venerdì 29 aprile 2011

Valutazione prestito Rataweb credito casa

Il prestito Rataweb credito casa è, attualmente, quanto di meglio il mercato dei prestiti personali possa offrire. In termini di convenienza è da considerarsi sicuramente una soluzione molto valida soprattutto, come nel caso in esame, se si ha l'esigenza di ottenere liquidità per ristrutturare la propria casa. Nella nostra simulazione, che prevede l'erogazione un prestito personale di 15.000 euro rimborsabili attraverso il pagamento di 60 rate mensili a mezzo RID, richiesto da un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato e un reddito mensile netto di 2.000 euro, il prestito Rataweb credito casa comporterebbe un impegno di spesa pari a 298,75 euro al mese, con un TAN del 5,90% e un Taeg del 7,49%, circostanza, questa, che al termine del prestito avrà comportato un esborso complessivo di 17.925,19 euro, ovvero poco meno di 3.000 euro più di quanto ottenuto.Le spese di incasso rata ammontano a 1,30 euro al mese, mentre, a fronte della gratuità inerente le spese iniziali, vi sono dei costi accessori dovuti principalmente alle coperture assicurative che, è bene dirlo, sono comunque del tutto facoltative ed ammontano al 2,82% dell'importo finanziato per durate fino a 72 mesi e al 4,53% per durate superiori. Nell'ambito della nostra simulazione, l'aggravio di spesa, in tal senso sarebbe pari a 423 euro. Ribadendo l'assoluta convenienza del prodotto preso in esame è giusto dire che trattasi di un finanziamento facente parte della famiglia Agos Ducato, società finanziaria di cui, già in passato abbiamo avuto modo di occuparci attraverso la valutazione del mutuo Agos Ducato e dell'assicurazione sui prestiti Agos Ducato. Voto: 8

martedì 26 aprile 2011

L'assicurazione su mutui e prestiti quanto incide sulla rata?

Le garanzie di creditor protection, così si chiamano le coperture assicurative sui finanziamenti e che hanno, di recente, trovato più ampia diffusione anche con i prestiti personali e il credito al consumo, hanno consolidato la propria offerta soprattutto con riferimento ai mutui. E per certi versi, si tratta di un passaggio quasi ovvio specie se si considera il diverso impatto che può derivare da un infortunio o da un decesso sul pagamento delle rate di un mutuo piuttosto che di quello di un prestito personale. Le offerte presenti sul mercato sono ovviamente tantissime e quelle illustrate brevemente di seguito sono considerate ai soli fini di una valutazione delle proposte che, pur con significative differenze, presentano peraltro molti tratti comuni tra le varie compagnie di assicurazione.

Con la "Polizza proteggi mutuo" distribuita dalle reti bancarie del gruppo Intesa Sanpaolo, il mutuatario può coprirsi oltre che dal rischio vita anche da una serie di ulteriori garanzie quali l'invalidità, il ricovero ospedaliero o il caso di disoccupazione come avviene anche per le polizze abbinate ai prestiti personali erogate dalle stesse reti distributive. Il premio per la versione della sola copertura rischio vita, nel caso di coincidenza tra durata della polizza e del mutuo, varia dal 2,576% del finanziamento per durate del mutuo comprese tra sei e dieci anni, per salire fino al 7,568% per durate di mutui comprese tra 36 e 40 anni.

Nel caso di coperture multirischio, che oltre al decesso comprendono anche ricovero, invalidità e disoccupazione, il premio sale, per le durate di mutuo tra sei e dieci anni, al 3,417% mentre per le durate comprese tra 36 e 40 anni, il tasso di premio si attesta sull'11,566%. Con la polizza proteggi mutuo è possibile assicurare tre cointestatari del mutuo (pro quota), scegliendo tra tutti i cointestatari del mutuo oppure uno solo dei cointestatari al 100%. Qualora uno dei cointestatari non sia assicurabile, saranno assicurati pro quota i cointestatari rimanenti. Bisogna ricordare che, nonostante vengano finanziati direttamente con il mutuo, i premi in genere sono unici e vanno versati alla compagnia all'inizio del piano di ammortamento. Questa circostanza, specie sotto un profilo psicologico, può alimentare resistenze da parte del cliente che si vedrebbe addebitare importi significativi specie se l'importo del mutuo è elevato. Una visione più razionale e meditata dell'abbinamento suggerisce, peraltro, di valutare l'impatto del costo della polizza distribuita per tutta la durata del mutuo. Si consideri, per esempio, il caso di una coppia bireddito con due figli a carico che chiede un mutuo a tasso fisso di 100.000 euro a 20 anni. In questo caso, la rata mensile con la sola garanzia vita sarebbe di 720 euro con un costo mensile della polizza di 32 euro, mentre per la multirischio la rata sarebbe di 731 euro e una spesa di 43 euro.

APPROFONDIMENTI

- Polizza proteggi prestito Intesa Sanpaolo;
- Assicurazione mutuo difeso Aviva;
- Assicurazione prestito protetto Cpi Arca;
- Assicurazione sui prestiti Agos Ducato;

Rendimenti di Bot e Ctz in aumento

Rendimenti di Bot e Ctz in aumento, è quanto si evince dall'asta di collocamento che ha fatto registrare significativi incrementi sia in un senso che nell'altro. In particolare, per ciò che attiene i Bot, l'aumento è stato pari a circa un quarto di punto attestandosi all'1,666%, sul fronte dei Ctz, invece, l'incremento è ancora più consistente, ben oltre mezzo punto percentuale, circostanza, questa, che ne innalza la soglia, per quanto riguarda la sua verione biennale, fino al 3,044%. Buona la domanda: a fronte di 8,5 miliardi di titoli offerti sono arrivate richieste per circa 12,2 miliardi.

sabato 23 aprile 2011

Il credito al consumo di Che Banca! mira a Consum.it

Che Banca!, facente parte del gruppo Mediobanca ha intenzione di espandersi nel comparto del credito al consumo e, in quest'ottica, ha avviato delle serissime trattative con Consum.it, società del gruppo MPS che ha chiuso il 2010 con un utile netto di 23 milioni di euro e una quota di mercato del 6%. Consum.it a tutt'oggi può vantare circa 3.000.000 di transazioni concluse (pari a oltre 2,6 miliardi di euro) e, con oltre 6 miliardi di impieghi in essere verso più di 800.000 clienti attivi è da considerarsi sicuramente tra le società leader del settore, in Italia. Se si considera che la quota di mercato detenuta dal gruppo Mediobanca è pari a circa il 9%, in aggiunta alla consistente fetta detenuta da Consum.it, questo probabile matrimonio, che segue la fusione effettuata tra Compass e Linea di qualche anno fa, porterebbe il nuovo soggetto finanziario a raggiungere una quota di mercato pari al 15%.

venerdì 22 aprile 2011

Camera di conciliazione Consob

Alla Camera di conciliazione Consob possono essere sottoposte le controversie in materia di servizi di investimento (per violazione degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza). In concreto, la Camera di conciliazione Consob decide, ad esempio, liti relative a negoziazione di ordini di strumenti finanziari o quelle relative a contestazioni su gestione di portafogli. Il cliente che si rivolge alla Camera di conciliazione Consob deve prima presentare il reclamo all'intermediario; qualora il cliente sia insoddisfatto o non ottenga risposta al reclamo, può proporre istanza di conciliazione alla camera che ha circa 60 giorni per decidere. Con questo procedimento vi è un'attività di conciliazione e viene redatto un processo verbale; se, ad esempio, si prevede che l'intermediario debba pagare una determinata somma al cliente questi, a sua volta, può chiedere al tribunale l'omologazione del verbale di conciliazione che costituirà poi titolo esecutivo (valido anche per iniziare l'espropriazione forzata). Il costo del ricorso alla Camera di conciliazione Consob è stabilito per scaglioni: per una controversia tra 50.000 euro e 250.000 euro, ad esempio, il costo per entrambe le parti è di 2.000 euro complessivi.

giovedì 21 aprile 2011

149 miliardi di prestiti a rischio!

La recessione economica che ha imperversato a livello globale fin dal 2008 non cessa di far sentire i suoi strascichi, soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione, che a fronte di prestiti contratti, anche in quantità considerevole, per far fronte alle più svariate esigenze, ora si trovano a non poter onorare le obbligazioni assunte. Il quadro complessivamente preoccupante a livello europeo, lo è ancor di più se si considera la realtà che sta vivendo il nostro Paese. Il sistema bancario nazionale si trova a dover fare i conti con un fardello di ben 149 miliardi di euro lordi di prestiti deteriorati, un numero che non dice molto in termini assoluti, ma che vale, mediamente, il 10% del totale dei crediti erogati dai nostri istituti di credito. A livello netto il totale dei prestiti difficilmente recuperabili scende a 79 miliardi. Il dato è impressionante e lo è ancor di più se si prende in esame qualche esempio concreto come nel caso di UniCredit. Solo nel 2008 i crediti deteriorati lordi del gruppo di Piazza Cordusio ammontavano ben a 42 miliardi di euro. L'anno dopo erano saliti di ben 16 miliardi a quota 58 miliardi e nel 2010 si è toccato il picco di 67 miliardi, un'escalation incredibile ed inarrestabile! Non che le altre banche se la passino meglio: le sofferenze nette sono aumentate, solo nel corso del 2010, per tutte a doppia cifra. Il tasso di crescita dei prestiti di più difficile rientro è stato del 17% per IntesaSanpaolo; del 25% per Ubi; del 23% per il Banco Popolare; del 15% per UniCredit e del 13% per Mps.

mercoledì 20 aprile 2011

Prestiti per finanziare le vacanze. Qual'è il migliore?

