Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

In Italia è piena emergenza mutui

Sono sempre meno gli italiani che provano ad accendere un mutuo per l'acquisto della casa. Ci sono delle oggettive condizioni di difficoltà per le famiglie che fanno chiaramente rimandare questa scelta. Un'altra ragione è determinata dal fatto che le banche erogano sempre meno e, soprattutto, per chi non ha una consistente liquidità da mettere in campo per anticipare parte di tutto il finanziamento che dovrà poi sostenere, è un bel problema. Ci sono richieste di garanzie sempre più severe da parte degli istituti di credito, sono più salati gli spread, cioè i rincari che le banche applicano ai tassi d'interesse nonostante questi, negli ultimi mesi, si siano abbassati, inficiandone, di fatto, la convenienza. Per chi ha già un mutuo e già lo sta pagando è sempre più duro rispettare la scadenza della rata mensile, non perché i tassi siano aumentati rispetto al passato, infatti non viviamo quella condizione drammatica, di emergenza, che abbiamo vissuto nell'autunno del 2008 quando gli spread impazziti e i tassi di mercato erano schizzati alle stelle e rendevano davvero improponibili le rate di chi aveva un mutuo a tasso variabile. Oggi abbiamo una condizione assai diversa. Vi sono, infatti, famiglie all'interno delle quali si sono persi posti di lavoro, quindi manca un reddito e quindi manca la capacità di rimborsare il prestito ottenuto. Una situazione che è resa ancor più critica dalla scadenza, assai vicina, della cosiddetta moratoria Abi sui mutui, che sta permettendo, da gennaio scorso, alle famiglie che sono in difficoltà di chiedere alla banca la sospensione della rata del mutuo. Salvo proroghe, il termine ultimo per le richieste è fissato al 31 luglio di quest'anno e, ricordiamo, che questa è già la terza proroga che il sistema bancario ha concesso alle famiglie. Questa difficile condizione ha indotto il Consiglio Nazionale del Notariato, ovvero l'organizzazione che rappresenta i notai nel nostro Paese,  insieme a 11 associazioni dei consumatori, ad istituire un gruppo di lavoro congiunto per fornire alle istituzioni, un monitoraggio costante ed un'indagine conoscitiva sul tema, al fine di sensibilizzare il legislatore affinché appronti delle soluzioni volte a fronteggiare questa situazione di vera e propria emergenza sociale.

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