Lo si legge nell'ultimo rapporto della Banca d'Italia, datato Luglio 2007, ed inerente l'economia delle regioni italiane nel 2006.Nel 2006 il rapporto tra le passività finanziarie delle famiglie e il reddito disponibile è salito al 47%. Nel confronto internazionale - si legge nel rapporto - le famiglie italiane restano in media poco indebitate: nel 2005 il rapporto era pari al 43% (ovvero il 4% in meno) in Italia, contro il 66% della Francia, il 100% della Germania, il 128% degli Stati Uniti d'America e il 148% del Regno Unito di Gran Bretagna. Nel 2006 i debiti finanziari pro capite ammontavano a 9,8 migliaia di euro; l'importo relativo alle regioni meridionali risultava quasi la metà di quello delle regioni del Centro e del Nord; la differenza tra queste aree geografiche è andata ampliandosi nel periodo che va dal 1998 a tutto il 2006. E' da tener presente che solo una parte limitata della popolazione è finanziariamente indebitata. Secondo l'indagine sui bilanci delle famiglie, nel 2004 la percentuale di nuclei familiari indebitati era pari al 23,9%, al Centro-Nord, e al 18,3% al Sud. A fine 2006 i
prestiti personali e i finanziamenti concessi alle famiglie italiane, costituivano circa l'80% delle passività finanziarie totali. La quota attribuibile ai
mutui era pari al 44,8%; questi pesavano solo per il 25,7% nel 1998. La loro incidenza sul complesso delle passività finanziarie delle famiglie risultava più elevato nelle regioni del Centro e del Nord del Paese (rispettivamente 46,3% e 48,4%), rispetto a quelle meridionali attestatesi al 35,1%. L'aumentato ricorso a questa forma di indebitamento è riconducibile, in primo luogo, al calo dei tassi d'interesse nominali e reali e alle politiche di offerta attuate dagli intermediari. Nel periodo 1998 - 2006, il peso del credito al consumo sul totale delle passività finanziarie delle famiglie è passato dal 9% al 14,2%. La crescente rilevanza di questa forma di indebitamento ha riguardato tutte le aree territoriali ed è stata particolarmente accentuata al Sud, passando dal 11,6% al 22,8%. Il ricorso al credito al consumo presenta una notevole variabilità territoriale, anche tra provincie appartenenti alla stessa area geografica, riconducibile, oltre che a caratteristiche della domanda, alla diversa diffusione territoriale della grande distribuzione. Gli altri prestiti ammontavano, a fine 2006, al 20,7% delle passività finanziarie totali (39,7% nel 1998). Nel periodo 1998 - 2006, il loro peso è fortemente diminuito in tutte le aree territoriali, soprattutto al Sud.
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