venerdì 29 gennaio 2010

Accredito del bonifico in un giorno

Arriva il bonifico in un giorno. La direttiva europea numero 64 del 2007, che prevede tempi rapidi per l'accredito sul conto corrente, sta ber debuttare in Italia! C'è da dire, però, che a dispetto dell'entrata in vigore della norma, le banche avranno qualche anno di tempo per adeguarsi.

I servizi di pagamento diventeranno, in tal maniera, più "europei". Sarà, infatti, sufficiente un solo giorno di attesa per l'accredito dei bonifici bancari. Il recepimento della direttiva europea, ormai prossima, come dicevamo, al debutto nel Bel Paese, spalanca nuove opportunità per i consumatori ma anche per le imprese.

La direttiva europea prevede un giorno lavorativo per l'accredito del bonifico, sia in termini di valuta che di disponibilità, rispetto agli oltre tre giorni finora necessari.

Tempi ridotti anche per l'accredito, su conto corrente, di assegni circolari, così come prevede la nuova legge italiana entrata in vigore recentemente (Legge 102/2009), con valuta di 1 giorno e disponibilità in un tempo massimo di 4 giorni lavorativi.

Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, si è detto entusiasta ed ha affermato che "è senz'altro un fatto positivo perché si accorciano i tempi per le disponibilità di denaro ma, naturalmente, siccome siamo abituati a vedere comportamenti scorretti da parte delle banche, come ad esempio, sulle commissioni di massimo scoperto, sulla portabilità dei mutui, sulla simmetria dei tassi, noi vigileremo e controlleremo e, eventualmente, denunceremo se vi saranno elementi di scorrettezza su questa direttiva".

Gli istituti di credito avranno tempo fino al gennaio 2012 per mettersi in regola. Tra le novità della direttiva europea, anche l'ingresso di nuovi istituti di pagamento come, ad esempio, i supermercati. Si potranno pagare le bollette e le utenze direttamente alla cassa.

SINTESI DELLA DIRETTIVA EUROPEA NUMERO 64 DEL 2007

  • Tempi di esecuzione: i bonifici nazionali e all’interno degli altri Paesi dell’Unione Europea avranno tempi certi di esecuzione; in particolare saranno eseguiti entro un giorno lavorativo quando disposti su canali telematici ed entro due giorni lavorativi quando disposti su un ordine cartaceo.

  • Disponibilità dei fondi e data valuta: per i fondi ricevuti da un’altra banca la data di disponibilità giuridica e la data valuta applicata al conto corrente coincideranno sempre con la data in cui è avvenuto l'accredito dei fondi sul conto corrente; ovvero non saranno più applicati i cosiddetti "stacchi di valuta" sugli importi ricevuti attraverso i servizi di pagamento rientranti nell’ambito della direttiva (Bonifici, RID, RiBa, eccetera).

  • Abolizione delle vecchie coordinate bancarie (ABI-CAB-CC): il codice IBAN è l’unico identificativo per l'esecuzione dei bonifici nazionali. Quindi, non è più possibile eseguire bonifici sulla base delle "vecchie" coordinate bancarie.

  • Abolizione della data valuta antergata: non sarà più possibile chiedere l’accredito dei fondi sul conto di un beneficiario con una data valuta retrodatata rispetto alla data di disposizione dell’ordine.

  • Modifica della gestione degli incassi commerciali interbancari: le disposizioni di incasso attraverso i prodotti interbancari denominati incassi commerciali (RID, Ri.Ba., MAV e bollettini bancari) non potranno mantenere il trattamento attuale. In particolare, non sarà più possibile effettuare le aggregazioni per lotti di disposizioni aventi diverse scadenze, e, in alcuni casi, si renderà necessario modificare l’attuale gestione delle modalità di incasso (dopo incasso, salvo buon fine, ecc.). Sarà necessario effettuare il pagamento di una Ri.Ba. entro e non oltre la data di scadenza; un pagamento successivo alla scadenza non sarà più possibile.

