sabato 29 settembre 2007

Manovra Finanziaria 2008

Approvata la Manovra Finanziaria 2008. Ecco le principali novità:

Detrazione Ici e sconto sugli affitti. Detrazione pari all'1,33 per mille della base imponibile, fino a un massimo di 200 euro. Se l'abitazione è adibita ad abitazione principale da più soggetti, la detrazione spetta proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione si verifica. Sugli affitti sconto ai titolari di contratti di affitto per l'abitazione principale: 300 euro se il reddito complessivo è di 15.493,71 euro, 150 euro se è fra 15,493,71 e 30.987,41 euro.

Riduzione delle aliquote Ires e Irap. Passa dal 33 al 28%, come da noi preannunciato (Finanziaria 2008: allo studio un'intervento per ridurre l'Ires e l'Irap), l'aliquota Ires. La riduzione dell'Ires è accompagnata da un alleggerimento dell'Irap dal 4,25% al 3,9 per cento. Sono state anche ritoccate le basi imponibili con conseguente riduzione delle deducibilità per interessi passivi e altri meccanismi che fino a oggi consentivano di restringere la parte su cui applicare l'aliquota nominale.

Ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica degli edifici. Prorogato per altri 3 anni il bonus del 36% per i lavori di ristrutturazioni edilizia. Prorogato anche il cosiddetto bonus per la riqualificazione energetica degli edifici (con uno sconto pari al 55%).

Protocollo Welfare. E' prevista l'istituzione di un fondo pari a 1.548 milioni di euro per il 2008 e 1.520 milioni di euro per il 2009. La somma sale a 3.048 milioni per il 2010 e il 2011 e di 1.898 milioni a decorrere dal 2012. Il fondo per il welfare assicurerà la copertura finanziaria alle norme che saranno inserite in uno specifico provvedimento collegato, che sarà presentato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre 2007.

Tetto annuale per i crediti d'imposta per incentivi. Dal 1° gennaio 2008 i crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi possono essere utilizzati nel limite annuale di 250.000 euro.

Rendite finanziarie. Previsto l'aumento dal 12,5% al 18,5% del prelievo che colpisce le imprese quando incassano plusvalenze e dividendi.

Credito d'imposta per la ricerca. Aumento dello sconto fiscale riconosciuto alle imprese per il loro impegno sul fronte della ricerca industriale e dello sviluppo. La percentuale del credito d'imposta passa dal 15% al 40%. L'importo complessivo, che prima non poteva superare i 15 milioni di euro, ha subito un incremento fino a 50 milioni di euro.

Pubbliche amministrazioni. Niente più assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e stop anche alle forme contrattuali flessibili, se non per particolari esigenze stagionali. Dirigenti di prima fascia ridotti del 10% e personale non dirigenziale del 5%. Il taglio del personale non si applica alle amministrazioni che hanno già ridotto gli organici. Le assunzioni nella Pubblica amministrazione potranno essere effettuate esclusivamente con i contratti a tempo indeterminato. Le forme contrattuali flessibili potranno essere utilizzate solo per esigenze stagionali, per periodi non superiori a tre mesi. Possibile la mobilità all'interno della Pubblica amministrazione per un massimo di sei mesi. Limitazioni al lavoro straordinario, con un taglio della spesa del 10% rispetto alle risorse per il 2007. Per ridurre gli straordinari le amministrazioni potranno anche ricorrere al lavoro a distanza (telelavoro).

Digitale terrestre. Dal 2009 in vendita solo tv in grado di decodificare il segnale digitale.

Cinque per mille. Integrata per 150 milioni di euro l'autorizzazione di spesa per il 5 per mille.

Taxi ecologici. Istituzione di un fondo da 24,3 milioni di euro per il «miglioramento dell'efficienza energetica e per la riduzione delle emissioni ambientali delle autovetture da noleggio da piazza». La norma interessa anche i motoscafi che in alcune località, come Venezia, sostituiscono le vetture da piazza e i trasporti lacuali adibiti al trasporto pubblico da banchina per il trasporto di persone.

Telefonate nella Pubblica amministrazione. Dal 1° gennaio 2008 e comunque dalla scadenza dei contratti le Pubbliche Amministarzioni sono tenute a utilizzare i servizi Voip.

Incapienti. Due miliardi di euro a sostegno degli incapienti, riconosciute in forma di bonus alle categorie economicamente non autosufficienti. Le risorse saranno destinate in gran parte ai giovani e ai lavoratori precari.

Obbligo di istruzione. Autorizzata una spesa di 150 milioni di euro per il 2007. I criteri di assegnazione sono ancora in fase di studio.

Apprendistato. Rifinanziamento dell'attività di formazione nell'ambito dell'apprendistato.

Edilizia popolare. Arrivano 550 milioni per un piano straordinario di edilizia popolare con lo scopo di ampliare l'offerta di alloggi in locazione a canone sociale per chi è nelle graduatorie dei Comuni. Il piano è finalizzato prioritariamente al recupero e all'adattamento funzionale di alloggi di proprietà degli ex Iacp (Istituti Autonomi Case Popolari) o dei Comuni, non occupati, all'acquisto o la locazione di alloggi, nonché per l'eventuale costruzione di alloggi, da destinare prioritariamente a soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio.

Studi associati. Credito d'imposta del 15% per incentivare la formazione di studi associati tra professionisti. Lo studio, che dovrà essere formato da almeno quattro, ma da non più di 10 professionisti, potrà scontare un 15% dei costi sostenuti per l'acquisizione, anche in locazione finanziaria, degli immobili e delle attrezzature utilizzate per la loro attività.

Talassemici danneggiati da trasfusioni infette. Autorizzata la spesa di 94 milioni di euro per risarcire talassemici danneggiati da sangue o emoderivati infetti.

Farmaci. Dal 2008 l'onere a carico del Ssn per l'assistenza farmaceutica territoriale non può superare a livello nazionale e in ogni singola Regione il tetto del 14,4% del finanziamento cui concorre lo Stato. Entro il 1° dicembre di ogni anno l'Aifa elabora la stima della spesa farmaceutica relativa all'anno successivo per ciascuna Regione e la comunica alle medesime Regioni. Quelle che, secondo le stime Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), superano il tetto di spesa regionale prefissato sono tenute ad adottare misure di contenimento della spesa per un ammontare pari al 30% dello sforamento. Le Regioni potranno utilizzare eventuali entrate derivanti da compartecipazioni alla spesa a carico degli assistiti a scomputo dell'ammontare delle misure a proprio carico.

Vittime del dovere. Estensione dei benefici riconosciuti alle vittime del terrorismo anche alle vittime del dovere a causa di azioni criminose e ai loro familiari superstiti. Per il 2007 sono stati stanziati circa 170 milioni di euro.

Trasporto metropolitano. Per il 2007 stanziati 500 milioni di euro per la prosecuzione dei lavori della linea C della metropolitana di Roma, mentre per Napoli sono previsti 150 milioni per investimenti nel sistema metropolitano urbano e regionale. A Milano autorizzata anche una spesa di 150 milioni di euro per la Mobilità sostenibile dell'area metropolitana.

Infrastrutture ferroviarie. Previsti 800 milioni di euro per la prosecuzione delle opere sulla rete tradizionale dell'infrastruttura ferroviaria previste dal Contratto di programma 2007-2011. Per la continuità della manutenzione sulla rete tradizionale dell'infrastruttura ferroviaria stanziati circa 235 milioni di euro.