Tra un paio di mesi, con l'avvento dell'estate, sentiremo l'esigenza di trascorrere qualche giorno di vacanza per staccare la spina dalla routine e rilassarci, aspettando una nuova stagione lavorativa. Programmare fin da ora le proprie vacanze, soprattutto se non si dispone della necessaria liquidità, potrebbe permetterci di ottenere un prestito personale a condizioni migliori rispetto all'immediato futuro, anche in previsione di un nuovo rialzo dei tassi Bce proprio nel corso della stagione calda. A tal fine, abbiamo cercato di sondare il terreno per verificare quali possano essere i prestiti personali per finanziare le vacanze, attualmente più convenienti.

La nostra indagine ha preso in esame un'ipotetica richiesta di 10.000 euro, atta a finanziare le vacanze di un lavoratore dipendente, con contratto a tempo indeterminato, che ha un reddito netto mensile pari a 2.000 euro e 30 anni d'età. Il prestito ha una durata complessiva di 5 anni ed è protetto da una polizza assicurativa. Prendendo in esame le offerte di due broker importanti come PrestitiOnline.it e Prestiti.it notiamo che le proposte più convenienti hanno dei TAEG che si aggirano di poco sopra la soglia del 7,50%, mentre i prodotti meno convenienti possono arrivare anche oltre il 17%. Ma vediamo più nel dettaglio le proposte dei due broker summenzionati.

Secondo PrestitiOnline.it il miglior prodotto disponibile sul mercato sarebbe, attualmente, il "Credito Personale Rataweb" rimborsabile in 60 mensilità con una rata di 200,08 euro, TAN 6% e TAEG 7,70%. Il top della gamma, invece, secondo Prestiti.it sarebbe il prestito personale Findomestic denominato "Credito - I tuoi progetti" che prevede una rata mensile di 213,36 euro con un TAN del 7,75% e un TAEG pari al 10,67%, rimborsabile sempre in 5 anni.

La soluzione meno economica, secondo PrestitiOnline.it sarebbe costituita dal prestito personale Elastys denominato "Credit Lift - Il credito parla chiaro", che implicherebbe il pagamento di una rata mensile pari a 237,30 euro, TAN 12,50% e TAEG 15,95%, mentre secondo Prestiti.it, il fanalino di coda sarebbe il prestito personale della Banca Monte dei Paschi di Siena denominato "prestito personale tuttofare", che comporterebbe il pagamento di una rata pari a 242,59 euro, TAN 11,65% e TAEG 17,10%.

Come si vede, le differenze tra un prodotto e l'altro possono essere veramente molto consistenti ed incidere notevolmente sulle proprie finanze, per questo motivo sarebbe bene non fermarsi d'avanti al primo prodotto che ci viene proposto, magari dalla Banca sotto casa nostra, che si, sarà comoda da raggiungere, ma non necessariamente è in grado di offrirci le condizioni migliori.

martedì 19 aprile 2011

Cos'è un conto di deposito?

Un conto di deposito è un conto bancario il cui unico scopo è quello di offrire un rendimento al depositante. Attraverso il conto di deposito, quindi, non è possibile effettuare alcuna operazione bancaria, a eccezione di versamenti e prelievi (anche se adesso sono aumentate le banche che offrono in abbinata le funzioni di conto corrente). Il conto di deposito viene dunque utilizzato come una sorta di contenitore della liquidità in eccesso che viene via via riempito o svuotato in funzione degli impegni economici. Nella maggior parte dei casi, poi, il conto di deposito è una prerogativa degli istituti di credito che operano esclusivamente online. Le banche tradizionali, infatti, preferiscono vendere ai loro clienti prodotti della casa che offrono comunque un rendimento di solito simile a quello dei conti di deposito.

Valutazione leasing veicoli Findomestic

La gamma dei prestiti Findomestic comprende anche il leasing veicoli, nato per soddisfare tutti coloro i quali preferiscono locare un veivolo piuttosto che acquistarlo in via definitiva. Il leasing veicoli Findomestic consente di locare auto nuove o usate, a km zero, auto aziendali e veicoli commerciali fino a 35 quintali, camper e motocicli di cilindrata uguale o superiore a 150 cc. La durata del leasing veicoli Findomestic varia da 24 a 60 mesi e può finanziare la locazione finanziaria di beni che abbiano un costo fino a 25.000 euro con un TAEG del 12,48% e beni che abbiano un costo superiore, con un TAEG del 10,44%. Il tasso leasing è determinato secondo questa formula matematica: IAT = [ CR * (tm - tr) * GG ] / 36500 (in calce al post troverete la spiegazione delle sigle). Il "tasso leasing" è concretamente praticato al conduttore sulla specifica operazione ed è calcolato anche in funzione del grado di rischio, di onerosità e di complessità dell’operazione stessa e deve essere sempre espressamente indicato all'interno del contratto.

Il corrispettivo della locazione finanziaria (leasing) è espresso in canoni, il cui ammontare comprende: il costo di acquisto originario del bene, la quota eventualmente versata alla stipula, la durata della locazione, il prezzo dell’opzione finale, la periodicità dei pagamenti, eccetera. Un importante parametro di riferimento per misurare l’onerosità di questo flusso di pagamenti è il cosiddetto "tasso leasing" di cui sopra, che è definito dalla Banca d’Italia come "il tasso interno di attualizzazione per il quale si verifica l’uguaglianza fra costo di acquisto del bene locato (al netto delle imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell’opzione finale di acquisto (al netto delle imposte) contrattualmente previsti. Per i canoni comprensivi dei corrispettivi per servizi accessori di natura non finanziaria o assicurativa andrà considerata solo la parte di canone riferita alla restituzione del capitale investito per l’acquisto del bene e dei relativi interessi".

Tra i costi e gli oneri accessori del leasing Findomestic balzano immediatamente all'occhio le spese di istruttoria della pratica che, se previste, possono ammontare addirittura a 500 euro; le spese per il trasferimento di proprietà 350 euro; le spese di gestione della perizia tecnica 100 euro; le spese di gestione dei furti o dei sinistri 150 euro e, infine le spese di gestione per volture, cessioni e proroghe 220 euro. Per ciò che attiene la chiusura del rapporto è richiesto il pagamento di una commissione pari a 120 euro mentre in caso di estinzione o riscatto anticipato del bene verrà applicata l'attualizzazione al tasso ufficiale di riferimento BCE in vigore alla data di estinzione o riscatto, maggiorato di 2 punti percentuali.

Il leasing Findomestic può essere sottoscritto da tutti i soggetti titolari di partita IVA:

* ditte individuali;
* liberi professionisti;
* società di ogni forma e dimensione;
* associazioni professionali.

Nel complesso il leasing Findomestic è un prodotto abbastanza valido senza poter, tuttavia, poter essere considerato il top del mercato. Si rivela una soluzione valida e conveniente principalmente per le aziende più che per i liberi professionisti. VOTO: 6

Spiegazione delle sigle della formula matematica atta a determinare il tasso leasing:

IAT = importo adeguamento tasso;
CR = credito residuo;
tm = tasso medio dell’ultimo periodo di indicizzazione (calcolato come media dell’Euribor a 3 o 6 mesi nel periodo di indicizzazione di cui viene calcolato l’adeguamento);
tr = tasso di riferimento del contratto di leasing;
GG = numero di giorni del periodo di indicizzazione.

lunedì 18 aprile 2011

La cessione del quinto Findomestic conviene?