  • Aumento dei tempi per richiedere il rimborso dei pagamenti domiciliati: i debitori che appartengono alla categoria dei "consumatori" (come sono definiti dalla legge di recepimento della direttiva) avranno fino a 8 settimane dalla data di addebito per richiedere alla propria banca lo storno di un singolo pagamento RID.

giovedì 28 gennaio 2010

Conti dormienti: come richiedere il rimborso ed interrompere il termine di prescrizione

Ancora non è ufficiale ma, il Ministero dell'Economia e delle Finanze si appresta ad emanare le istruzioni per consentire ai titolari dei cosiddetti "conti dormienti" di rientrare in possesso delle somme che sono state acquisite dallo Stato.

A tutt'oggi vi sono migliaia di contribuenti che si sono accorti in ritardo di essere titolari di depositi, conti correnti, eccetera, non movimentati da oltre 10 anni e con un saldo superiore a 100 euro. Il contenuto di questi conti è stato riversato dagli istituti di credito in un apposito Fondo tenuto dal Ministero dell'Economia e destinato a finanziare i più svariati capitoli di spesa dello Stato, alla stregua di un vero e proprio tesoretto.

I possessori di questi conti che vogliono, legittimamente, tornare in possesso del proprio denaro, devono presentare un'istanza al Ministero dell'Economia e delle Finanze - Via XX Settembre, 97 - 00187 Roma, specificando, sul fronte della busta, che si tratta di una "ISTANZA DI RIMBORSO SU CONTI CONSIDERATI DORMIENTI".

Non vi è certezza in merito ai tempi di risposta del Ministero ma, così facendo, ci si assicura quantomeno di aver interrotto il termine prescrizionale decennale.

L'elenco dei conti riversati ad oggi è consultabile sul sito del ministero dell'Economia:

martedì 26 gennaio 2010

Somme extra mutuo per pagamenti in nero

L'Agenzia delle Entrate si è pronunciata i tema di mutui relativi a compravendite immobiliari, con la risoluzione numero 248/08, secondo la quale il venditore ha la possibilità di provare, mediante l'esibizione di idonea documentazione, le modalità di utilizzo dell'eccedenza del mutuo sottoscritto dall'acquirente rispetto al prezzo d'acquisto. In tal modo il venditore evita la presunzione di "utilizzo della somma per pagamenti in nero".

giovedì 21 gennaio 2010

Alitalia Card American Express

Alitalia Card American Express è una carta di credito assai particolare che offre numerosi vantaggi a chi è abituato a viaggiare in aereo.

La Alitalia Card permette di accumulare, sotto forma di bonus, miglia di volo ad ogni spesa effettuata con la carta. Addirittura, acquistando con la Alitalia Card dei biglietti Alitalia o Air One, le miglia di volo gratuite vengono automaticamente triplicate e, addirittura, raggiungendo un tetto di spesa annuale prefissato, vi è la possibilità di ottenere un biglietto gratuito per il proprio accompagnatore.

Le Alitalia Card American Express si presentano in due versioni:

  • Alitalia Card;
  • Alitalia Card Premium.
ALITALIA CARD

La Alitalia Card è la carta base, ovvero un prodotto snello e flessibile che può andare bene per la maggior parte degli utenti. Per il primo anno non prevede il pagamento di alcun canone (dal secondo anno si pagano 95 euro) e, di default, alla sottoscrizione prevede la concessione di un bonus di 2.000 miglia. Trattandosi di una carta di credito facente parte della famiglia revolving, ogni volta che il titolare della carta fa un acquisto, è tenuto a ricostituire il plafond attraverso il pagamento delle rate di rimborso. A differenza di altre carte, però, il limite di spesa non è prefissato in via anticipata ma viene determinato di volta in volta in base all'ammontare delle spese precedenti, alla puntualità nei pagamenti ed alla valutazione delle disponibilità economiche.

