sabato 26 settembre 2009

Quinto Bancoposta conviene veramente?

"Quinto Bancoposta", ultimo nato in ordine di tempo, è un prestito personale pensato da Poste Italiane per favorire l'accesso al credito da parte dei pensionati Inps e Inpdap.

Quinto Bancoposta, come del resto avviene in tutti i casi in cui si decida di sottoscrivere una cessione del quinto del proprio reddito, è caratterizzato dalla trattenuta della rata mensile di rimborso direttamente sulla pensione. Questo nuovo prodotto finanziario di casa PI è erogato ai richiedenti in collaborazione con la Deutsche Bank ed è corredato da una copertura assicurativa sulla vita, obbligatoria per legge, garantita dal Fondo Rischi INPDAP.

Il piano d'ammortamento va da un minimo di 3 ad un massimo di 10 anni e l’importo massimo finanziabile dipende dall’ammontare della pensione e dalla durata scelta per il rimborso, ed è erogabile in tempi piuttosto brevi attraverso l'accredito della cifra richiesta su Conto BancoPosta, bonifico su conto corrente bancario o assegno postale vidimato. Vi è, tuttavia, da tener presente che non è condizione essenziale avere un conto corrente postale o bancario aperto.

Le spese di istruttoria della pratica, quelle relative all'incasso della rata e quelle inerenti le comunicazioni periodiche inviate alla clientela (di solito a cadenza annuale), sono tutte gratuite.

Ad un'attenta analisi dei tassi d'interesse applicati si evince come il Quinto Bancoposta brilli anche per quel che attiene la convenienza: ad esempio, con una pensione netta mensile di 1.250 euro, una trattenuta mensile sulla pensione di 250 euro e un piano di ammortamento quadriennale, un pensionato INPS potrà ottenere una cifra pari a 10.083 euro con un TAN del 6,58% ed un TEG del 6,78%, (TAEG 9,03%), e un pensionato INPDAP potrà ottenere 9.909 euro circa al TAN del 7,44%, TEG 7,70% e TAEG 10,02%. I TAEG sono, ovviamente, comprensivi dei costi assicurativi.

Nel complesso, dunque, possiamo concludere che il Quinto Bancoposta è, come del resto tutti i prodotti finanziari offerti da Poste Italiane, un esempio di come la semplicità applicata ad argomenti assai complessi possa determinare una più facile comprensione di ogni caratteristica. Quinto Bancoposta è un prodotto, per molti versi, spartano ma estremamente semplice e chiaro, nonché conveniente. Pochi fronzoli e molta sostanza, dunque, per quello che, a ragion veduta, riteniamo potrà essere uno dei migliori prodotti che oggi, il segmento della cessione del quinto, può vantare sul mercato del credito. VOTO: 7,5

APPROFONDIMENTI SU ARGOMENTI CORRELATI

- Cessione del quinto: i Taeg applicati oscillano tra il 16% e il 35%!
- Cessione del quinto dello stipendio: in Italia è la forma di rimborso più utilizzata!
- INPS: prestiti agevolati con cessione del quinto della pensione

lunedì 21 settembre 2009

Chi è il creditore chirografario?

Il creditore chirografario, nell'accezione più ristretta, è il titolare di un diritto di credito nascente da una scrittura privata redatta e sottoscritta di proprio pugno dal debitore; la scrittura privata mediante la quale una persona si obbliga nei confronti di un'altra è detta chirògrafo.

Il termine chirografario è, però, generalmente utilizzato nel procedimento di esecuzione e nel fallimento per indicare una più ampia categoria di creditori, quelli ordinari, in contrapposizione con i creditori privilegiati, il cui credito è assistito da una causa legittima di prelazione, che può inerire i privilegi, il pegno o l'ipoteca.

La contrapposizione assume particolare rilevanza nel caso in cui il patrimonio risultasse insufficiente per far fronte al pagamento dei debiti contratti con i soggetti creditori.