La cessione del quinto Findomestic conviene? Dopo aver ampiamente analizzato il prestito personale Findomestic, oggi ci apprestiamo a verificare la convenienza della cessione del quinto Findomestic, un prodotto che, per sua natura, è legato a doppia mandata allo stipendio del contraente, poiché, il meccanismo alla base di questa tipologia di finanziamento prevede il prelievo mensile dai suoi emolumenti di una somma equivalente alla rata oggetto di cessione. Findomestic offre questo prodotto per mezzo di Bieffe5 S.p.A., che è una società soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di BNP Paribas Personal Finance S.A. e fa parte del Gruppo Findomestic. Le condizioni economiche, a seconda dell'importo, possono variare di molto. Per cessioni del quinto inerento somme inferiori ai 5.000 euro il TAN massimo può arrivare al 12%, mentre il TAEG addirittura al 20,57%, oltre i 5.000 euro, a parità di TAN, il TAEG è di molto inferiore e si attesta sui limiti massimi del 16,77%. La cessione del quinto Findomestic, come tutti i prodotti dello stesso tipo presenti oggi sul mercato, si rivelano molto poco convenienti per via delle spese accessorie presenti, prima fra tutte la commissione dovuta all'intermediario, che, come nel caso in esame, può addirittura arrivare al 13% dell'importo finanziato al cliente. Conti alla mano, su 10.000 euro, pagarne 1.300 di provvigione sono un po' troppi davvero. Ma non basta, ad aggravare il quadro ci pensano altre voci di costo come la polizza vita (fino al 28% dell'importo finanziato), la polizza rischio impiego (fino al 20%), le spese di istruttoria della pratica (fino al 20%) e la commissione di gestione della pratica (fino al 12%). E' ovvio che si tratta dei limiti massimi indicati da Findomestic Banca oltre i quali il finanziamento non può andare, però sommando tutte le voci, si capisce perché la cessione del quinto non riesca ad essere percepita dal mercato italiano come una forma conveniente di finanziamento e, rispetto al passato, abbia perso gran parte del suo appeal. In caso di estinzione anticipata, il cliente potrebbe recuperare una parte della provvigione riconosciuta all'intermediario, più precisamente fino al 30% della quota parte non maturata, e parte delle spese di istruttoria, ovvero la quota parte non maturata calcolata sulla parte eccedente i 400 euro. L'estinzione anticipata, altresì, comporta il pagamento di una penale pari all'1% del capitale residuo. Al di là dei casi limite su esposti, mediamente la cessione del quinto Findomestic viene erogata con TAEG che si aggirano attorno all'8% - 10% e, così, ad esempio, un finanziamento di 15.400 euro da rimborsare in 120 rate da 199 euro al mese, con un premio assicurativo pari a 179,37 euro può essere erogato con un Tan del 6% e un Taeg del 9,84%. La simulazione prende in considerazione l'ipotesi che la richiedente sia una donna di 35 anni di età con 15 anni di anzianità di servizio alle spalle. Se non eccessivamente sovraccaricata dal peso di costi aggiuntivi particolarmente esosi, la cessione del quinto Findomestic può dirsi conveniente più o meno come il prestito personale Findomestic e, anzi, nell'esempio precedente, addirittura sarebbe la soluzione da preferire. Ma all'atto pratico, la spada di damocle delle commissioni dovute all'intermediario destano non poche preoccupazioni ed inducono ad essere scettici. VOTO: 6

APPROFONDIMENTI

- La cessione del quinto della pensione è troppo onerosa? Scopriamo perché!
- Meglio il prestito vitalizio o la cessione del quinto della pensione?
- Cessione del quinto: i Taeg applicati oscillano tra il 16% e il 35%!
- Cessione del quinto dello stipendio: in Italia è la forma di rimborso più utilizzata!

domenica 17 aprile 2011

Cos'è il core inflation?

Il core inflation (inflazione core) è la misura dell'aumento medio dei prezzi (e della diminuzione del potere d'acquisto della moneta) che non tiene conto dei beni che presentano una forte volatilità di prezzo: in particolare quelli dell'energia e quelli alimentari. La definizione è utile per cogliere in modo più approfondito le dinamiche dei prezzi e mettere in atto le contromisure a limitarne la crescita entro gli obiettivi prefissati dalle autorità monetarie e dai Governi. Il concetto di core inflation che esclude energia e alimentari è stato introdotto nel 1975 in un lavoro dell'economista americano Robert J. Gordon. Con successivi contributi soprattutto da parte dello studioso di origini tedesce Otto Eckstein.

Valutazione prestito personale Findomestic

Il prestito personale Findomestic è un finanziamento a tasso fisso che può essere richiesto al fine di far fronte a svariate esigenze di credito. Con il prestito personale Findomestic è possibile finanziare moltissime cose: l'acquisto di auto e moto veicoli, i lavori di ristrutturazione della propria casa, l'acquisto di piccole unità immobiliari, ottenere liquidità per finanziare le proprie vacanze e finanche per acquistare pannelli fotovoltaici per produrre energia pulita. A seconda della richiesta sarà possibile ottenere un prestito personale rimborsabile mensilmente da un minimo di 3 rate ad un massimo di 120. Facendo riferimento allo scaglione di importo più oneroso previsto dalla normativa sull’usura, il TAN e il TAEG massimi possono arrivare rispettivamente al 15,28% e al 16,40%.

Il prestito personale Findomestic può essere concesso entro un range che va dai 155,00 euro e i 75.000 euro. Il piano di rimborso, di norma, prevede che venga applicato un ammortamento alla francese, in cui le rate siano costanti e prevedano una quota capitale crescente ed una quota interessi progressivamente e proporzionalmente decrescente. Non sono previste né spese di incasso rata né spese di istruttoria della pratica. L'imposta di bollo, pari a 14,62 euro è a carico di Findomestic Banca su prestiti personali che implichino il pagamento di rate fino a 18 mensilità, oltre questa soglia l'imposta dovuta sarà a carico del cliente. L'imposta sostitutiva dello 0,25% dell’importo finanziato, sui contratti con durata superiore ai 18 mesi, è assolta da Findomestic così come l'imposta di bollo di 1,81 euro su tutte le comunicazioni ai clienti. L'eventuale estinzione anticipata del prestito comporta, invece, il pagamento di una penale pari all'1% del capitale residuo. Da tenere in debita considerazione vi sono senz'altro i costi da sostenere in caso di inadempienze. In tal caso ci si troverebbe a dover fare i conti con dei piccoli salassi. L'indennità per ritardato pagamento di una rata, ad esempio, implica il pagamento di una maggiorazione del 10% della rata scaduta o non pagata e la penale per decadenza dal beneficio del termine prevede un aumento del 10% del capitale residuo risultante ancora dovuto. Il tasso di mora, invece, è pari al 14,60% annuo e viene applicato a seguito di decadenza dal beneficio del termine.

Come tutti i prestiti personali, anche il prestito personale Findomestic può essere dotato di una copertura assicurativa a tutela del finanziamento. La copertura assicurativa, offerta da Cardif Assicurazioni, copre i casi di decesso, invalidità o inabilità da infortunio o malattia e, nei casi previsti dalla polizza, di perdita d’impiego del cliente.

A titolo meramente esemplificativo, un prestito di 20.000 euro per ristrutturare la propria casa, rimborsabile in 5 anni (60 rate), comporterebbe un esborso mensile (comprensivo dell'assicurazione) pari a 454,80 euro con un TAN del 10,48% e un TAEG dell'11%. Al termine del contratto, l'esborso totale ammonterà a 27.288 euro. Ottenere 15.000 euro per finanziare le proprie vacanze con un prestito personale Findomestic costerà 406,50 euro per 48 mesi, con un TAN del 10,49% e un TAEG dell'11,01%, esattamente come acquistare un'auto nuova o i mobili per la propria casa. Pur non prevedendo molti costi accessori, il prestito personale Findomestic rimane un po' meno conveniente rispetto a proposte di competitors molto agguerriti come Fiditalia, Rataweb e Santander, che riescono ad offrire prestiti personali caratterizzati da TAEG compresi tra il 7% e il 9%. Sulla serietà del marchio Findomestic e sulla solidità del gruppo vi sono pochi dubbi, se magari si riuscissero a limare verso il basso, i tassi applicati, sarebbe sicuramente meglio. VOTO: 6

sabato 16 aprile 2011

Valutazione mutuo Agos Ducato

Il mutuo Agos Ducato è un finanziamento a tasso fisso particolarmente semplice da capire e, tutto sommato, anche piuttosto conveniente da sottoscrivere se paragonato ad altri prodotti simili presenti oggi sul mercato. Il mutuo ha una durata che va da un minimo di 10 anni ad un massimo di 30 anni e la somma concessa al mutuatario non potrà essere superiore all'80% del valore dell’immobile. Il rimborso del mutuo avviene mediante pagamento di rate mensili, composte da una quota capitale e una quota interessi, con addebito automatico in conto corrente. La garanzia ipotecaria prevista dal contratto di mutuo attribuisce ad Agos Ducato, in caso di insolvenza del cliente, il diritto di espropriare l'immobile a garanzia del suo credito. Detta garanzia ha una durata pari a 20 anni. Agos Ducato provvederà, inoltre, a rinnovare l'ipoteca almeno due mesi prima della scadenza del ventesimo anno, con spese a carico del cliente, per i mutui che abbiano una durata superiore a 20 anni e comunque massima di 30. Il tasso d'interesse applicato al mutuo Agos Ducato è agganciato all'Eurirs maggiorato dello 0,01% e lo spread ammonta all'1,5%. Volendo effettuare una simulazione, prendendo in considerazione un soggetto che abbia compiuto 30 anni, dotato di lavoro dipendente a tempo indeterminato che gli frutta 2.200 euro netti al mese, una richiesta di finanziamento pari a 100.000 euro, da rimborsare in 15 anni, per l'acquisto della prima casa, comporterebbe un esborso mensile pari a 786,50 euro con un Taeg del 4,78%. Le spese di perizia e di istruttoria costano 300 euro cadauna, mentre le spese di incasso rata ammontano a 1,30 euro. Nonostante siano ancora da preferirsi i mutui a tasso variabile, considerate le performance ancora particolarmente basse dell'Euribor, il mutuo a tasso fisso Agos Ducato, dimostra di essere veramente un buon prodotto anche se si tiene in debita considerazione una repentina risalita del costo del denaro fissato dalla Bce che determinerà, nel breve periodo, un considerevole aumento dei tassi applicati ai mutui. VOTO: 7,5