Per ogni euro speso si ottiene 1 miglio e se si acquistano biglietti per voli Alitalia, le miglia omaggio diventano 2.

Come dicevamo, il piano d'accumulo, prevede la possibilità di ottenere anche un biglietto omaggio a condizione che, nei 12 mesi successivi all'emissione della Alitalia Card, il titolare della carta abbia speso almeno 20.000 euro.

La carta offre anche un'importante copertura di tipo assicurativo atta a preservare il viaggiatore da spiacevoli inconvenienti che dovessero verificarsi durante i propri viaggi ma non solo. Più in dettaglio si tratta dell'Assicurazione Infortuni Viaggi, dell'Assicurazione Inconvenienti di Viaggio, delle polizze Protezione d'Acquisto e World Travel Assist.

Il piano d'accumulo delle miglia di volo può subire un'impennata decisa qualora, il titolare della Alitalia Card decida di noleggiare un'auto facente parte del parco auto della Avis. In questo caso è possibile ottenere 2 miglia per ogni euro speso sui noleggi fatti in Italia.

E' attivo un ottimo servizio clienti, operativo 24 ore su 24, al numero 06.7224306 che è in grado di fornire assistenza qualificata dopo tempi d'attesa non eccessivamente lunghi (nel nostro caso l'operatrice ha risposto dopo circa 1 minuto ed è stata estremamente cordiale e professionale, fornendo risposte molto precise e soddisfacenti alle nostre domande).

Infine, ma non ultimi, vi sono, a corredo della carta, due servizi di consultazione del proprio estratto conto denominati: EstrattOnline e Alert. Con EstrattOnline si è in grado di conoscere la propria situazione contabile aggiornata all'ultima operazione dispositiva effettuata mentre, con Alert, si potranno ricevere, via email o per mezzo di un sms, tutti gli aggiornamenti sul conto carta.

Alitalia Card Premium

A differenza del prodotto base analizzato in precedenza, la Alitalia Card Premium per ogni euro speso consente l'acumulo di 1,25 miglia di volo e se si acquistano biglietti Alitalia, le miglia diventano 3. Canone annuale dal secondo anno 190 euro.

Il bonus di benvenuto è più consistente di 1.000 miglia e consta dunque di ben 3.000 miglia di volo. Il biglietto premio per l'accompagnatore si ottiene già al raggiungimento di 15.000 euro di spesa all'anno. Per le vetture Avis prese a noleggio in Italia si ottengono 3 miglia per ogni euro speso.

Non vi sono altre sostanziali differenze tra i due prodotti se non in termini di condizioni economiche:

Canone annuale della carta  base: 95 euro;
Canone annuale della carta Premium: 190 euro;

Canone annuale carta base supplementare: 36 euro;
Canone annuale carta Premium supplementare: 83 euro;

Tutte le altre condizioni economiche sono identiche: commissioni per prelievi di contante a mezzo macchine automatiche ATM pari al 3,5% dell'ammontare prelevato con un minimo di 1,25 euro; commissioni per anticipo di contante presso Uffici American Express 2%; per ciascun rifornimento di carburante si pagano 0,77 euro; pagamento dell’estratto conto con modalità diverse dall’addebito diretto su conto corrente 10 euro; si paga anche 1,81 euro a titolo di imposta di bollo su ciascun estratto conto superiore a 77,47 euro.

Nel complesso, se si prende molto spesso l'aereo, entrambe le carte rappresentano una soluzione interessante ancorché poco economica per approntare i propri acquisti. VOTO: 6 

martedì 12 gennaio 2010

Cos'è il leasing immobiliare?