Impegni internazionali. Autorizzata una spesa di circa 500 milioni di euro per adempiere agli impegni internazionali di pace. Stanziati ulteriori 410 milioni di euro da destinare alla partecipazione dell'Italia a banche e fondi di sviluppo internazionale per aiuti finanziari ai Paesi in via di sviluppo.

venerdì 28 settembre 2007

Convenzione Inps – Banca Intesa Sanpaolo. Garantira' tassi di favore a tutti i pensionati dell'Ente previdenziale

Gian Paolo Sassi, Presidente dell’Inps, Mario Ciaccia, Amministratore Delegato di Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo e Andrea Crovetto, Direttore Commerciale della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, hanno firmato, lo scorso 21 settembre, la Convenzione quadro, predisposta dall’Istituto e volta a tutelare i pensionati nell’accesso a finanziamenti a fronte della cessione del quinto della propria pensione.

La Convenzione quadro, aperta a tutti gli operatori che vi intendano aderire, garantirà ai pensionati condizioni migliori rispetto a quelle ottenibili sul mercato, dal momento che le Banche e gli Intermediari Finanziari si impegnano a rispettare i tassi più favorevoli indicati dall’Istituto.

Finanziaria 2008: allo studio un intervento per ridurre l'Ires dal 33% al 28%

Sarebbe veramente una manna dal cielo! Una riduzione dell'Ires per un ammontare di 5 punti percentuali darebbe fiato ad un'economia strozzata dall'enorme pressione fiscale vigente nel nostro Paese! L'intervento dovrebbe stabilire un tetto annuale per i crediti di imposta. Potrebbe essere abolita la thin capitalization con limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi. E poi ancora: modifiche al consolidato; soppressione degli ammortamenti anticipati; revisione dei criteri per scontare spese di rappresentanza e canoni di leasing. La riduzione dell'Ires potrebbe determinare un effetto a catena che, a detta dei tecnici impegnati nella realizzazione della Manovra Finanziaria 2008, interesserebbe anche l'Irap. L'aliquota dell'imposta regionale dovrebbe scendere ed attestarsi sotto il 4% (3,9 la misura più accreditata). Anche in questo caso, come per l'Ires, l'intervento sarà senza esborsi per l'Erario e finanziato dalla rimodulazione della base imponibile dell'imposta regionale stessa.

giovedì 27 settembre 2007

Credito al consumo in forte ascesa!

Nel 2006 le transazioni con carte di credito e debito sono aumentate del 5,7%. Ad annunciarlo è l'Osservatorio sulle carte di credito di Assofin - Crif Decision Solutions - Gfk Eurisko. L'incremento più forte si registra per le carte di debito in circolazione (+ 18%), meno per le carte di credito (+ 8,2%). In aumento anche la diffusione delle carte prepagate (+ 36%), mentre rallenta la crescita delle carte revolving (+ 11%). Ancora più significativa nel 2006 la crescita dell'utilizzo delle carte prepagate che si attesta a 35,5 milioni di operazioni (+ 75%) rispetto all'anno precedente, su 4,5 milioni di carte prepagate circolanti. Il tasso di attività delle carte in circolazione si riduce del 35%, ma le carte attive registrano un utilizzo più intenso, pari a 20 transazioni annue pro-carta. Il 60% delle transazioni effettuate nel 2006 è attribuibile alle carte multifunzione, contro il 40% di utilizzi fatti con le carte revolving tradizionali. A livello regionale, le carte a saldo continuano a essere maggiormente diffuse in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto, mentre le revolving sono le più diffuse in Campania, Emilia Romagna, Sardegna e Abruzzo. Nel 2006 l'Italia, con 1,2 carte (in media) pro capite, si è prepotentemente avvicinata alla Francia (1,3), ma è ancora molto lontana dalla media raggiunta in Gran Bretagna, ben 2,4 carte per abitante. Infine, emerge sempre dall'indagine, gli italiani utilizzano le carte di pagamento con minor frequenza rispetto agli altri Paesi, con circa 18 operazioni annue per importi più elevati, circa 96 euro per transazione.

mercoledì 26 settembre 2007

Private Equity Funds: conviene veramente investire i propri soldi in questi fondi?

La domanda posta nel titolo, ovviamente, tiene conto della particolare situazione economica in cui versano i mercati finanziari a livello mondiale. I Private Equity Funds sono dei fondi attraverso i quali gli investitori apportano capitali all'interno di società non quotate in Borsa. Queste società, per lo più in grado di generare enormi flussi di denaro, a scadenza (di solito un Private Equity Fund ha una vita che va dai 5 ai 30 anni), corrispondono ai clienti un guadagno, (tecnicamente definito plusvalenza), derivante dalla vendita della partecipazione azionaria di questi ultimi.
Un fondo appartenente alla famiglia degli Equity può compiere dai 7 ai 25 investimenti nell'arco della propria vita, in funzione della dimensione delle aziende in cui investe. Al di sotto della soglia di 7 investimenti diviene molto alto il rischio che uno di essi vada male e influisca negativamente, ed in maniera consistente, sul rendimento di tutto il fondo. Com'è ovvio, al crescere del numero degli investimenti, cresce la dimensione della squadra di gestione e di conseguenza la dimensione del fondo stesso. Gli Equity Funds sono gestiti da apposite società,
chiamate Sgr (Società di gestione del risparmio), che in alcuni casi possono rilevare dagli investitori le quote dei fondi di private equity che questi vogliono cedere, sia per ragioni di performance, sia perché il fondo ha esaurito la generazione di valore e l'investitore ha, magari, intravisto alternative di investimento più allettanti.
E' necessario rivolgersi a società di gestione di dichiarata fama e prestigio, per evitare di incorrere in seri problemi. Tra le più importanti al mondo citiamo la Carlyle Group, fondata nel 1987 da William E. Conway Jr, Daniel A. D'Aniello e da David M. Rubenstein, e la Noventi Ventures che è una società di venture capital fondata da Giacomo Marini, con sede nella Silicon Valley.

Perché secondo noi non conviene investire in Private Equity Funds?

La minaccia posta dai private equity funds è concentrata nelle loro operazioni di "leveraged buy-out" (LBO), che sono delle vere e proprie scalate compiute con un forte indebitamento, con il 60% o anche 80% dei capitali prestati dalle banche. Dopo l'acquisizione di questi fondi, il debito viene scaricato sull'impresa acquisita. Questi debiti aumentano di molto la vulnerabilità delle imprese, in particolare a fronte di un aumento dei tassi d'interesse. Il rischio di perdite di denaro molto consistenti è tremendamente concreto! I piccoli e medi risparmiatori è meglio che ne stiano alla larga!

