Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

Le banche sono tutte d'accordo. L'imperativo è erogare meno mutui possibili

Le banche sono tutte d'accordo. L'imperativo è erogare meno mutui possibili! Da qualche tempo un'insolita lentezza inerente tutto l'iter burocratico che sta intorno alla concessione dei mutui ha fatto scattare un campanello d'allarme. Come mai tanta lentezza nell'effettuare l'istruttoria o altre pratiche? Semplice. Le banche, anche tramite circolari interne, hanno dato ordini precisi ai propri funzionari. Scoraggiare la clientela costringendola a subire interminabili attese, inducendola a mollare. Ad affermarlo è stato uno dei responsabili del retail di una delle principali banche italiane che, per ovvie ragioni, preferisce restare anonimo (le dichiarazioni sono state rilasciate in esclusiva all'agenzia di stampa AdnKronos). "Basta una clausola diversa, un termine anticipato o un tetto alzato di poche migliaia di euro, magari con disposizioni temporanee e facilmente occultabili in caso di necessità, per decretare il fallimento di un'istruttoria di mutuo" - continua il manager -  "se poi questo meccanismo si applica tenendo conto della tipologia di pratiche che abitualmente arrivano alla stipula, è facile comprendere come regolare il flusso di nuovi mutui sia per la banca semplice come aprire o chiudere un rubinetto". A confermare questa tendenza negazionista ci ha pensato l’agenzia di indagini online QuestLab che, per conto di bankitalia, in collaborazione con Agenzia del territorio e Tecnoborsa ha reso noti i dati relativi alla propria indagine del mercato immobiliare relativa al primo trimestre 2012. Il dato che maggiormente emerge dall’analisi è la conferma del drammatico calo delle concessioni di mutuo a potenziali acquirenti che si vedono costretti a rinunciare all’acquisto di una casa per la quale avevano intrapreso il processo preliminare di compravendita con l’intermediazione dell’agenzia immobiliare. La difficoltà del reperimento di un mutuo rappresenta quindi lo scoglio principale e documentato che le agenzie denunciano come causa principale del calo attuale e conclamato delle compravendite. Sembra un dato paradossale, eppure non lo è. Ci si chiede, infatti, ma le banche non traggono guadagno dalla concessione di un mutuo? La risposta è si, ma in questo particolare momento storico, in cui le banche soffrono a causa di una incredibile crisi di liquidità derivante dalle speculazioni che imperversano sui mercati finanziari, il rapporto tra la raccolta e gli impieghi, si è sbilanciato notevolmente e il mercato interbancario è statico. In questo contesto, per le banche diventa molto più redditizio fare trading sui titoli di Stato, prendendo soldi dalla Bce all'1% e reinvestendoli in titoli di Stato più remunerativi, che non disperdere liquidità nell'economia reale, a imprese e famiglie, attraverso l'erogazione di finanziamenti e mutui.

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