Il leasing immobiliare è una vera e propria locazione finanziaria che si presenta sotto forma di finanziamento ed in base alla quale un intermediario finanziario concede in uso ad un cliente, per un predeterminato periodo ed in seguito al pagamento di un canone, beni immobili, acquistati o fatti costruire appositamente dalla banca stessa o da un terzo fornitore, su scelta e indicazione del cliente.

Il cliente si assume tutti i rischi del caso ed ha la possibilità, di acquistare i beni oggetto di leasing immobiliare ad un prezzo prestabilito o eventualmente di prorogarne il loro utilizzo a condizioni economiche predeterminate o predeterminabili, al termine della durata contrattuale.

Venditore del bene ed utilizzatore possono anche coincidere (in questo caso parliamo del leasing "lease-back").

Attraverso il leasing immobiliare la banca mette a disposizione del proprio cliente, a fronte del pagamento di una somma predeterminata, il bene immobile da questi richiesto.

Al momento della stipula del contratto di leasing la banca concedente richiede all’utilizzatore di versare subito una parte del corrispettivo (di solito il primo canone o l'anticipo iniziale), mentre il pagamento dei successivi canoni di locazione (generalmente decorrenti dalla consegna del bene finanziato) avviene a scadenze predeterminate.

sabato 9 gennaio 2010

Surroga del mutuo persone giuridiche

DOMANDA

Siamo un azienda agricola s.a.s , abbiamo chiesto di surrogare il nostro mutuo che abbiamo acceso per l'acquisto di una azienda agricola con agriturismo, ma la banca dice che non è possibile perché siamo soggetti giuridici, abbiamo chiesto ad un'altra banca che ci rassicura e ci ha deliberato un nuovo mutuo per surrogare l'altro senza spese, ma l'altra insiste che dobbiamo pagarle la penale come da contratto del 3% . Chi ha ragione?

RISPOSTA

Ha senz'altro ragione la banca che ha accordato la surroga del mutuo. Infatti, per legge, possono essere sostituiti i mutui ipotecari erogati da banche alle persone fisiche non fallibili,e alle persone giuridiche. La portabilità del mutuo, secondo un'interpretazione prevalente al momento di tipo restrittivo della legge Bersani, per ora non è applicabile alle operazioni di finanziamento con garanzia di firma. Il motivo di questo è da ricercare nel fatto che la novità alla base della portabilità del mutuo è proprio la surrogazione nell'ipoteca tra vecchio e nuovo creditore, effettuata per volontà del debitore. Un altro aiuto dalla legge è venuto dalla cancellazione delle penali di estinzione anticipata del mutuo ipotecario,e dall’accordo ABI-Federconsumatori sulle penali di estinzione anticipata dei mutui ipotecari già stipulati.

Il Fondo di garanzia per le PMI ha già erogato 4,5 miliardi di euro!

Il 2009 si è chiuso con un consistente incremento dell'attività del Fondo di Garanzia per le PMI (Piccole e Medie Imprese). Negli ultimi 12 mesi ha, infatti, erogato finanziamenti per oltre 4,5 miliardi di euro, intervenendo a sostegno di circa 24.000 aziende.

Le domande di accesso presentate dalle aziende minori sono aumentate del 103% rispetto al 2008, mentre i finanziamenti richiesti sono cresciuti del 212%. Un trend che è continuato a crescere anche sul finire dell'anno: l'incremento delle domande a dicembre 2009 è stato del 225% sullo stesso mese del 2008.

I dati confermano l'importanza assunta dal Fondo nel 2009 non solo come strumento anticrisi, a ma come vera e propria infrastruttura di sistema.

martedì 5 gennaio 2010

Cosa serve per la moratoria sui mutui?

Il 31 gennaio 2010 scade il termine per presentare allo sportello bancario l'autocertificazione che dà diritto alle agevolazioni previste dal decreto anticrisi (decreto legge 185/2008 poi convertito con la legge 2/2009), il cosiddetto "tetto al 4%" che vale per le rate variabili versate nel corso del 2009 sui mutui prima casa a tasso non fisso, accesi prima del 31 ottobre 2008.

