mercoledì 28 settembre 2011

Se il valore del mutuo è basso rispetto a quello della casa le banche offrono spread migliori

Le banche stanno rispondendo all'aumento delle tensioni finanziarie ritoccando al rialzo gli spread, quella componente decisa dall'istituto di credito che, unita all'indice interbancario (Euribor o Bce per i mutui variabili o Eurirs per i mutui a tasso fisso) determina il tasso di interesse pagato sul mutuo. Ormai si possono contare sul palmo di una mano le banche che offrono spread molto contenuti (dall'1% all1,2%). In molti casi si parte dalla soglia dell'1,5%. Oltre alla contrattazione, ci sono altri modi per provare ad arginare lo spread. Tra questi c'è il Loan to value (Ltv), ovvero il valore del mutuo in reloazione al valore dell'immobile. Valore che, per legge, in tema di mutui fondiari, non può superare la soglia dell'80% (per finanziare la parte eccedente la banca è obbligata a sottoscrivere una polizza assicurativa). La regola generale è: più è basso il Loan to value minore dovrebbe essere, a livello teorico, lo spread applicato dalla banca, in quanto il rischio dell'operazione è naturalmente inferiore rispetto a un mutuo di ammontare più elevato. Tra gli istituti bancari che applicano questa regola ad arte c'è, ad esempio, Webank che, per richieste entro il 70% del valore dell'immobile applica spread che oscillano tra l'1% e l'1,3% (in funzione dell'importo) mentre su loan to value superiori alza lo spread fino all'1,4%. Applica la regola del loan to value anche Banca popolare di Vicenza: per richieste entro il 60% del valore dell'immobile lo spread oscilla nel range 1,6%-1,7%. Arriva all'1,8% sulla base di un Ltv superiore. Banco popolare calcola uno spread nella fascia 1,5%-1,8% su loan to value inferiori al 70%, si spinge invece fino al 2% per Ltv superiori. Il loan to value non è tuttavia l'unico fattore su cui il mutuatario può lavorare per ridurre lo spread. Molti istituti, infatti, riducono lo spread in funzione della somma richiesta, non perdendo di vista ovviamente la soglia dell'80% del loan to value. Più è alta la somma richiesta minore è lo spread. IngDirect, ad esempio,  su importi superiori a 175.000 euro, parte da spread dell'1,1% mentre su cifre sotto questa soglia non scende sotto l'1,25%. Quella dei 175.000 euro è la stessa soglia utilizzata da Webank per far scattare lo spread dall'1%.

lunedì 26 settembre 2011

Titoli e libretti al portatore, cosa fare?

Con la manovra d'agosto, nuove restrizioni sono entrate in vigore anche per i libretti di deposito al portatore, siano essi bancari o postali, così come per qualsiasi altra categoria di titoli al portatore, in euro o in valuta estera (ad esempio gli assegni). Innanzitutto scatta il divieto di trasferimento a qualsiasi titolo tra soggetti diversi di questi libretti al portatore, quando il valore dell'operazione, anche frazionata, è pari o superiore a 2.500 euro. Inoltre, da venerdì 30 settembre, il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 2.500 euro. Finora il tetto massimo era fissato a 5.000 euro. Tutti i libretti di deposito al portatore, siano essi bancari o postali, esistenti al 13 agosto, se hanno un saldo pari o superiore a 2.500 euro, devono essere estinti dal portatore. In alternativa, il loro saldo dev'essere riportato entro i 2.500 euro. E' bene ricordare che la violazione delle nuove norme, entrate in vigore lo scorso 13 agosto, fa scattare una sanzione pecuniaria variabile tra il 20% e il 40% del saldo del libretto. Dunque, nel caso in cui 5.000 euro non venissero ridotti a 2.500 euro, ci si potrà vedere comminata una multa compresa tra i 1.000 euro e i 2.000 euro.

venerdì 23 settembre 2011

Poste Italiane ha comunicato le modalità per la sospensione delle rate del mutuo

Poste Italiane ha comunicato le modalità per la sospensione delle rate del mutuo. 

