Piattaforme multi-sided e P2P Lending: innovazione e impatto economico

Le piattaforme multi-sided e il Peer-to-Peer Lending: evoluzione e impatto economico Nel contesto attuale, dove la digitalizzazione permea sempre più la nostra vita quotidiana, le piattaforme multi-sided stanno rivoluzionando il modo in cui diverse categorie di utenti interagiscono tra loro. Il Peer-to-Peer Lending (P2P Lending) , una forma innovativa di credito alternativo, rappresenta una delle applicazioni più interessanti di questo modello economico. Grazie alla connessione diretta tra prestatori e mutuatari, queste piattaforme offrono nuove opportunità di accesso al credito e di investimento, diversificando il panorama finanziario tradizionale. Come funzionano le piattaforme multi-sided? Le piattaforme multi-sided sono strutture digitali progettate per mettere in contatto due o più gruppi di utenti interdipendenti. Ad esempio, una piattaforma come LendingClub collega prestatori che vogliono investire il proprio capitale con mutuatari in cerca di finanziamenti. Questo modello di ...

Micro-credito Kiva: prestiti che cambiano la vita!

Kiva (Kiva.org) permette agli utenti di erogare micro-prestiti a imprenditori nei paesi in via di sviluppo. Chi vuole avviare un'impresa, contatta un Imf (Istituzione di micro finanza come, ad esempio, Prisma, Credit, Sem, Uimcec e Redc) che fa da intermediario tra lui e Kiva. L'aspirante imprenditore si fotografa, scrive qualcosa su di sé (preferibilmente in inglese) e della sua impresa, poi l'Imf carica il suo profilo sul sito. Se l'imprenditore ha scritto in una lingua diversa dall'inglese, si occuperà della traduzione del testo uno delle centinaia di volontari sparsi in tutto il mondo.

Il creditore (ovvero colui che materialmente presterà i soldi) iscritto a Kiva legge il progetto dell'aspirante imprenditore sulla home page e decide se finanziarlo, partendo da un'erogazione minima di 25 dollari. Il rimborso del prestito avviene tra i tre e i sei mesi tramite l'Imf coinvolta e per mano dell'imprenditore.

In sostanza, dunque, Kiva.org si occupa di destinare i prestiti alle varie istituzioni di micro-credito e di restituirli ai suoi iscritti.

Il meccanismo alla base di Kiva, che potremmo definire alla stregua di una vera e propria forma di social lending, prevede che il finanziamento dell'attività imprenditoriale non avvenga direttamente ma si avvalga dell'intermediazione di un'istituzione di micro-finanza che, una volta ricevuti i soldi, si preoccupa di farli arrivare all'imprenditore. Successivamente l'Imf si incaricherà di far restituire i soldi all'imprenditore e, con questi ripagherà Kiva e i prestatori. A ben vedere, dunque, l'Imf non agisce solo da intermediario per fare arrivare il prestito di Kiva, perché il prestito che viene fatto a Kiva ripaga, di fatto, un prestito che era gia stato erogato dall'Imf.

Kiva ha aperto le porte della speranza in un futuro migliore e dignitoso a migliaia di persone escluse dai tradizionali circuiti creditizi perché considerati clienti ad alto rischio, non solo sul fronte della solvibilità ma, anche e soprattutto, a causa dell'instabilità finanziaria dei Paesi in cui vivono e operano, delle fluttuazioni del tasso di cambio, della posizione geografica e, in ultima analisi, dei rischi connessi all'avvio di una start-up.

A differenza delle normali piattaforme di social lending, Kiva fa si che i finanziamenti, erogati tramite il proprio sito, siano di natura filantropica e, per questo, non è previsto un guadagno dal rientro delle somme prestate. Pertanto, se vi avvicinate a Kiva sperando di prestare denaro per ottenere un tasso d'interesse predefinito, come se fosse un vero e proprio strumento finanziario, sbagliate di grosso. Kiva ha un solo obiettivo: ridurre la povertà, fornendo a prezzi accessibili capitale circolante agli imprenditori a basso reddito.

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