sabato 30 giugno 2012

Le banche speculano sui terremotati di Abruzzo ed Emilia Romagna

Troppo grave ed irritante per passare sotto silenzio. Troppo becero il comportamento di chi si è arrogato il diritto di gestire il denaro donato dagli italiani in favore delle popolazioni terremotate. Giusto l'appunto, che ha il sapore di denuncia sociale, effettuato da Luca Scialò di Napoli attraverso il suo blog "Le Voci di Dentro". "La burocrazia italiana non conosce limiti e pudori, neppure di fronte al dolore. Gli Istituti di credito italiani – alias le Banche – si attaccano a cavilli e rigidi criteri anche quando si tratta di distribuire il denaro che tanti italiani hanno generosamente versato in favore di propri connazionali colpiti dal sisma. Una vergogna che si è verificata tanto per il credito che spetterebbe ai terremotati dell’Aquila quanto per quelli dell’Emilia. Nel primo caso, i soldi sono stati negati; nel secondo, a chi ne fa richiesta, sono richieste ben 5 euro di commissione. Ecco i due casi." Da questo momento Scialò entra nel vivo di quella che a tutti gli effetti e a pieno titolo può considerarsi un'inchiesta volta a rivelare nefandezze alle quali solo il Bel Paese ci ha purtroppo abituati. "Non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodo Bertolaso comprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. Mentre Silvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare. Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol." A questo punto Scialò sciorina numeri importanti che fanno ribollire di rabbia. "Quello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop). Al termine dell’operazione quello che è successo è semplice: i soldi che le persone hanno donato sono serviti a poco o a niente. Non sono stati un aiuto per l’emergenza, ma – per decisione di Bertolaso – la fase cosiddetta della post emergenza. Che vuol dire aiuti sì, ma pagati a caro prezzo. Le persone si sono rivolte alle banche (consigliate da Etimos, ovviamente) e qui hanno contrattato il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Non è stato in grado neppure di prendere il prestito perché giudicato persona a rischio, non in grado di restituire il danaro. I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio." Scialò, da ottimo cronista, riporta anche la difesa della Etimos. "Fino a oggi, scoperto il metodo Bertolaso, il consorzio finanziario Etimos si è preso le accuse. Ma il presidente dell’azienda padovana al Fatto Quotidiano spiega che il loro è stato un lavoro pulito e trasparente. “Se qualcuno ha mancato nell’informazione”, dice il presidente Marco Santori, “è stata la Protezione civile che doveva precisare che i soldi erano destinati al post emergenza e non all’aiuto diretto. Noi abbiamo fatto con serietà e il risultato è quello che ci era stato chiesto”". Ed ecco il nodo delle commissioni bancarie, su cui Scialò ha giustamente puntato il dito fornendo delle amare conclusioni. "Gabriele Villa, sul Giornale, prendendo spunto dalla recente esperienza di un cittadino di Legnano che ha provato a effettuare una donazione attraverso bonifico bancario, si è trovato dinanzi a una sorpresa ben sgradita. “O, meglio, che sia stato costretto a rinunciare alla donazione dopo essersi sentito chiedere dall’impiegato allo sportello una commissione bancaria di cinque-euro-cinque per il bonifico. «Lo ammetto spiega- è stata una reazione istintiva, mi sono sentito preso in giro. Ma come? Uno vuol aiutare i terremotati, viene a fare beneficenza e le banche ne approfittano per saccheggiare le nostre tasche. No, mi spiace per i nostri sfortunati connazionali dell’Emilia, ma io a questo gioco non ci sto». Così si è espresso al telefono il nostro lettore e, francamente, è difficile dargli torto” – riporta il quotidiano. Purtroppo, continua ancora l’articolo del Giornale, il caso è tutt’altro che isolato. “Un giro di telefonate in alcuni istituti di credito ci ha confermato il «misfatto». Le banche, specie se non sono la banca di riferimento, cioè se non si tratta della banca in cui il donatore ha un conto corrente, non fanno alcuna distinzione e applicano alla lettera i loro balzelli e le loro commissioni di bonifico. In altre parole non interessa affatto alla banca che sulla causale del bonifico ci sia scritto: terremotati o una qualsiasi altra parola che evochi generosità e solidarietà. Provate dunque a immaginare in queste ore quante persone, migliaia di persone si stanno prodigando a versare piccoli o grandi gruzzoli, e vengono puntualmente tartassate arricchendo le banche dove si recano a fare il loro bravo bonifico”. Una situazione davvero paradossale. Le banche avrebbero potuto fornire un significativo aiuto ai terremotati esentando dalle commissioni l’effettuazione di bonifici di donazione per le zone colpite dal sisma. E, invece, le commissioni continuano ad essere percepite, poichè i bonifici disposti per le donazioni di cui abbiamo appena fatto cenno vengono considerate in tutto e pertutto come transazioni “ordinarie”, da assoggettare al pagamento di commissioni, come da tariffario standard. Inutile dire che da vent’anni a questa parte siamo sotto una dittatura delle Banche. Anzi, l’intero Globo è assoggettato ai poteri della Finanza. E con un Governo di tecnocrati e banchieri al potere, dubito fortemente che le cose possano migliorare in positivo nel breve periodo. "