APPROFONDIMENTI: I parenti stretti dei Private Equity Funds, gli Hedge Funds: investimenti ad altissimo rischio!

martedì 25 settembre 2007

ICI: confermati sgravi in Finanziaria 2008

Ha una parvenza di ufficialità l'annuncio, proveniente dal Ministero dell'Economia, secondo cui la detrazione base dell'ICI, per ciò che attiene la prima casa, sarà innalzata dagli attuali 103,29 euro a 220 euro. La soglia di detraibilità sarà differenziata a seconda delle dimensioni del comune su cui ricade l'immobile soggetto a tassazione. A tal proposito, sono allo studio dei provvedimenti atti a suddividere i comuni italiani in 5 macro aree, ognuna delle quali sarà caratterizzata da valori catastali simili. La detrazione, come ampiamente previsto, non spetterà a tutti i cittadini ma solo a coloro i quali vantano redditi per un ammontare di circa 35.000/40.000 euro l'anno. Si sta, inoltre, pensando a degli sconti fiscali da concedere , sotto forma di detrazione Irpef, a tutti coloro i quali vivono in una casa non di proprietà (ovvero in affitto), sempre in base al reddito. Comunque sia, da qui, al varo della prossima Manovra Finanziaria 2008, di sicuro ci saranno ancora degli inevitabili aggiustamenti.

lunedì 24 settembre 2007

Prestito BancoPosta Scuola e Universita'

Con l'inizio dell'anno scolastico e di quello accademico sono molte le famiglie in cerca di liquidità per far fronte alle sempre crescenti spese da sostenere per l'acquisto di libri, corredo e tasse scolastiche. Tra tutte le offerte presenti sul mercato del credito, oggi, vogliamo parlarvi del prestito "BancoPosta Scuola e Università 110 e lode" proposto da Poste Italiane in collaborazione con Deutsche Bank.
Questo prestito personale si distingue per l'assenza di costi d'istruttoria pratica e spese d'incasso rata.
L' importo e' variabile in funzione del numero di figli e del tipo di scuola che questi frequentano: 1.000 euro per ogni figlio che frequenta la scuola elementare, la scuola media inferiore o superiore e 2.000 euro per ogni figlio iscritto all'università, corsi professionali o di specializzazione. L'importo massimo erogabile per ogni nucleo familiare è di 4.000 euro. La rateizzazione può mensile è prevista in funzione di un periodo massimo di 12 o 24 mesi, con un TAN del 6% e un TAEG (ISC) massimo del 6,19%.

Di seguito proponiamo uno schema esemplificativo delle varie possibili combinazioni di finanziamento

   IMPORTO     N.RATE     TAN     TAEG     RIMBORSO MENSILE     TOTALE RIMBORSATO

€ 1000 12 6% 6,19% € 86,07 € 1032,84
€ 2000 12 " " € 172,14 € 2065,68
€ 3000 12 " " € 258,20 € 3098,40
€ 4000 12 " " € 344,27 € 4131,24

€ 1000 24 6% 6,19% € 44,32 € 1063.68
€ 2000 24 " " € 88,65 € 2127,60
€ 3000 24 " " € 132,97 € 3191,28
€ 4000 24 " " € 177,29 € 4254,96


VALUTAZIONE FINALE DEL PRESTITO BANCOPOSTA SCUOLA E UNIVERSITA'

Ottimo sotto ogni punto di vista, si distingue per la totale assenza di costi inerenti l'istruzione della pratica e di spese di incasso rata. E' molto comodo da richiedere. Basta essere titolari di un conto BancoPosta. La richiesta può essere effettuata direttamente online ed in pochi secondi la cifra richiesta verrà accreditata sul conto di propria titolarità.
VOTO COMPLESSIVO: 8

sabato 22 settembre 2007

Direttiva MIFID: pressing della Consob per anticipare il varo dei regolamenti attuativi

La Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) cercherà di anticipare il varo dei regolamenti attuativi che recepiscono le modifiche poste in essere dalla Direttiva MIFID. Il tutto, se possibile, prima del termine previsto e fissato al 31 ottobre 2007. Ad annunciarlo è stato il Presidente dell'Autorità Lamberto Cardia che, tra l'altro, ha dichiarato che "la Commissione non ha ancora ricevuto la maggior parte delle risposte dagli intermediari coinvolti nella consultazione sui testi. All'appello, tanto per intenderci, mancano anche l'Abi, Assonime (Associazione fra le Società per Azioni) e Assosim (Associazione Italiana Intermediatori Mobiliari) che, pare, risponderanno nel corso della prossima settimana". Lamberto Cardia ha, infine, aggiunto che "c'è un pressing bonario da parte del Vice Ministro all'Economia Pinza, per ciò che attiene i regolamenti". La Direttiva MIFID, comunque sia, entrerà in vigore il prossimo 1° novembre.

venerdì 21 settembre 2007

Fisco: richiesta di accreditamento dei rimborsi fiscali su conto corrente bancario o postale

Rimborsi più celeri e sicuri per i contribuenti che comunicheranno le proprie coordinate bancarie o postali all’Agenzia delle Entrate.
In occasione dell’arrivo di oltre un milione di rimborsi Irpef, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, predisposto un nuovo modello per ottenere l’accredito della somma ottenuta in rimborso direttamente sul proprio conto corrente. Il modulo, può esser presentato, debitamente compilato, ad un qualsiasi ufficio locale dell'Agenzia.

Scarica il modello per la richiesta di accreditamento dei rimborsi fiscali su conto corrente bancario o postale

Euro forte economia debole!

Da più parti, economisti ed esperti del settore, esprimono sempre con maggiore forza e chiarezza, il proprio disappunto e la propria preoccupazione per la situazione che si è venuta delineando nell'ultimo periodo. Un Dollaro così debole, infatti, è una seria minaccia per tutta l'economia mondiale. A risentirne principalmente sono soprattutto le esportazioni di prodotti made "Eurolandia". Le imprese, con in testa il Presidentissimo di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, chiedono a gran voce un intervento tampone da parte della BCE. Una riduzione del costo del denaro, in tal senso, sarebbe una vera boccata d'ossigeno! Purtroppo, però, a livello centrale vige una situazione di assoluto stallo. Una politica attendista che mira al controllo dell'inflazione ma che, in buona sostanza, rischia di compromettere l'asset economico europeo e mediorientale. A tal proposito, si fa sempre più concreta l'ipotesi di un abbandono unilaterale del cambio fisso da parte dell'Arabia Saudita nei confronti del Dollaro. Da un'analisi attenta della situazione è facile accorgersi di come il debito pubblico nel Golfo Persico sia di gran lunga inferiore a quello statunitense e, come se non bastasse, vi sono ben 3500 miliardi di Dollari di investimenti vari a rischio monetario e inflattivo. Da tempo si parla di un probabile abbandono del "peg" con il Dollaro a favore di un paniere di valute e in particolare dell'Euro. Se il Dollaro continuerà a calare, com'è probabile, e vi sarà, al contempo, una crisi di fiducia, con il ridimensionamento dei capitali stranieri, spaventati da una valuta indebolita e meno gestibile dopo la crisi finanziaria della scorsa estate, la storia del Dollaro sarà arrivata ad una svolta quasi irreversibile. L'unico vantaggio che al momento ci riserva questa situazione è legato al costo delle materie prime, delle merci e del petrolio. Tutte cose che acquistiamo in Dollari e risparmiando parecchio! Questo, però, è solo un palliativo valido nel breve periodo.

giovedì 20 settembre 2007

Euro supera soglia psicologica di 1,40 Dollari USA

Potremmo dire, tanto tuonò che piovve! Ed infatti, dopo il taglio del costo del denaro dello 0,50%, effettuato dalla FED, ad opera del suo numero uno Ben Bernanke, ha prepotentemente ripreso corpo l'ondata rialzista nei confronti del Dollaro USA, mai così debole nei confronti della moneta unica! Riteniamo che non sia un fatto positivo. In generale, infatti, potrebbero risentirne pesantemente gli scambi commerciali con l'estero, con conseguenti, importanti ripercussioni sull'intera economia dell'Euro Zona. Il rischio di un ulteriore indebolimento del biglietto verde è concreto. Molti analisti sono certi che il Dollaro continuerà a calare, con punte che potrebbero arrivare anche a quota 1,45. Intanto i mercati attendono l'audizione del presidente della Fed Ben Bernanke, che oggi riferirà sulla crisi dei mutui davanti al Congresso.

mercoledì 19 settembre 2007

Mutui: tassi ai livelli massimi del 2002!