La proroga della moratoria sui mutui interessa migliaia di mutuatari e Poste Italiane, potendo vantare uno dei prodotti più richiesti dal mercato, come il Mutuo BancoPosta, ha reso note le modalità secondo cui sarà possibile sospendere il pagamento delle rate del mutuo.

A partire dal 1° febbraio 2010 e fino al 31 gennaio 2012 Poste Italiane, a seguito dell’adesione di Deutsche Bank al "Piano Famiglie" ABI, offre ai titolari di Mutuo BancoPosta la possibilità di richiedere la sospensione della quota capitale delle rate di rimborso del mutuo.

La sospensione, ai sensi del Piano Famiglie, può essere richiesta dai mutuatari che abbiano questi requisiti minimi: un reddito imponibile non superiore a 40 mila euro annui e un mutuo di importo non superiore a 150 mila euro. Tale sospensione, applicabile per un periodo massimo di 12 mesi, è offerta ai clienti che sono stati interessati da uno dei seguenti eventi:

- Cessazione del rapporto di lavoro subordinato;
- Cessazione dei rapporti di lavoro di cui all'art. 409 n. 3 Codice Procedura Civile;
- Morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza;
- Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni.

Gli eventi di cui sopra devono essersi verificati in un arco temporale compreso tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011.

Per richiedere la sospensione delle rate del tuo mutuo è necessario presentare la seguente documentazione presso qualsiasi Ufficio Postale abilitato alla vendita del Mutuo BancoPosta:

- copia dell’atto di mutuo per il quale si richiede la sospensione delle rate;
- copia della documentazione reddituale comprovante l’ultimo reddito imponibile di tutte le persone fisiche intestatarie del mutuo: Modello CUD o ultima dichiarazione dei redditi;
- documentazione specifica relativa all’evento che determina la possibilità di richiedere la sospensione del rimborso delle rate del mutuo.

giovedì 22 settembre 2011

La seconda moratoria sui mutui

88.000. Tante sono le persone che secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere si ritroveranno, alla fine dell'anno, senza un posto di lavoro. La recessione, dunque, non è affatto finita, e la crisi fa sentire la sua morsa. Ed è proprio tenendo conto di questo difficile contesto congiuntorale che l'Associazione bancaria italiana (Abi), insieme alle associazioni dei consumatori, ha annunciato una proroga di sei mesi per la moratoria sui mutui prima casa. Vale a dire, quel provvedimento contenuto nel Piano Famiglie che consente di sospendere fino a 12 mesi il pagamento delle rate a fronte di eventi sfavorevoli, tra cui la cassa integrazione e la morte di un componente familiare percettore di reddito, oltre, appunto, alla perdita del posto di lavoro. Si tratta, nel dettaglio, della seconda proroga, rispetto alla prima, che sarebbe scaduta il 31 luglio scorso. Ora, invece, c'è tempo, per la presentazione delle domande, fino al 31 gennaio del 2012, a fronte di eventi verificatisi entro e non oltre la data del 31 dicembre del 2011. Possono accedere alla moratoria, con i termini prorogati, quelle famiglie che nel rispetto dei requisiti non hanno fruito della stessa misura nei mesi scorsi. Il tutto, fermo restando che i mutuatari possono ottenere agevolazioni sul mutuo e sui relativi pagamenti dal proprio istituto di credito nell'ambito della libera iniziativa bancaria. Dalla rinegoziazione del proprio mutuo alla surroga è bene comunque guardarsi intorno per cercare di spuntare condizioni migliori.

mercoledì 7 settembre 2011

Pacchetto Diritto al Futuro mutui agevolati per giovani coppie, precari, studenti

Mutui per l'acquisto della prima casa per le giovani coppie e i precari, mutui a tassi favorevoli, finanziamenti agevolati per gli studi universitari, per lo studio della lingua straniera, per poter ottenere un dottorato, per seguire un master, sono tutte cose che sarà possibile ottenere grazie ad alcuni Fondi di Garanzia attivati dal Ministero della Gioventù in collaborazione con l'Abi, l'Inps e la Consap. In totale si potrà contare su una dote di 120 milioni di euro (50 milioni per il Fondo Casa, 19 milioni di euro per il Fondo Studi e 51 milioni per il Fondo Genitori Precari). Questi Fondi fanno parte del cosiddetto "Pacchetto Diritto al Futuro". Ma come funzioneranno questi progetti? Da quando sarà possibile andare in Banca a chiedere questi finanziamenti? Che tassi hanno questi finanziamenti? Bisogna andare in Banca accompagnati dai genitori poiché è necessario fornire solide garanzie patrimoniali? Come funziona il Fondo di Garanzia Consap? Cercheremo di dare una risposta a tutti questi quesiti all'interno di questo post.