Per fronteggiare la crisi è meglio un mutuo a tasso variabile da trasformare successivamente in fisso

Il valore dei tassi di riferimento a cui sono agganciati i mutui dipende dall'andamento di molte variabili dei mercati finanziari e varia quotidianamente. Al momento, la differenza tra i valori dell'Euribor (indicatore per i mutui a tasso variabile) e dell'Irs (indicatore per i mutui a tasso fisso) è abbastanza elevata (circa 1,7 punti percentuali fra l'Euribor a tre mesi e l'Irs a 20 anni, per esempio) soprattutto perchè i primi sono su livelli storicamente minimi. Nel momento in cui la situazione economica e finanziaria internazionale dovesse dare segnali di miglioramento, anche le banche centrali potrebbero tornare ad alzare il costo del denaro, influenzando così i tassi Euribor che tenderanno in parte a chiudere l'attuale divario con gli Irs. Anche questi ultimi, tuttavia, in caso di uscita dalla crisi tenderanno (seppur in misura inferiore) ad aumentare rispetto ai livelli attuali. Tutti i mutuatari che sono del parere di insistere adesso sul variabile, per passare al fisso nel momento in cui si manifesteranno le prime avvisaglie di rialzo degli Euribor, ragionano correttamente, ma difficilmente troveranno, al momento del passaggio, tassi Irs così convenienti.

giovedì 28 giugno 2012

Carrefour Banca: chiedere un prestito al supermercato si può e conviene

Banca Carrefour è operativa in Italia dal primo ottobre del 2011 e, a seguito della fusione per incorporazione Carrefour Servizi Finanziari è diventata Carrefour Banque, banca dell'omonima catena di supermercati, attiva oltralpe da oltre 20 anni. Banca Carrefour è una Banca a tutti gli effetti e propone prestiti personali, mutui e prodotti finanziari equipollenti a quelli normalmente reperibili in un'istituto di credito tradizionale. A differenza di una banca di tipo tradizionale però, Banca Carrefour, molto spesso riesce ad offrire prodotti con tassi più convenienti. Ad esempio, il prestito flessibile Carrefour Banca per un importo finanziato pari a 16.000 euro da rimborsare in 120 rate mensili da 191 euro al T.A.N. del 7% e con un T.A.E.G. dell'8,18%; costerà al cliente, al termine della durata contrattuale, 23.157,42 euro. Il T.A.E.G. rappresenta il costo del finanziamento e comprende: imposta sostitutivapari allo 0,25% dell'importo finanziato con una durata superiore a 18 mesi: 41,13 euro (con addebito sulla prima rata), spese mensili di gestione pratica: 1,50 euro,imposta di bollo sul rendiconto annuale e di fine rapporto: 1,81 euro (per saldi/importi superiori a 77,47 euro), spese di apertua pratica 450 euro (e questa è un po' la nota dolente). I punti vendita abilitati sono ubicati in molti centri commerciali e supermercati Carrefour sparsi sulla Penisola, ad eccezione che nel meridione. Carrefour Banca è presente a: San Giuliano Milanese (MI); Grugliasco (TO); Tor Vergata (RM); Romanina (RM); Frosinone (FR); Tavagnacco (UD); Paderno (MI); Carugate (MI); Assago (MI); Gallarate (MI); Nichelino (TO); Massa Carrara (MS); Casalecchio (BO); Giussano (MI); Collegno (TO); Marcianise (CE); Pontecagnano (SA); Cagliari Quartu (CA); Marcon (VE); Limbiate (MB); Pisa (PI); Thiene (VI); Vercelli (VC). Per qualsiasi informazione è possibile chiamare il numero 840.32.00.99 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 20:00 e sabato dalle 9:00 alle 14:00. Solo il primo scatto alla risposta a carico del cliente costa 0,065 euro. L'offerta non si limita ai prestiti personali, ma c'è anche la possibilità di ottenere delle carte di credito. Per l'esattezza si tratta delle carte Carta PASS MasterCard (una carta di credito internazionale, utilizzabile negli oltre 30.000.000 di esercizi aderenti al circuito MasterCard e in tutti i punti di vendita del Gruppo Carrefour Italia) e Carta PASS (una carta privativa di pagamento revolving che permette di accedere a tutti i vantaggi e sconti esclusivi per gli acquisti effettuati nei soli punti di vendita del Gruppo Carrefour Italia presenti sul territorio nazionale).