Nel novembre del 2002, i tassi d'interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari, si attestarono al 5,66%. Da allora, in appena 5 anni, l'altalena dei tassi ha fatto oscillare gli stessi da un minimo storico del 3,61%, registrato nel giugno del 2005, fino al 5,63% attuale, considerato una iattura dalla stessa Abi e dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi che, a dire il vero, già nei mesi scorsi aveva lanciato l'allarme in merito al caro mutui (di questo ci siamo lungamente già occupati nel blog, a suo tempo - ndr - "Caro mutui: Draghi striglia le banche" e "Mutui: in Italia più cari che nel resto d'Europa"). Gli effetti negativi di questo fenomeno rialzista non si faranno attendere. A dichiararlo, sono state per prime, alcune Associazioni di Consumatori (Adusbef e Federconsumatori) che, da un'analisi dei costi, legati ai finanziamenti a lungo termine, hanno stimato un incremento delle rate per un ammontare che varia dai 150 ai 163 euro l'anno e oltre, a seconda della tipologia del prodotto finanziario. L'ultimo rapporto dell'Ufficio Studi dell'Abi attribuisce la responsabilità di questo stato di cose alla politica monetaria perpetrata dalla Banca Centrale Europea. Inoltre, riferisce l'Abi, l'incremento dei tassi d'interesse non riflette, ancora, in pieno, gli effetti dell'aumento dei tassi di riferimento stabiliti unilateralmente dalla BCE. Tra agosto 2006 e lo stesso mese dell'anno in corso, a fronte di un aumento dei tassi di riferimento di 100 punti base - continua l'Abi - il tasso medio, in Italia, è aumentato di 74 punti, un vero salasso! A farne le spese sono stati, principalmente, tutti coloro i quali hanno acceso mutui a tasso variabile ma, come precisa il Presidente dell'Abi, Corrado Faissola, "si tratta di un incremento fisiologico e atteso perché i tassi sono sì più elevati di 2 anni fa, ma restano comunque in un range adeguato". Niente allarmismi allora, anche perché, si evince sempre dal rapporto Abi, le banche italiane, seppur sfiorate dalla crisi dei mercati legata ai mutui subprime statunitensi, sono solide e affidabili e per questo offrono ampie garanzie di stabilità a tutela dei clienti.

martedì 18 settembre 2007

Hedge Found: investimenti ad altissimo rischio!

Si sente spesso parlare, in televisione e alla radio, di Hedge Found, ma cosa sono esattamente? Gli Hedge Found sono dei veri e propri pacchetti che contengono molteplici prodotti finanziari. Questi pacchetti sono dotati di una struttura alquanto complessa ed hanno la caratteristica di offrire alti rendimenti a fronte, però, di elevati rischi. Siano essi pubblici o privati, gli hedge found, vengono, di solito, emessi da società che hanno sede in territori off-shore e, proprio per questo, sono soggette a pochissimi controlli. Le stesse società emittenti, secondo modalità di volta in volta diverse, investono parte dei propri capitali in questi particolari fondi comuni. Poco trasparenti, assomigliano a delle scatole nere, gli hedge found sono attraenti perché sono stati creati per fornire guadagni assoluti, ovvero per conseguire dei profitti a prescindere dall’andamento dei mercati. Alla realizzazione degli hedge found partecipano pochi soci, ai quali è richiesto un elevato investimento minimo. Essendo fondi poco regolamentati, con un grado di trasparenza prossima allo zero, è molto difficile conoscere le partecipazioni come la composizione in azionario o obbligazionario, dati resi obbligatoriamente noti per gli altri fondi. Insomma, un prodotto finanziario da prendere con le molle e solo se si hanno elevati capitali da investire. I piccoli risparmiatori e meglio che ne stiano alla larga! In Italia, allo stato attuale, la legge prevede che gli hedge found non possono essere oggetto di sollecitazione al risparmio da parte di banche, assicurazioni e altri normali canali distributivi. Se proprio volete cimentarvi nell'investire in questi fondi, fatelo con moltissima attenzione e seguiti da professionisti del settore seri e affidabili, il rischio di consistenti perdite di denaro è, infatti, elevatissimo!

lunedì 17 settembre 2007

Pubblicita' ingannevole addio!

Il prossimo 21 settembre entrerà, finalmente, in vigore la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali. La direttiva in questione, recepita dal Governo italiano attraverso il decreto legislativo del 2 agosto 2007, numero 146, tutelerà i consumatori non solo dalle pubblicità ingannevoli ma anche da quelle invasive (come le vendite porta a porta, quelle effettuate per telefono, eccetera). Rientra nel campo d'azione della direttiva, anche il comparto economico-finanziario dedito alla concessione di prestiti personali e mutui ipotecari. Dovranno, pertanto, essere specificati chiaramente, non solo i termini reali dell'offerta, ma anche le condizioni e i tassi d'interesse applicati. Non sarà più possibile concedere allettanti prestiti con un dichiaratissimo TAN irrisorio e un celato, ma carissimo ISC (già TAEG), che è proprio la voce che incide maggiormente sui costi da sostenere. Per quanto concerne la concessione di prestiti a soggetti protestati, le finanziarie e le banche dovranno anche dichiarare l'eventuale maggiorazione applicata sui tassi reali, a copertura del maggior rischio. Insomma, una novità importante che mira a tutelare l'utenza e a favorire maggiore trasparenza in un settore, come quello creditizio, che si basa, molto spesso sulla disinformazione.

domenica 16 settembre 2007

Mutui: istruttoria e requisiti richiesti

GUIDA PRATICA ALLA SCELTA DEL MUTUO (Terza parte)

L’istruttoria è la fase che segue la richiesta di mutuo: durante l’istruttoria la banca compie una attenta valutazione finalizzata a verificare che il richiedente possieda le caratteristiche per ottenere il mutuo richiesto e che l'immobile possa costituire una adeguata garanzia.

Chi richiede un mutuo deve dimostrare alla banca di essere potenzialmente in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito.
Sono in particolare oggetto di valutazione la "capacità di credito" (volta tra l’altro a verificare eventuali insolvenze passate dei richiedenti), la “capacità di reddito” (attitudine a produrre nel tempo un reddito sufficiente a pagare le rate del mutuo) e il valore del bene immobile su cui si iscriverà l'ipoteca.
Qualora l’esito dell’istruttoria non fornisca sufficienti garanzie di restituzione del prestito, la banca respinge la richiesta.

Un finanziamento non può essere accordato senza valutazioni e precauzioni sufficienti. Ciò significa che chi richiede un mutuo deve dimostrare alla Banca di essere in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito.

I requisiti legali per ottenere un mutuo sono pochi.
È sufficiente essere:
- Cittadini italiani residenti in Italia;
- Cittadini di Stati membri della Cee;
- Cittadini stranieri (non Cee) con residenza in Italia.
- Età minima 18 anni; età massima, determinata di volta in volta dalla Banca finanziatrice.

Secondo i principi che regolano il credito, la Banca concederà il finanziamento solo se è convinta che il richiedente restituirà a scadenze convenute la somma prestata.

A tale convinzione contribuiscono due fattori: a) la personalità del richiedente: la Banca valuta la buona fede, l'affidabilità e la correttezza di chi richiede il mutuo; b) la sua "capacità di credito": la Banca vuole anche convincersi che il mutuatario non si accolli una rata che il suo reddito non può sostenere.
L'analisi del reddito presente e futuro del richiedente è dunque un punto chiave dell'istruttoria.

