
La Tobin Tax farà il suo debutto nel Bel Paese il prossimo primo gennaio 2013 e promette di ridurre ulteriormente le già provate risorse finanziarie dei piccoli risparmiatori. I grandi capitali, come è facile intuire, verranno portati altrove e verranno effettuati investimenti diversificati in grado di eludere questo nuovo balzello. La Tobin Tax, dal nome del premio Nobel per l'economia James Tobin, che la propose nel 1972, è una tassa che prevede di colpire tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli (penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine), e contemporaneamente per procurare entrate da destinare alla comunità internazionale. Nella sua accezione letterale appare, dunque, come una tassa in grado di colpire chi ha di più prelevando di più e chi ha di meno prelevando di meno. Si sà, dalla teoria alla pratica c'è un abisso e, infatti, a ben vedere, quella italiana è una Tobin Tax alquanto strana poiché dall’ambito di applicazione della nuova tassa sono escluse le operazioni aperte e chiuse in giornata. Il che significa che verrebbe graziato non solo il trading ad alta frequenza, ma anche i day trader. Tirando le somme, dunque, ad essere colpiti sarebbero solo i piccoli risparmiatori, sia quelli che operano direttamente compravendendo azioni (ma non titoli di stato, che restano esclusi dall’applicazione del balzello), sia gli investitori istituzionali che compravendono tali valori mobiliari in nome e per conto di terzi, ad esempio fondi comuni e fondi pensione. Quella varata dal Governo Monti, inoltre, è una Tobin Tax non molto lineare e mira a confondere le idee dei risparmiatori e degli investitori, in quanto prevede diverse fasce di applicazione e tassazioni differenziate. Ad esempio, chi deciderà di vincolare i soldi su un conto deposito, o investirà in fondi comuni, azioni, polizze, bond, gestioni patrimoniali pagherà d'ora in poi una patrimoniale sul valore del suo capitale alla fine di ogni anno pari all'1 per mille nel 2012 e all'1,5 per mille dal 2013 in poi. La tassa non prevede esenzioni per gli importi bassi e impone un'aliquota ben più elevata dell'1 per mille a tutti gli investimenti inferiori a 34.200 euro (nel 2012) e a 22.800 dal 2013 in poi, quando il prelievo salirà all'1,5 per mille. Facendo un esempio semplicissimo possiamo dire che un pensionato che ha sul conto deposito 5000 euro vincolati paga la Tobin Tax, un trader che in una giornata effettua transazioni per 5 milioni di euro non paga nulla e, francamente è forte il dubbio che questi, in seguito alle operazioni di trading effettuate sia tanto ingenuo da depositare i suoi soldi in Italia.