lunedì 25 giugno 2012

Ing Direct sospende i mutui inerenti abitazioni danneggiate dal terremoto in Emilia

Dopo Veneto Banca anche Ing Direct, colosso finanziario olandese noto per aver portato in Italia il primo conto deposito della storia (Conto Arancio), sospende il pagamento delle rate dei mutui contratti in Emilia Romagna e inerenti le unità immobiliari danneggiate dagli eventi sismici che hanno colpito l'intera regione. Il provvedimento, che riguarda principalmente le province di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Reggio Emilia e Rovigo, consentirà a tutti i mutuatari interessati, di non pagare il mutuo fino al 31 dicembre del 2012. Le rate verranno poste in coda al mutuo, evenienza questa, che ovviamente farà allungare i tempi del rimborso, ma in buona sostanza consentirà di prendere fiato al fine di reperire importanti risorse finanziarie per far fronte alle più svariate esigenze di carattere economico e anche abitativo di ciascuna famiglia colpita dal disastro. Per maggiori informazioni Ing Direct ha predisposto due linee telefoniche dedicate. Da cellulare 02-9996789; da telefono fisso 800-717273.

sabato 23 giugno 2012

Fiditalia finanzierà l'acquisto di impianti fotovoltaici SunEdison

Fiditalia, primaria società finanziaria facente parte del Gruppo Société Générale, presente sul mercato dei prestiti personali e del credito al consumo da oltre trent'anni, ha stipulato un importante accordo con SunEdison al fine di agevolare l'accesso al credito di tutti coloro i quali abbiano intenzione di installare un impianto fotovoltaico "Solar in a Box". Il sistema "Solar in a Box" agevola l’accesso all’energia solare da parte dei privati e dei possessori di piccole e medie imprese, non soltanto grazie ai prezzi contenuti, ma soprattutto grazie alla sua semplicità di attivazione. Per ciò che attiene la linea di credito specificatamente approntata da Fiditalia, diciamo che si tratta di un finanziamento quindicinnale che prevede il versamento della prima rata una volta che l’impianto è stato installato ed ha ottenuto la Certificazione di Conformità secondo le normative vigenti.

venerdì 22 giugno 2012

Mutui: si rischia il blocco totale delle erogazioni a causa delle polizze ad essi legate

Sembrava un'ipotesi remota e invece rischia di divenire una incredibile, dura, realtà. Da qui a qualche settimana gli istituti di credito potrebbero chiudere definitivamente i rubinetti e non erogare nessun mutuo a causa delle polizze vita ad essi legate. Il nodo da sciogliere al fine di scongiurare una evenienza del genere è sostanzialmente uno solo, ovvero trovare un escamotage per applicare la nuova legge, introdotta dal Decreto Liberalizzazioni, che prevede che nel caso in cui una banca o un intermediario finanziario condizionino l'erogazione del prestito o del mutuo alla stipula di una polizza Vita, il cliente dovrà avere a disposizione almeno due preventivi di due diversi gruppi assicurativi a esso non riconducibili. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi. L'Abi è in pieno stato d'allarme poiché la rete fittissima di relazioni d'affari esistente in Italia tra i gruppi bancari e quelli assicurativi rende, praticamente, quasi del tutto impossibile scovare due compagnie che non abbiano alcun rapporto d'affari con l'istituto erogante. In buona sostanza, le compagnie assicurative non devono aver stabilito con gli istituti di credito delle joint venture bancassicurative e non devono avere con essi legami commerciali e accordi di distribuzione. Gli istituti di credito potrebbero ricorrere alla  consultazione dei siti internet delle compagnie, che saranno obbligate a pubblicare online le caratteristiche della loro offerta. Ma proprio qui nasce il problema, perché si è creato un gap temporale fra banche e assicurazioni che nell'immediato futuro rischia di congelare il mercato dei mutui con pesantissime conseguenze per l'intero sistema economico, già provato dalla fortissima crisi in atto. 

