. Se l'utente apre una finestra di login, il browser inserisce in automatico i dati memorizzati in maniera tale da fargli risparmiare tempo.

Nulla di male direte e, invece, il problema esiste ed è di portata consistente se non si prendono le dovute precauzioni!

Il meccanismo prevede che, oltre ai dati utili per effettuare il completamento automatico dei form, sul disco rigido arrivino anche i dati della carta di credito che l'utente aveva inserito nei campi di digitazione durante le operazioni di pagamento. Attraverso l'invio di speciali malware, i criminali sono in grado di recuperare e riutilizzare facilmente tali dati.

La ricerca ha evidenziato la poca sicurezza di siti molto importanti come Paypal, Ryanair, Lastminute.com e AirBerlin.com. Questi siti depositano sia il numero di carta, sia il codice di tre cifre (CVC), nella banca dati del browser in forma non criptata (ovvero, in chiaro).

Molto sicuri, invece, sono risultati essere i siti Expedia.it, Sony.it, Amazon.com e Apple.it. Questi siti non hanno rilasciato alcuna informazione relativa alla carta di credito utilizzata.

Secondo il nostro modesto parere, il caso più eclatante e grave è quello che riguarda Paypal! Così come si evince dall'indagine, quando si apre un nuovo conto, oltre ai dati relativi ala carta di credito, la banca dati di Firefox memorizza anche molte altre informazioni digitate, quasi tutto l'occorrente per acquistare e pagare tramite Paypal. Oltre a nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, quindi, vengono memorizzate anche le risposte segrete alle domande di sicurezza. E' poco utile il fatto che la password non arrivi nella memoria di Firefox. Conoscendo la domanda segreta e le relative risposte fornite dal cliente di Paypal, si potrà accedere al suo conto anche senza password, acquistare a sue spese e, addirittura impedirgli di accedere al proprio conto!

Anche il sito AirBerlin.com ha dei problemi di sicurezza simili anche se, nel caso di specie, vi è da aggiungere un altro particolare. Il sito della compagnia aerea tedesca, infatti, non memorizza la data di scadenza della carta di credito. Questo parametro è necessario per effettuare qualsiasi tipo di transazione e, con un po' di pazienza può essere dedotto da qualche malintenzionato, in quanto, di solito le carte di credito sono valide per 36 mesi. Quindi sarà sufficiente effettuare un massimo di 36 tentativi per azzeccare la giusta data di scadenza. Per quanto possa sembrare elevato, il numero di 36 tentativi è ampiamente al di sotto di quelli concessi all'utente prima che la carta venga bloccata. Inoltre, dopo la sostituzione della carta scaduta, numero e codice CVC rimangono spesso invariati.

Gli esperti consigliano di rimuovere immediatamente dal browser questi dati, dopo aver effettuato un pagamento online. Per farlo è necessario procedere in questo modo: Aprire Firefox; cliccare sul menù "Strumenti"; selezionare la voce "Elimina i dati personali"; nella schermata che apparirà inserire un segno di spunta di fianco alle voci "Cronologia navigazione" e "Dati salvati nei moduli e cronologia ricerche"; cliccare sul pulsante recante la dicitura "Elimina i dati personali adesso".

martedì 23 febbraio 2010

Mutuo One di Unicredit Banca, interessante l'opzione sicura!

Mutuo One di Unicredit Banca è un mutuo particolare che si presenta sotto diverse forme atte a soddisfare ogni esigenza di credito.

La versione a tasso variabile, ad esempio, è riservata a tutti coloro i quali hanno la necessità di ottenere delle somme non inferiori ai 30.000 euro per l'acquisto della prima o della seconda casa con rate di rimborso che vanno da un minimo di 5 ad un massimo di 40 anni (se si tratta di seconda casa la durata massima è di 30 anni).

