Zopa Italia, primaria società operante nel campo del "Social Lending", è stata recentemente cancellata dall'albo degli intermediari finanziari ad opera della Banca d'Italia. Del caso ci siamo già ampiamente occupati in un precedente post (
Zopa è stata cancellata dall'elenco degli intermediari finanziari!), ma visto l'evolversi della situazione è giusto fornire qualche informazione in più relativamente agli aspetti tecnici e giuridici della vicenda.
Per bocca dell'Amministratore delegato della società, Maurizio Sella, apprendiamo che "la richiesta di ottenere una sospensione del provvedimento di cancellazione al Tar e successivamente al Consiglio di Stato non hanno avuto esito positivo. Non ne siamo rimasti sorpresi - continua Sella - perchè la richiesta di sospensione del provvedimento per motivi di urgenza viene concessa, indipendentemente dal merito del ricorso, quando, nel tempo che intercorre tra l'adozione del provvedimento e la decisione finale dei giudici, si possono generare gravi danni. Nel nostro caso è stato giudicato che tale rischio non sussistesse in quanto Zopa sta assicurando la gestione dell'esistente (ripagamento rate e recupero crediti), però il Consiglio di Stato ha riconosciuto che "… le questioni prospettate dall'appellante richiedono un approfondimento in sede di esame del merito del ricorso".
Ci è comunque chiaro - dice ancora l'AD di Zopa - che la via giudiziale, per i suoi tempi lunghi ed esiti incerti, non è la soluzione per consentire una rapida ripartenza delle attività. Per questo stiamo procedendo verso la nuova operatività con i conti di moneta elettronica per i prestatori, avendo scelto IMEL.EU (Istituto di Moneta Elettronica Europeo) come partner. Al momento stiamo finalizzando le specifiche di integrazione tra i due sistemi per poter procedere con i necessari sviluppi software. Affinché la nuova piattaforma Zopa possa diventare operativa, sarà però anche necessario che essa sia gestita da un nuovo soggetto giuridico, diverso da Zopa Italia S.p.A., che abbia ottenuto dalla Banca d'Italia l'iscrizione all'albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB. Pertanto, oltre agli aspetti squisitamente tecnici relativi al perfezionamento della nuova piattaforma, stiamo anche individuando la migliore soluzione sotto il profilo giuridico affinché il "nuovo progetto" divenga presto una realtà
".
Zopa è divenuta, in breve tempo, un punto di riferimento per tutti coloro i quali hanno avuto delle oggettive difficoltà ad accedere al credito attraverso i canali tradizionali e, cosa da non sottovalutare affatto, spuntando delle condizioni decisamente più favorevoli in termmini di tassi d'interesse. Al momento, in Italia, i prestiti tra privati vengono "transati" da un altra importante e serissima società, ovvero Boober. Pare che anche Boober sia sottoposta a controlli da parte della Banca d'Italia anche se, a dire il vero, appare evidente come il sistema adottato da Boober sia più vicino ai dettami della nostra banca centrale e quindi non dovrebbe avere gli stessi problemi che sta avendo Zopa.
Il grande lavoro che sta svolgendo lo staff di Zopa Italia per venire a capo di questa spiacevole vicenda è lodevolissimo e crediamo che non ci vorrà troppo tempo per rimettere le cose a posto.
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