giovedì 21 giugno 2012

La Banca del Mezzogiorno vara i mutui senza ipoteca!

La Banca del Mezzogiorno (info line 800.00.33.22) vara i mutui senza ipoteca! La crisi economica è ai limiti dell'umana sopportazione e far fronte alle esigenze di liquidità delle piccole e medie imprese è molto difficile praticamente per chiunque. Per venire incontro alle sempre crescenti esigenze di credito dei propri clienti, la Banca del Mezzogiorno (controllata al 100% da Poste Italiane S.p.a.) ha deciso di mettere a disposizione delle PMI del Sud Italia finanziamenti per un ammontare complessivo pari a 500 mila euro. La cosa interessante di questi mutui è la possibilità di richiedere la garanzia da parte dello Stato per un massimo del 70% dell’importo richiesto, a patto che le aziende richiedenti abbiano chiuso gli ultimi tre bilanci in attivo. E' bene ricordare che la Banca del Mezzogiorno è una società con socio unico, il cui assetto proprietario vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze, circostanza questa, che rende i rapporti con lo Stato assai privilegiati. Essa opera con imprese la cui sede legale è localizzata nelle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e che siano titolari di Conto BancoPosta In Proprio e Conto BancoPosta Impresa. La procedura per richiedere il finanziamento prevede che l’istruttoria della pratica venga curata dagli uffici postali, mentre il finanziamento venga erogato direttamente dalla Banca del Mezzogiorno entro i termini previsti dal contratto. Non c'è che dire. Si tratta di una lodevole iniziativa che di certo contribuirà, anche se in piccolo, a dare una boccata d'ossigeno alle imprese del Sud Italia.

mercoledì 20 giugno 2012

Veneto Banca sospende tutti i mutui contratti in Emilia Romagna

Veneto Banca ha sospeso tutti i mutui contratti in Emilia Romagna, sia per i privati che per le imprese. L'eccezionalità dell'evento sismico che ha colpito il territorio ha fatto maturare un'importante presa di coscienza all'istituto di credito veneto che, già in passato, all'indomani dell'alluvione che ha colpito il Veneto nel 2010 e, più di recente, le copiose nevicate in Centro Italia, ha dato spiccata prova di solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dalle calamità naturali attraverso la concessione di una sospensione di tutti i mutui ipotecari in essere. In particolare, spiega una nota diramata dallo stesso istituto di credito, Veneto Banca ha messo in campo misure e finanziamenti a sostegno sia dei privati cittadini che delle imprese delle province di Modena, Ferrara, Bologna, Mantova e Rovigo, che sono stati colpiti dal sisma. Ha approntato appositi finanziamenti agevolati per la riparazione dei danni a beni mobili e immobili. Per i privati, tramite il Prestito "Emergency", c'e' la possibilita' di finanziamenti agevolati per un massimo di 30.000 euro e una durata massima di 60 mesi. Stessa durata per l'ammortamento dei prestiti messi a disposizione alle aziende dal Finanziamento "Emergency Imprese", con un importo finanziabile massimo di 150.000 euro.

Il prefinanziamento è oneroso e non dà diritto a nessun beneficio fiscale. Evitiamolo!

