Il paradosso degli affitti brevi in Italia: una crisi pilotata

Affitti brevi in Italia: tra nuove norme, crisi del settore e impatti sulla proprietà privata Negli ultimi anni, il settore degli affitti brevi in Italia ha vissuto una trasformazione significativa, passando da una crescita esponenziale a una fase di contrazione e incertezza. Le nuove normative introdotte nel 2025 hanno portato a un cambiamento radicale, con conseguenze che stanno facendo discutere. Se da un lato queste regole mirano a contrastare l’abusivismo e a regolamentare un mercato in forte espansione, dall’altro hanno sollevato preoccupazioni per il loro impatto su piccoli proprietari, posti di lavoro e il diritto alla proprietà privata. Un settore in evoluzione: dati pre e post pandemia Prima della pandemia, il mercato degli affitti brevi in Italia era in piena espansione, con piattaforme come Airbnb , Booking.com , Expedia e TripAdvisor che dominavano il settore. Nel 2019, si contavano oltre 642.300 unità abitative attive su Airbnb, un numero che rappresentava una crescita ...

Mutui: dall'1 gennaio 2009 obbligo per le banche di offrire anche quelli ancorati ai tassi Bce

La volatilità dell'Euribor che, nel recentissimo passato, è stata la principale causa dell'aumento incontrollato delle rate dei mutui a tasso variabile, ha indotto le istituzioni a valutare l'opportunità di rendere obbligatoria l'offerta, da parte degli istituti di credito, di prodotti ancorati anche ai tassi fissati dalla Banca Centrale Europea.

Questa esigenza, in conseguenza dell'articolo 2, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, ha prodotto uno scossone nel mondo bancario, da sempre restio ai cambiamenti.

I tassi Bce sono certamente più stabili rispetto all'Euribor ma bisogna tenere in debita considerazione la volontà, da parte della banca, di rendere effettivamente conveniente i mutui ad essi ancorati. Se, infatti, lo spread applicato è di gran lunga superiore rispetto a quello previsto per i mutui agganciati all'Euribor, la convenienza può venir meno.

La suddetta norma, ancora non convertita in legge, stabilisce che il tasso complessivo applicato nei contratti di mutuo "Bce" sia in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazione offerte e che quindi l'adozione del parametro di indicizzazione ancorato alle condizioni Bce non costituisca una ragione per aumentare il carico dei clienti nel pagamento delle rate.

Sul fronte della trasparenza, dal prossimo primo marzo, gli istituti di credito dovranno predisporre un documento con tutte le informazioni inerenti i mutui offerti. In particolare, dovranno essere pubblicati, in relazione ai vari prodotti:

a) il tasso di interesse (l'indicazione se si tratta di tasso fisso o variabile; e, in caso di tasso variabile, lo spread, il parametro di riferimento e l'ammontare del tasso al momento della pubblicità);

b) la durata minima e massima del mutuo;

c) le modalità di ammortamento;

d) la periodicità delle rate.

Il documento dovrà essere inviato, in occasione della prima comunicazione utile (comunque entro e non oltre il 15 aprile 2009) anche ai clienti che hanno un mutuo in essere con la banca.

Commenti

📊 L’economia cambia ogni giorno! Seguimi su Facebook per approfondimenti e analisi sempre aggiornate. 💡