Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

Cosa sono le obbligazioni high yield? Se non lo sai stanne alla larga!

Oggi parliamo delle obbligazioni high yield (obbligazioni ad alto rendimento) emesse sia da enti governativi che da società private che, a fronte di alti rendimenti, comprendono rischi assai elevati, in relazione soprattutto alla possibilità che l'emittente possa dichiarare insolvenza durante la vita del titolo. Generalmente vengono fatte rientrare in questa categoria le obbligazioni di emittenti il cui rating sia inferiore al giudizio di tripla B. A tal fine è utile ricordare le definizioni di Moody's e S&P riguardo ai titoli con rating doppia B (quindi quelli con il giudizio più elevato all'interno del comparto high yield). Moody's disse:"il loro futuro non può essere considerato una certezza. Spesso le garanzie a fronte dei pagamenti di interesse e capitale possono essere molto modeste. L'incertezza della posizione caratterizza le obbligazioni di questa classe". S&P invece disse: "in condizioni economiche avverse le obbligazioni corrono rischi significativi, che potrebbero condurre a una situazione di incapacità da parte dell'emittente di far fronte agli impegni finanziari relativi". Da quanto scritto dalle due agenzie si evince come le obbligazioni high yield abbiano un contenuto di rischio decisamente elevato, ragion per cui investire in questi strumenti richiede molte accortezze. É necessario, infatti, un approfondimento dei fondamentali della società emittente simile a quello richiesto per un investimento in azioni. In particolare occorre valutare se i flussi di cassa che verranno generati e l'accesso a eventuali finanziamenti saranno tali da garantire i pagamenti delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza. É consigliabile, inoltre, per gli stessi motivi, ricercare un livello di diversificazione molto elevato costruendo un portafoglio con un numero di titoli tale per cui nessuno abbia un peso percentuale eccessivo sul totale. In generale i bond high yield, pur avendo le caratteristiche di altri titoli obbligazionari, in termini di rischiosità andrebbero considerati a tutti gli effetti come delle azioni. Per tutte queste ragioni, a chi volesse investire in questa tipologia di obbligazioni e non sia in possesso delle informazioni o delle competenze necessarie, è consigliabile farlo attraverso strumenti collettivi (Fondi o Sicav), che possono garantire il necessario livello di approfondimento di analisi e di diversificazione dei rischi. Ovviamente, nella scelta del fondo occorre tenere in considerazione fattori come: la performance storica del gestore (sia in termini di rendimento assoluto sia di volatilità) e i costi di gestione e sottoscrizione.

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