Come funzionerà il pacchetto dei mutui nel Fondo Casa?

Al momento, circa il 40% degli sportelli ha aderito all'iniziativa e, gradualmente la copertura diverrà totale. E' già possibile andare in una delle seguenti Banche aderenti al progetto: Banca Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e Laurino (SA), Unicredit, Intesa San Paolo, Banca Popolare S. Angelo, Banca Popolare di Lajatico, Banca Sella, Banca Credito Cooperativo CENTRO EMILIA, Monte dei Paschi di Siena, Carige, Banca Antonveneta, Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli. Il tasso applicato e le condizioni del mutuo sono stabiliti dai singoli istituiti bancari entro i parametri consentiti dal Protocollo d’intesa tra il Ministro della Gioventù e l’Abi. Il Fondo per la Casa consente alle giovani coppie con un reddito sufficiente, seppur di natura precaria, di ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa, anche se prive delle garanzie abitualmente richieste. Nello specifico, il Fondo per la casa rilascia una garanzia a copertura del 50% di un mutuo ipotecario destinato all'acquisto dell'abitazione principale, a tassi agevolati, di importo non superiore a 200.000 euro (metratura massima 90 mq, non rientrano nelle agevolazioni le abitazioni di lusso), erogato a giovani coppie di età inferiore a 35 anni, con un reddito Isee non superiore a 35.000 euro e con non più del 50% dello stesso derivante da un contratto a tempo indeterminato.Oltre alle giovani coppie coniugate, viene data la possibilità di fare richiesta per un mutuo di questo tipo anche a nuclei familiari composti da un unico genitore con figli minorenni.

Come funziona la Garanzia di sostegno della Consap?

Le giovani coppie si devono presentare in Banca, devono compilare un'apposita domanda alla quale andranno allegati tutta una serie di documenti. L'istituto di credito recepisce tutta la documentazione e la trasmette a Consap per via telematica. A tal fine è stato predisposto un apposito sistema per ricevere e trasmettere tutta la documentazione. Consap, valutata la domanda e i documenti allegati, dà l'ok alla Banca per l'ammissione alla Garanzia del Fondo entro 15 giorni successivi alla ricezione di tutta la documentazione. La Consap determina i requisiti oggettivi e soggettivi per l'ammissione alla Garanzia del Fondo (se il reddito Isee è inferiore ai 35.000 euro, se la coppia è coniugata, se si tratta di una famiglia mono genitoriale, eccetera). Per ciò che attiene la finanziabilità dei richiedenti è sempre compito della Banca stabilire se si tratta di soggetti affidabili o a rischio insolvenza. La Garanzia della Consap interviene nel momento in cui il mutuo va in default, quindi non c'è il rientro delle singole rate. Già dopo che la prima rata rimane insoluta, la Banca deve sollecitare il mutuatario al pagamento (dopo 135 giorni dal mancato pagamento della rata), altrimenti, decorso il periodo stabilito (ulteriori 190 giorni), può richiedere l'attivazione del Fondo di Garanzia (altri 190 giorni di tempo). Consap, esamina tutta la documentazione trasmessa dalla Banca per l'attivazione e rimborsa l'istituto di credito delle somme insolute, fino ad un massimo di 75.000 euro. Successivamente spetterà al Consap provvedere ad attivare le procedure di recupero crediti nei confronti del mutuatario insolvente. Il mutuatario insolvente non viene iscritto al Crif, ma è comunque buona norma verificare che questa ulteriore tutela derivante dal Pacchetto Diritto al Futuro, sia presente nel contratto di mutuo.

Che tassi hanno questi mutui?