In generale le Banche difficilmente concedono un mutuo che abbia una rata mensile superiore a un terzo del reddito familiare netto mensile del richiedente.

I documenti da presentare

Lavoratori dipendenti dichiarazione del datore di lavoro dell'anzianità di servizio del dipendente; originale dell'ultimo cedolino dello stipendio e copia del modello CUD (in alternativa copia del mod.730 o "Unico").
Lavoratori autonomi o liberi professionisti copie del modello "Unico" (ex. Modello 740); estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato (C.C.I.A.A.); se professionista, attestato di iscrizione all' ALBO cui appartiene.

Per tutti e ad integrazione dei documenti sopra elencati

- certificato di nascita;
- certificato di stato civile oppure estratto dell'atto di matrimonio completo di tutte le annotazioni;
- estratto di matrimonio deve contenere tutte le eventuali convenzioni patrimoniali stipulate fra i coniugi;
- nell'ipotesi di persone divorziate o separate legalmente, bisogna presentare copia della sentenza del tribunale;
- copia della "promessa di vendita" o "compromesso";
- planimetria, con l'indicazione della proprietà confinanti sia dell'immobile che delle eventuali pertinenze (cantina, solaio, box);
- copia del certificato di abitabilità;
- copia dell'ultimo atto di acquisto dell'immobile;
- se l'immobile è pervenuto per successione occorre presentare il mod. 240 o il mod. 4 dell'ufficio successioni. (Fine terza parte)

sabato 15 settembre 2007

Tasso zero: specchietto per le allodole!

Quest'oggi, vogliamo occuparci delle cosiddette "offerte promozionali a tasso zero", con particolare riferimento a quelle legate alla grande distribuzione. Molti operatori commerciali, dopo opportuni accordi stipulati con primari istituti di credito, hanno lanciato sul mercato delle carte di credito che, al bisogno, consentono alla clientela di effettuare acquisti, presso i propri centri, rimborsabili comodamente a rate. Non è, però, tutto oro quel che luccica! Queste carte di credito, sono comode, vengono concesse senza troppe domande quasi a chiunque ne faccia richiesta ma, in verità, nascondono dei costi che è necessario valutare con la massima attenzione. Non tutti sanno con precisione a quanto ammonta il tasso d'interesse (TAEG - ISC) applicato sugli acquisti effettuati con queste carte. Barclay, leader indiscusso del settore, offre questo servizio ad un tasso molto elevato che si attesta al 21,93%. Un'alra carta molto presente sul mercato è la "Supercredit" di Pam, il cui tasso è, in media, pari al 18,28%. La catena di distribuzione Gis propone la carta "Spesamica Pass" con rate di rimborso gravate di un 17,46% annuo. L'ultima nata è la "Lidl Card", dell'omonimo gruppo, che in fatto di convenienza non teme, al momento, alcun rivale. Il tasso applicato è, infatti, "solo" del 9,87% annuo. Tra gennaio e luglio di quest'anno, sono stati siglati contratti per 36,5 milioni di euro con un incremento netto del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il numero delle operazioni, secondo quanto riferisce l'Assofin (Associazione delle Finanziarie di Credito al Consumo), è talmente elevato che in media, ogni famiglia italiana, ha sulle spalle almeno 3 prestiti! In soli 10 anni, la quota d'indebitamento delle famiglie rispetto al reddito è quasi raddoppiata, passando dal 25% al 47%. Gli incrementi più consistenti - continua Assofin - si sono registrati nel campo dei prestiti personali (+ 24%). Molte persone, poi, attirate dalle offerte a tasso zero, aumentano e di molto, la propria capacità di spesa, trascurando il fatto che, comunque, il tasso zero, in realtà non esiste.Bisogna sempre tener presente che i finanziamenti a tasso zero prevedono costi per l'attivazione della pratica che, a ben vedere, sono di norma, superiori alle medie del mercato e si attestano in un range che va dal 5% al 10% dell'importo complessivo finanziato (un vero salasso!).

venerdì 14 settembre 2007

Valutare tutti i costi del mutuo

GUIDA PRATICA ALLA SCELTA DEL MUTUO (seconda parte)

Il primo indicatore da guardare è l’ISC (Indice Sintetico di Costo), che comprende tutti i costi del mutuo (tasso, spread e tutte le spese): più basso è l’ISC, più conveniente è l’offerta.
Esso comprende anche un altro importante valore da considerare nella scelta: lo spread, cioè la percentuale applicata dalla banca al momento dell’accensione (che si somma all’euribor o all’irs) e che resta fissa per tutto il finanziamento.

Sono molti gli elementi che compongono concretamente il conto finale dell'intero investimento poiché il prezzo dell'immobile è solo una delle tante spese.

Di seguito proponiamo un utile elenco dei costi relativi all’immobile e i costi inerenti il mutuo:

1. costi relativi all’immobile
- Prezzo dell'immobile;
- Provvigioni all'agenzia immobiliare, se coinvolta nella compravendita;
- Imposta di Registro pari al 3% del valore dichiarato se l'acquisto riguarda la prima casa (cui si aggiungono le imposte catastali e ipotecarie che ammontano a 129,11 euro ciascuna, per un totale complessivo di 258,22 euro); tasse che ammontano al 10% del valore (7% imposta di registro, 2% imposta ipotecaria, 1% imposta catastale) negli altri casi;
- Parcella del notaio, proporzionata al valore dell'immobile;
- Spese per i nuovi contratti di fornitura telefono, gas ed energia elettrica;
- Spese di trasloco ed eventuali interventi interni per gli adattamenti della casa alle proprie esigenze;

2. costi relativi all’accensione del mutuo
- Spese bancarie di istruttoria necessaria all'erogazione del mutuo;
- Spese di perizia tecnico/estimativa per valutare la casa;
- Imposta Sostitutiva pari allo 0,25% dell'importo finanziato;
- Costo della copertura assicurativa sull'immobile dato in garanzia alla banca;
- Spese per l’iscrizione ipotecaria.

Non esiste, purtroppo, una regola fissa. Ogni banca, infatti, fissa questi costi in base alla propria politica commerciale.

giovedì 13 settembre 2007

Come scegliere il mutuo piu' adatto alle proprie esigenze

GUIDA PRATICA ALLA SCELTA DEL MUTUO

Al momento dell'acquisto e, più in generale, tra il compromesso di vendita e l'atto di vendita vero e proprio, è necessario attivarsi al fine di cercare la soluzione finanziaria più consona alle proprie esigenze di credito. Innanzitutto, bisogna sempre diffidare di quegli operatori del settore finanziario che millantano offerte da mille e una notte, tassi bassissimi riferiti al TAN, (guardandosi bene dal dichiarare a quanto ammonta realmente l'ISC, ovvero la voce più importante e determinante che gioca un ruolo fondamentale nel determinare il costo effettivo del finanziamento). Una banca, o una società finanziaria, deve innanzitutto verificare la vostra reale situazione finanziaria al fine di offrirvi un prodotto idoneo alle vostra capacità economiche. Ciò affinchè vi si evitino situazioni incresciose di sovra indebitamento familiare. In linea di massima, come si evince dalle analisi da noi svolte su diverse decine di mutui, non esiste, in senso assoluto, il "mutuo migliore". Esiste, piuttosto, il mutuo più adatto in relazione alla situazione economica ed alla predisposizione al rischio che è insita nel cliente. Internet, in tal senso, gioca un ruolo fondamentale e ricopre una veste insostituibile. Consente, infatti, di paragonare i prodotti finanziari di molteplici banche o finanziarie e addirittura di fare richieste di mutuo online, in pochi minuti e stando comodamente a casa. La scelta tra i diversi tipi di tasso, (fisso, variabile o misto), dipende molto, come dicevamo, dalla predisposizione al rischio che uno ha e dal ciclo economico che si sta vivendo. In questo momento, essendo la forbice tra il tasso fisso e il variabile, molto ridotta, consigliamo di contrarre mutui a tasso fisso, ma ciò non vuol dire che, se da qui a qualche mese, la situazione dovesse tornare tranquilla sui mercati internazionali, potrebbe nuovamente essere conveniente accendere un mutuo a tasso variabile o misto.