Se il vostro nominativo non era presente nelle liste trasmesse dall'agenzia delle Entrate alle filiali dovete compilare e presentare presso la vostra banca l'apposito modello di autocertificazione predisposto dall'Abi (disponibile anche alla fine di questo post).

Chi ha perso il proprio posto di lavoro deve presentare la lettera di licenziamento, di dimissioni o il contratto dal quale si possa risalire alla scadenza del termine del rapporto di lavoro. E' necessario esibire anche una copia della dichiarazione attestante lo stato di disoccupazione.

In caso di morte o di non autosufficienza del mutuatario, gli eredi o i familiari devono presentare il certificato di morte o quello rilasciato dall'apposita commissione istituita presso l'Asl che qualifica il mutuatario quale portatore di handicap grave.

In caso di sospensione del lavoro o riduzione dell'orario per almeno 30 giorni serve la documentazione dalla quale risultino tali provvedimenti, come la certificazione del datore di lavoro o la sua richiesta di ammissione al trattamento di sostegno del reddito.

Tra le altre cose, infine, è bene ricordare che è anche necessario esibire l'ultima dichiarazione dei redditi degli intestatari del mutuo.

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lunedì 4 gennaio 2010

Bollettini postali con codice IBAN a partire da Aprile 2010

Entro il 31 Marzo 2010 Poste Italiane comunicherà a tutti i titolari di conti correnti postali, ivi incluse le pubbliche amministrazioni, il nuovo formato dei bollettini postali premarcati che, come da tempo si va dicendo, conterranno un apposito spazio all'interno del quale sarà possibile inserire il codice IBAN del beneficiario. I nuovi bollettini, da quanto è dato sapere, conterranno anche un codice a barre che indicherà in maniera univoca il beneficiario del versamento.

Questa piccola ma, al contempo, significativa rivoluzione nei sistemi di pagamento, darà la possibilità, a tutta l'utenza, di eseguire bonifici bancari che spesso, soprattutto attraverso le banche online, è possibile effettuare senza commissioni, evitando, in tal modo, il pagamento della commissione di 1,10 euro alle Poste Italiane.

domenica 3 gennaio 2010

Finanziamenti Invitalia per il franchising

I finanziamenti Invitalia per il franchising rappresentano uno strumento importantissimo attraverso il quale, chi ne abbia la necessità, può avviare un'attività imprenditoriale sia nel caso avesse le competenze e il know how necessario a fare impresa in un determinato settore commerciale (franchisor), sia nel caso in cui voglia affiliarsi ad una rete già presente sul mercato (franchisee).

Le risorse messe a disposizione dall'Ente, già noto come Sviluppo Italia, sono appannaggio di tutte le persone fisiche o le società che intendono operare nel campo della commercializzazione di beni e servizi, perché lo facciano mediante la formula dell'affiliazione in franchising con una delle aziende convenzionate con la Invitalia. Tra queste vi sono marchi molto famosi che possono sicuramente offrire delle ottime opportunità. Ad esempio, possiamo citare "L'Erbolario", "Frimm", "Ki Point", "Mail Boxes Etc", "Mercatino dell'usato", "Original Marines", "Poltronesofà", "Premaman", "Salmoiraghi & Viganò", "Toscano" e molti altri tra quelli presenti nell'elenco dei franchisor convenzionati.

E' prevista, da parte di Invitalia, l'erogazione di finanziamenti agevolati a copertura totale degli investimenti ammissibili. I prestiti consteranno di una quota parte a fondo perduto e da un'altra costituita da un mutuo a tasso agevolato rimborsabile in 7 anni con rate trimestrali costanti posticipate. L'importo del mutuo non può essere, in nessun caso, inferiore al 50% del totale delle agevolazioni concedibili.

Per ottenere il finanziamento è necessario presentare un'apposita domanda, on line direttamente dal sito della Invitalia.

