Piattaforme multi-sided e P2P Lending: innovazione e impatto economico

Le piattaforme multi-sided e il Peer-to-Peer Lending: evoluzione e impatto economico Nel contesto attuale, dove la digitalizzazione permea sempre più la nostra vita quotidiana, le piattaforme multi-sided stanno rivoluzionando il modo in cui diverse categorie di utenti interagiscono tra loro. Il Peer-to-Peer Lending (P2P Lending) , una forma innovativa di credito alternativo, rappresenta una delle applicazioni più interessanti di questo modello economico. Grazie alla connessione diretta tra prestatori e mutuatari, queste piattaforme offrono nuove opportunità di accesso al credito e di investimento, diversificando il panorama finanziario tradizionale. Come funzionano le piattaforme multi-sided? Le piattaforme multi-sided sono strutture digitali progettate per mettere in contatto due o più gruppi di utenti interdipendenti. Ad esempio, una piattaforma come LendingClub collega prestatori che vogliono investire il proprio capitale con mutuatari in cerca di finanziamenti. Questo modello di ...

Scopriamo cosa sono i mutui offset

Nel panorama delle offerte di mutui c'è una nicchia di prodotti, offerti in Italia da pochissimi instituti, che consentono di decurtare l'importo della rata in base alla liquidità disponibile in un conto agganciato al finanziamento. In gergo sono detti mutui offset. Come funzionano? Tecnicamente i metodi di calcolo sono 2. Il primo è basato sul ricalcolo mensile della quota interessi sottraendo dal capitale residuo del mutuo la somma sul conto. Ipotizzando un debito residuo di 100.000 euro e una giacenza sul conto di 10.000 euro, il tasso (nell'ipotesi pari al 3%) viene conteggiato su 90.000 euro, anziché 100.000 euro, determinando un risparmio netto (a parità di tassi) di 300 euro all'anno (il soggetto paga interessi per 5.700 euro anziché 6.000 euro). Il secondo metodo è basato sulla remunerazione delle giacenze nel conto corrente allo stesso tasso del mutuo. Gli interessi maturati, calcolati su base trimestrale, possono ridurre la durata del mutuo, diminuendo il numero delle rate, o diminuire l'importo della rata stessa. Con la differenza, rispetto al primo metodo, che questa somma viene registrata nella voce interessi attivi e, come tale, è soggetta alla ritenuta fiscale del 27%. Pertanto, l'importo finale che nell'esempio verrebbe girato al mutuo per la decurtazione della rata è più basso (219 euro anziché 300 euro a fronte di una ritenuta di 81 euro).

Commenti

📊 L’economia cambia ogni giorno! Seguimi su Facebook per approfondimenti e analisi sempre aggiornate. 💡