Questo prodotto può essere agganciato o al tasso Euribor a tre mesi o al tasso BCE, ed entrambi, ovviamente, saranno aumentati proporzionalmente in base allo spread applicato.

Il rimborso può essere effettuato mensilmente o trimestralmente direttamente tramite addebito sul conto corrente.

Il Mutuo One a tasso fisso (detto Mutuo One TF 5-20), invece, consente di accedere a finanziamenti rimborsabili secondo uno schema piuttosto insolito ma, a ben vedere, in grado di consentire al mutuatario un risparmio nel caso in cui le condizioni del mercato, in un determinato periodo contrattuale, siano particolarmente favorevoli.

Stando a quanto afferma Unicredit Banca, questo mutuo è in parte a tasso fisso e in parte a tasso variabile. Ad esempio, se il mutuatario ha contratto un mutuo trentennale, dovrà pagare per 20 anni una rata a tasso fisso e per i restanti 10 una rata a tasso variabile. I tassi di riferimento sono, per la trance fissa, l'EuroIrs 20 (per le prime 240 rate) e, per la parte variabile, l'Euribor a tre mesi dalla duecentoquarantunesima rata in poi. L’eventuale richiesta del cliente di passaggio da tasso fisso a tasso variabile prima della scadenza prevista in contratto non comporterà ,in alcun caso, la riduzione dello spread che pertanto resterà, fino alla scadenza del mutuo, pari a quello di erogazione.

Infine ma non ultimo, il Mutuo One Opzione Sicura che, se vogliamo, può essere definito a pieno titolo, il top della gamma, è un mutuo a tasso misto rinegoziabile che permette al mutuatario di cambiare idea diverse volte nell'arco di tutta la durata del finanziamento.

I vantaggi legati ad una siffatta tipologia di mutuo risiedono principalmente nel fatto che, in regime di tasso variabile, è possibile monitorare l'andamento della rata annuale cogliendo tutte le opportunità offerte dal mercato.

Il Mutuo One Opzione Sicura può iniziare indifferentemente a tasso fisso o a tasso variabile. Se si inizia con il tasso fisso, dopo 5 anni di contratto è possibile rinnovare la medesima formula e quindi proseguire a tasso fisso per altri 5 anni, oppure chiedere di passare al tasso variabile. Se, invece, il mutuo inizia con il tasso variabile è possibile richiedere il passaggio al tasso fisso per 5 anni, oppure cambiare il parametro al quale il finanziamento è agganciato (ad esempio si può passare dall'Euribor a tre mesi al tasso BCE).

Un'altra caratteristica estremamente interessante è la possibilità di allungare la durata del finanziamento di ben 60 mesi rispetto alla durata originaria. La durata va da un minimo di 5 anni ad un massimo di 25 anni.

Nel complesso si tratta di tre prodotti estremamente diversi fra loro. E' sicuramente da preferire la versione con "Opzione Sicura" vista l'estrema flessibilità di cui è dotata.

APPROFONDIMENTI SUL MUTUO A TASSO FISSO (MISTO) RINEGOZIABILE

- Contrarre un mutuo a tasso fisso rinegoziabile conviene?

sabato 13 febbraio 2010

Contrarre un mutuo a tasso fisso rinegoziabile conviene?

Contrarre un mutuo a tasso fisso rinegoziabile conviene? La risposta è si!

Oggigiorno sono diverse le possibilità offerte alla clientela da parte del mercato e, tra queste, tendenzialmente può essere veramente conveniente stipulare un contratto di mutuo a tasso fisso rinegoziabile, per diversi motivi.

Un mutuo a tasso fisso della durata di 20 anni, senza opzioni, agganciato all'Eurirs a 20 anni (attualmente attestato intorno al 3,92%), costa circa l'1% in più rispetto allo stesso prodotto ancorato all'Eurirs a 5 anni (attualmente stabile sulla soglia del 2,92%). Tradizionalmente, l'indice ventennale è più oneroso rispetto al quinquennale.