Valutazione mutuo Domus Giovani di Intesa Sanpaolo

Nella gamma dei mutui di Banca Intesa Sanpaolo non poteva mancare una proposta riservata esclusivamente ai giovani. Al fine di agevolare l'accesso al credito dei ragazzi d'età compresa fra i 15 e i 35 anni, Intesa Sanpaolo ha lanciato il mutuo Domus Giovani, disponibile in due versioni, a tasso variabile e a tasso fisso per far fronte alle più disparate esigenze di liquidità. Ma andiamo per ordine e valutiamo prima di tutto il mutuo Domus Giovani a tasso variabile parametrato MRO (Main Refinancing Operations, è il tasso fissato periodicamente dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’'Eurosistema e, i mutui indicizzati all'MRO, godono di una maggiore stabilità rispetto a quelli dei mutui indicizzati all’Euribor). Un mutuo trentennale di 100.000 euro, richiesto da un ventenne impiegato a tempo indeterminato, con un reddito netto di 2.000 euro al mese, godrebbe di un tasso d'accesso pari al 2,50%, spread 2%, il che implicherebbe il pagamento di una rata mensile pari a 421,60 euro. Nell'ipotesi in cui si preferisse il mutuo a tasso variabile agganciato all'Euribor, il tasso d'ingresso sarebbe pari al 2,50% come nel caso precedente, ma lo spread sarebbe un po' più basso, 1,75%, e la rata mensile ammonterebbe a 406,13 euro. Nella versione a tasso fisso, invece, il mutuo Domus Giovani di Intesa Sanpaolo viene, attualmente, proposto con un tasso Taeg del 5,70% ed una rata mensile di 580,40 euro che, in questo momento, è ovviamente meno conveniente rispetto alle opzioni a tasso variabile su esposte. Per quanto riguarda il mutuo Domus Giovani a tasso variabile o fisso, indipendentemente dalla versione che si andrà a scegliere, il rimborso avverrà mediante il pagamento posticipato di rate mensili comprensive di capitale ed interessi calcolate secondo il piano di ammortamento alla francese. Nel complesso questo mutuo è da ritenersi un buon prodotto, senza infamia e senza gloria. I tassi appaiono in linea con la media di mercato. VOTO: 6,5

venerdì 15 aprile 2011

Valutazione mutuo Domus Fisso di Intesa Sanpaolo

La gamma dei mutui di Banca Intesa Sanpaolo comprende, ovviamente, anche un prodotto destinato ad una clientela che predilige la stabilità della rata per tutta la durata del mutuo. Domus Fisso di Banca Intesa Sanpaolo, per questa tipologia di mutuatari, rappresenta la soluzione ideale poichè non è influenzato dagli andamenti futuri dei mercati finanziari. L’importo della rata è costante e non subisce variazioni nel corso del tempo, di conseguenza può esserne puntualmente valutata l’'incidenza sul bilancio familiare. Inoltre, il mutuo Domus Fisso è particolarmente indicato per tutti coloro i quali ritengano di non poter ridurre, nel corso dell'’ammortamento del mutuo l’'importo del debito residuo, magari ricorrendo a un'’estinzione parziale anticipata, al fine di mitigare l'’impatto della rata sulla propria situazione economica. Ma quanto costerebbe una rata del mutuo a fronte di una richiesta di finanziamento pari a 100.000 euro? Attualmente, un lavoratore dipendente, con contratto a tempo indeterminato ed una busta paga di 2.000 euro netti al mese, si troverebbe a pagare una rata costante di 555,30 euro al mese, per trenta anni, ad un tasso Taeg del 5,30%. Rispetto ai mutui a tasso variabile è sicuramente meno conveniente, ma il mutuo Domus Fisso di Intesa Sanpaolo, costituisce una valida opzione se non si desidera fare i conti con le oscillazioni dei tassi d'interesse proprie dei mercati finanziari. VOTO: 6

Valutazione mutuo Domus Mix Multiopzione di Intesa Sanpaolo

Domus Mix Multiopzione è tra i migliori mutui offerti da Banca Intesa Sanpaolo. Dopo aver ampiamente parlato del mutuo Domus Block con cap e del mutuo Domus Libero, ci apprestiamo ad analizzare un prodotto assai particolare che unisce all'estrema flessibilità, anche una conveniente opportunità legata principalmente alla possibilità di modificare la tipologia di mutuo, mentre il finanziamento è in corso. Domus Mix Multiopzione, infatti, garantisce al mutuatario di scegliere a scadenze prefissate, ogni 3 o 5 anni il tipo di tasso (fisso o variabile) da applicare al mutuo per il triennio o per il quinquennio successivo in base ai parametri e agli spread predefiniti contrattualmente. Anche il primo periodo di ammortamento può essere regolato, a scelta del mutuatario, a tasso variabile oppure a tasso fisso. Alle scadenze stabilite per contratto, se il mutuatario sceglierà il tasso fisso, le rate rimarranno costanti per tutto il triennio o il quinquennio a cui si riferisce la scelta stessa; in mancanza dell'’esercizio dell'’opzione, invece, il mutuo verrà regolato, automaticamente, a tasso variabile. Ma vediamo praticamente a quanto può ammontare la rata in tutti i casi possibili per valutare l'effettiva convenienza del prodotto. Se si è scelto di partire con il tasso fisso, un mutuo trentennale di 100.000 euro, per un impiegato a tempo indeterminato che percepisce uno stipendio netto di 2.000 euro al mese, costerà, per i primi tre anni 509,66 euro al mese al tasso del 4,55% (spread 1,75%), mentre se, di preferenza, si optasse per la partenza a tasso variabile, per i primi tre anni si andrebbe a pagare una rata mensile di 406,13 euro, con un tasso di partenza pari al 2,50%. Mentre le condizioni iniziali si manterrebbero invariate per ciò che attiene l'opzione variabile, nel caso in cui la scelta di partire per i primi 5 anni ricadesse sul tasso fisso, la rata sarebbe un tantino superiore rispetto all'ipotesi precedente, ovvero 527,69 euro al mese ad un tasso del 4,85%. Valutando un aumento dei tassi da parte della Bce, assai repentini da qui ai prossimi mesi, chi volesse sottoscrivere questo mutuo, dovrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di avviare il finanziamento magari a tasso variabile per un periodo di breve durata (3 anni) per poi passare al tasso fisso. Così facendo si potrebbe sfruttare il momento e godere dei tassi ancora particolarmente bassi, optando in seguito per una tipologia di mutuo più rassicurante. Verò è, per contro, che un tasso fisso come quello offerto oggi da Banca Intesa Sanpaolo, di poco superiore al 4,5% (spread incluso), difficilmente sarà possibile ottenerlo da qui a tre anni. Il mutuo Domus Mix Multiopzione di Intesa Sanpaolo, per questo riteniamo che non sia un prodotto adatto a tutti, ma che possa risultare una scelta valida per chi abbia un minimo di conoscenza dei mercati finanziari e che sia costantemente informato sui rischi connessi alle oscillazioni degli stessi. In conclusione, tra i pro, il mutuo Domus Mix Multiopzione vanta, senza ombra di dubbio, la possibilità offerta al mutuatario di rivedere, alle scadenze prefissate, la scelta tra tasso fisso e tasso variabile iniziale in base all'’andamento dei tassi dei mercati finanziari e della propria situazione familiare; per contro, è un prodotto complesso che richiede un minimo di competenza al fine di sfruttare al meglio le variazioni dei mercati, circostanza, questa, che lo rende un prodotto elitario. VOTO: 6,5

giovedì 14 aprile 2011

Valutazione mutuo Domus Libero di Intesa Sanpaolo

Domus Libero di Intesa Sanpaolo è un mutuo a tasso variabile che permette la piena personalizzazione del piano di rimborso del mutuo. In particolare le prime 35 rate sono formate di sole quote interessi mentre le quote capitale sono rimborsate nella misura liberamente scelta dal cliente purché nel rispetto delle scadenze e delle relative percentuali minime contrattualmente previste. Nel caso in cui il cliente non rispetti le scadenze indicate nel piano di ammortamento per il rimborso delle quote capitale, la banca avrà la facoltà di trasformare il mutuo a tasso variabile, con rate mensili comprensive sia di quote interessi sia di quote capitale, a partire dalla data immediatamente successiva a quella del mancato rispetto del termine.