Più in particolare, diciamo che un mutuo a tasso fisso è consigliabile a chi vuole conoscere gli importi delle rate per tutta la durata del mutuo e, al contempo, desidera conoscere l'ammontare complessivo del debito contratto riparandosi da qualsivoglia impennata inflazionistica.

Il tasso variabile è una soluzione adatta a chi ha una buona propensione al rischio e conosce almeno un pochino l'andamento dei mercati e i cicli economici in senso generale. Infatti, un mutuo a tasso variabile è conveniente se si prevede un calo dell'inflazione e, quindi anche del costo del denaro, nel lungo periodo. Però, se si dovessero discostare di molto, le previsioni fatte, tenendo in debita considerazione le migliaia di variabili che possono giocare un ruolo fondamentale a livello macroeconomico, i danni potrebbero essere elevati (vedi crisi dei mutui subprime americani e le relative ripercussioni a livello mondiale). Un buon paracadute, in tal senso potrebbe essere il cosiddetto tasso "capped" che è flessibile come il tasso variabile ma è meno rischioso. Si avvicina un pò al tasso fisso ma costa di meno.

Il tasso bilanciato, invece, è uno strumento adatto a persone che hanno una certa conoscenza delle dinamiche dei tassi d'interesse e vogliono personalizzare il tasso del mutuo sulla base delle proprie preferenze. Il tasso bilanciato, come dice la parola stessa, si pone in uno stato di equilibrio fra il tasso fisso ed il tasso variabile.

Attenzione, poi, alle offerte promozionali fatte da alcune banche. Indipendentemente dal tipo di tasso scelto, offrono di solito, degli interessi "promozionali" molto bassi per un periodo iniziale, con lo scopo di attrarre più clienti possibili. Il tasso applicato in questo lasso di tempo, (in genere 3 o 6 mesi, in alcuni rari casi, vedi Mutuo Easy 5 di Banca Antonveneta 5 anni), fa si che si paghino rate bassissime, salvo poi, aumentare di colpo alla scadenza del periodo promozionale. (Fine prima parte)

mercoledì 12 settembre 2007

Finanziaria 2008 senza nuove tasse

Pil in frenata ma niente nuove tasse sulla Manovra Finanziaria 2008. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, ai vertici dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Il ministro avrebbe evidenziato un problema legato alle risorse e chiesto un ennesimo sforzo a tutti, ma senza nuove imposte. (Sembrerebbe proprio un contro senso, se tutti dobbiamo fare uno sforzo ma non ci saranno nuove imposte, la domanda è: su quali basi ci dovremo sforzare? - ndr). Confermate, infine, le stime Deficit/Pil previste nel Dpef e cioè del 2,5% per il 2007 e del 2,2% per il 2008. Confermato anche l'impegno volto alla riduzione dell'Imposta Comunale sugli Immobili.

martedì 11 settembre 2007

BOT: rendimenti in calo per gli annuali e i trimestrali

Calano i rendimenti dei Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) a tre mesi e ad un anno. Le variazioni al ribasso sono rispettivamente pari a 0,072 punti e 0,206 punti. In particolare risultano del 4,012% e del 4,041% i rendimenti lordi dei Bot trimestrali e annuali messi all'asta dal Tesoro. L'ammontare complessivo del collocamento è di 10 miliardi. Tuttavia, è da notare che sono arrivate richieste per un valore che supera, e di molto, i 13 miliardi di euro.

lunedì 10 settembre 2007

Distribuzione di prodotti bancari e assicurativi: ecco le ultime novita' introdotte dalla Consob

L'articolo 88 della bozza di regolamento siglata dalla Consob sugli intermediari, con particolare riferimento alla distribuzione di prodotti bancari e assicurativi, mira ad omogeneizzare la trasparenza di strumenti simili tra loro e che sono collocati sul mercato dagli stessi soggetti. In pratica, rientrano nel campo d'applicazione del regolamento tutti gli intermediari che svolgono, al contempo, sia il servizio di distribuzione di prodotti finanziari, emessi da banche o assicurazioni, che quello di collocamento di strumenti finanziari e consulenza. L'investitore potrà perseguire i propri obiettivi d'investimento attraverso diversi prodotti o servizi finanziari e, l'intermediario dovrà vagliare la miglior proposta possibile per il cliente, anche a costo di rimetterci in prima persona. Tra le altre cose, l'intermediario, sarà tenuto ad indagare in merito alla storia finanziaria del cliente e verificare quali siano stati gli investimenti in prodotti assicurativi a contenuto finanziario che lo stesso ha effettuato il precedenza.

sabato 8 settembre 2007

Mutui: detraibilita' interessi passivi

L'Agenzia delle Entrate ha reso noto che in base alla risoluzione ministeriale 241/e del 7 settembre 2007, gli interessi passivi del mutuo contratto per finanziare la costruzione della propria abitazione, (intesa come prima casa, o più propriamente, abitazione principale), sono detraibili, anche qualora la destinazione del mutuo risultasse del tutto mancante, o fosse stata omessa, nel contratto stipulato tra la banca e il cliente. Ciò è vero a patto, però, che chi ha contratto il mutuo produca una dichiarazione della banca che attesti la finalità per la quale il finanziamento è stato concesso. Questa dichiarazione che la legge prevede possa essere anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, (in buona sostanza si tratta di una vera e propria auto certificazione), deve essere presentata all'ufficio Territoriale dell'Agenzia delle Entrate competente. In base all'articolo 15, comma 1/ter del Tuir, l'importo massimo che si può detrarre dall'ammontare complessivo è pari al 19% e, comunque, non superiore a € 2582,28 degli interessi passivi pagati dal mutuatario in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca e che siano stati contratti a partire dall'1 gennaio 1998. Riassumendo, quindi, è possibile detrarre gli interessi passivi derivanti dal mutuo costituito sia per la costruzione della propria abitazione principale sia per l'acquisto di un immobile già pronto, purché nel contratto venga specificata la finalità dello stesso. In mancanza, sarà sufficiente produrre una semplice auto certificazione da presentare all'Agenzia delle Entrate.

venerdì 7 settembre 2007

Mutui: il tasso variabile conviene?

Gli esperti del settore sembra che non abbiano dubbi. Per loro è ancora il tasso variabile quello più conveniente!