Come si evince da un'indagine condotta da MutuiFrimm, ipotizzando un finanziamento di 150.000 euro, chi sceglie un mutuo ventennale senza opzione, mantenendo per tutta la durata un Eurirs del 3,92%, dovrà rimborsare in totale 235.000 euro. Al contrario, chi decide di rinegoziare il mutuo ogni 5 anni, con il rispettivo Eurirs, si troverà a pagare, nel complesso, 223.000 euro, ovvero ben 12.000 euro in meno (N.B. la simulazione ha previsto una volatilità dell'Eurirs di 120 punti base).

Questi mutui, che sarebbe più corretto definire a tasso misto più che fisso, sono estremamente flessibili, oltreché convenienti, in virtù del fatto che, a differenza dei medesimi prodotti presenti sul mercato fino a qualche anno fa, offrono la possibilità al mutuatario di cambiare idea diverse volte usufruendo, in tal modo, di tutte le opportunità di risparmio che gli si dovessero prospettare. In conclusione possiamo affermare che questo tipo di mutuo è particolarmente indicato per chi vuole attendere l’evolversi dei mercati finanziari prima di decidere le modalità di ammortamento del mutuo.

martedì 9 febbraio 2010

Tramite la surroga del mutuo è possibile ridurre la massa debitoria?

Tramite la surroga del mutuo è possibile ridurre la massa debitoria?

Questa domanda, più che legittima, riecheggia spessissimo nella mente di coloro i quali hanno intenzione di surrogare il proprio mutuo trasferendolo presso un altro istituto di credito che applica delle condizioni economiche più favorevoli.

Tuttavia, la massa debitoria residua del mutuo originario non rientra nei parametri di rinegoziazione stabiliti dalla legge. E', dunque, possibile ottenere delle condizioni più favorevoli rispetto allo spread, alle scadenze ed al volume delle rate ma non è possibile ottenere un cambiamento degli elementi essenziali della propria posizione debitoria. Tramite la surroga, infatti, non è possibile cambiare gli intestatari del rapporto di mutuo e neanche cambiare il debito residuo che deve essere saldato.

Una riduzione del capitale può essere effettuata solo prima della surroga e solo se è prevista dal contratto di mutuo originario. In conseguenza di ciò è necessario rimborsare, a parziale estinzione del rapporto posto in essere, direttamente l'istituto di credito che ha erogato il mutuo in prima battuta.

lunedì 8 febbraio 2010

Dopo quanto tempo è possibile cambiare banca per la stipula di un mutuo?

Dopo quanto tempo è possibile cambiare banca per la stipula di un mutuo?

A questa domanda, in linea di massima, è corretto dare una risposta del genere: sempre!

Infatti, la legge numero 40 del 2 Aprile del 2007, che ha convertito il decreto legge numero 7 del 31 Gennaio 2007 (cosiddetto Decreto Bersani), non fa riferimento ad alcun termine prima del quale non sia possibile richiedere la surroga del mutuo presso un istituto di credito diverso da quello originariamente mutuante.

Quindi, alla luce di quanto afferma la legge in vigore, è possibile cambiare banca in qualsiasi momento.

venerdì 5 febbraio 2010

Micro-credito Kiva: prestiti che cambiano la vita!

Kiva (Kiva.org) permette agli utenti di erogare micro-prestiti a imprenditori nei paesi in via di sviluppo. Chi vuole avviare un'impresa, contatta un Imf (Istituzione di micro finanza come, ad esempio, Prisma, Credit, Sem, Uimcec e Redc) che fa da intermediario tra lui e Kiva. L'aspirante imprenditore si fotografa, scrive qualcosa su di sé (preferibilmente in inglese) e della sua impresa, poi l'Imf carica il suo profilo sul sito. Se l'imprenditore ha scritto in una lingua diversa dall'inglese, si occuperà della traduzione del testo uno delle centinaia di volontari sparsi in tutto il mondo.