Il mutuo Domus Libero di Intesa Sanpaolo è destinato all'’acquisto di un'unità immobiliare ad uso abitativo situato in Italia, sia prima sia seconda casa, con un massimale finanziabile pari, al massimo, al 60% del valore della stessa.

Il mutuo Domus Libero di Intesa Sanpaolo, in considerazione delle particolari modalità di rimborso delle quote capitale concesse dalla banca in via esclusiva al mutuatario, non può essere accollato a terzi mantenendo le caratteristiche originarie di ammortamento. In caso di accollo del mutuo a terzi, infatti, il mutuatario deve, prima della stipula dei contratti di trasferimento della proprietà, chiedere alla banca, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che il mutuo sia trasformato in un mutuo a tasso variabile con rate mensili. La banca, a questo punto, provvederà ad effettuare tale trasformazione, dandone comunicazione al mutuatario con lettera raccomandata A/R allegando il nuovo piano di ammortamento. La decorrenza del nuovo piano di ammortamento è la rata successiva a quella in scadenza al momento della richiesta di trasformazione. Indipendentemente dalla richiesta di trasformazione il mutuatario per sé, successori ed aventi causa, si obbliga comunque, a comunicare alla banca l’eventuale trasferimento a terzi della proprietà dei cespiti cauzionali, con accollo del mutuo, entro 60 giorni dalla data di stipulazione dei relativi contratti, corredando la comunicazione con la copia autentica degli stessi.

Il mutuo Domus Libero di Banca Intesa Sanpaolo è rivolto a tutti i consumatori che abbiano più di 18 anni. In considerazione della libertà di personalizzazione del rientro di capitale offerta dal mutuo, i rimborsi delle quote capitale possono essere di importo elevato, soprattutto se il cliente non ha effettuato alcun rimborso del capitale nel periodo antecedente le scadenze prestabilite.

Il mutuo Domus Libero di Intesa Sanpaolo è pertanto indicato per chi dispone di una buona cultura finanziaria, capace di fargli comprendere le particolari caratteristiche del piano di ammortamento, nonché di un’'elevata capacità reddituale.

Ad esempio, una richiesta di finanziamento pari a 100.000 euro da restituire in 20 anni, comporterà un esborso pari a 234,17 euro al mese con un tasso d'accesso del 2,70%, uno spread dell'1,85% e un tasso finito del 2,810%. E' da tenere presente che le prime 35 rate sono di soli interessi. Nell'ipotesi che si voglia sottoscrivere un contratto di mutuo che abbia una durata più lunga, si potrà optare per l'opzione a 25 anni, con tasso di partenza sempre pari al 2,70%, uno spread più elevato rispetto alla precedente formula e pari all'1,95% e un tasso finito (Taeg) pari al 2,910%, il che comporterà un esborso mensile pari a 242,50 euro.

Nel complessi il mutuo Domus Libero di Banca Intesa Sanpaolo è da ritenersi come un prodotto valido da prendere sicuramente in considerazione per far fronte alle proprie esigenze. VOTO:7

Stress test delle banche europee identici a quelli Usa

Stress test uniformi sulle due sponde dell'Oceano. Le banche europee e quelle americane, quest'ultime uscite indenni dalle prove di sana e robusta costituzione fisica, si legga solidità dei requisiti patrimoniali, avranno regole molto simili e saranno dunque confrontabili dal mercato. Gli esami che riguardano 90 banche in Europa si svolgeranno a giugno con i nuovi criteri americani stabiliti dall'Autorità europea di controllo. Gli istituti di credito dovranno prepararsi, e quelli italiani lo stanno già facendo, con gli aumenti di capitale, come hanno ribadito Bce, Ecofin e Commissione Europea. Daniel Gros dalla prima pagina de "Il Sole 24 Ore", la scorsa settimana, ha affermato che solo stress test severi (e ristrutturazioni dei debiti sovrani) faranno uscire l'Europa dalla crisi. Resta il dubbio che uniformare i criteri degli stress test a quelli americani sia la strada giusta. Forse sarebbe stato più logico il contrario. I criteri americani, infatti, ammettono scappatoie sconosciute in Europa. Diventa dunque essenziale l'attività di vigilanza, delle banche nazionali prima di tutto. Il sistema non può permettersi banche ballerine. La solidità serve alle imprese e all'economia reale. Senza finanziamenti, e crescita, uscire dalla crisi diventa una chimera.

mercoledì 13 aprile 2011

Crisi economica e perdita del potere d'acquisto

I dati Istat sul reddito delle famiglie italiane nel 2010 segnalano la sofferenza profonda del Paese. Il reddito nominale è cresciuto ma il potere d'acquisto, per effetto dell'inflazione, è sceso dello 0,6%. Ma il vero dato è un altro, riguarda le corde profonde del carattere nazionale: a calare è la propensione al risparmio, che si attesta al 12,10%, registrando una diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Si tratta del minimo storico dal 1990. Un record che va letto in controluce rispetto al dato che riguarda i consumi, in crescita del 2,5%. Tutto questo indica una chiara crisi economica. Visto dal lato delle famiglie, il 2010 che l'Istat ci mette sotto gli occhi mostra un Paese affaticato dall'onda lunga della crisi che dura dal 2008 ed ha eroso speranze e riserve. Per rispondere, gli italiani hanno adottato una scelta obbligata, spostando una quota del risparmio in spesa per esigenze necessarie come, ad esempio, l'acquisto di farmaci o il ricorso a terapie mediche specialistiche. Il Ministro Sacconi ha detto che "le famiglie italiane faticano a leggere la tendenza positiva al miglioramento". Un pezzo di questa fatica va ascritta proprio al Governo, apparso quantomai solido nella difesa della stabilità dei conti pubblici, ma poco dinamico sul versante della crescita.

Cos'è la ristrutturazione del debito sovrano?

Cos'è la ristrutturazione del debito sovrano? E' una forma di rinegoziazione del debito da parte di uno Stato che non è più in grado di far fronte ai propri obblighi nei confronti dei creditori. La ristrutturazione avviene attraverso modifiche alle condizioni del prestito che possono riguardare la sua durata (allungamento delle scadenze per i rimborsi), il tasso d'interesse applicato o il capitale (attraverso un haircut, cioè un taglio del valore nominale dei titoli in portafoglio).

L'ipotesi di ristrutturazione del debito è stata messa nero su bianco dagli Stati dell'area Euro. A partire dal 2013, infatti, un Governo che riceverà il sostegno finanziario del Meccanismo di stabilità europeo (Esm) dovrà contestualmente prevedere il coinvolgimento dei creditori privati. In caso di ristrutturazione del debito l'Esm godrà dello status di creditore privilegiato: questo significa che avrà la priorità sugli altri soggetti nel rimborso dei crediti, al pari del Fondo Monetario Internazionale (FMI). I capi di Stato e di Governo dell'area Euro hanno anche previsto, sempre a partire dal 2013, l'inserimento di clausole di azione collettive (Cac) che consentono a una maggioranza qualificata di creditori di imporre allo Stato debitore le condizioni di ristrutturazione del debito. Le Cac sono strumenti giuridici comuni nel sistema anglosassone.

martedì 12 aprile 2011

Aumento dei tassi ma mutui ancora sostenibili

Nonostante il costo del denaro sia stato aumentato da parte della Bce di un quarto di punto, passando dall'1% all'1,25%, tutto sommato gli effetti immediati sulle rate dei mutui saranno ampiamente sostenibili e le ragioni alla base di queste considerazioni sono molteplici. Analizzando le caratteristiche dei finanziamenti concessi dagli istituti di credito negli ultimi 10 anni notiamo che i prestiti erogati fino al 2007, al massimo, torneranno ad avere rate a livello di quelle iniziali e che quindi all'epoca erano sostenibili. Bisogna ricordare che si tratta di finanziamenti per i quali i debitori sono già riusciti ad affrontare i costi, molto maggiori, degli incrementi registrati tra la fine del 2007 e la fine del 2008. Inoltre, i mutui concessi a ridosso e nel pieno della crisi (inizio 2007 - fine 2008) sono partiti a tasso molto elevato e l'aumento dell'Euribor comunque porterà a un esborso inferiore a quello affrontato per le prime rate. Ad esempio, un mutuo ventennale partito ad aprile 2008 aveva una rata iniziale di 716 euro; in seguito ad un aumento del 2% da parte dell'Euribor, tra 1 anno, costerebbe 620 euro (oggi la rata vale 464 euro), ovvero 96 euro in meno rispetto a quello delle prime rate. Infine, i mutui avviati nel 2009 e nel 2010 subiranno sì un secco incremento rispetto alle rate iniziali ma si può presumere che, dopo la stretta nei criteri di valutazione creditizia, nessuna banca abbia concesso mutui che facevano indebitare al limite le famiglie su tassi attorno al 2% e perciò destinati a un inevitabile aumento. In fase di istruttoria le possibilità di rimborso sono state presumibilmente tarate dalla banca creditrice su pagamenti mensili a regime attorno al 4%. Per chi si trovasse in seria difficoltà comunque restano aperte diverse opzioni, come l'allungamento del debito tramite rinegoziazione diretta con la propria banca o tramite surroga o la richiesta di moratoria, nei termini dell'accordo stipulato tra consumatori e Abi.