"Non è il momento migliore per ricorrere all'accensione di mutui a tasso fisso". A dichiararlo è l'equity strategist di Jc & Associati, Nicolò Nunziata. "Adesso è meglio il tasso variabile e man mano che i tassi salgono lo sarà ancora di più. C'è stato un momento, due o tre trimestri fa in cui la convenienza del tasso fisso e di quello variabile era praticamente la stessa, grazie all'inversione della curva dei rendimenti e alla riduzione degli spread applicati dalle banche". Secondo Nunziata "solo nel caso in cui l'inflazione ritornasse ad essere lo spauracchio di qualche anno fa, la situazione andrebbe riconsiderata. Se dovesse prevalere il modello degli ultimi 5/6 anni, il 6% del tasso fisso sarebbe improponibile. Bisogna cercare di capire che mondo sarà quello che ci aspetta".

giovedì 6 settembre 2007

Costo del denaro fermo al 4%. Lo ha deciso oggi la BCE

La BCE ha lasciato i tassi invariati al 4%. Il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, ha riferito in una nota che "il recente aumento della volatilità dei mercati, richiede un attento monitoraggio dei dati, prima di stabilire quale strategia di politica monetaria adottare. La Bce, intanto, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica dell'area Euro per quanto concerne il 2007. Si stima un'espansione che può variare in un range che va dal 2,2% al 2,8%. Appena due mesi orsono, la forchetta era al 2,3% - 2,9%. C'è comunque ottimismo per il 2008. Ci si attende una crescita che va dall'1,8% al 2,8%. Al fine di stabilizzare un pò il sistema bancario, la Bce ha provveduto ad immettere sul mercato nuova liquidità, per un ammontare di circa 42,24 miliardi di euro, il tutto nell'ambito di un'asta su prestiti overnight a un tasso base del 4%.

ABI dichiara guerra al contante per contrastare le rapine in banca!

L'Italia ha un triste primato. E' il Paese europeo in cui si registrano il maggior numero di mini rapine! Sarebbero, secondo una stima dell'ABI, circa 2700 - 2800 all'anno le rapine in banca. La ragione è da attribuire principalmente all'uso del denaro contante. Infatti, per bocca del direttore generale dell'ABI, Giuseppe Zadra, "in Italia c'è ancora troppo contante in giro e i rapinatori vedono la banca come il salvadanaio da rompere. Sappiamo che in Italia il 90% dei pagamenti avviene in contanti. Noi pensiamo che un nesso causale ci sia tra l'eccesso di moneta contante in circolazione e l'eccesso di misfatti. Per questo motivo abbiamo adottato una strategia, denominata war on cash (letteralmente guerra al contante), convinti che il denaro contante possa e debba ridursi". Gli importi medi delle rapine in banca - riferisce l'Abi -, in Italia, non superano i 20.000 euro e le più frequenti non superano i 2 o 3000 euro. Al fine di prevenire i fenomeni criminosi, tutti gli istituti di credito sparsi sul territorio italiano, già da qualche tempo espongono un'ampia messaggistica di sicurezza che avverte che la filiale è dotata di metal detector e l'area è costantemente videosorvegliata. Alcune banche, poi, sono dotate di dispositivi in grado di rilevare il profilo biometrico dei clienti e di cassaforti temporizzate. Non tutte, purtroppo, hanno una guardia armata. "Insomma, - conclude l'Abi -, spendiamo 800 milioni di euro all'anno in fatto di sicurezza e, se teniamo conto del fatto che in Italia esistono circa 35 milioni di conti correnti attivi, vuol dire che ogni anno si spendono in sicurezza 23 euro per cliente. Per questo motivo, quando le banche italiane vengono accusate di essere particolarmente care, bisogna considerare l'incidenza dei costi per garantire la sicurezza che, da noi, costa ben cinque volte in più rispetto alla Germania".

mercoledì 5 settembre 2007

Mutui: in Italia si spendono 703 euro in piu' all'anno rispetto alla media europea

Accendere un mutuo in Italia è sempre più oneroso. Una stima fatta da Adusbef e Federconsumatori, colloca il nostro Paese in vetta nella speciale classifica del caro mutui. Un mutuo, per l'acquisto della prima casa può arrivare a costare fino a 703,92 euro in più all'anno rispetto a quanto spendono nel resto d'Europa. Le associazioni dei consumatori hanno messo a confronto i tassi di interesse italiani ed europei. I dati sono inequivocabilmente sfavorevoli ai consumatori italiani. Nel mese di maggio di quest'anno, il tasso medio di interesse si era attestato al 5,67% mentre la media dei tassi applicati in Europa (fonte BCE) era al 4,72%, lo 0,95% in meno, ovvero quasi un punto percentuale! Ad incidere negativamente sono soprattutto i mutui a tasso variabile, che occupano una fetta ragguardevole del mercato, con il 75% di contratti in essere. In Francia e in Germania il 75% dei mutui è, invece, a tasso fisso e, infatti, nessuno parla di caro mutui o di crisi da sovra indebitamento familiare!

Finanziaria 2008: ecco gli interventi allo studio da parte del Governo

Oltre all'ipotesi, a dire il vero molto concreta, di unificare il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie portandolo al 20% - (innalzado la tassazione su BOT, CCT, pronti contro termine e similari e, al contempo riducendo l'attuale prelievo sugli interessi dei conti correnti, portandolo dal 27% al 20% appunto) - sono diversi gli interventi che il Governo dovrebbe approntare sul fronte fiscale con l'entrata in vigore della Legge Finanziaria 2008. Si parla, ad esempio, di una riduzione dell'IRES pari al 5% accompagnata, però, da un sostanziale riordino degli incentivi. Come se non bastasse, dovrebbe anche essere introdotta una graduale riduzione dell'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) seguendo tre diversi schemi:

a) innalzamento della franchigia da 104 euro a 204 euro (popolazione interessata circa il 50 - 60%);

b) innalzamento della franchigia da 104 a 290 euro (popolazione interessata circa il 75%);

c) eliminazione totale dell'imposta (popolazione interessata circa 20 milioni di famiglie).

Ragionevolmente, lo schema "a" sembra essere quello maggiormente caldeggiato dai tecnici che stanno portando avanti gli studi di fattibilità del provvedimento.

Per ciò che attiene l'IRAP, si sta pensando ad una stabilizzazione dell'aliquota, mentre, sul fronte dei rimborsi alle imprese che vantano crediti nei confronti del fisco, per favorire un recupero più celere si sta pensando di coinvolgere la società di riscossione pubblica "Equitalia" quale concessionaria esclusiva per il disbrigo di tali pratiche.

Sul fronte del lavoro autonomo, si punta decisamente su due regimi semplificati; a) ai contribuenti "minimi" dovrebbe essere concessa la possibilità di effettuare un solo versamento all'anno, per imposte e contributi; b) per i contribuenti cosiddetti "marginali", si dovrebbe approntare una misura forfettaria unica per ciò che attiene le imposte e un regime semplificato per l'IVA.

martedì 4 settembre 2007

Pensioni: aumenti in vista nel 2008

Buone notizie in arrivo per i pensionati! Il 2008 sarà un anno all'insegna degli aumenti! L'annuncio proviene dal Ministro Damiano che, si legge in una nota, oltre a rimpinguare le tasche di 3 milioni di pensionati nel mese di ottobre prossimo con un bonus, erogato una tantum, di circa 301,70 euro (nel rispetto della concertazione tra governo e parti sociali e in ottemperanza alla legge 127 del 2007), nel 2008 ha stimato un aumento consistente per i redditi da pensione. In particolare i pensionati che hanno maturato, nel periodo lavorativo, fino a 15 anni di contributi da lavoro dipendente hanno diritto in media a 262 euro,nel 2008 l'importo sarà aumentato a 336 euro. Incrementi anche per i pensionati con 15-25 anni di contributi, l'importo loro dovuto sarà di 327 euro per il 2007 e 420 per il 2008. Per i pensionati con oltre 25 anni di contributi l'importo passerà da 393 a 504 euro.
Per quanto riguarda le pensioni INPS, l'Ente fa sapere che sta provvedendo all'invio di una comunicazione con l'indicazione esatta degli importi spettanti per il 2007 insieme ad un riassunto dei requisiti necessari per rientrare nella categoria degli aventi diritto. Oltre quattrocentomila pensionati, di cui l'INPS non conosce i redditi, riceveranno una lettera con allegato un modulo per dichiarare i loro redditi. Il modulo, debitamente compilato, dovrà pervenire all'Inps anche attraverso i Caf e i professionisti abilitati.

lunedì 3 settembre 2007

Direttiva MIFID: ecco le principali novita'

Cosa è il MIFID?