Durante l'iter per l'erogazione del mutuo, c'è una fase iniziale di stallo, in genere definita "periodo di consolidamento dell'ipoteca". In questo caso, una volta deliberato il via libera alla concessione del mutuo, la banca tende a proporre al cliente un prefinanziamento in base al quale si impegna a versare subito al cliente una somma per consentirgli di anticipare parte del prezzo al venditore dell'immobile. Di norma, questa è una procedura molto onerosa e, per quanto possibile, da evitare. In genere il prefinanziamento dura circa 15 giorni e può comportare un esborso ulteriore pari a qualche centinaia di euro. La concessione del prefinanziamento, inoltre, non dà diritto ad alcun beneficio fiscale. Il consiglio, quindi, è quello di insistere con la banca per adottare in questi casi l'alternativa del meno dispendioso bonifico irreversibile a favore del venditore.

martedì 19 giugno 2012

Il preammortamento tecnico nei contratti di mutuo

Nei contratti di mutuo, spesso viene indicato che la prima rata deve essere maggiorata degli interessi maturati al tasso iniziale tra la data di sottoscrizione e quella di inizio del piano di ammortamento. Peccato, però, che la prima rata cominci sempre il mese successivo alla stipula del contratto di mutuo. E in caso di stipulazione del mutuo il 10 giugno, la prima rata parte dal primo luglio e a questa occorre aggiungere gli interessi maturati nei 20 giorni trascorsi dalla stipula del mutuo. Questa operazione è nota come preammortamento tecnico ed è praticata dalla quasi totalità delle banche per far decorrere il mutuo, in genere stipulato in un giorno qualsiasi, dall'inizio del mese. L'istituto che eroga il finanziamento applica al capitale richiesto un tasso di interesse (di norma lo stesso del mutuo) per i giorni che intercorrono fra la data di stipula del mutuo e la fine del mese, e questo comporta un lieve aumento della durata complessiva del mutuo, oltre che naturalmente l'aumento della prima rata da versare, senza però che questa differenza sia rilevata ai fini del calcolo dell'indicatore sintetico di costo (Isc). Non vi sono leggi che regolano l'estensione del periodo di preammortamento tecnico, e ciascuna banca si comporta secondo la propria consuetudine: alcune fanno partire l'ammortamento vero e proprio (durante il quale si abbatte anche il capitale oltre che versare gli interessi) il primo giorno del secondo mese successivo alla stipula, altre addirittura ragionano in termini trimestrali o semestrali (specie se le rate hanno questa cadenza). E' tuttavia necessario che la durata dell'evantuale periodo di preammortamento tecnico sia chiaramente indicata nei fogli informativi che vanno letti. E una volta compreso il meccanismo, è bene cercare di concordare con la banca una data per apporre d'avanti al notaio una firma sul contratto di mutuo più vicina a quella prevista per il pagamento della prima rata: meno giorni di preammortamento tecnico, equivalgono a meno interessi.

lunedì 18 giugno 2012

Come si calcola il piano di ammortamento all'italiana?

L'ammortamento all'italiana prevede tre rate decrescenti composte da quote capitali costanti e quote interessi decrescenti. In questo caso, per costruire il piano di ammortamento è necessario calcolare per ogni periodo: (partendo dall'assunto che la quota capitale = capitale iniziale / numero di rate); Capitale residuo = capitale residuo (periodo precedente) - quota capitale (costante); Quota interessi = capitale residuo (periodo precedente) x tasso di interesse (rapportato al periodo); Rata = quota interessi + quota capitale. Rispetto al piano di ammortamento alla francese, questa formula consente di risparmiare sul totale interessi a causa del più rapido rimborso del capitale. Infatti, fermo restando che gli interessi sono sempre calcolati sul capitale residuo, il piano di ammortamento all'italiana presenta un capitale residuo sempre più contenuto rispetto a quello alla francese. Dunque, gli interessi saranno calcolati sempre su un valore più contenuto, determinando un totale interessi ridotto. Questo è il motivo per il quale banche e finanziarie preferiscono l'ammortamento alla francese.

venerdì 15 giugno 2012

Qual'è il miglior prestito per l'acquisto dell'arredamento?