Il creditore (ovvero colui che materialmente presterà i soldi) iscritto a Kiva legge il progetto dell'aspirante imprenditore sulla home page e decide se finanziarlo, partendo da un'erogazione minima di 25 dollari. Il rimborso del prestito avviene tra i tre e i sei mesi tramite l'Imf coinvolta e per mano dell'imprenditore.

In sostanza, dunque, Kiva.org si occupa di destinare i prestiti alle varie istituzioni di micro-credito e di restituirli ai suoi iscritti.

Il meccanismo alla base di Kiva, che potremmo definire alla stregua di una vera e propria forma di social lending, prevede che il finanziamento dell'attività imprenditoriale non avvenga direttamente ma si avvalga dell'intermediazione di un'istituzione di micro-finanza che, una volta ricevuti i soldi, si preoccupa di farli arrivare all'imprenditore. Successivamente l'Imf si incaricherà di far restituire i soldi all'imprenditore e, con questi ripagherà Kiva e i prestatori. A ben vedere, dunque, l'Imf non agisce solo da intermediario per fare arrivare il prestito di Kiva, perché il prestito che viene fatto a Kiva ripaga, di fatto, un prestito che era gia stato erogato dall'Imf.

Kiva ha aperto le porte della speranza in un futuro migliore e dignitoso a migliaia di persone escluse dai tradizionali circuiti creditizi perché considerati clienti ad alto rischio, non solo sul fronte della solvibilità ma, anche e soprattutto, a causa dell'instabilità finanziaria dei Paesi in cui vivono e operano, delle fluttuazioni del tasso di cambio, della posizione geografica e, in ultima analisi, dei rischi connessi all'avvio di una start-up.

A differenza delle normali piattaforme di social lending, Kiva fa si che i finanziamenti, erogati tramite il proprio sito, siano di natura filantropica e, per questo, non è previsto un guadagno dal rientro delle somme prestate. Pertanto, se vi avvicinate a Kiva sperando di prestare denaro per ottenere un tasso d'interesse predefinito, come se fosse un vero e proprio strumento finanziario, sbagliate di grosso. Kiva ha un solo obiettivo: ridurre la povertà, fornendo a prezzi accessibili capitale circolante agli imprenditori a basso reddito.

giovedì 4 febbraio 2010

Perché investire nei mercati emergenti?

La crescita dei mercati emergenti, negli ultimi anni, ha dato un importante contributo all'economia e al prodotto interno lordo mondiale. Grazie ai progressi realizzati nelle politiche macroeconomiche, questi paesi hanno potuto ridurre la loro dipendenza dalle esportazioni e sostenere la domanda interna. L'aumento della popolazione e del reddito pro capite hanno dato ulteriore linfa ai consumi domestici, mentre la realizzazione di grandi opere ha fatto aumentare la spesa pubblica per infrastrutture, contribuendo positivamente alla crescita delle singole economie.

Anche sul fronte valutario si registrano sviluppi positivi: l'adozione di tassi di cambio flessibili e la costituzione di importanti riserve valutarie hanno, per esempio, accresciuto la stabilità delle valute. Si tratta dunque di aree caratterizzate da un grande dinamismo e da un notevole potenziale di crescita.

A tal fine, investire nei mercati emergenti rappresenta un'interessante opportunità per diversificare il proprio portafoglio. La complessità di questi paesi, i diversi stadi di sviluppo in cui si trovano e la velocità di cambiamento a cui sono soggetti rendono comunque opportuno, anzi indispensabile, avvicinarsi a questa tipologia di investimento con strumenti altamente diversificati come i fondi comuni.

Vista la astrusità della materia, riteniamo anche che sia sempre bene affidarsi ad un professionista che conosce ed analizza accuratamente questi mercati in maniera tale da mantenere il rischio di perdite consistenti sotto controllo.

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