Il Mifid, (Markets in Financial Instruments Directive), è un vero e proprio codice di garanzie per i consumatori.

Ogni intermediario finanziario, operativo all'interno della Comunità Europea, dovrà operare nel rispetto di regole uniche ed armonizzate in base alle esigenze della clientela comunitaria. I singoli Paesi dell'UE si impegnano a recepire nel proprio ordinamento tutte le norme della Direttiva Mifid.

Le Società che presteranno i propri servizi in forma transfrontaliera, in libera prestazione, adotteranno le regole del proprio Paese d'origine e non di quello in cui operano, a differenza di quanto è accaduto finora.

Il principio di massima armonizzazione, poggia sulla massima confidenza dell'implementazione delle norme presso gli altri stati membri.

I punti salienti della direttiva sono sostanzialmente 6.

1) Abolizione della regola di concentrazone
Questo punto mira a modificare i termini delle contrattazioni e negoziazioni all'interno di un mercato regolamentato, attraverso l'ausilio di un intermediario.

2) Consulenti Finanziari
La direttiva Mifid ha, in un certo senso, rivoluzionato il mondo dei consulenti finanziari. Infatti, è stata introdotta la possibilità, per le persone fisiche, di prestare servizi di consulenza finanziaria, dopo che questi si siano iscritti ad un albo redatto e tenuto da un organismo di tutela e controllo,appositamente costituito, che avrà, fra le altre cose, il potere di sospendere o addirittura radiare chi commette gravi infrazioni.

3) Borsa Italiana e MTS
Nuovi criteri atti a disciplinare l'ammissione alle negoziazioni e i casi di sospensione, il tutto sotto l'egida della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), e della Banca d'Italia per quanto riguarda Mts.

4) Vigilanza
Individuate nuove modalità di collaborazione tra le autorità. Sarà, inoltre, fatto valere il protocollo d'intesa che regola, coordina e chiarisce i compiti di vigilanza spettanti a ciascuna autorità in base al criterio della prevalenza delle funzioni.

5) Conflitto d'interessi
Secondo questa normativa, gli intermediari finanziari, saranno obbligati ad adottare ogni misura idonea a garantire le migliori performance possibili alla clientela, anche a costo di rimetterci. Vi sarà, inoltre, più trasparenza. Il collocamento, la raccolta ordini e la negoziazione consteranno di informazioni meno complete e richiederanno il meno stringente criterio dell'appropriatezza. Resta fuori dal provvedimento l'execution only.

6) Categorie
L'utenza sarà suddivisa in tre categorie, a seconda della protezione da applicare loro: a) controparti qualificate (i cosiddetti clienti istituzionali, ai quali non si applica la "best execution", ovvero l'obbligo dell'intermediario di fornire la migliore negoziazione possibile); b) clienti professionali (avranno una tutela ridotta rispetto agli obblighi previsti per la prestazione di servizi di investimento); c) clienti al dettaglio (avranno la massioma garanzia prevista dal Mifid).


domenica 2 settembre 2007

Prestiti personali: cresce il sovra indebitamento delle famiglie italiane!

La forma di credito più utilizzata è la cessione del quinto dello stipendio. Lo rivela una ricerca condotta dalla societa' di credito al consumo "Ducato". L'indagine conoscitiva prende in esame il periodo che va dal 2004 al 2006. In particolare, si evince una propensione maggiore, a ricorrere a questo strumento finanziario, da parte delle popolazioni centro meridionali. Sono soprattutto la Campania (563,44 mln e il 15% della quota di mercato, +125% tra il 2004 e il 2006), la Sicilia (546,29 mln e il 14% della quota di mercato, +88%) e il Lazio (480,12 mln e il 13% della quota di mercato, +118%) a ricorrere maggiormente alla cessione del quinto. Molte società finanziarie, poi, tendono a concedere questo tipo di finanziamento senza richiedere particolari garanzie al cliente, fatta salva la busta paga, ma soprattutto senza tener conto dell'effettiva situazione economica dello stesso, favorendo così, il più delle volte, il sovra indebitamento. A dimostrazione di ciò è sufficiente prendere ad esempio una simulazione fatta dall'agenzia di stampa "ADNKronos" che dimostra chiaramente quanto sia semplice ottenere somme di denaro che prevedono piani di rimborso, di gran lunga superiori alle proprie capacità finanziarie. Con una sola busta paga, sono state inoltrate, simultaneamente, tre richieste ad altrettante società finanziarie e nonostante fosse stata esplicitamente dichiarata l'esistenza di altri finanziamenti, è stata ottenuta l'autorizzazione a tre prestiti per una vacanza, l'acquisto di un auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 10.000 euro in 48 rate da 254 euro; 20.000 euro in 84 rate da 292; 30.000 euro in 84 rate da 437. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 983 euro e 13.437 euro di interessi. Considerando che la busta paga campione era di 1.600 euro nette al mese, si capisce fin troppo bene che i prestiti sono stati concessi badando solo ed esclusivamente al profitto senza dar peso alla reale capacità finanziaria del richiedente che, con quello stipendio, molto difficilmente potrà far fronte agli impegni assunti!

sabato 1 settembre 2007

Pubblica Amministrazione: quella italiana è una tra le piu' care d'Europa!

Lo rivela un'indagine della Cgia di Mestre secondo cui sul totale del costo, in Italia, incide molto la spesa per pagare gli interessi maturati sul debito pubblico!

L’Ufficio studi della CGIA di Mestre ha messo a confronto i costi delle principali pubbliche amministrazioni europee e dati alla mano, la pubblica amministrazione di casa nostra e la sua gestione costa a ciascun cittadino italiano ben 5.564 euro l'anno. Solo la Francia, con un costo pari a 5.765 euro pro capite, registra una spesa superiore alla nostra ma in termini di efficienza e di performance il pubblico impiego transalpino è nettamente migliore rispetto al nostro.

L'indagine è stata fatta sommando i costi per il personale, i costi per l’amministrazione e la gestione e quelli per gli interessi da pagare sul debito pubblico.

Dopo Francia e Italia, al terzo posto troviamo il Regno Unito con 5.182 euro pro capite, al quarto la Germania con 4.115 euro e, all’ultimo posto tra i principali paesi dell’Europa dei 15, la Spagna con soli 3.247 euro a testa.

“Di fronte a questi risultati – commentano dalla CGIA di Mestre – ciò che balza subito agli occhi non è tanto il costo del personale italiano che, con 2.660 euro pro capite, è ben al di sotto dei dati riferiti al Regno Unito o alla Francia, bensì i costi per il funzionamento della macchina pubblica che è la più costosa tra i principali paesi dell'Unione Europea.

Infatti - concludono dalla CGIA - se da noi il costo si attesta sui 1.763 euro pro capite, in Francia è pari a 1.389 euro, mentre tutti gli altri paesi sono ben al di sotto di questa soglia. Infine, ma questo non rappresenta certo una novità, paghiamo ben 1.141 euro pro capite di interessi sull'enorme debito pubblico contratto dall'Italia contro i 752 euro della Germania, i 739 euro della Francia, i 638 euro del Regno Unito e i 379 euro della Spagna”.
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