I tassi applicati ai mutui hanno uno spread di 150 punti base, per durate da 20 anni in poi, e di 120 punti base per durate inferiori sia che si tratti di mutui a tasso fisso che di mutui a tasso variabile. Ovviamente, gli spread indicati sono più alti rispetto alla media poiché i soggetti beneficiari si presume che siano ad alto rischio d'insolvenza. Mediamente, infatti, oggi come oggi, è possibile trovare sul mercato mutui con spread che si aggirano attorno all'1%. Al momento non è specificato, per i mutui a tasso variabile, la tipologia di Euribor di riferimento. Storicamente, l'Euribor ad 1 mese è più basso rispetto a quello a 3 mesi, quindi più conveniente. Però, come detto, al momento nulla si sa di preciso in merito, anche se l'orientamento è quello di lasciare libertà di scelta ai singoli istituti di credito.

Cos'è il Fondo per lo Studio?

Il Fondo per lo studio rilascia una garanzia a copertura del 70% di un finanziamento erogato in rate annuali, di importo compreso tra 3.000 e 5.000 euro e comunque non superiore a 25 mila euro, agli studenti di età compresa tra 18 e 40 anni al fine di,conseguire una laurea, apprendere una lingua straniera, conseguire un dottorato di ricerca o seguire un master. Questi finanziamenti hanno un piano di ammortamento che inizia a decorrere dal trentesimo mese di erogazione dell'ultima rata del prestito.

Cos'è il Fondo Genitori Precari?

Il Fondo genitori precari riconosce ai giovani genitori disoccupati o precari una dote trasferibile ai datori di lavoro che li assumono alle proprie dipendenze con contratto a tempo indeterminato, anche a tempo parziale. La dote trasferibile è pari ad euro 5.000,00 per ogni assunzione fino al limite di cinque assunzioni per ogni singolo datore di lavoro.

BENEFICIARI 

1) Giovani: Soggetti di età inferiore a 35 anni; genitori di figli minori legittimi, naturali o adottivi, ovvero affidatari di minori; occupati con rapporto di lavoro subordinato (non a tempo indeterminato) o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Ovvero disoccupati iscritti a un centro pubblico per l¹impiego in seguito alla cessazione di un rapporto di lavoro precario.

2) Datori di lavoro: Non possono usufruire della dote messa a disposizione del fondo nelle seguenti ipotesi: a) se l¹assunzione costituisce attuazione di un obbligo derivante dalla legge, dal contratto collettivo, da un contratto individuale; b) se, nei mesi precedenti, il datore di lavoro abbia effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per riduzione di personale, salvo il caso in cui l¹assunzione sia finalizzata alla acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori licenziati; c) se il datore di lavoro abbia in atto sospensioni dal lavoro o riduzioni di orario di lavoro, salvo il caso in cui l¹assunzione sia finalizzata all'acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi o in riduzione di orario. d) nel caso in cui il lavoratore sia stato licenziato, nei sei mesi precedenti l'assunzione, dalla medesima impresa o da impresa collegata, o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. N.B. Il datore di lavoro può ricevere tale agevolazione anche nell¹ipotesi in cui abbia già beneficiato di altri contributi e sgravi eventualmente previsti dalla normativa vigente.

COME ACCEDERE AL FONDO

Per il riconoscimento della dote è necessario iscriversi alla "Banca dati per l'occupazione dei giovani genitori", creata appositamente dall' INPS. Ci si iscrive collegandosi direttamente alla sezione dei servizi al cittadino del sito dell'INPS; l'iscrizione sarà possibile dopo la pubblicazione di specifico avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana; fin da ora è comunque possibile richiedere all'INPS il Codice di identificazione personale (PIN), accedendo al sito dell'INPS ovvero contattando il numero verde 803.164; il PIN consente di fruire dei principali servizi telematici dell'Istituto, compresa l'iscrizione a questa nuova Banca dati. Per ottenere il trasferimento della dote in loro favore, i datori di lavoro che assumano i giovani iscritti nella Banca dati compileranno apposita istanza on-line, mediante il modulo disponibile presso il Cassetto previdenziale delle Aziende del sito dell'Inps.

giovedì 1 settembre 2011

Matteo Arpe entrerà in Bpm?