In calo i rendimenti dei Bot annuali

L'asta odierna ha segnato un punto di svolta negativo per ciò che attiene i Bot annuali. Collocati al di sotto del 2%, iniziano a perdere l'appeal sin qui avuto nei confronti dei risparmiatori. Il dato, riferito a titoli collocati per 7,5 miliardi, fa riferimento ad un rendimento dell'1,98%, in calo dello 0,118% rispetto all'asta precedente. Questo fa si che alcuni conti deposito presenti oggi sul mercato siano in grado di offrire performance migliori a parità di rischio e nonostante la tassazione sia al 27% anziché al 12,50% come avviene nel caso dei Titoli di stato. La domanda odierna di Buoni Ordinari del Tesoro è stata pari a 1,73 volte l'importo offerto. I Buoni piazzati oggi hanno una durata superiore ai 331 giorni e quindi una commissione massima dello 0,30%. Nel caso in cui questa commissione venga applicata per intero, il rendimento netto del Bot per i sottoscrittori sarà dell'1,423%.

Come incide sui mutui l'aumento dei tassi Bce?

Come incide sui mutui in corso l'aumento dei tassi Bce? All'indomani dell'aumento di un quarto di punto del costo del denaro, da parte della Banca Centrale Europea, è lecito chiedersi quali potranno essere gli effetti sulle rate dei mutui sottoscritti dagli italiani. In linea di massima, per ciò che attiene i mutui ventennali a tasso variabile, l'incidenza sarà pari a circa 15 o 20 euro sulla rata in scadenza a maggio ma le previsioni da qui ad un anno, da quanto si evince da una ricerca condotta da "Corriere Economia" (ipotesi mutuo variabile da 100.000 euro - Euribor 3 mesi + 1,50%), si proiettano verso scenari abbastanza inquietanti che lasciano presagire rincari assai consistenti. Già solo l'aumento di mezzo punto determinerebbe un rincaro variabile tra 35 e 37 euro. L'aumento di 1 punto percentuale porterebbe la rata molto più in alto con variazioni che potrebbero oscillare tra i 61  e i 75 euro. L'impatto sui mutui, di un aumento dell'1,5%, sarebbe ancora più sconveniente con rincari che ammonterebbero a circa 87 euro nella migliore delle ipotesi e a circa 114 euro nell'ipotesi più nefasta. In ultima analisi, si è tenuto conto di un pressoché improbabile aumento di 2 punti percentuali dei tassi Bce. In quest'ultimo caso i rincari oscillerebbero tra i 113 e i 152 euro al mese.

La ricerca di "Corriere Economia", però, ha tenuto conto anche dei mutui trentennali e lo scenario, tutto sommato, non è particolarmente diverso.  La simulazione è stata effettuata sempre su mutui variabili da 100.000 euro agganciati all'Euribor 3 mesi + 1,60%. I rincari per ciò che attiene la rata di maggio vanno dai 17 ai 20 euro, quindi in linea con i mutui variabili ventennali; l'aumento di 0,5 punti base del costo del denaro provocherebbe rincari che vanno dai 38 ai 39 euro al mese; un incremento di 1 punto percentuale farebbe schizzare le rate all'insù, in media, di circa 75 euro. L'1,5% in più provocherebbe aumenti delle rate variabili dai 106 ai  118 euro. Infine, nella peggiore delle ipotesi, che tiene conto di un improbabile aumento del 2% dei tassi Bce in un anno solare, causerebbero aumenti variabili tra i 140 e i 158 euro. Dei veri e propri salassi insomma ma, come sostiene Roberto Anedda di MutuiOnline, "nella realtà, anche nel caso gli aumenti si mantenessero nei limiti pessimistici indicati da questa simulazione, non dovrebbero esserci problemi drammatici per i debitori che non abbiano subito un peggioramento sensibile della propria situazione reddituale". Questa considerazione tiene conto del fatto che i mutui erogati fino al 2007 al massimo potranno tornare ad avere rate a livello di quelle iniziali e che, quindi, all'epoca erano sostenibili.

lunedì 11 aprile 2011

Ecco i prestiti personali per ristrutturare casa più convenienti

Ci apprestiamo ad andare incontro alla bella stagione. Il Sole illumina il cielo azzurro e riscalda la Terra e per tutti coloro i quali si presenta la necessità di ristrutturare casa è tempo di verificare quale possa essere il prestito personale più conveniente. A tal fine, attraverso il broker PrestitiOnline, abbiamo cercato di stilare una sorta di classifica dei 5 prestiti personali più convenienti presenti oggi sul mercato per questa finalità. La nostra simulazione ha previsto una richiesta di liquidità pari a 30.000 euro, rimborsabili in 60 rate mensili (comprensive di assicurazione), da parte di un lavoratore dipendente assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato, residente a Roma, con reddito mensile netto di 2.000 euro.

"Rat@web Credito Casa" si è rivelato il prestito personale migliore con un TAN pari al 5,90% e un TAEG del 7,39%. La rata mensile si attesta a 596,21 euro per un totale da rimborsare che complessivamente ammonta a 35.772,38 euro. A seguire troviamo "Fidiamo di Fiditalia", un buon prodotto sicuramente che, a differenza del precedente risulta essere di poco più caro avendo dalla sua un TAN del 5,98% e un TAEG del 7,46%. La rata mensile è pari a 597,10 euro per un totale da rimborsare di 35.825,77 euro. Al terzo posto fa bella mostra di se il prestito "Credito Lavori di Findomestic Banca", ben più caro dei precedenti con un TAN del 6,55% e TAEG del 9,33%, con una rata mensile di 622,07 euro che fa lievitare l'ammontare da restituire fino a 37.324,02 euro, ovvero circa 1.500 euro in più rispetto alle soluzioni più convenienti. Al quarto posto, poi, troviamo "Credi Agile di Santander", in linea con il prodotto della Findomestic, TAN 6,50% e TAEG 9,41%, con rata mensile di 623,10 euro per un ammontare complessivo da rimborsare pari a 37.386,21 euro. Fanalino di coda il carissimo prestito personale proposto da Elastys "Il credito parla chiaro di Credit Lift", un finanziamento esosissimo che si basa su un TAN del 12,50% ed un TAEG che addirittura si attesta al 15,76%, con rimborso mensile di 709,31 euro che, al termine del contratto porterà l'intero finanziamento a lievitare fino a 42.558,61 euro, un vero salasso!

Euribor a tre mesi oltre la soglia dell'1,3%. Mutui più cari

E' una notizia che era lecito attendersi. L'Euribor a tre mesi, l'indice a cui si agganciano i mutui, ha superato la soglia dell'1,3% attestandosi all'1,311% (venerdì scorso l'indice era all'1,294%). Il dato è in linea anche con gli aumenti dell'indice nella sua versione ad un mese che, ad oggi è pari all'1,116% (precedentemente 1,077%), e ad una settimana 1,107% (era attestato all'1,030%). La conseguenza immediata di questo aumento, che determina scambi di denaro tra banche più onerosi, sarà l'aumento dei tassi d'interesse applicati sui mutui, con particolare riferimento a quelli variabili, attualmente ancora molto convenienti e competitivi rispetto ai più onerosi ma sicuri mutui a tasso fisso. In un contesto del genere, all'indomani dell'aumento dei tassi anche da parte della Bce che ha incrementato di un quarto di punto il costo del denaro, portandolo all'1,25% sarebbe saggio prendere in considerazione la sottoscrizione di un prodotto che abbina la convenienza del tasso variabile alla tranquillità di un tasso che non possa oltrepassare una determinata soglia. Un prodotto del genere esiste ed è il mutuo variabile con cap che, a differenza del variabile puro, offre una preziosa protezione dall'eccessivo aumento dei tassi, attuando un meccanismo assai semplice, ovvero consentire al mutuatario di stipulare un contratto di mutuo che prevede un tetto massimo oltre il quale il tasso d'interesse applicato al finanziamento non possa andare.