Qual'è il miglior prestito per l'acquisto dell'arredamento? Facile a dirsi difficile a farsi, un calcolo del genere richiede molta pazienza e, oltretutto, non sempre si riesce ad individuare l'offerta migliore tra quelle proposte dai comparatori online. E' bene consultarne diversi ed incrociare i dati, così facendo si può avere un quadro più preciso della situazione e quindi, con più cognizione di causa, indirizzarsi verso il prestito personale che maggiormente si confà alle proprie esigenze di credito. Simulando l'acquisto di complementi d'arredo per la casa, abbiamo verificato che, ad oggi, sono 4 i prestiti personali più convenienti, a fronte di una richiesta di 10.000 euro effettuata da un lavoratore dipendente, a tempo indeterminato, di trentasettenne. Le migliori offerte indicate sono elencate in termini di rata mensile, ma il valore da considerare come costo reale del contratto è il Tasso effettivo annuo globale (Taeg) che appare nell'ultima colonna a destra. Non sempre a una rata più bassa corrisponde un Taeg inferiore: occorre valutare bene quali sono i costi del contratto che si aggiungono alla rata (assicurazioni, spese di gestione pratica, e altri). Alcuni contratti con durate più elevate (anche se comportano un montante più elevato, dato l'aumento del numero delle rate e dunque la crescita degli interessi pagati nel tempo) hanno un Taeg inferiore a quelli di contratti di durata minore. I valori indicati nella tabella sono frutto dell'incrocio dei dati tra più proposte, per il medesimo prodotto, fra più comparatori online. 

Tabella riepilogativa dei migliori prestiti personali per l'arredamento

martedì 12 giugno 2012

In Italia è piena emergenza mutui

Sono sempre meno gli italiani che provano ad accendere un mutuo per l'acquisto della casa. Ci sono delle oggettive condizioni di difficoltà per le famiglie che fanno chiaramente rimandare questa scelta. Un'altra ragione è determinata dal fatto che le banche erogano sempre meno e, soprattutto, per chi non ha una consistente liquidità da mettere in campo per anticipare parte di tutto il finanziamento che dovrà poi sostenere, è un bel problema. Ci sono richieste di garanzie sempre più severe da parte degli istituti di credito, sono più salati gli spread, cioè i rincari che le banche applicano ai tassi d'interesse nonostante questi, negli ultimi mesi, si siano abbassati, inficiandone, di fatto, la convenienza. Per chi ha già un mutuo e già lo sta pagando è sempre più duro rispettare la scadenza della rata mensile, non perché i tassi siano aumentati rispetto al passato, infatti non viviamo quella condizione drammatica, di emergenza, che abbiamo vissuto nell'autunno del 2008 quando gli spread impazziti e i tassi di mercato erano schizzati alle stelle e rendevano davvero improponibili le rate di chi aveva un mutuo a tasso variabile. Oggi abbiamo una condizione assai diversa. Vi sono, infatti, famiglie all'interno delle quali si sono persi posti di lavoro, quindi manca un reddito e quindi manca la capacità di rimborsare il prestito ottenuto. Una situazione che è resa ancor più critica dalla scadenza, assai vicina, della cosiddetta moratoria Abi sui mutui, che sta permettendo, da gennaio scorso, alle famiglie che sono in difficoltà di chiedere alla banca la sospensione della rata del mutuo. Salvo proroghe, il termine ultimo per le richieste è fissato al 31 luglio di quest'anno e, ricordiamo, che questa è già la terza proroga che il sistema bancario ha concesso alle famiglie. Questa difficile condizione ha indotto il Consiglio Nazionale del Notariato, ovvero l'organizzazione che rappresenta i notai nel nostro Paese,  insieme a 11 associazioni dei consumatori, ad istituire un gruppo di lavoro congiunto per fornire alle istituzioni, un monitoraggio costante ed un'indagine conoscitiva sul tema, al fine di sensibilizzare il legislatore affinché appronti delle soluzioni volte a fronteggiare questa situazione di vera e propria emergenza sociale.

venerdì 8 giugno 2012

A cosa servono le informazioni sulle relazioni creditizie?

Le informazioni sulle relazioni creditizie servono ad effettuare una corretta valutazione del merito di credito dei clienti, banche e intermediari finanziari hanno bisogno di un numero sempre crescente di informazioni aggiornate (dette referenze creditizie) sui comportamenti finanziari dei clienti. Le referenze creditizie sono la reputazione che il cliente ha presso le banche e gli intermediari finanziari, e riflettono la sua correttezza nei rapporti di finanziamento: banche e intermediari ne tengono conto quando decidono se concedere o meno un prestito, un credito, un finanziamento, un mutuo. Le referenze sono positive quando i pagamenti delle rate o l'estinzione del debito sono sempre state regolari, o negative in caso di ritardi, morosità, insolvenze. I cattivi pagatori possono vedersi ridurre o negare nuovo credito. Poiché si tratta di informazioni delicate, la legge ha introdotto un codice di comportamento sottoscritto dalle associazioni degli operatori del credito (ad esempio l'Abi), che stabilisce le garanzie per i clienti e le procedure di trattamento dei dati. Se questo viene violato, espone gli intermediari a sanzioni e anche al risarcimento del danno causato al cliente.