Ai creditori privilegiati, infatti, la legge riconosce il diritto di far valere per intero il proprio credito sul valore del bene oggetto di prelazione: i creditori chirografari potranno esercitare i propri diritti solo su quanto resta del patrimonio del debitore, dopo che siano stati soddisfatti i crediti privilegiati, con l'evidente rischio di non ottenere, in tutto o in parte, il soddisfacimento del proprio credito.

giovedì 17 settembre 2009

Zopa Italia ha scelto IMELEU per gestire i conti di moneta elettronica

Zopa Italia, primaria società operante nel campo del "Social Lending", è stata recentemente cancellata dall'albo degli intermediari finanziari ad opera della Banca d'Italia. Del caso ci siamo già ampiamente occupati in un precedente post (Zopa è stata cancellata dall'elenco degli intermediari finanziari!), ma visto l'evolversi della situazione è giusto fornire qualche informazione in più relativamente agli aspetti tecnici e giuridici della vicenda.

Per bocca dell'Amministratore delegato della società, Maurizio Sella, apprendiamo che "la richiesta di ottenere una sospensione del provvedimento di cancellazione al Tar e successivamente al Consiglio di Stato non hanno avuto esito positivo. Non ne siamo rimasti sorpresi - continua Sella - perchè la richiesta di sospensione del provvedimento per motivi di urgenza viene concessa, indipendentemente dal merito del ricorso, quando, nel tempo che intercorre tra l'adozione del provvedimento e la decisione finale dei giudici, si possono generare gravi danni. Nel nostro caso è stato giudicato che tale rischio non sussistesse in quanto Zopa sta assicurando la gestione dell'esistente (ripagamento rate e recupero crediti), però il Consiglio di Stato ha riconosciuto che "… le questioni prospettate dall'appellante richiedono un approfondimento in sede di esame del merito del ricorso".

Ci è comunque chiaro - dice ancora l'AD di Zopa - che la via giudiziale, per i suoi tempi lunghi ed esiti incerti, non è la soluzione per consentire una rapida ripartenza delle attività. Per questo stiamo procedendo verso la nuova operatività con i conti di moneta elettronica per i prestatori, avendo scelto IMEL.EU (Istituto di Moneta Elettronica Europeo) come partner. Al momento stiamo finalizzando le specifiche di integrazione tra i due sistemi per poter procedere con i necessari sviluppi software. Affinché la nuova piattaforma Zopa possa diventare operativa, sarà però anche necessario che essa sia gestita da un nuovo soggetto giuridico, diverso da Zopa Italia S.p.A., che abbia ottenuto dalla Banca d'Italia l'iscrizione all'albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB. Pertanto, oltre agli aspetti squisitamente tecnici relativi al perfezionamento della nuova piattaforma, stiamo anche individuando la migliore soluzione sotto il profilo giuridico affinché il "nuovo progetto" divenga presto una realtà".

Zopa è divenuta, in breve tempo, un punto di riferimento per tutti coloro i quali hanno avuto delle oggettive difficoltà ad accedere al credito attraverso i canali tradizionali e, cosa da non sottovalutare affatto, spuntando delle condizioni decisamente più favorevoli in termmini di tassi d'interesse. Al momento, in Italia, i prestiti tra privati vengono "transati" da un altra importante e serissima società, ovvero Boober. Pare che anche Boober sia sottoposta a controlli da parte della Banca d'Italia anche se, a dire il vero, appare evidente come il sistema adottato da Boober sia più vicino ai dettami della nostra banca centrale e quindi non dovrebbe avere gli stessi problemi che sta avendo Zopa.

Il grande lavoro che sta svolgendo lo staff di Zopa Italia per venire a capo di questa spiacevole vicenda è lodevolissimo e crediamo che non ci vorrà troppo tempo per rimettere le cose a posto.

martedì 8 settembre 2009

Nokia Money: più che un telefonino è una banca!


Nokia Money è un sistema di pagamento vero e proprio, un telefonino appositamente pensato per venire incontro alle esigenze di tutti coloro i quali hanno la necessità di effettuare operazioni finanziarie, anche senza disporre di un conto corrente, in piena mobilità, 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno.

Il prototipo di questo innovativo dispositivo ha dato, fin da subito, ottima prova di se. Dotato di sistema operativo Linux è realizzato in collaborazione con Obopay, primaria società operante dal 2005 nel settore dei pagamenti attraverso il cellulare. La piattaforma tecnologica messa a disposizione da Obopay consentirà a tutti i possessori del Nokia Money di effettuare transazioni sicure e rapide semplicemente utilizzando il credito presente all'interno della propria sim card.

Il pagamento potrà avvenire utilizzando qualsiasi operatore di telefonia mobile e la facilità d'uso del cellulare, tipica di tutti i telefoni progettati e messi in commercio dal colosso finlandese, renderà la prassi oltremodo semplice.