Matteo Arpe entrerà in Bpm? Questo è il lite motiv dell'estate che tiene banco a poco più di due settimane dal consiglio d'amministrazione della Bpm (la data è fissata per il 13 settembre 2011), che dovrebbe deliberare il maxi aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro. L'ingresso nel capitale della banca milanese da parte di Matteo Arpe, tramite Banca Profilo o il fondo Sator, è un'ipotesi che circola in quel di Piazza Affari con sempre maggiore insistenza. Matteo Arpe, secondo i bene informati, si starebbe muovendo con l'intenzione di acquisire il 5% del capitale della Bpm. Ora, posto come assunto corrispondente al vero, che qualcuno nell'arco delle ultime settimane abbia rastrellato azioni dell'istituto di credito meneghino è una realtà inconfutrabile e, a dire il vero, questo movimento di azioni è stato agevolato, e non poco, anche dal crollo delle quotazioni agostane dei titoli bancari. Tuttavia, dal quartier generale di Matteo Arpe, non arriva alcuna conferma in merito. Il suo eventuale ingresso come socio, peraltro, preluderebbe all'ascesa alla guida manageriale del gruppo. E questo passaggio non sarebbe né immediato, né tanto meno di semplice realizzazione, poiché dovrebbe avvenire d'intesa con i sindacati dei dipendenti azionisti che governano la banca. Per far capire le dimensioni economiche dell'evento, facciamo riferimento ai calcoli effettuati dal sito Dagospia: "Con la quotazione del titolo scesa intorno a 1,5 euro diventa infatti sempre più difficile varare un´operazione sensata per gli attuali azionisti. Che rischiano di vedere svenduta la banca per un tozzo di pane (400 milioni) a nuovi investitori venuti dal nulla o al consorzio di garanzia guidato da Mediobanca, se questo confermerà l´impegno. I conti sono presto fatti: per assicurare uno sconto sul Terp (valore teorico al netto del diritto d´opzione) almeno del 25% (l´aumento del Monte dei Paschi ha dovuto assicurare un 27,8%) la Bpm dovrà emettere circa 3 miliardi di nuove azioni a 0,40 euro l´una, per un concambio con le vecchie azioni di 1 a 7,2. In pratica chi vorrà seguire l´aumento di capitale della Bpm e non vedersi diluito dovrà comprare 7,2 azioni a 0,4 euro ogni vecchia azione posseduta. Vale a dire che tutti quei piccoli soci della Bpm che hanno un pacchetto di azioni che al momento valgono circa 10mila euro, si troveranno a doverne sborsare quasi il doppio (19.200 euro) per mantenere lo stesso peso. L´alternativa è vendere il diritto a circa un euro e lasciare il comando della banca a chi sottoscriverà l´aumento, che con questi termini arriverà a pesare per l´88% del capitale mentre agli attuali soci rimarrà un misero 12%." Ad escludere l'ingresso nel capitale della Banca Popolare di Milano, però, è un comunicato stampa diramato quest'oggi dall'Associazione degli Amici della Bpm. Nella nota si legge, infatti, per bocca di Alessandro Dall'Asta, presidente dell'Associazione Amici della Bpm che "non risultano allo stato attuale contatti con il dottor Matteo Arpe in relazione all'aumento di capitale di Bpm di prossima emissione". Peccato, però, che oggi su Finanza & Mercati sostiene che Matteo Arpe avrebbe trovato un alleato forte all'interno della banca, ovvero il sindcato Fiba-Cisl, tra le sigle che compongono l'Associazione che a sua volta esprime la maggioranza del Cda della banca milanese. L'obiettivo di Arpe sarebbe quello di puntare alla presidenza, sostituendo Massimo Ponzellini, aggiunge il quotidiano. Dunque, al di là di smentite che paiono piuttosto di facciata, l'interesse per Bpm da parte di Matteo Arpe pare molto serio ed in fase avanzata e crediamo che vi siano le condizioni affinché il suo ingresso nel capitale della Banca Popolare di Milano si concretizzi.
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