Stress test per le maggiori banche europee a partire da fine aprile

E' giunto il momento di verificare attraverso degli appositi stress test se le maggiori banche europee saranno in grado di affrontare scenari di crisi profonda che potrebbero mettere in serissima crisi il sistema. Uno stress test altro non è se non una verifica, un vero e proprio programma di valutazione del capitale di vigilanza, atto a costatare se le banche europee saranno in grado di reggere un eventuale peggioramento dell'economia reale nel prossimo biennio e se le riserve di capitale di cui dispongono potrebbero essere sufficienti per farvi fronte. Lo stress test è destinato a tutti gli istituti di credito che possono vantare un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari (al cambio attuale sarebbero circa 70 milioni di euro) e, nel caso specifico dell'Italia, interesseranno Intesa Sanpaolo (non si terrà conto dell'aumento di capitale annunciato nei giorni scorsi, ma lo stress test avverrà sulla base del capitale attuale), Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca. La European Banking Authority (Eba) ha rivelato che le banche dell'Unione Europea dovranno mantenere il loro Core Tier 1 sopra la soglia del 5% per poter superare l'esame. Questa soglia indicata dall'Eba, tuttavia, non è vincolante ma ci si aspetta che chi non passerà lo stress test, programmi operazioni di rafforzamento del capitale che siano credibili. Lo stress test, che inizierà a fine aprile, simulerà una recessione lunga due anni e i risultati verranno resi noti a giugno.

domenica 10 aprile 2011

Accordo tra Banca di Trento e Bolzano e CNA Bolzano

Banca Intesa Sanpaolo fa sul serio in Trentino Alto Adige e, attraverso un accordo locale da 5 miliardi di euro, tra Banca di Trento e Bolzano e CNA Bolzano, finanzierà l'attività di 2000 imprese che impiegano oltre 2600 addetti che rappresentano l'8,5% della forza lavoro in Alto Adige. I 5 miliardi stanziati da Intesa Sanpaolo favoriranno tutto un insieme di interventi che Rete Imprese Italia ha definito esigenze prioritarie delle imprese associate in questa fase congiunturale: sostegno al capitale circolante a breve termine, ricapitalizzazione delle imprese, ristrutturazione del debito e sostegno alla liquidità. Al fine di accedere agevolmente ai finanziamenti messi a disposizione, sono stati predisposti dei modelli di autovalutazione messi a punto per rispondere rispettivamente alle esigenze del commercio e dell’artigianato, reperibili sul sito del CNA. Questi consentiranno alle imprese di valutare la propria situazione economico-finanziaria e la sostenibilità delle proprie scelte imprenditoriali. E' stato creato anche un Portale Confidi, ovvero un’interfaccia web che consentirà ai Consorzi di Garanzia convenzionati di monitorare l’andamento delle operazioni di finanziamento garantite.

Gli analisti di Moody's assegnano rating Aa2 all'Italia

La crescita economica del Bel Paese è ai livelli del 2004 e, per ora, è assai remota l'ipotesi di contagio da parte di altre economie deboli, Grecia e Portogallo su tutte, la cui sostenibilità e la capacità di rientro sono molto scarse.In quest'ottica va ad inquadrarsi l'assegnazione del rating Aa2 all'Italia da parte degli analisti di Moody's secondo i quali, addirittura, il nostro Paese sarebbe in grado di generare un surplus primario nei prossimi tre o quattro anni. A detta degli esperti di Moody's "il Governo italiano dovrebbe essere in grado almeno di stabilizzare se non ridurre il debito pubblico, anche in uno scenario prudente che ipotizza saldi primari non molto alti, compresi tra l'1% e il 2%, e una crescita economica moderata che vada verso la soglia del 3%".

Tassare i consumi? Tremonti possibilista

L'economia europea versa in condizioni a dir poco critiche. Portogallo, Grecia e Irlanda, in virtù delle crisi profonde da cui sono state colpite, hanno contribuito a rendere il quadro economico del Vecchio Continente assai debole ed incerto. Per porre un freno a, gli stati dell'Eurozona hanno sottoscritto il cosiddetto "Patto per l'Euro", un vero e proprio accordo politico che mira a estirpare divergenze eccessive e squilibri strutturali che hanno un impatto negativo sulla competitività e che sono stati all'origine della grande crisi dell'euro. In quest'ottica va ad inquadrarsi la proposta di una possibile tassazione dei consumi volta ad aumentare 0il peso delle imposte indirette a scapito di quelle dirette. L'Italia sta ancora attendendo il lavoro in atto delle commissioni e il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti non esclude che questa strada possa divenire percorribile per far fronte all'emergenza.

Chi sarà il successore di Jean Claude Trichet?

Il mandato di Trichet, attuale presidente della Bce, volge ormai al termine e la decisione in merito a chi sarà il suo successore sarà presa entro la fine giugno di quest'anno. Ad annunciarlo è stato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble a Budapest dove è in corso l'Ecofin. Jean Claude Trichet è diventato presidente della Banca centrale europea il primo novembre del 2003, succedendo al primo presidente Wim Duisenberg. La Francia avrebbe voluto che Trichet ricoprisse questa carica fin dal 1998, anno di fondazione della Bce, ma accettò la candidatura di Duisenberg dopo un periodo di trattative con gli altri stati membri. Tuttavia su chi sarà il suo successore regna ancora la massima incertezza.

sabato 9 aprile 2011

Contratti di protezione del credito

Cosa sono i contratti di protezione del credito? Si tratta di sostituti naturali dei cosiddetti Credit default swap e, nelle intenzioni dell'Osservatorio legislazione & mercati (Olm) della Fondazione Cuoa (Centro universitario di organizzazione aziendale di Altavilla Vicentina), saranno uno strumento che non mirerà ad abolire il derivato creditizio, bensì gli restituirà la sua tipica funzione di strumento di protezione del credito. Per far ciò, però, sarà necessario modificare l'articolo 1 del Tuf (Testo unico della finanza): sottrarre i derivati creditizi dal novero degli swap finanziari escludendo così la possibilità di un loro impiego per fini speculativi. In buona sostanza, quando si stipula un Interest Rate Swap (IRS) ci si protegge dalla fluttuazione di un tasso di interesse; quando si stipula un Cds si cerca invece protezione contro il rischio che un debitore non paghi il prestito accordatogli. Un Irs è una scommessa su un tasso di interesse mentre un Credit default swap è una specie di polizza assicurativa. Ma affinchè abbia un senso sostituirli con dei contratti di protezione del credito, l'ex Cds deve poter essere stipulato soltanto da chi abbia un credito da proteggere (vietando implicitamente la prassi dei naked Cds, stipulati senza una reale esposizione). La proposta dell'Olm prevede anche un divieto di sovraesposizione, il cui scopo è impedire che su una stessa posizione debitoria possano aprirsi una molteplicità di posizioni, trasformando così il sinistro creditizio, ossia una condizione patologica del sistema, in un'occasione speculativa pura. La proposta di legge, che verrà ufficialmente presentata a Milano il prossimo 13 aprile, non crede nella standardizzazione dei contratti di protezione del credito ma crede nella centralizzazione delle informazioni, con l'obbligo per gli stipulanti di dichiarare in un sistema pubblicamente accessibile, gestito da Borsa Italiana, tutte le operazioni stipulate, i relativi estremi e l'andamento della posizione. A far scattare i Credit default swap non è soltanto il default puro, il crack del debitore, ma anche altri più blandi avvenimenti, come la semplice ristrutturazione. Nella pratica l'incertezza regna sovrana. I nuovi contratti di protezione del credito dovranno recare in chiara evidenza i casi e le condizioni in cui potranno essere attivati. Al fine di ovviare all'incertezza nella determinazione dell'evento scatenante i Cds affidano la scelta o allo stesso intermediario stipulante o ad un soggetto (agente di calcolo) spesso vicino allo stesso intermediario. Altro registro per i contratti di protezione del credito: questi, infatti, saranno soggetti veramente indipendenti (intermediari, revisori o consulenti finanziari) a divenire imparziali arbitri della decisione. Infine, in chiave antielusione, sarà impossibile il by-pass della proposta, che potrebbe agevolmente essere aggirata sottoponendo il contratto a una legge estera. Se il contratto di protezione del credito ha un momento di contatto pur minimo con il territorio italiano, le nuove norme contengono un antidoto: si applicano nonostante qualunque deroga.