A titolo meramente esemplificativo sarà possibile trasferire denaro da una persona all'altra semplicemente utilizzando il numero di telefono del beneficiario, oppure pagare le utenze domestiche, ricaricare la propria sim card, effettuare pagamenti per l'acquisto di beni e servizi forniti anche online.

Gli step da seguire per effettuare una transazione sono normalmente i seguenti: inviare un sms ad un apposito numero dedicato (attualmente il 56161) il cui contenuto includa le informazioni di base necessarie a portare a compimento l'operazione dispositiva, ovvero "Send + numero di telefono del beneficiario + l'indicazione dell'importo da versare + un messaggio opzionale simile ad una normale causale che indichi il motivo del pagamento".

La prassi è pressocché identica nel caso in cui sia necessario trasferire denaro, ad esempio, da una banca all'altra; l'sms da inviare dovrà contenere sempre le seguenti informazioni: "Send + Banca 1 + Banca 2 + importo + causale".

La potente piattaforma tecnologica sviluppata da Obopay si presenta come un vero e proprio strumento di gestione economico-finanziaria in grado anche di monitorare il proprio bilancio familiare.

Le potenzialità dell'insieme costituito dal cellulare Nokia Money e dalla piattaforma tecnologica Obopay sono enormi e, a detta della Nokia, in un prossimo futuro potrebbero addirittura dare l'accesso a tutta una serie di servizi finanziari che, ad oggi, sono ad esclusivo appannaggio degli istituti di credito di tipo tradizionale, ovvero l'erogazione di prestiti e mutui unitamente al pagamento delle relative rate di rimborso.

lunedì 7 settembre 2009

Diminuiscono i prestiti alle imprese

Da una recente indagine della Banca d'Italia è emerso come i tassi d'interesse applicati ai mutui casa, di durata superiore ai 10 anni, siano rimasti su livelli molto simili rispetto a quelli rilevati a luglio.

Per i nuovi mutui oltre i 10 anni, stipulati nel mese di luglio, il tasso medio rilevato da Via Nazionale è del 5,17% contro il 5,18% indicato a giugno.

Nel luglio dello scorso anno il tasso sui mutui oltre i 10 anni per l'acquisto di abitazioni era del 6,08%. Il tasso medio, considerando anche le altre tipologie di mutui casa, è indicato, invece, al 3,38%, in calo rispetto al dato precedentemente registrato a giugno (3,64%).

Rallenta ancora la dinamica dei prestiti concessi dalle banche alle imprese: il tasso di crescita si è attestato all'1,32% rispetto al 2,43% di giugno.

Prestiti ai giovani professionisti toscani con una autocertificazione

Realizzare un progetto senza però poter contare su una solida base finanziaria non è certo cosa facile, tanto più se si è giovani professionisti alle prime armi. Proprio per venire incontro alle esigenze di questa nutrita categoria, quattro importanti istituti di credito toscani hanno ritenuto opportuno approntare un protocollo d'intesa che ha la finalità di agevolare l'accesso al credito di tutti i liberi professionisti toscani under 40.

Il plafond messo a disposizione dalla Cassa di risparmio di San Miniato, dalla Cassa di risparmio di Volterra, dalla Banca di Credito cooperativo di Cambiano e dalla Federazione delle banche di Credito cooperativo toscane, permetterà, a chi ne farà richiesta presentandosi ad uno degli sportelli delle banche citate presentando una semplice autocertificazione in cui dichiarare di essere professionista o tirocinante, di ottenere un finanziamento d'importo compreso tra i tre e i novemila euro a condizioni estremamente favorevoli dal punto di vista dei tassi e delle spese accessorie.

Sul fronte dei tassi d'interesse, questi prestiti si presentano sotto forma di finanziamenti a tasso fisso e la forbice entro la quale potranno oscillare sarà compresa tra il 4% e il 5,75%. Comoda anche la soluzione prevista per il rimborso delle rate che potrà avvenire in un massimo di 60 rate mensili (da un minimo di 50 euro ad un massimo di 175 euro) con, inoltre,la possibilità di estinguere il debito contratto in via anticipata senza l’applicazione di alcuna penale.

Per quel che attiene le spese d'istruttoria della pratica vi è da dire che non sono previste in nessun caso mentre in merito allo spread notiamo come questi venga applicato in misura decisamente inferiore alla media di mercato con valori che si attestano all'incirca intorno alla metà, ovvero dall'1,25% al 3%.