L'erogazione del finanziamento avverrà in due momenti. Ad un acconto pari ad una quota che va dal 30% al 60%, stimato sulla base dello stato d'avanzamento dei lavori, seguirà il saldo ad ultimazione degli stessi. Per quanto riguarda la gestione, è possibile richiedere un anticipo, pari al 30% delle spese previste; il saldo sarà erogato, a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, delle fatture pagate prima della presentazione della documentazione necessaria all'erogazione del saldo.

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sabato 2 gennaio 2010

Finanziamenti Invitalia per la microimpresa

Dei finanziamenti Invitalia (già Sviluppo Italia) inerenti le ditte individuali abbiamo già, lungamente, parlato in precedenza. Oggi, invece, vogliamo occuparci dei finanziamenti che Invitalia eroga a coloro i quali hanno intenzione di avviare un'attività sotto forma di società di persone nei settori della produzione di beni e servizi.

In Italia vi sono milioni di microimprese che, assieme alle ditte individuali, rappresentano il vero motore della nostra economia. Questa tipologia di azienda, in base ai parametri dell'UE, viene definita in funzione del proprio organico e del proprio fatturato, ovvero in base al bilancio totale annuale. Sostanzialmente, una microimpresa è un'azienda che può vantare una forza lavoro complessiva inferiore alle 10 unità e il cui fatturato o il totale di bilancio annuale non superi i 2 milioni di euro.

Ai fini dell'ottenimento dei finanziamenti Invitalia è necessario che almeno la metà dei soci, in possesso di almeno la metà delle quote dell'azienda, sia maggiorenne, non occupato e residente in Italia da almeno 6 mesi. Al momento della presentazione della domanda la società dovrà già essere stata costituita e i soci non potranno trasferire le proprie quote societarie per almeno cinque anni dalla data della deliberazione di ammissione alle agevolazioni.

L'investimento complessivo non può superare i 129.114 euro iva esclusa e l'attività dovrà essere svolta per almeno 5 anni consecutivi.

Le agevolazioni previste sono le medesime rispetto a quelle viste nel post dedicato ai finanziamenti Invitalia per le ditte individuali. Per l'esattezza vi è un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato che, complessivamente, possono arrivare a coprire il 100% degli investimenti ammissibili e per la gestione, un contributo a fondo perduto sulle spese relative al primo anno di attività.

L’ammontare di ciascuna agevolazione non è predefinita, tuttavia l’importo del mutuo a tasso agevolato per gli investimenti non può mai essere inferiore al 50% del totale delle agevolazioni concedibili ed è rimborsabile, al massimo, in 7 anni, con rate trimestrali costanti posticipate.

La presentazione, la valutazione della domanda e l'iter per avviare l'erogazione del finanziamento, sono, in buona sostanza, identici a quelli già visti per le ditte individuali tranne per il fatto che i soci, o anche il solo rappresentante legale dell'impresa ove presente, devono possedere al momento della presentazione della domanda i requisiti soggettivi richiesti dalla legge per il regolare avvio dell’attività. Entro circa 6 mesi tutta la procedura dovrebbe concludersi con l'erogazione del finanziamento, anche in questo caso in 2 momenti diversi. Dapprima verrà concesso un anticipo pari al 20% del totale delle agevolazioni per gli investimenti, dopodiché sarà erogato il saldo in un’unica soluzione, una volta completati gli stessi, anche sulla base di fatture che possono essere pagate dopo l’erogazione del saldo. Gli investimenti dovranno essere realizzati entro e non oltre 6 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Per quanto riguarda la gestione, è invece possibile richiedere un anticipo, pari al 30% delle spese previste mentre il saldo sarà erogato, a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, delle fatture quietanzate.

