Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

Basta con l'oro, investiamo in diamanti!

É l'ora dei diamanti! A differenza dell'oro, bene rifugio per eccellenza, il diamante ha andamenti lineari: il settore è regolato dalla Diamond Trading Company (ex De Beers), che detiene oltre il 60% del mercato. Per calmierare la domanda la storica società emette scorte oppure riduce l'offerta. L'investimento in diamanti, però, "non è mai speculativo", spiega Claudio Giacobazzi, amministratore delegato della società di intermediazione Intermarket Diamond Business. "Nella composizione del portafoglio degli investimenti i beni rifugio devono riguardare una piccola porzione delle disponibilità, tra il 5% e il 10% del totale. Questo perché sono investimenti di medio-lungo periodo: l'orizzonte temporale consigliato è di 5 anni". Un investimento che Giacobazzi definisce "assolutamente sicuro" e che ha conosciuto un unico episodio negativo: il valore dei solitari calò con la bolla speculativa di fine anni Settanta. Chi è l'investitore tipo? Solitamente è una persona che ha già impegnato denaro in altri settori e vuole diversificare in beni rifugio. L'impegno minimo per accedere all'investimento in diamanti è di 5.000 euro. Il rendimento medio annuale è di circa il 4,5%. Non ci sono costi d'ingresso e mantenimento, esistono costi di uscita in funzione del tempo: maggiore è la durata, minore è il costo.

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