I soggetti che potranno beneficiare di questa importante e lodevole iniziativa sono tutti i tirocinanti, di età inferiore ai 30 anni, ed i giovani professionisti di età non superiore ai 40 anni. Nel caso dei tirocinanti il prestito va utilizzato per l'acquisto di strumenti informatici: per acquistare un computer, accessori o la licenza di un programma. Ai giovani professionisti servirà a mettere su uno studio. Vanno bene anche gli studi on-line. E nel caso di studi associati il prestito può essere richiesto da ciascun socio. Potranno beneficiare dell'aiuto non solo i professionisti iscritti ad ordini o collegi professionali, ma anche quelli che fanno capo ad associazioni o fondazioni (pur con personalità giuridica riconosciuta e precisi standard e requisiti, a partire da un codice deontologico, a garanzia del consumatore).

Tra le offerte più allettanti, avendo analizzato dettagliatamente ogni prodotto, segnaliamo quelle della Banca Cassa di risparmio di Volterra e della "Cariprato" Cassa di risparmio di Prato che prevedono l'applicazione di uno spread massimo pari all'1,25% che sommato all'indice Eurirs che si usa per i prestiti a tasso fisso (e varia su base giornaliera) diventa un finanziamento al 4%.

L'iniziativa, partita ormai da qualche mese (anche se i primi fondi sono stati erogati solo un paio di settimane fa), sta riscuotendo un buon successo. Da metà maggio ad oggi, sono, infatti, centinaia le domande pervenute agli istituti di credito convenzionati, i quali, una volta raccolta tutta la documentazione necessaria, tramite l'Artea (agenzia deputata alla gestione del fondo di 1 milione di euro messo a disposizione dalla Regione Toscana), valuteranno caso per caso ogni richiesta al fine di erogare, entro un mese circa, la somma richiesta a chi risulti in possesso dei requisiti necessari per usufruire del beneficio.

martedì 1 settembre 2009

Pagare il bollo auto spetta ai locatari in caso di leasing!


Una piccola, ma preannunciata rivoluzione, ha interessato in questi giorni il mondo dell'auto, con particolare riferimento al leasing.

Con l'articolo 7 comma 2 della Legge numero 99 del 2009, il legislatore ha, infatti, voluto fare ordine all'interno di un settore sempre più spesso tormentato da dispute e controversie legate a vuoti normativi o, addirittura, a leggi che, in passato, hanno dato adito a molteplici interpretazioni.

Il nocciolo della questione sta nel pagamento del bollo auto che, fino ad oggi, spettava in via esclusiva al proprietario del mezzo ceduto in leasing. Ebbene, da questo momento, il costoso balzello sarà a carico del locatario del mezzo anche per ciò che attiene gli autoveicoli in usufrutto oppure acquistati con patto di riservato dominio.

L'attuale normativa, che ha modificato l’articolo 5 comma 29 della Legge numero 53 del 1983, non prevede, tuttavia, variazioni inerenti il soggetto beneficiario dell'emolumento che, come sempre sarà un ente locale (di solito l'ente Regione) situato nel territorio in cui ha sede il proprietario del mezzo.

Per consentire a tutti gli operatori del settore ed agli utenti interessati di comprendere a fondo ogni aspetto della nuova legge vi segnaliamo un importante iniziativa che, il prossimo 17 settembre, dalle 9:30 alle 17:30, presso il Novotel Milano Linate Aeroporto di Via Mecenate 121, è volta proprio a dirimere ogni dubbio.

Il convegno, intitolato "Le novità fiscali 2009 per il leasing: nuovi mercati e opportunità di business" sarà un evento che vedrà impegnati, insieme, autorevoli esperti dell'Amministrazione finanziaria e delle principali Associazioni di categoria (Abi, Assonime, Confindustria, Ucina) e riguarderà gli impatti sulla fiscalità leasing al fine di individuare le conseguenti opportunità di business per gli operatori.

Verrà posto l'accento anche sulle numerose e rilevanti novità normative introdotte quest'anno (bollo auto, ici, regolamento IAS, Tremonti ter, dl 185), interpretative (nautico, fotovoltaico, interessi passivi) e giurisprundenziali (abuso del diritto) che coinvolgono direttamente tutti i comparti della locazione finanziaria.
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