Nei momenti di crisi, si sa, quella di ricorrere ai
prestiti è sempre la via più breve per dare ossigeno al bilancio familiare e portare a compimento qualche progetto che richiede una certa liquidità per essere realizzato. Non sempre, però, è facile ottenere un finanziamento, specie in questo periodo in cui le banche hanno "chiuso il rubinetto" mettendo in atto una strategia, se possibile, ancora più accorta e fiscale rispetto al recente passato.
In uno scenario siffatto va ad inquadrarsi l'ottima iniziativa promossa da Abi e Cei che, grazie alla formula del
microcredito, attraverso un'imponente organizzazione strutturale composta da ben 10672 filiali sparse su tutto il territorio nazionale, consentirà alle famiglie che versano in condizioni di particolare disagio economico, di accedere facilmente a questa particolare forma di finanziamento per far fronte alle più svariate esigenze.
L'accordo, al quale hanno aderito diversi istituti di credito facenti parte di gruppi bancari di primissimo livello, (Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Gruppo Bipiemme, Bnp Paribas, Gruppo Carige, Gruppo Banco Popolare, Gruppo Banca Sella Holding ed altri), prevede la concessione di piccoli finanziamenti, il cui importo massimo è di 6000 euro, garantiti al 50% da un apposito fondo di garanzia che attualmente vanta un plafond di 30 milioni di euro, a tutte le famiglie numerose, o gravate da malattia o disabilità, che abbiano perso ogni forma di reddito e che abbiano un progetto per il reinserimento lavorativo o l’avvio di un’attività imprenditoriale.
Scendendo maggiormente nei dettagli si nota come il finanziamento, se pur di importo tutto sommato contenuto, potrà essere erogato in varie tranche a seconda delle specifiche esigenze dei clienti e, inoltre, potrà anche essere rinnovato, per un ammontare massimo di altri 6000 euro e per un periodo di 12 mesi ma soltanto se la banca riterrà che sussistono le condizioni perché il rientro delle somme erogate sia garantito.
Il piano di rimborso del prestito decorre trascorsi 12 mesi dalla delibera e con una durata massima di 5 anni. E’ previsto che a tale finanziamento venga applicato un Taeg non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (il cosiddetto Tegm) sui prestiti personali, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi della legge 108/1996.
Per ciò che attiene le modalità per richiedere il finanziamento, tutte le famiglie in possesso dei requisiti previsti dall’accordo dovranno recarsi presso l’ufficio diocesano più vicino, compilare un apposito questionario e indicare il progetto di reinserimento lavorativo o di avvio di nuova attività imprenditoriale con l’assistenza degli operatori oltreché allegare la documentazione richiesta e presentare presso una delle banche aderenti la domanda di finanziamento.
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