Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento

Il trattamento del creditore ipotecario nel fallimento: una guida dettagliata Nel vasto panorama delle procedure fallimentari, il trattamento del creditore ipotecario è un tema centrale, capace di influenzare la gestione del credito e la distribuzione delle risorse. Questo articolo offre un'analisi approfondita delle normative e delle implicazioni che regolano la posizione del creditore ipotecario nel fallimento, con l'obiettivo di fornire informazioni utili e chiare per operatori economici e lettori interessati. Nel fallimento, l'ordinamento italiano stabilisce una gerarchia rigorosa per il trattamento dei creditori, basata sul tipo di credito vantato e sulle garanzie associate. Questa classificazione, regolata dal codice civile e dalla legge fallimentare, è fondamentale per garantire un approccio sistematico ed equo alla distribuzione delle risorse. Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento delle principali categorie creditizie. 1. Crediti prededucibi...

Come investire in questo 2012

Dalla prestigiosa penna di uno degli economisti più arguti e competenti che esistano in Italia, ovvero Oscar Giannino, giornalista dall'eloquio forbito ed assai gradevole, è nato uno dei più bei pezzi che questo scorcio di 2012 ci abbia regalato e la cui titolarità appartiene al mensile Wired (pagina 111 del numero 36, febbraio 2012), dal quale ci permettiamo di mutuarlo integralmente per renderlo fruibile anche alla consultazione dei nostri lettori.

"Un conto è che ti chiedano di interpretare dati finanziari e andamenti dei mercati, cioè di illustrare tesi fondate su catene di possibili conseguenze di alcuni trend. Si tratta di tesi che, per obbligo di chiarezza e verità, bisogna sempre avanzare mettendo le mani avanti. Perché ogni grande crisi - quella che viviamo dal 2007 è epocale - riscrive in maniera del tutto nuova le catene evenemenziali. Il che significa che ogni strategia di successo è figlia di un ciclo. E superata dalla sua crisi. Altro conto è quando ti chiedono di dar risposta alla domanda delle cento pistole: dire a una platea eterogenea che cosa sia meglio comprare nel 2012 che si apre tra funesti presagi. Hofatto la premessa - dice Giannino - perché vi appaia meno pazza la risposta alla domanda che mi è stata qui fatta. Primo, non c'è una risposta che vada bene per chiunque di voi. Ognuno deve misurare, qualunque sia il livello di reddito disponibile da destinare a risparmio e investimento e qualunque sia il suo stock patrimoniale di attività mobiliari e immobiliari, i tempi e i modi delle proprie produzioniattese di reddito e dei propri consumi di cassa nelle unità di tempo a venire, a breve, medio e lungo termine. Da questo dipende una ragionevole e prudenziale valutazione delle diverse curve di rendimento da perseguire attraverso diverse classi di asset. Secondo, è evidente che il risparmio degli italiani diminuirà: recessione ed erosione del reddito disponibile inducono a metter mano al patrimonio o, per evitarlo, a consumare meno. Situazione che spinge a forme di strisciante panico: da qualche mese non solo gli abbienti ma anche il ceto medio hanno iniziato a smontare posizioni e a trasferirle all'estero - continua Giannino - con ritiro anche di depositi. E formazioni di cuscini ingenti di liquidità e di rotoli di biglietti sotto il materasso. Terzo, è tra il possibile e il probabile che i prezzi medi delle unità immobiliari vadano incontro a flessioni: le nuove imposte sulla casa e la rivalutazione delle rendite e dei criteri di accatastamento inducono a pensarlo. Quarto, nell'ultima parte del 2011 i paesi emergenti hanno visto i mercati finanziari virare al ribasso assai più delle loro economie reali. Anche l'oro ha iniziato a perdere fino a quasi il 20%, dopo aver sfiorato i 2000 dollari l'oncia. Chi aveva scommesso sulla rivalutazione persistente del Franco Svizzero è rimasto scottato dalla decisione della banca centrale svizzera di fermare l'apprezzamento con ogni mezzo possibile. In sintesi estrema e conclusiva. Più prudenza sul mattone. Oltre ai banali conti di deposito ad alta remunerazione che offre il mercato, superiori al 4%, pensate, con qualche buon consigliere, a linee monetarie, pronti contro termine in valute di paesi emergenti con attivi solidi nelle partite correnti. Fondi ad alta diversificazione nell'obbligazionario, fuori dai bond sovrani che sono oggi sulle montagne russe ma invece bond corporate di grandi gruppi mondiali ad alta solidità - l'Eni è oggi più solida della Repubblica Italiana, per fare un esempio di casa nostra - con un bel po' di arbitrario su bond corporate high yields, che hanno ottimi rendimenti anche se elevano il coefficiente di rischio. E poi, se credete di seguirmi in quella che può apparirvi una follia, - conclude Giannino - se avete di fronte a voi una prospettiva di un paio di decenni o dovete pensare a figli piccoli, molto ma molto più azionario nei fondi bilanciati di quanto vi propongano in banca. Perché a questi prezzi di Borsa, a meno che la Terra impatti in un asteroide imprevisto, entrare nell'azionario (evitendo banche di paesi in cui possano fallire) offre negli anni a venire rendimenti molto ma molto interessanti".
Oscar Giannino

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