Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

La Regione Calabria si attiverà per chiedere che vengano sanzionate le Banche, ree di applicare tassi d'interesse elevatissimi

In seguito all'indagine condotta dall'Adusbef, secondo cui, in Calabria il costo del denaro è il più elevato d'Italia (11,28%), due esponenti del mondo politico calabrese hanno invitato la Regione Calabria ad attivare tutte le procedure previste dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per eventualmente sanzionare le banche che operano in Calabria con tassi d’interesse distorsivi della libera concorrenza nazionale. I fatti parlano chiaro. Un impiegato di 30 anni che ha la necessità di accendere un mutuo di importo pari a € 100.000 per finanziare l'acquisto della propria abitazione per intero e che svolga un'attività lavorativa a tempo indeterminato, percependo un reddito mensile netto di 1.100 euro dovrà sborsare:

a) se residente a Cosenza, una rata di circa 641 euro al mese con un tasso fisso del 6,65% e l'ISC al 6,93%, ovvero: capitale richiesto € 100.000,00; interessi corrisposti € 131.107,43; spese € 1.040,00; totale del mutuo € 232.147,43.

b) se residente a Trento, una rata di circa 605 euro con un tasso fisso del 6,10% e un ISC del 6,36%, ovvero: capitale richiesto € 100.000; interessi corrisposti € 118.158,19; spese € 904,00; totale del mutuo € 219.062,19.

In conseguenza di ciò, la medesima persona, in Calabria spenderebbe ben € 13.085,24 in più. Ciò dimostra quanto caro sia il costo del denaro in Calabria, e più in generale nel Mezzogiorno, rispetto al Nord Italia. E' veramente ora che si ponga un freno a questa vera e propria ingiustizia sociale, perpetrata dalle banche a scapito dei consumatori!

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