Si svolgerà a Roma il 29 e 30 ottobre 2007 la VI edizione del convegno dedicato ai mutui e al credito al consumo organizzato congiuntamente da Abi e Assofin, dal titolo "Consumer Credit & Mortgage Day. Il nuovo mercato dei
mutui e dei
prestiti". Nell'ambito di questo attesissimo appuntamento si parlerà dell'andamento del settore creditizio, la cui crescita sembra più contenuta rispetto al recente passato. In Italia, rispetto ai principali mercati internazionali, il valore delle consistenze procapite, sia del credito al consumo sia dei mutui immobiliari, è notoriamente molto più contenuto e assai lontano rispetto a modelli economico - finanziari quali possono essere gli Stati Uniti d'America o la Gran Bretagna, paesi, questi ultimi, in cui le famiglie ricorrono con maggiore frequenza al credito per far fronte alle spese gravanti sui propri bilanci.Con riferimento all'attività di credito al consumo, le Società associate ad Assofin, hanno erogato nel corso dei primo 8 mesi del 2007, circa 40.222 milioni di euro, l'11,60% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tale aumento è in linea con il trend in atto da alcuni anni che vede il comparto ancora in crescita ma a ritmi decrescenti, segno di una raggiunta maturità del mercato. Questa analisi, prodotta dall'Osservatorio Assofin sul credito immobiliare, conferma l'andamento più dinamico dei prestiti non finalizzati e dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio e lo sviluppo al di sotto della media di settore di tutte le altre forme tecniche, caratterizzate da un grado di maturità più elevato. Nel corso del primo semestre dell'anno si evidenzia un significativo rallentamento della dinamica delle erogazioni di mutui immobiliari a favore delle famiglie consumatrici nel nostro Paese. L'Osservatorio Assofin sui mutui casa, indica una crescita dei flussi finanziati pari al 6,8%, in calo però, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le principali cause di tale andamento, si legge nell'ultimo bollettino diramato da Assofin, sono da ricercare nella flessione del mercato immobiliare e, più in particolare, alla domanda di unità immobiliari con finalità di investimento ed all'innalzamento dei tassi d'interesse (conseguenza anche delle politiche antinflazionistiche perseguite dalla BCE), mentre non si ritiene abbiano prodotto influenze rilevanti sull'offerta i primi echi provenienti da oltreoceano riguardanti la crisi dei
mutui subprime.
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