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venerdì 1 gennaio 2010

Finanziamenti Invitalia per il lavoro autonomo


I finanziamenti Invitalia (già Sviluppo Italia) per il lavoro autonomo (meglio noti come "prestito d'onore"), per chi non lo sapesse, sono dei veri e propri prestiti agevolati che, a fronte di un ammontare tutto sommato contenuto, 25.823 euro iva esclusa, consentono a chi ne fa richiesta, di avviare un'attività imprenditoriale in proprio sotto forma di ditta individuale a tutti coloro i quali siano in possesso dei seguenti requisiti:


  • aver conseguito la maggiore età ed essere disoccupato alla data della presentazione della domanda di finanziamento;
  • essere residente in Italia da almeno sei mesi all'atto della presentazione della domanda di finanziamento.
Una volta ottenuto il finanziamento da parte di Invitalia, il soggetto richiedente avrà l'obbligo di avviare la propria attività imprenditoriale esclusivamente all'interno dei confini nazionali e di mantenerla in vita per almeno cinque anni consecutivi.

I settori commerciali ai quali può essere applicata l'agevolazione sono molteplici: produzione di beni, fornitura di servizi, commercio. Restano escluse da questa particolare forma di finanziamento le ditte che operano nei settori della pesca, dell'acquacoltura e che producono prodotti agricoli in maniera diretta.

I fondi messi a disposizione da Invitalia non possono in nessun caso essere utilizzati per l’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi.

I prestiti Invitalia per il lavoro autonomo sono in parte a fondo perduto e le agevolazioni connesse sono di due tipi: a) agevolazioni finanziarie, per gli investimenti e per il primo anno di gestione; b) servizi di sostegno nella fase di realizzazione e di avvio dell’impresa.

I contributi a fondo perduto sono concessi sia per la gestione che per far fronte agli investimenti necessari ad avviare l'impresa secondo questo schema, comprensivo anche dei finanziamenti agevolati:

  • Il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti è pari al 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili, e non può superare l'importo di 15.494 euro;

  • Il tasso di interesse applicato al finanziamento Invitalia è pari al 30% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto;
  • Il finanziamento a tasso agevolato Invitalia è rimborsabile in cinque anni, con piano di ammortamento trimestrale comprendente rate costanti posticipate;

  • Il contributo a fondo perduto per gli investimenti è pari alla differenza tra gli investimenti e l'importo del finanziamento a tasso agevolato;

  • Il contributo a fondo perduto per le spese di gestione del primo anno non può, in nessun caso, superare l'ammontare massimo fissato attualmente a 5.164,57 euro.
La domanda per ottenere le agevolazioni descritte in precedenza andrà presentata esclusivamente online dal sito ufficiale di Invitalia.

Una volta terminata la procedura inerente la presentazione della domanda, verrà avviata la prassi legata alla valutazione del progetto e della congruità degli investimenti. In questa fase è previsto anche che il richiedente venga convocato da Invitalia al fine di sostenere un colloquio dal quale emerga la propria competenza in merito al settore economico prescelto nonché la sua attitudine a districarsi all'interno di tutti gli ambiti gestionali dell'attività.

I finanziamenti Invitalia sono erogati in due momenti diversi. L'anticipo, che di norma non può essere superiore al 40% del totale, deve servire per affrontare le prime spese relative, ad esempio, all'acquisto di macchinari, pc, mobili d'ufficio, mentre il saldo verrà erogato in un'unica soluzione solo dopo che tutti gli investimenti saranno stati effettuati, anche in via anticipata, previa presentazione di idonea documentazione fiscale (fatture) che attesti l'avvenuta spesa. Gli investimenti dovranno essere realizzati entro e non oltre 6 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento; entro lo stesso termine dovrà essere presentata anche la richiesta del saldo per le relative spese, pena la revoca del finanziamento concesso. Per quanto riguarda la gestione, è possibile richiedere un anticipo, pari al 40% delle spese previste; il saldo sarà erogato, a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, delle fatture quietanzate.

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