mercoledì 6 aprile 2011

Aiuti e agevolazioni sui mutui dal fisco

L'acquisto dell'abitazione principale è uno degli impegni più importanti della vita, almeno da un punto di vista finanziario. Il fisco dà un aiuto, seppur limitato: gli interessi pagati sono detraibili fino a una spesa massima di 4.000 euro. Il che vuol dire un risparmio di 760 euro. Spesso da suddividere tra marito e moglie. E il limite, salvo un mini aumento di qualche anno fa, è fermo da anni. Comunque resta una delle detrazioni più sostanziose. Va ricordato, per non perdere il diritto agli sconti, che per la detrazione bisogna essere intestatari sia del mutuo che dell'immobile (niente sconti quindi se si paga il mutuo per la casa del figlio, se non intestandosene almeno una quota). La detrazione va suddivisa tra gli intestatari del mutuo e non è possibile detrarre la quota parte di familiari a carico ad eccezione del coniuge. Quindi attenzione al momento della stipula. Vanno considerati anche gli oneri accessori come la parcella del notaio per l'atto del mutuo, le spese di istruttoria e di perizia, le commissioni bancarie. L'immobile deve essere adibito ad abitazione principale, quella dove si risiede abitualmente, entro un anno. Non si perde il diritto agli sconti in caso di surroga o sostituzione del mutuo, ma solo fino alla quota parte di interessi sul capitale residuo del prestito originario. Se si chiede un mutuo aggiuntivo su questa somma, non si ha diritto ad alcuno sconto.

martedì 5 aprile 2011

Valutazione Mutuo Arancio Variabile

Mutuo Arancio Variabile è un mutuo a tasso variabile offerto dalla IngDirect, la banca divenuta famosa in tutto il mondo grazie alla zucca arancione e al suo conto deposito "Conto Arancio", il primo a fare la sua comparsa in Italia nel segmento di propria competenza. Ritornando a Mutuo Arancio Variabile, notiamo che la IngDirect, sta adottando una politica assai aggressiva per abbattere i costi e tentare di accaparrarsi quote sempre più consistenti del mercato di riferimento. Così, in quest'ottica, va ad inserirsi l'iniziativa presa dal colosso Olandese, di ridurre lo spread applicato al mutuo dello 0,20%. Per ottenere questo sconto sarà sufficiente addebitare le rate del mutuo sul "Conto Corrente Arancio". La riduzione dello spread verrà posta in essere a partire dalla terza rata mensile mentre, le prime due rate, calcolate al momento della stipula, manterranno lo spread previsto inizialmente. Inoltre, è bene tenere presente che il mutuatario ha sempre la possibilità di cambiare conto corrente con quello di un'altra banca, però, in questo caso, la riduzione dello spread verrà meno a far data dal cambio di conto. Mutuo Arancio Variabile è un prodotto assai valido e, per l'acquisto di un'immobile da adibire a prima o seconda casa, può arrivare a finanziare fino all'80% dell'investimento. Un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato ed uno stipendio netto di circa 1.800 euro al mese, per l'acquisto della prima casa, il cui valore ipotizziamo sia di 200.000 euro, richiede l'accensione di Mutuo Arancio Variabile a 30 anni. Nel caso scegliesse la soluzione agganciata all'Euribor, si troverebbe a pagare una rata mensile pari a 387,88 euro ad un tasso del 2,36% (TAEG 2,39%), mentre nel caso scegliesse l'opzione legata ai tassi Bce, i parametri sarebbero un tantino diversi: rata mensile 405,60 euro al tasso del 2,70% (Taeg 2,73%). Prendendo in esame entrambe le possibilità, il mutuatario otterrebbe un risparmio che rispettivamente si attesta a: 3.325,77 euro nel caso del mutuo agganciato all'Euribor (spread base 1,40% ridotto all'1,20%), e 3.375,23 euro nel caso la scelta ricadesse sul prodotto legato ai tassi Bce (spread base 1,70% ridotto all'1,50%). Le spese di perizia, di istruttoria e dell'assicurazione obbligatoria incendio e scoppio, sono tutte a carico della IngDirect, circostanza questa, che rende il Mutuo Arancio Variabile ancora più conveniente ed appetibile.VOTO: 8

lunedì 4 aprile 2011

I mutui a tasso variabile sono i preferiti dagli italiani

I mutui a tasso variabile sono i preferiti dagli italiani. L'indubbia convenienza legata ai tassi, particolarmente bassi da un po' di tempo a questa parte, ha fatto propendere i mutuatari di casa nostra verso una scelta che alla lunga, però, potrebbe rivelarsi un boomerang come è già successo nel recente passato. Se da una parte è vero che sui mutui a tasso fisso i tassi applicati sono notevolmente più alti rispetto ai mutui a tasso variabile, d'altro canto è necessario sottolineare come esista un prodotto che meglio può garantire le finanze degli italiani, proteggendoli dal rischio di un eccessivo rialzo dei tassi, ed è il mutuo variabile con Cap. Secondo Mutuionline le richieste dei mutui con Cap ammonterebbero a più di un quinto del totale, andando a coprire, di fatto, ben il 24,5% del mercato dei mutui ipotecari. Seppur in flessione del 5,5% rispetto allo scorso anno, i mutui variabili con Cap mantengono saldamente il loro appeal grazie alla caratteristica principale che li contraddistingue ovvero, la convenienza dei tassi variabili unita alla sicurezza del tetto massimo prefissato all'atto della stipula del contratto, oltre il quale i tassi non possono salire. Fette di mercato meno consistenti riguardano i mutui a tasso fisso (18% del totale) e i mutui a tasso misto (2%).

domenica 3 aprile 2011

Sconto di 1200 euro sui mutui Che Banca!

Uno sconto di 1.200 euro sui mutui Che Banca! E' questa l'iniziativa proposta dall'istituto di credito facente parte del Gruppo Bancario Mediobanca che, fino al 31 maggio 2011 darà la possibilità a tutti i mutuatari che sottoscriveranno un mutuo variabile, un mutuo variabile con cap o un mutuo a tasso fisso, di almeno 100.000 euro, accreditando la rata su Conto Corrente Che Banca!, di risparmiare 1.200 euro di interessi.Sarà possibile stipulare il contratto di mutuo entro e non oltre il 30 settembre 2011.

Così, ad esempio, un mutuo variabile con Cap trentennale di 130.000 euro, per l'acquisto di un'immobile del valore di 200.000 euro, avendo cura di mantenere sul conto corrente una media di 5.000 euro, costerà per i primi 12 mesi 437 euro invece di 537 euro, al tasso del 2,84% (Euribor a tre mesi 1,19% + spread 1,65%). Un mutuo variabile "tradizionale", invece, costerà 397 euro al mese per il primo anno, anziché 497 euro, al tasso del 2,25% (Euribor a 1 mese 0,90% + spread 1,35%). Un mutuo a tasso fisso, costerà 603 euro il primo anno e 703 euro successivamente, al tasso del 5,07% (Eurirs 3,72% + spread 1,35%).

Il mutuo risparmio, infine, garantisce un risparmio su ogni rata, pari a 10 euro al mese. Il costo del mutuo sarà pari a 497 euro al mese invece che 507 euro (Euribor 1 mese 0,90% + spread 1,50%), tasso applicato 2,40%.

La particolarità di tutti questi mutui risiede nel fatto che all'aumentare del deposito medio in conto corrente la rata del mutuo diminuisce. Ad esempio, il mutuo risparmio, a fronte di un deposito medio di 15.000 euro, vi può far risparmiare fino a 30 euro al mese.

venerdì 1 aprile 2011

Apulia Prontoprestito perde oltre 20 milioni di euro

Apulia Prontoprestito perde oltre 20 milioni di euro, la consistenza dei finanziamenti al 31 dicembre 2010 si è attestata a 735,8 milioni di euro (in calo del 23% rispetto ai 955,5 milioni di euro di fine 2009), di cui il 72,3% per contratti di cessione del quinto, il 26% per delegazioni di pagamento e l'1,7% per prestiti personali. Nel 2010 è risultato in calo anche il margine di interesse, attestatosi a 9,4 milioni di euro rispetto a 14,9 milioni di fine 2009, così come il margine di intermediazione (6 milioni rispetto ai 14,3 milioni del corrispondente periodo 2009).

La perdita d'esercizio di 20,3 milioni ha inoltre risentito significativamente delle rettifiche di valore su crediti che si sono attestate a 27,6 milioni, in quanto la società ha deciso una politica di accantonamenti prudenziali sia per effetto del perdurare della crisi finanziaria e quindi delle difficoltà delle famiglie a far fronte ai propri impegni sia per le difficoltà delle società mandatarie.

Un 2010 da dimenticare, dunque, non solo per i 20,3 milioni di euro di perdita (rispetto all'utile di 35 milioni dell'anno precedente) con cui si è chiuso il bilancio, ma anche per il crollo dell'erogato complessivo passato dai 103,2 milioni di fine 2009 ai 5,3 del 2010.

Le ragioni di un siffatto risultato sono, in parte, frutto dell'andamento negativo del mercato nazionale del credito al consumo (-5,3%) e in parte, la contrazione dei volumi è conseguenza degli interventi di adeguamento posti in essere da Apulia Prontoprestito e dagli intermediari suoi mandatari, volti a recepire le indicazioni riportate nella comunicazione dell'Organo di Vigilanza di novembre 2009 in materia di cessioni del quinto e operazioni assimilate.
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