giovedì 7 giugno 2012

I prestiti personali crescono del 4,3%

Le erogazioni di prestiti personali hanno chiuso il 2011 in crescita del 4,3%, in termini di valore, rispetto all'anno precedente. Il valore complessivo dei contratti firmati è stato pari a quasi 20 miliardi di euro. Ma la tendenza delle erogazioni è andata smorzandosi gradualmente durante l'anno. Dopo il buon risultato del primo trimestre, quando si era registrato un aumento del 10,7% rispetto allo stesso periodo del 2010, la crescita è rallentata fino a diventare contrazione nell'ultimo trimestre: tra ottobre e dicembre, infatti, i valori erogati sono diminuiti su base annua dell'1,2%. La migliore tenuta dei prestiti personali rispetto alla contrazione dei contratti finalizzati, secondo Assofin, "è da attribuire ancora alla maggiore focalizzazione degli operatori sul prodotto, date le difficoltà di altre tipologie di finanziamento, più colpite dalle nuove disposizioni normative, oltre al maggior utilizzo del canale bancario, che riesce a intercettare una clientela molto vasta e caratterizzata da un rischio di credito più contenuto, nel suo collocamento. I consumatori, inoltre, ne apprezzano la flessibilità nell'utilizzo e nella definizione di importo e durata". 

Se l'analisi si concentra sulle caratteristiche del prodotto, emerge che nel 2011 si è assistito all'innalzamento del valore medio delle erogazioni per contratto, che hanno raggiunto i 12.100 euro. Una tendenza alla quale si è accompagnato un marcato spostamento delle preferenze dei clienti per le durate contrattuali più lunghe. Questo, ovviamente, per rendere più sostenibile l'impegno finanziario delle rate, ma con un aggravio del costo finale del contratto, misurato dal montante, dovuto all'aumento del numero delle rate e, quindi, alla maggior quota di interessi pagata al termine del prestito. Si osserva, infatti, un deciso aumento del peso delle durate contrattuali superiori a 5 anni, che hanno raggiunto il 63% dei flussi in termini di valore, con un balzo di ben 13 punti percentuali rispetto al 50% fatto segnare durante il 2010. Ne hanno sofferto, ovviamente, le erogazioni per contratti di durate inferiori: quelli tra i 4 e i 5anni sono stati pari, in valore, al 17% del totale, con un calo di 5 punti percentuali rispetto al 2010, mentre i prestiti personali di durata tra i 3 e i  4 anni hanno pesato per il 9% appena dei quasi 20 miliardi di euro erogati dagli operatori associati ad Assofin: in questo caso, la contrazione è stata addirittura di 7 punti percentuali rispetto al 16% che valevano, sul totale dei crediti, nel 2010.

Quanto alla tipologia di clienti, anche per i prestiti personali le distinzioni ricalcano quelle dei contratti finalizzati, con una maggiore accentuazione della categoria dei lavoratori dipendenti. A questi, nel 2011 è andata la firma dei 3/4 dei contratti, seguiti dai professionisti (con il 14%), dagli altri clienti (che comprendono i pensionati e le casalinghe e valgono il 17% del totale dei contratti) e dai lavoratori atipici, cui spetta il restante 3%. Seppure per i prestiti personali non esista una correlazione diretta, come nel caso dei contratti finalizzati, con l'acquisto di beni e servizi predeterminati, grazie a recenti ricerche di mercato è possibile stabilire la destinazione di queste forme di finanziamento. I beni di consumo finanziati sono sostanzialmente gli stessi dei prestiti finalizzati, con l'auto (nuova e usata) al primo posto, seguita dall'arredamento, dall'elettronica e dagli elettrodomestici. Un ruolo importante, in questo caso, è giocato però dalla destinazione delle somme ricevute alla ristrutturazione delle case e di altri immobili: in questo caso, infatti, i contratti di prestito personale sono una valida alternativa ai mutui immobiliari.

lunedì 4 giugno 2012

Prestiti per comprare auto e moto in picchiata!

