Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

Mutui in Italia piu' cari che nel resto d'Europa

In questo preciso momento non è consigliabile investire nel mattone. In Italia e in diversi Paesi dell'area euro, dove i prezzi sono giunti a livelli elevatissimi e, con tassi d'interesse da capogiro si è registrato, infatti, un incremento dei pignoramenti dovuto al mancato pagamento delle rate di rimborso dei mutui ipotecari (con particolare riferimento ai mutui a tasso variabile). Si salva, almeno in parte, la Germania dove il mercato immobiliare non sembra sia stato interessato da quella che altrove, come ad esempio in Spagna, sembra una vera e propria bolla. Come se non bastasse, in Italia, i mutui costano di più rispetto al resto d'Europa. Lo ha ammesso lo stesso Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ha a più riprese esortato le banche ad adeguare i tassi alla media di quelli applicati in Europa. Il vicedirettore dell'Istituto Centrale, Giovanni Carosio, ha recentemente fatto notare come, nel solo mese di marzo 2007, il saggio d'interesse sui nuovi prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sia stato pari al 5,2% con un incremento pari allo 0,50% in più di quanto registrato nel resto d'Europa. Carosio ha poi aggiunto: "attualmente chi volesse optare per un mutuo a tasso fisso pagherebbe un rotondo 0,80% in più rispetto ad un mutuo a tasso variabile contro una differenza che nel Vecchio Continente si attesta allo 0,30%". L'Abi ha per altro confermato questi dati, mettendo in luce una crescita dei tassi applicati ai mutui in Italia al 5,28% dal 5,18%. La media in Europa è al 4,74%.

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