I prestiti finalizzati all'acquisto di auto e moto, erogati ai privati dai concessionari, l'anno scorso hanno segnato un calo del 9,9% su base annua, attestandosi sui 10,8 miliardi di euro circa. Il calo si è fatto sentire maggiormente nel corso del primo trimestre (-18,9% su base annua) perché nel 2010, al contrario, tra gennaio e marzo, la domanda di finanziamenti era stata elevata a causa degli incentivi alla rottamazione di auto inquinanti. Nei due trimestri successivi, invece, la contrazione dei finanziamenti si è andata attenuando (meno 6,2% nel secondo e meno 3,8% nel terzo) con una lieve ripresa però durante il quarto (meno 7,4% rispetto al 2010). Il calo che ha riguardato i finanziamenti per l'acquisto di auto nuove è stato pari al 7,5% ed è dovuto alla contrazione delle immatricolazioni. Quelle di auto nuove, nel 2011, sono state pari a 1 milione e 758 mila circa, in calo del 10,3% rispetto al 2010. I flussi per l'acquisto di auto usate sono diminuiti invece in modo molto superiore, contraendosi del 16,3%, in parte a causa del calo dei trasferimenti di proprietà, in discesa del 2,7% rispetto al 2010. Sul fronte delle moto, i prestiti finalizzati all'acquisto hanno segnato su base annua un calo del 13,9% che è in linea con l'andamento delle immatricolazioni. Lievemente meno penalizzati dalla contrazione delle erogazioni sono stati gli intermediari finanziari "captive", cioè quelli controllati direttamente dalle case automobilistiche: nel 2011, i volumi delle erogazioni di prestiti che hanno intermediato sono diminuiti dell'8,3%. Invece i cosiddetti operatori "multifranchise", quelli cioè che lavorano per case diverse, hanno scontato un calo superiore (-11,1%). In termini di quote di mercato degli operatori, tuttavia, rispetto al 2010 c'è stata una sostanziale stabilità, con gli operatori "captive" rimasti al 43% delle erogazioni di finanziamenti finalizzati e i "multifranchise" al restante 57%. L'importo medio finanziato per pratica è diminuito di circa 100 euro a 11.200 euro circa nello scorso anno. Di pari passo si è assistito a una ripresa dell'allungamento delle durate dei contratti di finanziamento, che erano invece andate calando sin dal 2009 rispetto agli anni precedenti. Il 17% dei finanziamenti dura oltre 5 anni (aumentando rispetto al 15% del 2010), mentre sono cresciuti dal 23% al 26% i contratti di durata tra 4 e 5 anni. I lavoratori dipendenti restano ampiamente i maggiori clienti di questa tipologia contrattuale, con il 65% dei finanziamenti, seguiti dai professionisti (17%), da altri soggetti (16%), dalle società e dai lavoratori atipici (entrambi all'1%). Anche nel 2011 è aumentato al 78%, il 3% in più rispetto all'anno precedente, l'indice che misura l'incidenza dei finanziamenti per l'acquisto di un'auto nuova degli operatori associati ad Assofin, sul totale delle immatricolazioni effettuate dai consumatori privati. Questo indice comprende sia i contratti di finanziamento stipèulati dal concessionario, sia quelli ottenuti sotto forma di prestito personale o di cessione del quinto dello stipendio. Come avvenuto anche nel 2010, l'indice è aumentato grazie all'espansione della quota dei contratti di credito non finalizzato (i prestiti personali e le cessioni del quionto dello stipendio), mentre la percentuale dei prestiti finalizzati firmati con il concessionario, pur continuando a ricoprire un ruolo fondamentale di sostegno alla vendita, è rimasta stabile. Non è possibile, però, fare una comparazione esatta con l'andamento di questa tipologia di forma contrattuale nel 2010, perché dal 2011 le statistiche sui finanziamenti finalizzati all'acquisto di autoveicoli sono distinte a seconda che il destinatario sia un soggetto privato (finanziamenti autoveicoli e motocicli), o una società (finanziamenti veicoli business). Le variazioni percentuali dei finanziamenti autoveicoli e motocicli, dall'anno scorso, vengono calcolate al lordo dei finanziamenti per veicoli business, mentre fino al 2010 le due tipologie costituivano un'unica voce. Non è stato tuttavia possibile calcolare le variazioni percentuali delle diverse tipologie di finanziamento finalizzato per l'auto nuova.
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